DI VERA MAZZOTTA
https://trove.nla.gov.au/newspaper/article/174576853/20440746
Sir Charles Hallè adorava il suo Gran Coda Broadwood, forse anche perchè sapeva che, nel 1818 Beethoven ne aveva ricevuto uno che, dicono avesse preferito al suo Erard…. o forse semplicemente perchè furono tra i primi costruttori a sperimentare costantemente per migliorare la qualità e la portata del suono che fin dal 1852 a lui sembrava di gran lunga più ricco e bello di quello degli Erard, con una qualità di suono sempre uguale e costante dal pianissimo sino al fortissimo (Lettera di Halle a H. Broadwood). Per questo per il Centenario della nascita di Beethoven, celebrato a Bonn nel 1871, Hallè scelse un Gran Broadwood e sempre questo fu il pianoforte sul quale eseguì per la prima volta a Londra, l’integrale delle Sonate di Beethoven. Chopin suonò su un Broadwood, anzi, spesso nella residenza di Broadwood che forse aveva conosciuto a Parigi, anche se rimase fedele ai Pleyel e così Liszt nel 1886 e anche la Regina Vittoria ne acquistò uno, lo stesso in cui suonò con Mendelssohn… Broadwood fu una delle case più conosciute e diffuse e, dal 1878 ebbe tra i suoi fidati clienti anche Alma Tadema, , Edward Burne – Jones, William Morris, Elgar, Sir Henry Irving, Joseph Joachim che prese uno a noleggio un semi-gran nel febbraio del 1885, poi rivenduto ad ottobre a Theodore Waterhouse, e …
Sir Arthur Conan Doyle: verso la fine del 1897 Arthur e sua moglie Louise si trasferiron nella loro nuova casa, ‘Undershaw’, una sontuosa villa in mattoni rossi che rifletteva la fama e lo status del suo proprietario, progettata per ricevere ospiti, con una grande sala biliardo adornata di disegni originali di Sidney Paget delle storie di Sherlock Holmes, una sala da pranzo capace di ospitare trenta persone, undici camere da letto, alloggi per i domestici; tutte le stanze al piano terra, compreso lo studio di Conan Doyle, erano rivolte a sud con vista su una valle e una brughiera e, nel salotto rivestito di legno, c’era un pianoforte, un piccolo Broadwood verticale, per Touie….Solo la sua seconda moglie ottenne di avere il Gran Coda!
Certamente anche Sherlock Holmes, se avesse avuto posto per un pianoforte, avrebbe avuto un Broadwood!
Come scrisse il figlio maggiore di Charles Hallé….
Niente, però, allontanava mio padre per molto tempo dal suo amato pianoforte: ovunque andasse per le sue vacanze, i signori Broadwood gli mandavano uno dei loro grandi strumenti, e quante risate abbiamo avuto nel vedere tutta la popolazione di pescatori di qualche località di mare uscire per trascinare la grande cassa fino alla casa che mio padre avrebbe preso. Cowes fu per molti anni la sua località di vacanza preferita prima una casetta a East Cowes, e poi Egypt House, West Cowes, un posto delizioso con un giardino che scendeva fino al mare, all’epoca una scuola, ma mio padre la prendeva durante i mesi di vacanza – agosto e settembre. Qui il pianoforte, con molti ‘yo heave-hos’ e altri suoni…veniva portato e poi era delizioso nelle calde notti estive sedersi in giardino o sul muretto che si affacciava sul mare, e sentire la Sonata ”Al Chiaro di Luna” e altre, suonate come solo mio padre sapeva fare.
Chi si occupava a Londra di accordare e di tenere a punto questi strumenti? Chi era il ‘‘Mauro Buccitti” 🙂 della situazione?quello che risolveva ogni problema, che accontentava ogni pianista? che accordava i pianoforti a seconda dei tre diversi pitch dell’epoca ( tutti alquanto più alti rispetto al nostro 440)? Alfred James Hipkins, tecnico, accordatore e anche ottimo pianista, noto agli artisti come al pubblico dal lontano 1851, quando, poco più che trentenne, venne assunto per supervisionare l’accordatura dei 4 pianoforti inviati alla Great Exhibition, ogni mattina presto, e più tardi, nel corso della giornata, mentre le folle cominciavano a radunarsi, far conoscere i pianoforti a coda Broadwood incantando il pubblico con la musica di Chopin.

RICEZIONE DI SIR CHARLES HALLE.
Il London Daily Telegraph del 3 aprile dice: — “L’accoglienza di ieri a Sir Charles e Lady Hallè alla vigilia della loro partenza per l’Australia presso i locali della ditta Broadwood e Sons, in Great Pulteney-street, è stata un brillante successo. Le stanze, piene di ricordi di artisti musicali che hanno acquisito fama durante gli ultimi due secoli, erano elegantemente decorate con gruppi di palme e fiori, sopra i quali erano intrecciati bandiere della Gran Bretagna, Australia, Germania e Austria, che sovrastavano uno scudo con la scritta: ‘ I Migliori auspici per la salute, la felicità e il sicuro ritorno di Sir Charles e Lady Halle!’ Sotto c’era il motto: ‘Sii prospero in questo viaggio, come in tutti’. I visitatori sono stati ricevuti da Mr. H. J. T. Broadwood e Mr. E. Rose, come rappresentanti della ditta. Mr. A FAIRBANKS S. ROSE, presso Messrs. Gordon e Gotch, Melbourne, sarà lieto di dare qualsiasi ulteriore informazione riguardante i pianoforti Broadwood.”
Ecco che Hallè, per il tour Australiano, trovò uno sponsor proprio in Broadwood, prince of pianoforte makers, che gli fornì a noleggio due splendidi pianoforti, specially made by Broadwood, trasportati ovunque andassero insieme ad una persona di fiducia per tenerli accordati. D’altra parte Hallè sapeva che, difficilmente in Australia avrebbe potuto trovare dei pianoforti adatti e sapeva bene che portare un pianoforte di quelle dimensioni, portato persino in chiesa per accompagnare una funzione domenicale, sarebbe stato un incentivo per il pubblico.

