Il nostro ospite in Italia fu la Pirelli, e ci mancano le parole per descrivere le molte cortesie e gentilezze che ci furono riservate da vari membri di questa organizzazione di fama mondiale. Tra questi vi erano il dottor Ubaldo Zoboli, che dirige l’ufficio di Roma; il dottor Paolo Trotto, dirigente della sede centrale di Milano; il dottor Angelo Martinenghi, vicedirettore e responsabile generale degli acquisti (che ha rappresentato l’Italia come delegato a tutte le riunioni dell’International Rubber Study Group tranne una); e il signor Arrigo Castellani, direttore della pubblicità. Altri includevano il dottor Stefano Oberto, il signor G. Zanni, il dottor Marco Corvo, il dottor Guido Cesura e numerosi chimici e ingegneri.
L’organizzazione Pirelli fu fondata nel 1872 e istituì la prima fabbrica per la produzione di articoli in gomma in Italia. Attualmente è impegnata nella fabbricazione di quasi ogni tipo conosciuto di prodotto in gomma, sia nei propri stabilimenti sia attraverso società affiliate; tuttavia, la propria struttura organizzativa è suddivisa in tre principali divisioni: cavi e fili isolati, pneumatici e camere d’aria, e articoli tecnici (meccanici, prodotti farmaceutici, schiume di lattice, articoli impermeabili, ecc.).
La fabbrica principale si trova a Bicocca (vedi fotografia). Un’altra è situata a Tivoli (vicino Roma) e una terza a Settimo Torinese (vicino Torino). Una nuova fabbrica per la produzione di cavi elettrici è in costruzione ad Arco Felice (vicino Napoli). A supporto della produzione di questi stabilimenti vi sono letteralmente decine di piccoli impianti, per lo più situati nell’Italia settentrionale, dove vengono realizzate specialità di vario genere. Inoltre, l’organizzazione Pirelli mantiene impianti per la produzione di prodotti chimici per la gomma, filati di cotone, filati di rayon ad alta tenacità, ecc.
La Pirelli è capitalizzata per circa 40 milioni di dollari e conta circa 33.000 azionisti. La sola società madre impiega oltre 22.000 persone, di cui circa 14.000 nello stabilimento principale di Bicocca. Complessivamente, tuttavia, l’organizzazione Pirelli, incluse le società affiliate e il gruppo internazionale, dà lavoro a oltre 50.000 persone. Nel gruppo internazionale vi sono aziende con stabilimenti in Inghilterra, Belgio, Spagna, Brasile, Argentina e Canada. Una piantagione di gomma è gestita in Indonesia.
Le attività di ricerca sono concentrate nello stabilimento di Bicocca, e l’importanza della ricerca per le operazioni dell’azienda può essere compresa dal fatto che i laboratori di Bicocca occupano una superficie di circa 250.000 piedi quadrati e impiegano più di 900 tecnologi, ingegneri, chimici e altro personale.
Il primo stabilimento Pirelli che visitammo fu quello situato a Tivoli, che si trova a circa 40 miglia a nord-est di Roma. Tivoli è collocata in una delle zone più storiche d’Italia, poiché le sue sorgenti sulfuree furono una risorsa fondamentale.
L’attrazione che le sorgenti sulfuree esercitavano sui governanti dell’antica Italia rende l’area una delle più storiche del Paese, e vi si trovano le rovine di molte residenze notevoli, tra cui Villa Adriana e la celebre Villa d’Este, che possiede circa 1.000 fontane funzionanti. Qui abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Guido Giudici, direttore dello stabilimento; Andrea Fabbri, vicedirettore; e Giuseppe Rovelli, direttore di produzione.
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La produzione dello stabilimento di Tivoli è dedicata esclusivamente a pneumatici e camere d’aria. Durante la Seconda guerra mondiale, l’impianto fu praticamente distrutto dai bombardamenti e circa il 75% dell’attuale stabilimento è frutto della ricostruzione.
La riabilitazione dell’impianto ha permesso l’installazione delle più moderne attrezzature per la costruzione di pneumatici, e lo stabilimento è oggi un modello della produzione contemporanea. Vengono prodotti tutti i tipi di pneumatici e camere d’aria, e si incontra il consueto problema europeo, poiché oltre 100 diversi tipi e misure di pneumatici sono in produzione. Gli ingegneri dei pneumatici apprezzeranno in particolare questa difficoltà, non solo dal punto di vista dei processi produttivi, ma anche dello stoccaggio degli stampi.
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Lo stabilimento di Tivoli utilizza Banbury, plasticatori, raffinatori, mescolatori, calandre e gli altri tipi di macchinari pesanti presenti nei principali impianti di produzione di pneumatici in tutto il mondo. Utilizza un metodo semplice ma ingegnoso per rimuovere la gomma dai cilindri del mescolatore, illustrato nel disegno allegato. In questo metodo, la gomma viene alimentata dal plasticatore a un mescolatore aperto. I rulli di avvolgimento sono collocati sopra l’unità di miscelazione (vedi disegno). Due strisce di filo d’acciaio con manici in alluminio sono posizionate lungo la superficie del primo rullo di avvolgimento (A), con un filo ancorato all’estremità del rullo e l’altro a una barra d’acciaio sopra il rullo (B). La gomma proveniente dal cilindro del mescolatore viene alimentata e avvolta sul primo rullo (A). Dopo che si è accumulata sul rullo, questo viene fermato e l’operatore tira il primo filo d’acciaio (C) longitudinalmente attraverso il rullo, tagliando così la gomma e permettendole di essere reimmessa nel cilindro del mescolatore oppure, se adeguatamente raffinata, nel secondo rullo di avvolgimento superiore. Il secondo filo (D) taglia la gomma diametralmente mentre il rullo è in movimento. I manici sono realizzati in alluminio.
Per inciso, i celibi trovano lo stabilimento Pirelli di Tivoli un luogo di lavoro ideale. L’azienda mantiene una villa speciale (una vera e propria residenza) per i suoi dipendenti non sposati, situata a breve distanza dallo stabilimento. Ogni occupante della villa ha la propria stanza e condivide le strutture ricreative con gli altri residenti.
I pasti serviti nella villa sono particolarmente appetitosi (come l’autore può testimoniare personalmente) e la vista da quasi ogni parte della casa è davvero magnifica. Agli occupanti viene richiesto un contributo irrisorio e più di un celibe ci pensa due volte prima di sposarsi.