Vera Mazzotta

Vilelmina Norman Néruda, conosciuta come Wilma Néruda, è stata una delle più grandi violiniste di età vittoriana arrivate al successo in giovanissima età per il precoce manifestarsi di un grande talento musicale prontamente sostenuto e coltivato dalla sua famiglia.
Per lei, come per il caso dei Mozart, si può’ parlare di Wunderkind termine che compare, fin dal 1873, per indicare la precocità di un talento per lo più musicale.
Wilma[1] nasce il 21 Marzo del 1838 a Brunn, l’attuale Brno, da una famiglia di musicisti di origine morava. Il capostipite della famiglia Néruda, e NON Nerùda, era Jacob, originario di Praga e morto nel febbraio del 1732. I suoi due figli, Johann Chrisostomus e Johann Baptist Georg avevano raggiunto una buona posizione nel mondo musicale: il maggiore si era distinto come violinista e, dopo aver preso i voti, come Maestro di coro, J.Baptist, il minore, invece fu Kappelmeister dell’Elettore di Dresda ruolo che ricoprì per oltre 30 anni fino al 1780 anno della sua morte.



Ludwig ed Anton, i suoi due figli, furono musicisti stabili della Corte dell’Elettore di Dresda. Anton era il nonno di Josef Neruda, padre di Wilma. Sia Josef che suo padre prima di lui, dopo aver studiato presso la scuola del Monastero di Brno, frequentata anche da Ernst, Jansa, Janaceck e, successivamente dai suoi figli, avevano prestato servizio come organisti della Cattedrale di Brunn[2]. Anche Fancisca Merta, la mamma di Wilma era una pianista, di conseguenza, logica e tradizione portarono i Neruda ad indirizzare tutti i figli verso lo studio di uno strumento musicale[3]. D’altra parte, come racconta la stessa violinista in una intervista (Lady Hallé at Home), la musica era ovunque in casa e, spesso, i bambini assistevano alle messe che il padre accompagnava che, per lo più erano cantate, proprio dal loft dell’organo. In molti casi poi c’erano delle vere e proprie orchestre e … per quanto fossi piccola, mi piaceva particolarmente ascoltare i violini. Tuttavia, la tendenza del tempo era di avviare i bambini alla pratica musicale attraverso due strumenti il violino o il più popolare flauto, ed il pianoforte. Il violino ed il flauto erano gli strumenti destinati all’educazione musicale dei bambini poiché per un pregiudizio culturale erano considerati ‘indecenti’ ed inappropriati per le bambine a cui non rimaneva che il pianoforte o il canto. E così avvenne in casa Neruda dove Viktor, il primogenito, iniziò lo studio del violino prima di passare al violoncello, Amalie, la sorella maggiore di Wilma e la piccolissima Mina, furono invece indirizzate verso il pianoforte… quando mio padre regalò a mio fratello maggiore un piccolo violino, io fui molto invidiosa di lui. Quanto desideravo vere anch’io un piccolo violino! All’inizio mio padre non voleva che mio fratello mi prestasse lo strumento, perché temeva che io… che lo usassi come un giocattolo.
Wilhelmine, di tre anni, osservava con curiosità infantile gli esercizi del fratello e, in modo sorprendente, grazie alla sua udito acuto, riusciva a trovare da sola le note e le sequenze di note cercate. (Mz 1847)
Wilma, tuttavia, odiava il pianoforte tanto quanto invece si sentiva portata verso il timbro caldo del violino che esercitava un insopprimibile fascino. Così, con la complicità del fratello, quando Josef non era in casa, la bambina, che allora aveva 4 anni, cominciò a suonare il violino rosso di Viktor nonostante fosse molto grande per le sue manine. Nonostante tutti gli accorgimenti che i due prendevano per evitare di essere scoperti, una sera Josef, rientrò a casa prima e venne accolto da una melodia pulita ed intonata. Mio figlio ha fatto grandi progressi, pensò tra sé e sé avvicinandosi alla stanza da cui proveniva quel suono ma, aperta la porta di soppiatto, di fronte ai suoi occhi non trovò il ragazzo bensì la testolina bionda e ricciuta di Mina che mai fino ad allora aveva preso vere e proprie lezioni di violino. Scoperta, la bimba scoppiò in lacrime, timorosa della punizione per la consapevolezza di aver disobbedito ma soprattutto che potessero vietarle di suonare il violino.
Non lo farò più, non lo farò più… Arrabbiato ma anche pieno di orgoglio, Josef prese in braccio la figlia e la guardò negli occhi: era contrariato ma era pur sempre un musicista e, come tale, non poteva ignorare il talento di cui la bambina aveva dato prova.
Quando scoprì che sapevo suonarlo meglio di mio fratello, mi diede un altro strumento.
Nonostante fosse consapevole dei pregiudizi che avrebbe dovuto affrontare nel far studiare uno strumento non ritenuto ‘femminile’, procurò a Wilma un violino adatto per dimensioni alla sua mano ancora grassoccia e infantile e di occuparsi personalmente dell’istruzione della figlia. Voleva, tuttavia, che lo spettacolo insolito di una bambina con il violino non fosse un motivo di critica, pertanto portò la figlia da un alto prelato perchè la ascoltasse e anche Sua Eminenza, di fronte a quei suoni angelici diede la sua approvazione: Colei a cui Dio aveva dato un così grande dono avrebbe dovuto continuare a suonare per la sua Gloria! Wilma iniziò ad esibirsi nei salotti di Brno e a farsi conoscere, pare che ci fu una Baronessa che si prese a cuore il progetto di trasformare la piccola in una concertista. Tuttavia in questa storia c’è un vero mistero, perchè Wilma stessa, per sua ammissione e come monito nei confronti della moda di cercare sempre Maestri nuovi, disse di non aver avuto altri Maestri che suo padre e Leopold Jansa, ma questo non è del tutto vero.
Prima di Jansa sappiamo che la piccola Mina, la cui età fu prontamente abbassata di due anni come si faceva per rendere il fenomeno ancora più eclatante, tra il 1844 e il 1845 studiò con Von Innfeld che viene ricordato come suo Maestro (Wiener Musik-Zeitung del 12.9.1844) in diversi articoli di quegli anni, fu lui a fornire alla piccola le basi del violino.
Wilhelmine riceve lezioni dal noto insegnante locale, il signor von Infeld. Auguro a entrambi il più grande successo, al maestro per aver trovato una così promettente allieva e a lei per aver trovato un così bravo insegnante i cui metodi daranno presto ottimi frutti. (Brno, giugno 1845. F.V. Donnhe) e ancora: la bambina fa onore al suo insegnante, il signor V. Infeld, che sovrintende con la massima cura al talento della piccola (WAMZ. Brno 12 Settembre 1844).
Wilhelmine è ora allieva del rinomato professor Jansa; tuttavia, non possiamo dimenticare che ha ottenuto una solida base grazie all’attenta istruzione del nostro stimato insegnante di musica, il signor Ritter von Infeld, che ha dedicato grande attenzione alla sua formazione iniziale ( Moravia 1847).
Questi giorni morì a Brno il signor Eduard Ritter von Jmfeld, noto come abile violinista, che per molti anni sedette nell’orchestra come solista e direttore e formò un gran numero di abili allievi. Tra i violinisti che hanno imparato da lui i principi fondamentali dello strumento, si annovera anche la virtuosa Wilbelmine Neruda, la quale signora ha ottenuto la sua ulteriore formazione dal professore Jansa a Vienna e dal professore Milder a Praga ( Fremden-Blatt 19 dicembre 1866).
Il Mistero su chi sia questo Von Infeld o Innfeld è stato indagato e sciolto da Radek Hasalik
che ha dimostrato come tra errori di nomi e omonimie, il primo insegnante di Mina fu Vinzenz Ritter Von Innfeld (anche scritto Imfeld 21.11.1805-22.11.1866) violinista che lavorava presso il monastero Staré di Brno, ancora in vita quando l’undicenne Leoš Janáček fece il suo ingresso nel monastero e che potrebbe essere stato anche il suo primo insegnante di violino, se ancora impartiva lezioni, visto che morì nel 1866, lasciando l’incarico a Baroch. Innfeld, come Baroch, legò la sua attività oltre che al Monastero anche al Teatro Municipale Reale di Brno ponendo le basi per lo sviluppo dei talenti precoci.
Si comincia a parlare del talento precoce di Mina tanto che molti cominciano a definirla la Milanollo Morava e a fare dei veri e propri pellegrinaggi nel salone accanto alla Cattedrale in cui Neruda esibiva le sue due figlie Amalie e Wilma. Siamo nel periodo in cui i bambini prodigio stupivano e facevano guadagnare, i Mozart, le Milanollo, le Nèruda e, contemporaneamente, i fratelli Wieniavsky, ma, se da una parte le persone li cercavano come prodigi, quasi mostri, dall’altra si cominciava a diffondere un sentimento di ostilità nei confronti dei genitori che si approfittavano dei loro figli costringendoli a studio incessante.
Nel 1845, Josef che aveva sempre vissuto con sua moglie Františka Neruda a Petrov (Petersberg) n. 268 grazie al Patronato di questa oscura Baronessa, decise di lasciare il suo incarico per portare tutti a Vienna in cerca di fortuna e, per Wilma, di lezioni con Leopold Jansa, allora ritenuto il più grande maestro, fine violinista da camera e membro dell’orchestra di Corte che ancora viveva a Vienna, al quarto piano nelle vicinanze di Schotten Court.
i Neruda rimasero a Vienna rimasero sino al 1850 quando rientrarono poi a Brno con una famiglia in costante allargamento. Karl Hein scrisse il 17 maggio 1846 (Moravia, maggio 1846) che Vilemína Nerudová era una studentessa del professor Jansa.
Sembrerebbe però [4] che Jansa ebbe modo di ascoltare la bambina mentre stava studiando alcuni brani con il padre: affascinato dalla grinta e dal carattere di colui che riteneva essere un violinista già maturo chiese di entrare per ascoltare altri brani trasformando quella che era nata come una sessione di studio in una vera e propria audizione. Colpito dalla verve, dal sentimento e dalla musicalità della bambina che da quando aveva imparato a produrre suoni su quello strumento vi aveva dedicato tutta sé stessa con una dedizione assoluta, decise di prenderla come allieva.

Karl Goldmark, il compositore che nel 1844 si spostò a Vienna per studiare proprio con Jansa, racconta che una mattina, mentre scendeva le scale, incrociò una bambina e fu colpito dalla giovane età ma anche dal portamento fiero con la sua custodia di violino, così chiese al Maestro chi fosse: è una bimba molto talentuosa che si chiama Néruda … quella che infatti diventerà Lady Hallé!
Alla fine del 1846, Der Humorist , Wiener Zeitschrift e Wiener Zeitung scrivevano che Vilemín Nerudová, allieva di Leopold Jansa, suonava il violino accompagnata da sua sorella maggiore Amálie al pianoforte con grande maturità, paragonando il suo talento a Vieuxtemps e lodando la dimensione poetica della sua interpretazione musicale.
La violinista di sette anni, Wilhelmine Neruda, allieva del signor Jansa, realizza qualcosa di veramente straordinario per la sua tenera età. Quando può aver iniziato a scambiare il suo giocattolo con il violino tanto da essere già in grado di suonare con tale abilità le Variazioni di Beriot? Se non lo si vedesse e non lo si ascoltasse, si potrebbe pensare che sia una favola. Il talento così sviluppato in così giovane età non può essere negato ma se sia giusto insegnare a una bambina di questa età a suonare il violino e ad esibirsi pubblicamente, è un’altra questione. Il signor Milanollo, ovviamente, troverebbe tutte queste preoccupazioni del tutto ridicole. Heinrich Adam (WTZ 12 MAGGIO 1846).
Domenica 27 del mese corrente si terrà al Musikverein il concerto della violinista di sette anni “Wilhelmine Neruda”. Desideriamo attirare particolarmente l’attenzione del pubblico su questo concerto: anche se attualmente non è facile raccomandare concerti al pubblico, vogliamo promuovere un talento che merita attenzione. Sappiamo che c’è una certa avversione nei confronti dei prodigi musicali in generale ma ci sono eccezioni in cui una persona può superare i pregiudizi, e crediamo che questa sia una di queste occasioni. Il concerto della piccola violinista Wilhelmine Neruda non solo garantirà piacere agli ascoltatori, ma si tratta anche di contribuire alla formazione di un talento estremamente raro. Oltre alla giovane violinista, si esibirà anche sua sorella Amalie Neruda, di undici anni, al pianoforte, che pure offre prestazioni degne di nota.
Nel 1846, quindi Wilma, di 7 anni ma in realtà di 9, dopo essersi nei Salon della nobiltà di Potsdam e Brunn, debutta a Vienna con una madrina di eccezione, il Cardellino, Jenny Lind e, nel febbraio del 1847, negli appartamenti privati di Sua Maestà.
Grande fu il clamore del pubblico nel veder entrare una bambina che a quella età anzichè giocare con le bambole suonava il violino in modo divino: il vestitino di cotone bianco e i riccioli d’oro le davano l’aria di un angelo ma gli occhi sprizzavano luci e fuoco di un diavoletto . Wilma appariva come una bambina ma appena prendeva il violino riusciva a suonare con la maestria, il temperamento ed il carattere carattere di un adulto! …le sue performance sono sorprendenti

La giovane artista suona con una purezza e un tono forte e robusto degno di ammirazione, e la sua formazione intellettuale non è affatto inferiore alla sua tecnica come abbiamo potuto notare soprattutto nell’esecuzione dell’Elegia di Ernst. È importante osservare che nel primo concerto di De Bériot, la piccola violinista ha mostrato una notevole virtuosità, anche se le sue piccole manine non riescono ancora a raggiungere le decime che compaiono alla fine dell’ultima sua performance e sarebbe meglio che modificasse quella parte anziché eseguirla forzatamente in modo imperfetto. La pianista Neruda sembra meno talentuosa rispetto alla sua giovane sorella, ma le sue esibizioni, considerando la sua tenera età e le alte aspettative dei nostri tempi, meritano tutto il riconoscimento.( SIgnals 27 dicembre 1847).
… per tutto il pubblico, senza eccezioni, la vera meraviglia è stata un prodigio, un genio appena uscito dai pannolini, un car angioletto di nome Wilhelmine Neruda, allieva del signor Professor Jansa. Ha solo sette anni, eppure una tecnica così avanzata sullo strumento più difficile, il violino insopportabile nelle mani di chiunque sia anche solo un po’ goffo, e che ottiene vita, anima e vitalità solo quando viene infuso in esso, come fa lei, incantevole, piccola maga! Ma tutta questa tecnica non sarebbe così straordinaria, perché, alla fine si può apprendere con fatica e sforzo, e purtroppo, anche con la violenza. Ma la nostra Wilhelmine suona con un’aria visibile, con un’espressione, un gusto, un sentimento che vanno ben oltre la sua giovane età. Da dove trae tutte queste cose l’adorabile burlona? C’è solo una risposta: dal suo genio. Possa un buon angelo vegliare e proteggere questo delicato fiore proveniente da un altro mondo affinché non venga afflitto prematuramente da sforzi eccessivi e avidi né perda il suo profumo e splendore a causa di una esposizione avida agli occhi profani del cosiddetto grande mondo. Possa il genio protettore dell’ Arte guidare il piccolo angelo, e il mondo, un giorno, godrà gratamente dei frutti maturi di questa crescita silenziosa. Dopo Wilhelmine, sua sorella di 11 anni, Almalie, si è esibita al pianoforte, dimostrando una destrezza e una grazia nell’esecuzione in linea con la sua giovane età e la difficoltà dello strumento ingrato. Anche se non ha ricevuto lo stesso applauso della piccola violinista, non le è mancato il meritato incoraggiamento per il suo bello ma modesto talento. Le due ragazze hanno suscitato un vero entusiasmo con un duetto di Jansa. Che cosa sarebbe successo se si fosse unito a loro un terzo elemento, il fratello, che si dice sia altrettanto eccezionale al violoncello! Una vera famiglia di virtuosi, un trio di fratelli in movimento!
E così fu! Josef creò un format intorno ai suoi figli: Amalia accompagnava Wilma, suonava brani da solista e, ben presto il duo diventò un trio con l’aggiunta di Victor al violoncello: i musicisti adulti smetteranno di tenere concerti, considerandoli solo un gioco da bambini ( !!) I Néruda e Jenny Lind diventano magneti per il pubblico che riempie le sale ovunque si esibiscano.

Dopo che, nel primo concerto, la curiosità del pubblico era stata suscitata si era diffusa l’opinione che la giovane violinista fosse veramente un talento straordinario. Wilhelmine Neruda, dolce bambina, ha superato in entrambi i concerti ogni aspettativa, anche le più alte, al punto da conquistare il pubblico con l’eleganza, la sicurezza e la purezza del suo suono, e per quanto riguarda l’aspetto esteriore, con la graziosa calma e destrezza nel maneggiare uno strumento così difficile per mani così piccole e delicate.
Comincia la vita itinerante dei Neruda:
un amante della musica non può fare a meno di esprimere la sua piena ammirazione per questa giovane artista che non conosce difficoltà nel suonare il suo strumento, osservando con precisione tutte le sfumature dell’esecuzione e permettendo alla purezza di risuonare sia nelle note singole che negli accordi, sia nelle melodie semplici che nei passaggi a doppie corde. Invitiamo tutti gli appassionati di musica a prestare attenzione a questo imminente godimento artistico (Troppau, 1847).
i vecchi ed esperti musicisti hanno dichiarato di non aver mai sentito nulla del genere, pertanto, possiamo dire di queste ragazze: sono venute, hanno suonato e hanno vinto tutti i cuori. Per quanto riguarda la loro formazione artistica, il nome del signor Prof. L. Jansa è garanzia sufficiente poiché è stato lui a scoprire, risvegliare e nutrire il loro raro talento con affetto paterno. La residenza di cui fanno ora parte grazie alla loro educazione e formazione musicale ha posato una corona di artisti sulle loro teste (Olomuc).
Inoltre, la loro interpretazione è sana, naturale, di buon gusto e mostra sempre una corretta comprensione e chiarezza nell’affrontare le opere. Le performance delle giovani virtuose lasciano un’impressione estremamente piacevole e sono in grado di soddisfare l’Arte (…) Wilhelmine Neruda, la violinista, ha superato con facilità e precisione le difficoltà di un concerto di Beriot, composto da passaggi, trilli, staccato, arpeggi con una intonazione perfetta e una leggerezza di esecuzione, dimostrando un’energia nella conduzione dell’archetto e una vivacità nell’espressione che hanno avuto un effetto veramente sorprendente e hanno suscitato più volte segni di approvazione spontanea dall’auditorio presente, composto da critici e musicisti (VIENNA).
Abbiamo già espresso questo pensiero altrove e lo ripetiamo qui con piacere, apprezzando ancor più il fatto che tutto ciò sia tanto prezioso in quanto si è sviluppato in modo naturale come emanazione del genio, senza alcuna costrizione nella formazione artistica di entrambe le bambine. Qui si uniscono armoniosamente la salute fisica e mentale, nutrite e curate da un amorevole trattamento genitoriale. (Berlino).
Guadagni ed entrate di ogni concerto vengono accuratamente annotate in un libro mastro di famiglia e si concretizzano in firme, autografi e dediche che Wilma bambina inizia a raccogliere in un album ogni volta che divideva il concerto con altre grandi personalità musicali dell’epoca.
Ma le Nèruda sono qualcosa di diverso dalle Milannollo.
Per quanto riguarda l’aspetto personale di questa bambina dotata dalla natura e altamente coltivata attraverso l’impegno e lo stud, non è da meno delle sorelle Milanollo. Esse incantavano con la loro semplicità e grazia naturali quando si presentavano davanti al pubblico, come se fossero completamente inconsapevoli dei loro pregi. Wilhelmine Neruda è consapevole del suo talento.
Ma non tutti sono d’accordo:
Chi ci vuole far credere che i bambini possano svilupparsi secondo un percorso naturale durante l’infanzia? Come possono nascere delle prestazioni artistiche durante gli anni di sviluppo, di serenità e di spensieratezza, se non attraverso la privazione di tutto ciò? Oh, è triste che ci siano ancora genitori che sacrificano i loro figli in questo modo e non capiscono che da queste piante da serra nasceranno creature appassite che successivamente rappresenteranno un lamento per l’umanità, un terribile rimprovero per gli educatori. La piccola violinista è un angioletto adorabile, un’anima martire attraverso l’arte, non per l’arte. Non chiedete una critica sui bambini, non è possibile; queste piccole creature sono innocenti riguardo alla loro virtuosità e compiono cose straordinarie. Vilemine Neruda e Thérèse e Marie Milanollo formano un trittico che rappresenta la prova più clamorosa della meschina speculazione dei nostri giorni.
Nonostante il sottoscritto nutra una certa avversione per l’addestramento precoce di bambini prodigio, è comunque obbligato a riconoscere che tra tutti i bambini prodigio che abbiamo sentito fin dai tempi dei Milanollo, Wilhelmine Neruda, la violinista, è sicuramente la più dotata sia per talento che per formazione. Non solo suona in modo impeccabile, conoscendo tutti gli stili di arco e superando già grandi difficoltà con sicurezza, ma le sue performance sono anche meravigliose se si considera la sua giovane età. Appaiono sul palco tanti giovani adulti che non offrono una prestazione migliore in termini di esecuzione, suono o superamento delle difficoltà tecniche rispetto alla piccola Wilhelmine di otto anni. Ci viene spontaneo pensare alle fiabe delle “Mille e una notte” del mondo orientale e occidentale e credere volentieri al dono di un qualche gentile e generosa fata, ma poi il padre della cara piccola virtuosa disturba la nostra illusione quando, nonostante la loro precoce maturità artistica che potrebbe permettergli di esibirsi da soli in una sala da concerto, rimane sempre a loro fianco con un’espressione seria e fredda, ricordandoci l’addestramento (OZ Berlino)
E ancora ad Amburgo:
È ovvio che il padre, con i suoi cari figli Wilhelmine (violinista), Victor (violoncellista) e Amalia (pianista), si esibisce anche in Olanda per fare buoni affari e raccogliere una borsa piena di alcune centinaia di fiorini. Per cosa altro sono in viaggio questi bambini prodigio? Per cosa altro vengono fatti lavorare così duramente nello studio, dalle prime ore del mattino fino a tarda sera? Abbiamo ammirato la piccola Wilhelmine, che è davvero degna di ammirazione e suscita entusiasmo, e lo farà ovunque. Ha suonato il primo concerto di De Beriot e Le Carneval de Venise senza errori e con una purezza cristallina. Ma è strano osservare il padre mentre i suoi figli suonano, quanto silenziosamente e ammiratamente si siede nell’angolo del pianoforte mentre Amalia accompagna sua sorella, come accorda il violino, accertandosi che sia perfettamente accordato, come si sforza affinché i suoi figli, quando vengono chiamati, si presentino immediatamente davanti al pubblico in modo grazioso e facciano qualcosa in più. Ogni sera i Neruda suonavano al teatro di Amsterdam, come anche qui, a teatro pieno, mentre il famoso violinista Haumann, che ha tenuto un concerto il 9 febbraio al teatro francese di Amsterdam, doveva accontentarsi di un pubblico ridotto. I bambini prodigio sembrano essere rivali pericolosi per i grandi artisti, poiché abbiamo visto con i nostri occhi come si lottava per un posto ai concerti dei Milanollo, mentre Vieuxtemps, il re dei violinisti, suonava quasi davanti a poltrone e palchi vuoti. Questo fa parte dello spirito di questo secolo. Tuttavia, amiamo di più ciò che è maschile, grandioso, e non le semplici abilità meccaniche, quelle in cui il cuore ha una grande parte, quelle che sono vere e che fanno sognare.
E alle remore morali c’era anche chi negava il talento, il genio artitistico:
È difficile immaginare un livello di abilità più elevato in un bambino di questa età perché è di questo che si parla. La mancanza di consapevolezza intellettuale ha fatto mancare l’elemento creativo nell’esecuzione e le sfumature sono chiaramente apparse come qualcosa di appreso. Ho ammirato la destrezza del suo arco mostrata nelle Variazioni di Beriot: staccato, salti d’arco, persino il tremolo (quinta variazione) erano eseguiti in modo sicuro, testimoniando lo studio diligente della piccola.
Nell’articolo del 1866 viene però nominato anche un altro insegnante, Milder di Praga il quale, altri non è che Moritz Mildner famoso violinista ed insegante boemo ( 1812-1866) che prese il posto del suo Maestro, Pixis al Conservatorio di Praga, fondato nel 1811.

Non ci sono, allo stato attuale, altre testimonianze oltre quella del 1866 che lo nomina come docente della piccola Wilma che, tuttavia, aveva in repertorio le variazioni su temi slavi che piacevano molto per il loro piglio umoristico, e già questo, in un mondo in cui gli spartiti si reperivano con molta difficoltà, potrebbe propendere per un incontro. Inoltre, poichè le testimonianze dei giornali non sempre sono attendibili, potrebbe essere stata fatta confusione con un’altra bambina prodigio contemporanea di Wilma, Brousilova, che fu effettivamente sua allieva, tuttavia questa testimonianza fa capire come Wilma, ricordando i suoi esordi abbia, probabilmente, volutamente omesso il nome di tutti i suoi primi insegnanti, quasi a voler sottolineare, come le era stato insegnato, la precocità e naturalezza del proprio talento, sviluppato praticamente in modo autonomo. Se Mildner fu davvero suo insegnante, questo avvenne durante i concerti a Praga nel novembre del 1847 quando, probabilmente, Jansa non potè continuare a seguirla.Nonostante la Wilma adulta confessò di non aver ricevuto una istruzione generale adeguata a causa dei continui spostamenti anche in condizioni difficili, al freddo, al caldo, senza camere, divisi tra i concerti e lo studio per migliorare la tecnica, in più di una recensione troviamo qualche accenno di normalità:
In sala da concerto, i fratelli Neruda non sembrano più bambini, poiché le loro performance portano, se consideriamo il comune metro di valutazione, il marchio di una maturità artistica ma è stata una gioia vederli ancora nella più candida spensieratezza del loro ambiente familiare, mentre si intrattenevano confidenzialmente con le loro bambole e saltellavano intorno ad esse.
Una infanzia quindi, che cercò sempre di riprendersi gli spazi forse a volte negati, e che nell’atteggiamento vivace, energico, perennemente in movimento della bimba prodigiosa, ricciuta e sorridente che chiedeva conto di ogni curiosità senza tenere in considerazione l’etichetta, si mostrava con tutta la sua forza.
Wilma però sovrastava i fratelli: gli altri due fratelli, Amalie e Victor, sono sicuramente bambini molto talentuosi che potrebbero raggiungere un certo rilievo nel futuro, ma finora possono solo servire da sfondo al grande talento della loro sorella Wilhelmine; secondo me, dovrebbero limitarsi ad accompagnare le esibizioni virtuosistiche di Wilhelmine, poiché l’esecuzione di pezzi solisti potrebbe disturbare l’effetto generale. E nel 1847 al trio si aggiunge anche la più piccola delle sorelle Néruda, Marie a cui, si dice che sia Wilma a dare lezioni

Splendida nella musica di bravura, musicalmente intelligente e di rimarchevole accuratezza
WIlma conquistò anche il più critico tra i critici, come scrisse Hanslick[5]..ricordando però sempre solo Wilma e molto poco Marie che, per tutta la vita, rimase una sorta di gregario. Dopo un tour in tutta l’attuale Polonia, l’ Ungheria, la Germania, il Belgio, il 1849 vide i Neruda a Londra ai Philarmonic Concert e nel Prince Theatre:
Victor and Amalie have been most highly commended by the German critics:on this occasion,Wilhelmine, the little violinist, had The position assigned to her of sustaining the reputation of the family, and the little violinist came off with the greatest éclat: she may justly be deemed a prodigy (Musical Times n.40)[6]
”little girl..but a perfect miniature Paganini, played last night.
The Little Neruda , come la chiamava Jenny Lind, divenne The little female Paganini!
La bambina colpiva per l’intonazione, la sicurezza, la plasticità del suono, la maestria nel maneggiare l’arco unite ad un considerevole livello tecnico: ciò che la distingue dai bambini prodigio ordinari è il carattere sincero e naturale del suo suonare, che, lontano dalla perfezione puramente meccanica e dalla sensibilità prematura, porta il sigillo di una perfetta salute morale e fisica. Ecco perché questa bambina sorridente, che sembra suonare più per il proprio piacere che per quello degli ascoltatori è arrivata qui senza alcuna lettera di raccomandazione (RM. 1851)
E dopo Londra, anche Manchester per i Gentlemen’s Concert organizzati da Charlès Hallè, il pianista e didatta che diventerà presto prima suo partner musicale e nel 1888 anche nella vita[7]. Durante il soggiorno londinese, Josef portò Wilma ad ascoltare Ernst che, come era prassi del tempo, divideva parte del concerto anche con altri musicisti tra cui proprio Charles Hallè che suonava il Concerto in sol Minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn. Anni dopo Wilma Neruda e Charles Hallè ebbero modo di incontrarsi nuovamente a Londra. Entrambi rimasero colpiti l’uno dall’altro per cui ben presto da quell’incontro si andò verso la decisione di creare un sodalizio musicale duraturo. Successivamente, la violinista, oramai donna, tornata a Brno ebbe modo di raccontare al padre di aver fatto questa ‘nuova’ conoscenza. Josef le chiese allora se fosse davvero sicura di non aver incontrato prima di allora il pianista ricordandole di quel concerto a cui avevo assistito insieme.
La risposta fu immediata:
‘’non ricordi quel concerto a cui andammo insieme? Al che lei rispose: ma padre, cosa dici, NON c’era alcun pianista in quel concerto. C’era SOLO Ernst!
Il viaggio di rientro verso Brunn portò la famiglia prima in Russia dove le bambine, più volte si esibirono di fronte allo Zar Nikola, estasiato e che decise di fare donare Amalia un prezioso braccialetto e a Wilhelmine orecchini di diamanti. Ed è qui che la bambina suscitò l’ammirazione di Vieuxtemps che, anche una volta rientrato in Europa la incoronerà sua violinista ideale. Ma fu anche in Russia che la vita tornò a bussare alla porta d’oro della fama portandosi via il fratello Victor per una emorragia.
E nel 1854 WIlma è oramai una adolescente che deve mantenere le promesse dell’infanzia

Da bambini si diventa adulti, ma non sempre i bambini prodigio diventano virtuosi e artisti. Tuttavia, questa trasformazione, o, parlando in termini musicali, questa “mutazione”, talora avviene. Possiamo vedere ciò nell’attuale ritorno delle sorelle Neruda, che ci hanno lasciato come bambine prodigio e sono tornate come virtuose adulte. Sin da bambina, Wilhelmine Neruda era la “personalità più eccezionale” nel circolo dei concerti tra i fratelli – e anche adesso, signorina Wilhelmine Neruda rimane la figura principale nel concerto delle tre sorelle. Non c’è da meravigliarsi che la giovane violinista sia diventata più completa, sicura, decisa e, in breve, diversa nelle sue performance dopo diversi anni di assenza. La sua tecnica è potente, solida, il suo cantabile è piacevole, l’adagio è morbido, l’impatto complessivo della sua esecuzione è efficace. Abbiamo solo un’osservazione da fare, che riguarda principalmente l’aspetto esteriore, ovvero una certa inquietudine che emerge durante l’esibizione della talentuosa giovane virtuosa. In questo senso, la tranquillità mostrata dalla signorina Marie Neruda nella splendida esecuzione del “Concertante” di Maurer offre un contrasto gentile, ma come detto prima, questa è solo una nota marginale che riguarda un aspetto insignificante. L’esecuzione della signorina Wilhelmine, per le sue molteplici belle qualità, ha un impatto completo. Ha eseguito il settimo concerto di Beriot, la Fantasia di Otello di Ernst, in cui avremmo preferito sentire più variazioni di accordi, il “Rêve” di Artot e, insieme alla signorina Marie, un’altra “Concertante” di Maurer.
La sua tecnica brillante e la profonda comprensione delle composizioni, unite a una performance piena di sentimento e grazia, preannunciano una maestra destinata a un grande futuro
Ma ancora una volta le critiche sono alle porte:
La sua abilità, resistenza e sicurezza sono degne di nota, e la purezza impeccabile del suo suono è ammirevole. Peccato che la giovane virtuosa del violino utilizzi questi vantaggi tecnici in un’esecuzione manierata che lascia freddi, specialmente quando pretende di esprimere profonde emozioni…dimenticando che una adolescente non può certamente suonare con la stessa estroversione dell’infanzia!
Ah, il piccolo violino 1!” esclama ancora Lady Hallé dopo un momento ripensando al suo suonare nell’infanzia “Sai, spero di di riaverlo. Alla morte di mio padre è stato dato a un vecchio amico di famiglia. Questo amico è morto di recente, e ho scritto ai suoi parenti chiedendo il piccolo violino in regalo. Per me è quasi più prezioso del mio ‘Stradivari’
Non sappiamo se questa possa definirsi una vera infanzia, e quanto poco abbia potuto cullare le bambole tra un viaggio , uno studio e un concerto. Il posto di Vicktor venne preso dal giovane Franz e i loro concerti continuarono sino al 1859 quando, per la prima volta il trio decise di cambiare zona: l’Europa aveva esaurito l’interesse per i bambini prodigio e loro non lo erano più. Anche la loro formazione era cambiata, ad esibirsi erano Wilma e Marie al violino insieme a Franz e, in questa formazione Intrapresero il primo tour autonomo senza i genitori che, rientrati a Brno continuarono a vivere con gli altri figli, In particolar modo con Amalie, che dopo aver sposato il Direttore Wickenhauser si era stabilita nella città Natale.
CONTINUA

Q
V.Mazzotta
[1] Strand Magazine 1897
[2] Australian Str 18 Aprile 1890
[3] I coniugi Neruda ebbero dieci figli, eccetto Evženia nata il 26.10.1846 a Vienna, nacquero a Brno: Amálie ( 31.3.1834), Viktor (19.7.1836), Vilemína (21.3.1838), Marie (26.3.1840), Albína (9.2.1842), František (3.12.1843), Theodor (18.6.1850), Emil (5.12.1853) e Olga ( 29/8/1858). Amália, Vilemína, Marie, František, Evženie e Olga vissero fino all’età adulta. Quattro dei fratelli di Neruda sono morti nell’infanzia: Albína (30.6.1850), Viktor (28.4.1852), Emil (1.5.1854) e Theodor (13.5.1859). Viktor (1836-1852) violoncello, Amalie Wickenhauser nata Neruda ( 1834-1890) pianoforte. Wilma ( 1838-1913) violino, Marie Anna Rudolfina Arlberg nata Neruda (1840-1920) violino, Franz Xaver (1843-1915) violoncello, Eugenie Lindblad nata Neruda (1846-?) Olga ( 1858-1945) pianoforte.
[4] V. Mazzotta. Tra-la-la-lira-lira-lay.Quel sottile filo rosso.USIH. Studies n.6
K. Goldmark The life of viennese composer, 1927
[5] Hanslick Geschichte des Concertwesens in Wien, 2 v. Wien 1869, Repr. Hildesheim 1979. Dal 1855 scrisse come critico musicale per il Presse di Vienna
[6] MT n.40 1900 Lady Halle’ first appearance in England’
[7] Interviste a Wilma Neruda Strings 1895, Strand Musical Magazine 1895, Idun 1890