WILMA NERUDA E SHERLOCK HOLMES

C’è chi ritiene che Sherlock Holmes sia un personaggio immaginario, partorito dalla fantasia di Sir Arthur Conan Doyle, che si sarebbe ispirato ad alcune caratteristiche di un suo maestro, il dottor Joseph Bell.

Moltissime persone in tutto il mondo (e noi con loro) non sono d’accordo con questa ipotesi, della cui inattendibilità hanno riportato anche alcune prove, e giocano il cosiddetto Grande Gioco, secondo il quale: “Conan Doyle” è lo pseudonimo con il quale il Dr. Watson firmava i suoi scritti: tutt’al più qualcuno concede che sia stato soltanto il suo agente letterario; tutto quanto appare nel Canone (cioè nei racconti e romanzi firmati da Watson) è vero; Sherlock Holmes è nato il 6 gennaio 1854; non è nota la data di una sua eventuale morte. Anzi, per quello che se ne sa, potrebbe essere ancora vivo. Le conseguenze dirette di questi assiomi sono prevelentemente due: trovare le ragioni plausibili per giustificare eventuali discrepanze tra quanto riferito da Watson e quanto riportato da altri cronisti del tempo e ricostruire le possibili interazioni di Holmes e Watson con i personaggi pubblici loro contemporanei, Scrittori, uomini politici, artisti, militari, governanti, musicisti, medici, scienziati possono in questa prospettiva aver incontrato Holmes, averne richiesto l’aiuto, avergli proposto enigmi sui quali applicare la sua arte investigativa.

Così si apre il nostro spettacolo Wilma Neruda, la violinista che conobbe Sherlock Holmes. Una lettura recitata in forma di concerto l’abbiamo voluta chiamare, perchè non è solo teatro ma neanche solo un concerto. Una conversazione in musica immaginaria. Cosa si sarebbero detti la grande violinista di età vittoriana tanto amata da Holmes e il Dottor Watson se in una sera del lontano 1907 si fossero incontrati? Quali i ricordi, le parole, le emozioni?  Sospesa tra l’immaginario ed il reale la piccola piece teatrale racconta aneddoti legati al Canone holmesiano e le motivazioni delle molteplici citazioni musicali ricorrenti in esso.  La musica è quella dell’epoca e si snoda tra brani di Wilma Neruda e del fratello Franz, di Ernst, Paganini, Offenbach , Mendelssohn e ovviamente…Chopin. La varietà delle emozioni è la varietà della musica che passa da brani per duo violino-pianoforte a brani per solo pianoforte come spesso accadeva nei concerti di età vittoriana. Un viaggio ideale alla scoperta di un piccolo repertorio eppure grande e amato. E’ un gioco  che per poco più di un’ora ci terrà sospesi tra piani temporali diversi.

GIOCATE CON NOI

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