Sherlock Holmes: aneddoti sulla vita di Niccolò Paganini.

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Paganini e le corde

Nella sua opera L’arte di Suonare il Violino, Carl Guhr fornisce una buona visione di insieme dei metodi di Paganini. Innanzitutto egli contraddice molte delle affermazioni presenti nelle biografie di Paganini riguardanti i suoi ‘trucchi’. Per esempio, il fatto che Paganini usasse modificare l’accordatura delle corde durante l’esecuzione del brano con una singola girata del pirolo, è fondata assolutamente solo su un mito. Paganini, secondo quanto afferma lui stesso, non era solito modificare l’accordatura durante il brano. Spesso invece accordava la corda SOL mezzo tono o una terza minore sopra; spesso suonava con tutte le corde mezzo tono più alte, quindi, FA, SI bemolle, Mi bemolle, la bemolle invece che MI, LA, RE, SOL e questo lo fa nel suo Concerto n. e ne Le Streghe e in altre opere. Quando Guhr ascoltò il Concerto rimase a dir poco sbalordito: egli sentiva distintamente l’orchestra suonare in mi bemolle e così anche il violino eseguire tutti quei passaggi arditi e complessi nella stessa tonalità; egli aveva infatti un’orecchio assoluto ed era certissimo di quanto aveva ascoltato ma stentava a credere dal moment la parte del violino solista che era assolutamente impraticabile, per non dire impossibile, da eseguirsi in mi bemolle. Lascò quindi il concerto alquanto perplesso e credendo di essere sotto l’incantesimo di una sorta di Stregone. Solo in seguitò scoprì il segreto: Paganini aveva semplicemente accordato il violino mezzo tono sopra suonando certamente in mi bemolle ma realmente in Re maggiore che diminuisce le difficoltà di almeno tre quarti. In questo modo Paganini gettava sabbia negli occhi del pubblico fornendo inoltre motivo per tutte le storie stravaganti che circolavano su di lui.

Paganini aveva differenti set di corde a seconda delle diverse accordature. La corda Sol usata per le accordature d La bemolle o si bemolle e così tutte le altre corde che usava per diverse accordature più alte, le lasciava tese su un altro violino usato solo per quello scopo. Il cambio di tono e di accordatura infatti avveniva sempre tra un numero e l’altro. Aveva anche corde di diverse misure. Quanto più l’accordatura era altra tanto più le corde erano fine. Era in questo modo che teneva le sue corde sempre all’accordatura che desiderava. Sarebbe stato davvero da folli pensare che una corda Sol che era stata tale durante tutto un brano potesse all’istante diventare si bemolle e rimanere in tono per tutto il brano. Carl Guhr era un rinomato violinista tedesco e Cappelmeister a Francoforte durante il tour tedesco di Paganini. Guhr fu tanto preso dal grande virtuoso da seguirlo ovunque come Ole Bull ed Ernst in alcuni di questi suoi tour. Essendo provvisto di grande memoria ed orecchio egli trascrisse tutto ciò che sentiva. Certamente non potè ricordare proprio tutto quello ascoltato da Paganini ma ne trattenne l’idea di insieme. E’ grazie a lui che abbiamo ottenuto il brano ‘

Nel Cor più non mi sento’‘.

Musical Courier in Strings 1896