Voci di fabbrica:

Loretta Mecocci e il papà Leonello

Loretta Mecocci è stata una maestra di Villa Adriana, della scuola che allora era a Ponte Lucano. L’abbiamo raggiunta a Macerata, dove da tempo vive e gentilmente ci ha concesso di condividere i suoi ricordi, perchè non dimentica Tivoli e Villa Adriana, anzi, Ponte Lucano, dove E è nata ed ha vissuto la sua infanzia e parte della giovinezza.

Ingresso con cancello in ferro di una villa, visibile il giardino e l'edificio sullo sfondo sotto un cielo sereno.

Casa sua era il Villino Franco, acquistato da Giuseppe Cardile ed Emilio Gardiol nel 1933 per la I.A.C. e dove inizialmente vi avevano creato una mensa per le operaie e un refettorio nel cantinato ed alcuni appartamenti nei piani superiori. Ma il villino era ad almeno due chilometri dallo stabilimento e i due imprenditori non tardarono a rendersi conto dell’antieconomicità della scelta e finirono per adibirlo ad abitazione per quelle prime famiglie che fecero arrivare da Ciriè, Milano, Varese, Genova: Lini, Montafia, Origlia, Trivero, Galli, Ponte e anche Mecocci.

Leonello Mecocci arrivò da Firenze e fu assunto tra il 1939 e il 1940 come centralinista di una fabbrica oramai Pirelli. Affabile, premuroso, benvoluto, grande amico di don Giacinto con il quale condivideva le cure di Chianciano, lavorò per 25 anni nella Pirelli di Guido Giudici, morendo purtroppo poco dopo aver raggiunto la pensione, nel 1964, a soli 60 anni.

Loretta ci racconta un’altra epoca, della paura della poliomielite, delle colonie, dei giochi spericolati, dell’amore per la scuola che l’ha fatta studiare come maestra prima e direttore didattico poi, di una vita diversa, fatta di rapporti di buon vicinato, solidarietà e profonda umanità. I suoi ricordi restituiscono l’immagine di una comunità unita attorno alla fabbrica e di un un luogo che ancora oggi vive nella sua memoria attraverso un sentimento di sincera riconoscenza.

Grazie a Loretta per questo dono

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