Wilma Neruda. Hush. Il ritratto di un’epoca

Marie Néruda Arlberg

Di Vera Mazzotta

Brno 26/3/ 1840- Copenaghen 7 novembre 1920

Maria Rudolfina Neruda era la terza della numerosa prole di Josef Néruda, organista della cattedrale di Brunn, violinista e direttore di coro, e Francisca Marta, pianista.

Maria, nacque a Brno, Petrov 268. Dopo aver iniziato Viktor al violoncello, Amalia al pianoforte, e Wilhelmine, prima al pianoforte e poi al violino, Josef decise di far studiare questo strumento anche alla piccola Marie in modo da poter consentire alla famiglia di esibirsi affrontando il repertorio musicale in tutte le formazioni possibili, dal duo, al trio, al quartetto con Josef alla viola, al quintetto.

Eugen Alois Wiener, Il 25 settembre 1847 in “Die Künstler-Familie Neruda” scrisse che, dopo aver ascoltato dal vivo Vilemína Nerudová (nome in ceco), ebbe anche modo di visitare la famiglia e fu allora che Josef gli raccontà che Vilemína studiava con Leopolda Jansa, senza menzionare invece anche Innfeld, suo primo Maestro negli anni 1844 e 1845, ma soprattutto gli disse che lei di 7 anni ( in realtà 9) insegnava a suonare il violino alla sorella minore, Maria di 5 anni ( in realtà 7). Non ci sono altre notizie sull’istruzione violinistica di Maria tuttavia la Berliner Musikzeitung menziona anche la più giovane Neruda tra gli allievi di Leopold Jansa.

Marie iniziò ad esibirsi in piccoli numeri con i fratelli già nel 1850 al Redouten di Brno nei concerti del 13, 22 e 30 giugno e seguì padre e fratelli anche nella tournèè verso la Polonia e la Russia.

Brno 11/8/1851 :

Interessante per la sua grande giovinezza e la sua prima apparizione pubblica, Neruda Frl. Marie, la terza di questo trifoglio di artiste, debuttante ancora nelle scarpette da bambino, ha mostrato molto coraggio e innegabile talento musicale visibilmente desiderosa di affiancarsi all’esecuzione superba della sua sorella maggiore pertanto anche la sua prestazione è stata degna di nota in considerazione della sua età.

Nel 1852 Wilma, Amália e Marie si esibirono, per la prima volta, al Royal City Theatre di Brünn (Königl. städt. Theater in Brünn) accompagnate dall’ orchestra del teatro: al primo violino il primo insegnante di Wilma, Vincenz Innfeld mentre il futuro marito di Amália, Ernst Wickenhauser, era il secondo direttore dell’orchestra.

Nella primavera dello stesso anno i giovani Neruda si esibirono a Mosca e Kiev ma proprio durante quel tour, il 28 aprile del 1852, la famiglia venne colpita dall’improvvisa morte del giovane Victor, violoncellista, a San Pietroburgo. Alla famiglia non restò che tornare a Brünn per il funerale ed organizzare un concerto commemorativo che ebbe luogo il 20 luglio. La stampa fu colpita dalle esecuzioni della famiglia ed oltre evidenziare i grandi progressi di Wilma in purezza del suono e forza, anche Marie ricevette attenzioni positive

Frl. Marie, ancora in età infantile, si guadagnò l’applauso degli ascoltatori per la sua prestazione davvero degna di nota considerando la sua età; anche in lei è innegabile un talento innato per la musica e una guida saggia nella sua formazione la porterà, in breve tempo, ai più alti livelli.

La pausa a casa tuttavia servì a Josef principalmente per riorganizzarsi. Fu allora che Josef decise di forzare il figlio minore, Franz che studiava pianoforte e violino, a passare al violoncello in modo da ricostituire, in un nuovo Trio Neruda. Mentre Franz migliorava al violoncello anche sotto la guida di Servais, le tre sorelle continavano ad esibirsi in Europa, a Vienna e Pest nel 1854.

Le sue sorelle (di Wilma) Amalie come pianista e Marie come violinista insieme costituiscono una bella cornice per lei, la prima suonò i pezzi ben scelti con un bel tocco, mostrando nel suo modo di suonare una corretta comprensione musicale del brano ed anche la giovane Marie portò a termine il suo brano in modo assai soddisfacente tanto da esser premiata con applausi ( 23 ottobre 1852).

le sorelle Neruda, che ci hanno lasciato bambine prodigio e sono tornate virtuose adulte. Sin da bambina, Wilhelmine Neruda era la “personalità più eccezionale” tra i fratelli – e anche adesso, signorina Wilhelmine Neruda rimane la figura principale nel concerto delle tre sorelle. Non c’è da meravigliarsi che la giovane violinista sia diventata più completa, sicura, decisa, in breve, diversa nelle sue performance dopo diversi anni di assenza. La sua tecnica è potente, solida, il suo cantabile è piacevole, l’adagio è morbido, l’impatto complessivo della sua esecuzione è efficace. Abbiamo solo un’osservazione da fare, che riguarda principalmente l’aspetto esteriore, ovvero una certa irrequietezza che emerge durante l’esibizione della talentuosa giovane virtuosa. In questo senso, la tranquillità mostrata dalla signorina Marie Neruda nella splendida esecuzione del “Concertante” di Maurer offre un contrasto gentile ma come detto prima, questa è solo una nota marginale che riguarda un aspetto insignificante Jahresübersicht 1854

Uno dei loro primi concerti del nuovo Trio Neruda si tenne il 17 dicembre 1855 al Hoftheater di Dresda. Il talento di Marie e Franz ovviamente, a detta di molti, veniva un po’ offuscato dalla maestria, dal virtuosismo e dalle esecuzioni brillanti della giovane Wilma, tuttavia, anche la sorella minore eccelleva per il suono morbido ed il carattere elegiaco ed era apprezzata la compostezza considerata

più tranquilla, forse perchè non si getta nelle difficoltà come il Concerto di Vieuxtemps o il Carnevale di Ernst”. Quando le due ragazze suonavano insieme il Duo di Alard la loro musica sembrava scaturire da un’unica anima, tale era la fusione e l’unita di concezione che solo può dare, come tutti i musicisti sanno, la consuetudine del vivere insieme.

Nella “Berceuse” di Reber, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere anche Frl. Marie, che è una virtuosa del violino all’altezza della sua fama. La loro esecuzione ha creato un’atmosfera meravigliosamente coinvolgente: sembrava di vedere e sentire tre figure che passeggiavano al chiaro di luna, inviandoci baci e salutando.(Dresdner Nachrichten 15/12/1857)

ancora: La signorina Marie sebbene in tecnica violinista sia alla pari di sua sorella è troppo modesta per non riconoscere la superiorità intellettuale di quest’ultima e le lascia il primo posto. Il virtuosismo delle sorelle Neruda è stato spesso lodato ma non siamo mai riusciti a simpatizzare con il vibrato con cui lo stesso signor Neruda cerca di adornare le note più sostenute delle sue esecuzioni (Altonaer Nachrichten 21/12/1857)

Per circa un decennio, i tre fratelli si esibirono pubblicamente e, dal 1861, senza la presenza del padre viaggiarono ripetutamente in Scandinavia esibendosi a Stoccolma (1861, 1862, 1865), Uppsala (1862), Copenaghen (1862, 1866), Norrköping (1862), Oslo (1862), Karlskrona (1863), Wenersborg (1863, 1866), Gävle, Sundsvall e Umeå da Jönköping (1865) Kalmar (1866), oltre che a San Pietroburgo (1861) e Vienna (1862), Olomouc (1868) e Parigi (1868) e nuovamente a Copenaghen (1868).

Il repertorio comune includeva arrangiamenti per due violini e violoncello di opere di Schumann, Adolf Fredrik Lindblad e Halfdan Kjerulf, Norman oltre a composizioni di Henri Reber e melodie svedesi tradizionali. Marie si esibì in duo con sua sorella Wilma con opere di Maurer, Johann Sebastian Bach, Charles-Auguste de Bériot e Alard.

Maria Arlberg Biblioteca Reale Svedese

I fratelli, nonostante il successo fuori patria, mantennero sempre un forte legame con la loro terra natale partecipando sia ad eventi musicali prettamente cechi che ad eventi tedeschi come il 14 dicembre 1862 nel grande concerto a beneficio del neonato Musikverein di Brno nel quale vennero raccolti 389 zloty e 77 corone che i Neruda donarono all’ Associazione.

Nel luglio 1863 il Blekingsposten riferì che Marie, Wilma e Franz Neruda avrebbero terminato la loro attività concertistica insieme: Wilma infatti si apprestava a sposare Ludwig Norman con il quale aveva contratto il fidanzamento l’estate dell’anno prima, Franz avrebbe accettato un posto in orchestra a Copenaghen e Marie sarebbe tornata a Brünn dalla sua famiglia. L’ultimo concerto di Wilma da nubile nella sua città natale fu il 3 gennaio 1864, un’accademia musicale organizzata da Ernst Wickenhauser. In quell’occasione, si esibirono con lei anche Franz e Marie.

Alla fine Marie decise di seguire la sorella con la quale continuò a suonare anche senza il fratello Franz soprattutto nell’ambito della Stagione portata avanti da Norman e dalla Néruda che per lo più offriva programmi di musica da camera: in tre concerti per stagione si esibivano diversi tipi di ensemble guidati da Wilma Norman-Neruda al primo violino, Marie al secondo insieme a musicisti della Cappella Reale. Nel 1864, furono annunciati concerti delle due sorelle a Jönköping mentre marzo dell’anno successivo, si parlò della loro partenza per Copenaghen dove avrebbero partecipato a sei concerti al Folketheatret.

Nel maggio 1865, Wilma e Marie erano di nuovo in Svezia. Periodi intensi intervallati dalle pause dovute alle gravidanze di Wilma ( 1864 Ludwig e 1866 Waldemar). Il trio dei fratelli Neruda nel 1866 si esibì ancora a Kalmar e Wenersborg ma la vita intensa di esibizioni in quella formazione sembrava essere terminata probabilmente anche per i nuovi interessi ed impegni artistici di Franz. Per l’autunno di quell’anno, Wilma e Marie erano di nuovo insieme al Teatro Reale di Copenaghen, alla finne anno in Boemia e Moravia.

Dopo 4 anni dal matrimonio, il 12 gennaio del 1868 i Neruda tornarono a suonare insieme a Brno nella sala dell’Istituto per ciechi: anche Marie suonò da solista la Romanza in fa maggiore di Beethoven ed il 3 dicembre dello stesso anno anche Marie si sposò, niente di meno che con il notissimo cantante d’opera Fritz Arlberg (1830-1896), il dongiovanni dell’epoca, l’uomo che con i suoi famigerati ”sguardi’ alla Arlberg’ faceva crollare le donne ai suoi piedi. I due si stabilirono a Stoccolma dove, nel 1869 nacque Hjalmar (1869-1941) anche lui cantante d’opera.

Secondo la maggior parte degli studi, dopo il matrimonio, Marie Arlberg Neruda si sarebbe esibita raramente in pubblico, in realtà la troviamo abbastanza spesso in concerti e stagioni organizzati dal marito come quello del 22 giugno 1869 con Johan Hägg ad Arboga affiancando all’attività cameristica, partecipazioni solistiche come nel Concerto a Stoccolma di Olena Falkman del 7 ottobre 1873:

Inoltre si esibì anche la signora Arlberg, nata Neruda il cui solido talento musicale solo raramente si è manifestato in esecuzione da solista

e soprattutto l’attività di docente (per esempio viene ricordata Hilma A. Lundquist, violinista di Stoccolma e moglie del cantante Ludquvist, che studiò con Marie Arlberg dopo il 1880) ma ancora suonando con sua sorella Wilma nelle stagioni al De La Croix Salon organizzate dalla sorella (29 gennaio 1869): il programma includeva quartetti d’archi di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn e Schumann.

Il 1869 segnò la nascita di Wilma come artista solista ed fu anche l’anno della sua separazione da Norman, non è improbabile che questo acuì differenze di vedute musicali e rivalità fino ad allora sopite tra Norman e Fritz Arlberg, i ”mariti” delle famose sorelle: Fritz si trovò in grave disaccordo con Norman per motivi di carattere musicale, ma, a sua volta, la stessa Marie ebbe dei contrasti con il cognato.

Una lettera di Norman a Franz Neruda fa capire che, addirittura gli era stato proibito di avvicinarsi a Marie ma i motivi rimangono oscuri

Caro Franz,

tra di noi non c’è mai stato mai un gesto maleducato nè un malinteso e ti rispetto sia come artista che come persona…ora ti voglio disturbare con una richiesta. Mi sono accorto, a riguardare le mie composizioni che mi mancano le parti di due volumi di brani per violino intitolati Aus dem Leben che ricordo vagamente che Madame Marie Arlberg ha preso in prestito lmolto tempo fa.. Come sai non sono più autorizzato a contattare personalmente Madame Arlberg. Chiedo quindi a te, caro Franz, di chiedere dove sono questi pezzi per poterli riavere perché molti di questi non hanno una seconda copia. Infine, ti auguro tutto il meglio e la felicità sia nella vita che nell’arte, che meriti così bene, e nonostante tutto, saluta tua madre, Wilma, Olga, tua moglie e i miei dolci figli.

I rapporti con la terra natale non si interruppero e i fratelli Neruda compaiono nel 1872 nell’elenco dei membri onorari della Brunner Musikverein nella cui associazione rimasero sino al 1894.

Membri onorari dell’associazione sono: il signor Johann Ritter v. Chlumecky Eccellenza, la signora Caroline Gomperz Bettelheim, la signora Normann-Neruda, la signorina Marie Neruda, il signor Michael Graf Bukuwki e il signor Franz Neruda. Membri fondatori ne conta 44, contribuenti 251 e collaboratori 138, insieme ai sei membri onorari 439.

Ma, perdurando i contrasti tra Norman ed Arlberg, nel 1874 Marie e Fritz si allontanarono da Stoccolma stabilendosi a Kristiania (Oslo) dove Arlberg fu impiegato come cantante d’opera sino al 1877. La famiglia formata da Marie, Fritz ed il giovane Hjalmar risulta, dal censimento della città, residente in Raadhusgade 8. Anche questo matrimonio rimase solo di facciata: Arlberg continuò a fare la sua vita, tra viaggi, lezioni sino all’incontro e alla successiva relazione con Ida Erikson e alla nascita di Judith….perchè, come diceva Ida,

quella Neruda non vuole lasciarlo andare”.

Morgenbladet, sabato 20 novembre 1875:

Richiamiamo l’attenzione sul fatto che il primo concerto della Musickforeningen si terrà domani, sabato sera, nella grande sala della Loggia Massonica. In questa occasione si avrà l’occasione di ascoltare l’eccellente violino della signora Maria Neruda – Arlberg in brani di Bach e Beethoven

Nella primavera del 1876 Marie e la sorella minore Olga accompagnarono Wilma in Italia, tra Como, Pallanza e Genova per curare la tosse e l’incipiente manifestarsi della tubercolosi, la stessa malattia di cui poi morirà anche Marie. Da quel momento le sorelle ogni estate, in qualunque parte dell’Europa o del mondo si trovassero, cercarono sempre di riunirsi nei luoghi di villeggiatura obbligata: Baden, Venezia, Medevi.

Nel 1895 è probabile che anche Marie seguì le sorelle in Italia per il matrimonio di Waldemar Norman Neruda, secondo genito di Wilma e Ludwig, ed in Inghilterra. I tre fratelli tornarono ad esibirsi in trio a Copenaghen nel 1891 e nel 1895, poco prima della morte di Charles Hallé.

Un grande ritorno a distanza di quasi 30 anni e un grande successo!

Marie Neruda-Arlberg, salvo visite a Brno, alcune anche in compagnia di Fritz Arlberg nel 1881, continuò a risiedere per lo più in Scandinavia sino alla notizia della morte del marito al Grand Hotel di Kristiania il 21 febbraio del 1896, un marito da cui, praticamente oramai viveva separata.

Nell’estate del 1896 è a Medevi nella località termale dove venne raggiunta anche da Wilma e da suo figlio Hjalmar di ritorno dai concerti in Italia ma nel 1897, donati libri e partiture anche autografe appartenuti al marito alla sezione storica Biblioteca Reale, decise di trasferirsi a Berlino a Motzstrasse62, per stare con suo figlio Hjalmar che si avviava a seguire le orme del padre come cantante d’opera: si sarebbe mantenuta dando lezioni. Qualche anno dopo venne seguita anche da Wilma, preoccupata della salute mentale e del sostentamento economico della sorella. D’altra parte, non va dimenticato che Marie, aveva dovuto accettare, volens nolens che suo marito oltre alle scappatelle ”normali”, conducesse una doppia vita prima per mantenere Judith, la figlia illegittima, e poi che, dopo il matrimonio dell’amante Ida Erikson continuasse a condurre una vita da girovago, passando da una avventura all’altra, distrutto dal fumo e dall’alcol nel vano tentativo di fronteggiare la depressione.

E’ per questo che Wilma, per scongiurare il crollo emotivo della sorella, decise di intervenire scrivendo da Manchester una proposta all’amico Joachim anche lui residente in città.

Amico mio carissimo, ti chiedo in anticipo perdono se vengo a tediarti con una lettera e diverse richieste, ma prima di questo grazie mille per la tua gentilezza verso i miei nipoti (  Hjalmar?) È una persona molto intelligente e dipenderà interamente da lui fare qualcosa di veramente grande.  Mia sorella, Madame Arlberg, è un’insegnante di violino molto brava e le sarei molto grata se potesse trovare alcuni studenti per lei. Non è solo importante dal punto di vista finanziario, ma sarebbe ancora più importante per la sua salute mentale perché il medico dice che è assolutamente necessaria un’attività regolare in questa direzione per ritrovare il suo equilibrio mentale. La morte di suo marito nel febbraio di quest’anno ha avuto un effetto fatale su di lei (…). Vorrei chiederle, caro amico, di trovare quanto prima alcuni studenti per mia sorella e se per il momento non fosse possibile, cederle alcuni studenti magari tra quelli privi di talento per i quali vorrei pagare io – naturalmente mia sorella non dovrebbe saperlo – e nessun altro dovrebbe essere a conoscenza. Se manterrà il segreto questo mi consentirebbe di fare molto bene a mia sorella. Sono sicura che poi, in seguito otterrà studenti paganti perché è molto brava nel suo lavoro” La seconda richiesta è di consentire gentilmente a mia sorella ea suo figlio di assistere ai tuoi concerti in quartetto o magari ottenere i biglietti per altri concerti interessanti. l’ ho disturbato abbastanza, caro amico! Spero di andare a trovare mia sorella a Berlino per qualche giorno a Natale… (Wilma Neruda a Joseph Joachim, 9 ottobre 1896 citata da Heise, p. 59).

Non si conosce la risposta o l’intervento effettivo di Joachim ma Wilma, ancora una volta, ebbe ragione, nel 1901 apparve sulla scena tedesca un altro giovane talento:

Karl Brückner, un giovane talento musicale di 8 anni, è un violinista di Göteborg che ha recentemente avuto il privilegio di suonare per Lady Hallé e per il professore Joachim. Entrambi hanno valutato con grande interesse le capacità del ragazzo. Lady Hallé si è offerta di assumersi la responsabilità della formazione di Karl insieme a sua sorella Marie Arlberg, mentre il professor Joschim lo avrebbe voluto a Colonia, dove il professor Hess ha alcuni dei suoi studenti più promettenti. Anche il violinista, compositore e direttore d’orchestra Hans Sitt a Lipsia ha espresso il desiderio di farsi carico dell’istruzione di questo giovane artista garantendogli un posto al conservatoriononostante non abbia ancora compiuto 14 anni.

A luglio del 1903 le sorelle tornano a Brno in visita ai parenti. Amalia Neruda Wickenhauser era morta nel 1890 lasciando 4 figli, probabilmente quindi tornarono per visitare i nipoti. Nel 1905 in primavera le due sorelle sono a Baden città termale che ben conoscevano anche se non sappiamo se effettivamente ricambiarono l’ospitalità suonando come facevano da giovani.

Unica esibizione di Marie Neruda-Arlberg documentata per questo periodo è quella di febbraio 1907 quando si esibì con sua sorella e l’orchestra del Musikverein sotto la direzione di Johann Conrad Nordqvist all’Accademia delle Scienze di Stoccolma.

Dopo la morte di Wilma Hallé, il 15 aprile 1911, Marie Neruda-Arlberg, rimasta sola dopo il matrimonio di suo figlio Hjalmar e il relativo trasferimento a Lipsia, decise di tornare in Scandinavia e ricongiungersi con i fratelli Franz ed Eugenie.

Morì nel 1920.

E’ morta a Copenaghen il 7 di questo mese una musicista molto popolare, aveva 80 anni ed apparteneva alla famosa famiglia boema Neruda cui membri erano tutti musicisti di spicco. Nacque a Brno nel 1840 ed era sorella della violinista Wilma Neruda e del professore Franz Neruda. Insieme ai suoi fratelli aveva tenuto concerti in diversi paesi europei. Nel 1868 si sposò qui con il rinomato cantante d’opera Fritz Arlberg e da allora si era esibita più raramente.

Primi Concerti in Europa 1869

12 febbraio 1869

foto in pubblico dominio c/o archivio digitale LIBRIS

Nell’autunno del 1869 Wilma decide di fare il grande passo, tornare a suonare da solista sui più importanti palcoscenici europei, iniziando, ovviamente, dalla Francia dove riceve un’accoglienza calorosissima ed un successo impensabile.

Parigi la proietta sui palcoscenici di tutta Europa:

La signora Norman Neruda si è recentemente esibita in un concerto in abbonamento a Cassel. L’Aftonbladet riporta, da una lettera privata del maestro Carl Reiss, il seguente commento sulla sua performance lì: Non posso tralasciare di comunicarvi con alcune righe di mia mano l’entusiasmo che la signora Neruda Norman ha suscitato alla quarta serata in abbonamento. A parte Joachim, nessun artista può vantare un tale successo qui, a Casse; raramente ho sentito musicisti così pieni di entusiasmo. Questo serata sarà indimenticabile.

A cui fecero seguito ben presto i successi inglesi

Al quinto concerto, due nuovi debutti devono essere ricordati. il primo, Madame Norman-Neruda, una violinista di tale straordinario talento da non richiedere altra qualificazione nei nostri commenti in ragione del suo sesso. Un Adagio e un brillante Rondò dal Concerto in Mi di Vieuxtemps sono stati perfetti e adatti a mostrare il suo timbro e le sue capacità esecutive, raramente abbiamo sentito una performance più squisita o assistito a un successo più autentico. Il pubblico sembrava non stancarsi di applaudirla e crediamo che avrebbe ascoltato volentieri entrambi i movimenti di nuovo, se lei fosse stata disposta a soddisfare un desiderio così irragionevole. (The Musical Times and Singing Class Circular, Vol. 14, No. 316 (Jun. 1, 1869), p. 1099

Per i 70 anni di Lady Hallé

21 marzo 1908

Nel 1908 Wilma Norman Néruda, oramai da anni residente a Berlino con la sorella Marie, lontana dalla famiglia del suo primo figlio che, chiuse le vicende legate al Palazzo, vive stabilmente a Cortina, e poco vicina anche a quella del suo secondo figlio, Waldemar che è morto da meno di una anno per una malattia che in capo a pochi mesi lo aveva strappato a moglie e figlie, ”festeggia” i suoi 70 anni, ma, come sempre, suonando e dando concerti, unica sua ragione di vita.

Come dice Idun, nell’articolo del marzo del 1908

Violinista di fama europea è ancora la grande artista, la regina del violino, che incanta un pubblico esigente con le sue interpretazioni di musica classica e moderna – ne possono testimoniare non da ultimo gli amici della musica della nostra capitale, che l’hanno in fresca memoria, da quando si è esibita qui solo qualche anno fa… ricordandola con le parole di un grande critico e storico della musica svedese, Karl Adolf Lindgren (1846- 1905 a Stoccolma), collaboratore per Aftonbladet di Stoccolma e Svensk Musiktidning

Ella dovrebbe essere il più grande nome dell’arte violinistica contemporanea per lo spirito artistico autentico e il gusto che animano il suo suono e la fanno completamente assorbire nella fedele riproduzione dell’opera d’arte senza la ricerca della manifestazione della propria bravura o dell’effetto fine a sè stesso”- Qui ha numerosi, ammirati amici, che le augurano certamente una continua attività sulla sua luminosa carriera artistica.”

Wilma con Ries, Piatti, Ludvig in prova. Foto Licenza Alamy

Piccola Wilma e i suoi violini

Vera Mazzotta

1851, Wilma Nèruda, ha 13 anni ma, suo padre ne dichiara almeno due di meno, cosa che spiega la confusione sulle date di nascita che viene, tuttavia, chiarita guardando la trascrizione dei suoi documenti di nascita al foglio 404 dell’Anagrafe relativa alla Chiesa di San Pietro.

https://www.mza.cz/actapublica/matrika/detail/7870?image=216000010-000253-003381-000000-016944-000000-00-B03525-02030.jp

Wilma suona in pubblico dal 1844 e, dal 1845, la famiglia si trasferisce a Vienna dove suscita interesse nella nobiltà come nella borghesia.

Non si sa su che violino abbia imparato a suonare ma, lei stessa, in una intervista, parla di un ”piccolo violino rosso’‘ che da adulta, le sarebbe piaciuto recuperare per tenere come ricordo.

In altre testimonianze si parla del possesso di un Cremonese ma non di uno Stradivari, bensì di un Guarnieri, al contrario di questo articolo nel quale invece, si torna a parlare di uno Stradivari! 

Certamente, Wilma Néruda ebbe modo, come molti violinisti della sua epoca, di provare e suonare molti strumenti oltre allo Stradivari-Ernst donatole nel 1875 dall’aristocrazia inglese.

Si dice, infatti, che possedesse un secondo Strad ”prestatole” da una gentildonna inglese che, secondo l’amico Radek Hasalik, potrebbe essere quello di Lady Lindsay.

oppure, più probabilmente, il ”Marie Schumann”, strumento del 1698 se dobbiamo credere a questa testimonianza:

The Violin Times-luglio 1900

A Stradivarius violin, with his label inside, came up for sale at Sotheby’s recently. It was formerly the property of Miss Van de Weyer, and was purchased on the advice of M. Ries and Signor Piatti; it is a well known example, and has been played upon by Herr Joachim and Madame Norman Neruda. It realised £600, and was purchased by Mr. Delaine.”

https://tarisio.com/cozio-archive/property/?ID=40472

Non è l’unica ipotesi, ne abbiamo rinvenuta un’altra che sposta invece l’attenzione allo Stradivari del 1695

The Hawaiinian-Goetz-Murray, citato anche da Hill come appartenente, in origine, ad un coltivatore delle Indie, Gonsalves, e che ” Lady Hallè consigliò di acquistare ad uno dei nipoti di Lord Burnham, Ludovic Goetz” amico anche del secondogenito della violinista, Waldemar.

Per il momento, l’unico violino legato al suo nome rimane l’Ernst-Hallé

Ma eccola la traduzione di un articolo del

Bora Tidning del 1851

Wilma Neruda è un talento musicale, che, oggi sta suscitando grande interesse nel mondo dell’arte. Ha tenuto concerti con straordinario successo in diversi paesi europei e recentemente in Russia. La sola idea che una ragazza possa suonare il violino cattura l’attenzione. Alcune note biografiche su di lei potrebbero quindi non essere prive di interesse. Suo padre, Josef Neruda, proveniva dalla Moravia, dove era stato precedentemente impiegato come organista nella cattedrale di Brno, la madre, invece è Italiana.

(sull’origine italiana di Franziska Merta confesso di avere molti dubbi).

Entrambi i genitori sono musicisti, hanno sette figli, tutti eccellenti dal punto di vista artistico. Il figlio Victor, ora quattordicenne è un buon violoncellista ma ha iniziato a suonare il violino già a 7 anni, e la sorella Wilma, che allora aveva 5 anni, ha presto avuto voglia di suonare con lui. Fratello e sorella litigavano così a lungo per il violino, finché il padre non dovette comprare un violino anche per lei. Il prezzo allora non era alto: ogni violino costava solo 30 fiorini, equivalenti a circa 95 copechi.

Wilma (Wilhelmina) fece progressi rapidi, e già l’anno seguente iniziò a suonare brani di Beriot e Mayseder. Un anno dopo, Neruda partì con i suoi figli per Vienna dove la figlia prese lezioni dal professor Jansa. Nel frattempo, la figlia maggiore, Amalia, ora sedicenne, era già già al suo 6° anno di studio con la guida dei genitori.

Entrambe le sorelle si esibivano spesso a Vienna e suonavano a Corte, dove Wilma, a ricordo delle sue vittorie nel regno dei suoni, ricevette una spada d’onore dalla Imperatrice Anna! e un violino molto prezioso, un autentico Cremonese di Stradivari.

Successivamente, il fortunato padre, uomo amabile, modesto e disinteressato, si mise in viaggio con i suoi prodigi verso Berlino, Lipsia, Hannover, Amburgo, Brema, Belgio e Parigi, che dovette presto abbandonare a causa della rivoluzione di febbraio del 1848, e l’Inghilterra. Ovunque incontrarono grande attesa lasciando dietro di sé una soddisfazione ancora maggiore. A Londra diedero 19 concerti di seguito con pause solo la domenica con l’onore di suonare anche per la Regina Vittoria. Dall’Inghilterra si recarono a Vienna, Ungheria, Berlino ecc. e da lì in Russia.

Accadde oggi: 20 dicembre 1906

West Australian (Perth, WA : 1879 – 1954), Saturday 22 December 1906, page 8

traduzione libera di Vera Mazzotta

Questo pomeriggio sono stata alla Queen’s Hall per ascoltare Lady Halle ritornata sulle scene. L’enorme sala era affollata fino a soffocare per dare il benvenuto a questa veterana del violino. Il pubblico era piuttosto emozionato quando si è alzato in piedi per dare il benvenuto alla dotata signora, applaudendo fino allo sfinimento mentre lei stava in piedi, lì davanti, esile e dall’aspetto delicato, con il suo violino in mano, in attesa che l’orchestra iniziasse.

Indossava un bellissimo abito di velluto color ametista, con punto di chiusura al collo e alle maniche. Sembrava così fragile, così agitata, che quasi si temeva che l’emozione si rivelasse troppo troppo per lei. Ho creduto che svenisse sopraffatta dall’emozione ma nell’istante in cui ha tirato l’arco e ha iniziato il Concerto accompagnato dall’orchestra del signor Henry Wood, tutti i segni di stanchezza sono sembrati abbandonarla e si è buttata nel lavoro con volontà, dimenticando tutto, tranne la musica con cui ha entusiasmato il pubblico.

Gli Ancora e ancora gridati dall’egoismo di una folla entusiasta costrinsero la meravigliosa musicista a salire sulla pedana e a inchinarsi più e più volte per ringraziare dell’ apprezzamento. Le è stato portato un bellissimo bouquet, e un altro ancora e mi sono quasi indignata che non le sia stato permesso di riposare in pace dopo la fatica, ma suppongo che l’adulazione del pubblico sia incenso per un artista.

La vista di quel volto e di quella forma familiare non più giovane, ahimè, mi ha riportato alla mente i giorni della mia giovinezza, quando ero solita sedermi con le orecchie spalancate e ascoltare, con estrema attenzione, i suoni prodotti dall’ archetto di ‘Madame Norman Neruda, un arco ‘tirato così vigorosamente e abilmente sulle corde del suo Stradivari.

Notai due minuscole fanciulle dai capelli chiari, di non più di tre o quattro anni, che avevano avuto la presunzione di ascoltare Lady Halle per poter dire, quando sarebbero state adulte, di aver sentito suonare il grande violinista. Non potevo fare a meno di osservare il viso da bambina, pallido, rosa e bianco della più piccola delle bambine. Non si muoveva mai, rimaneva fissa, con i suoi occhi azzurri e tondi sulla meravigliosa signora e la sua bella bocca a bocciolo di rosa aperta per lo stupore. La mamma portò le piccole fanciulle, vestite di bianco, alla Queens’Hall come una volta la piccola e cara Harrison che allora aveva quattro anni di cui ho parlato spesso che, quando le chiesi chi le avesse insegnato a suonare così bene il violino, rispose:

” Penso che Dio me lo abbia insegnato, come ha fatto in modo che io parlassi francese

Non aveva alcun ricordo o sensazione di difficoltà al riguardo. Suonava come parlava il francese, perché le veniva naturale farlo. Margaret, violinista allieva di Leopold Auer ( 1899-1995) era la figlia minore del colonnello John Harrison, flautista dilettante a cui era stato affidato il comando della Royal Engineers Band a Chatham, in Inghilterra, nel 1892. Sua madre, una cantante, aveva studiato con Henschel e Garcia al Royal College of Music di Londra. Le sue sorelle, May (1890-1959), Beatrice (1892-1965) e Monica (1897-1983), divennero rispettivamente violinista, violoncellista e mezzosoprano. May Harrison, la più grande dei figli Harrison, aveva iniziato a studiare violino nel 1892 all’età di due anni. Nel 1904, a cinque anni, Margaret fu ammessa a studiare violino con Achille Rivarde e composizione con Charles Villiers Stanford al Royal College of Music di Londra, diventando all’epoca la più giovane studentessa mai accettata da quell’istituzione. Le sue sorelle, May e Beatrice, erano state precedentemente ammesse al college, rispettivamente nel 1901 e nel 1903. Nel 1908, la maggior parte della famiglia Harrison si trasferì a Berlino dove Beatrice Harrison iniziò a studiare alla Hochschule für Musik. Dopo essersi sistemata, May invece lasciò Berlino nello stesso anno con la sorella Margaret e la madre. Arrivata a San Pietroburgo, in Russia, Margaret iniziò i suoi studi con Nalbandian mentre May studiò con Leopold Auer prima di fare il suo debutto europeo nel 1909.

Nel decennio successivo, May e Beatrice accrebbero la loro fama grazie alle esecuzioni del Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms. Dopo la prima sotto la direzione di Alexander Glazunov a San Pietroburgo lo eseguirono altre 60 volte per il pubblico europeo anche dirette da Sir Thomas Beecham (3 dicembre 1914). Ispirato dalla loro esibizione di quella sera, Frederick Delius scrisse un Doppio Concerto a loro dedicato le sorelle Harrison eseguirono nel 1920. Morta la sorella May in Inghilterra l’8 giugno 1959, Margaret continuò a risiedere con le sorelle Beatrice e Monica a vivere Limpsfield, nel Surrey. Beatrice e Monica morirono rispettivamente il 10 marzo 1960 e l’8 dicembre 1983. Verso la fine della sua vita Margaret fu assistita nella casa di riposo di Gourock, nel Renfrewshire, dove morì la vigilia di Natale del 1995. Tutte e quattro le sorelle Harrison, che non si erano mai sposate, furono sepolte nel cimitero di St. Peter Churchyard a Limpsfield. Anche Delius è sepolto nelle vicinanze.

Accesso vietato ai Carlini!

Franz Neruda a Smedkoping  

VERA MAZZOTTA

Franz Néruda era il fratello minore di Wilma, violinista, violoncellista ma anche pianista molto talentuoso, compositore, che, dopo lo scioglimento del trio decise di rimanere ”al Nord”, lavorando tra Svezia e Norvegia sempre con lo scopo di far conoscere la musica ”classica” ovunque. Musicista affermato e conosciuto in tutta Europa, eppure, come scrisse ”Johnny”, giornalista del Blekingen-Kuriren del 25 gennaio 1895, ci furono occasioni in cui Neruda non ottenne nè successi nè soldi da un suo concerto e nulla potè il suo nome!

La giornata era iniziata male perchè, in una delle tante bettole della città di Smedkoping, che, sino ad allora aveva accolto starlette di infima categoria cacciate via anche dal peggiore teatro di Stoccolma salvo essere accolte con trionfi ed onori dal pubblico di Smedkoping, si cominciò a vociferare dell’arrivo di ‘‘tale’‘ Neruda. Erano i giovani leoni rampanti della società commerciale della città che, di fronte ad una birra olandese, discutevano sull’identità di ”tale” Neruda a loro, evidentemente, sconosciuto. Non sapendo proprio chi potesse essere, i giovani si rivolsero ad una persona considerata un oracolo in materia di arte e musica, il quale rispose con un gesto di superiorità,

SÌ! certo che LA conosco! L’ho sentita una volta, giovane piuttosto sfacciata ma niente di così straordinario. Il giornalista allora, si sentì in dovere di illuminare i giovani leoni rampanti e, con gentilezza:

Neruda non era uno di quei nani intelligenti da spettacolo di varietà ma un gentiluomo di mezza età con baffi rispettabili, un artista dal talento indiscusso e alta reputazione in tutta Europa. Tuttavia fu difficile riconciliarli con la scoperta che Neruda non indossava tutù nè sapeva fare piroette, sembravano delusi e, anzi negli occhi, soprattutto dell’ Oracolo c’era persino una luce di odio.

I giornali ce la misero tutta e attraverso diversi articoli riuscirono a presentare Neruda per quel che era effettivamente ma i cittadini, nonostante tutto, erano scettici. Dopotutto che spettacolo era? Uno uomo seduto su una sedia a suonare, sarebbe stato meglio se la città avesse offerto da mangiare o che almeno si fosse portato dietro una orchestra al completo! Perché spendere soldi in queste sciocchezze? In ogni caso, il giorno del concerto arrivò….più che una sala, una bettola, una stamberga dove, con molta difficoltà si radunarono una trentina di persone, di cui 20 donne!

L’ospite del concerto entrò salutando il suo pubblico con  un inchino ed un sorrisetto leggermente ironico. Il giovane pianista, alto e biondo, iniziò un delicato preludio a cui fece seguito il violoncello .Gli unici a rendersi conto che quello era uno dei dei piaceri musicali più elevati a cui assistevano erano il giornalista ed il direttore del giornale, per il resto la maggior parte del pubblico sembrava impassibile, dubbiosa, incapace di capire.

Tuttavia, l’artista aveva un inequivocabile ammiratore: una piccola, grassa, graziosa, dagli occhi luminosi….il peggior incrocio di carlino!

Ed ecco che, nel mezzo di un’incantevole fantasia su un motivo di canzone popolare boema saltò sul palco cominciando a camminare sfacciatamente come se fosse a casa. Ed il pubblico, magicamente, si risvegliò, a giudicare dall’interesse che cominciò a mostrare. Tutti seguivano con attenzione e sghignazzando le manovre dell’orribile cane.

E accadde di peggio. Il carlino divenne più audace. Si avvicinò sempre di più al violoncello, attratto da quella strana cosa che emanava un suono melodioso e cominciò a stuzzicarlo in ogni modo, con i denti, con le zampe, saltellando… pericolosamente ad odorarlo…! Franz aveva cercato di nascondere il nervosismo e mantenere la calma ma fu davvero troppo. Si interruppe bruscamente nel mezzo di un adagio struggente e gridò disgustato:

Portate via questo Animale!

Ma, lo spilungone che all’ingresso controllava i biglietti, a metà tra un contadino, un portiere e un cameriere, non si mosse dal posto: il proprietario del cane, era un vecchio consumatore di toddy molto alcolici che incontrare per strada poteva diventare molto pericoloso.

Il giornalista ed il direttore allora decisero di intervenire per catturare l’inquietante bestia, cosa più facile a dirsi che a farsi!

Il cane sgusciò via e si rifugiò sotto la sedia del suo grosso padrone. Li si sentiva al sicuro e non si sbagliava: il proprietario fece di tutto per difendere i diritti e le libertà del suo amato mettendosi tra gli inseguitori ed il suo cane.

Che volevano? Non potevano lasciarlo in pace? Non aveva pagato anche lui il biglietto come gli altri?

L’impresa però , nell’interesse dell’ordine, non poteva finire con una sconfitta ed il trionfo del male (!!): il cane doveva uscire.

Beh, allora prendilo…se ci riesci!

disse allora il proprietario in tono di sfida conoscendo bene il suo carlino.

Non si poteva esitare….

Con mia sorpresa, sono riuscito ad avere una presa salda sul collo dell’ amante della musica a quattro zampe e senza essere morso a scaraventarlo fuori nell’atrio con meno cerimonie di quelle che onestamente sarebbero state compatibili con i principi di una società a protezione degli animali.

Quel piccolo intermezzo aveva eccitato il pubblico e anzi, tutti cominciarono a seguire il concerto con più interesse dell’ inizio addirittura partecipando agli applausi dopo la fine dei brani anche se il segnale per gli stessi era dato dal giornalista presente e da un insegnante di musica.

Il padrone della sala  era un uomo semplice che non voleva spennare il suo prossimo per cui, quando si rese conto che il magro incasso non sarebbe neanche bastato a pagare l’affitto, fu preso dalla compassione per i poveri musicisti e li invitò a passare gratuitamente la notte in una stamberga dietro il salone, con le carte da parati in parte cadute, di solito usata come camerino per gli artisti di varietà.

Grande fu quindi  la sua sorpresa, quando gli sconosciuti ringraziarono educatamente declinando però fermamente l’invito lasciandosi portare da un taxi che era stato chiamato nel miglior albergo della città.  La stampa cittadina, ovviamente, ebbe a dire la sua sullo strano concerto.

il  Posten il cui editore era nativo di Stoccolma e un po’ esteta scrisse che i bravi residenti di Smedköping erano sconsiderati e veramente dei cani che non capivano nulla di arte

Mente il Tidningen, da sempre local-patriottico, ammetteva, sebbene a malincuore che Neruda era certamente un grande artista ma … troppo grande per Smedköping.

Ergo: non aveva niente a che vedere con la cittadina!

E quella valutazione certamente coincideva in qualche modo con l’opinione pubblica.

Penserete che Franz Neruda non abbia mai più messo piede in quella cittadina ma non fu così, tornò nel 1895 per esibirsi con uno dei più importanti cantanti dell’epoca, Salomon Smith accompagnato da sua moglie Dagmar : il successo fu enorme, ma stavolta…

Accesso vietato ai carlini!

Ritorno a Stoccolma

accadde oggi: 23 novembre 1897

Il 1897 è un anno buono per la violinista: sembrava aver superato la morte del suo secondo marito e, acclamata e festeggiate per i suoi 50 anni di carriera, aveva sistemato suo figlio ad Asolo. Dopo aver passato con lui parte delle sue vacanze estive di luglio al Lago di Carezza e a settembre a Bolzano, in ottobre era tornata in Svezia.

Recensione da IDUN 26 NOVEMBRE 1897

La signora Vilma Norman-Neruda (Lady Hallé) ha tenuto un concerto martedì nella grande sala dell’Accademia Musicale, riempita, fino all’ultimo posto, da un pubblico vivace ed interessato. Questi concerti sono quasi momenti solenni in cui si può godere, con ammirazione e gratitudine incondizionate di un modo di suonare il violino che difficilmente è stato superato da qualsiasi altro artista vivente. Le qualità che abbiamo imparate ad ammirare nelle precedenti apparizioni che Lady Hallé ha fatto qui sono ancora inalterate: nobiltà e sensibilità nello stile e nella comprensione della musica, calore, stile, bellezza e ampiezza nel suono su una tecnica di base solida e dominata che non sa di alcuna difficoltà. Il concerto è iniziato con la fantasia di Schubert in do maggiore per violino e pianoforte, una composizione piuttosto prolissa ma interessante che forse avrebbe anche potuto stancare se non fosse stato per l’eccellente esecuzione. Lady Hallé ha eseguito anche la sonata di Handel in re maggiore, la Barcarola e lo Schero di Spohr, la Sérénade mélancholique di Tschaikowsky e le Danze ungheresi di Brahms-Joachim. In tutte queste composizioni sono emerse le qualità più della celebre artista. Il valore del concerto è stato implementato dal fatto che il pianista accompagnatore, Mr Leonard Borwick, si è dimostrato un talento eccezionale sul suo strumento. Ha suonato con gusto e finezza sia Chopin che Liszt e sotto le sue mani un brano come il “Capriccio” di Saint-Saëns è diventato un piccolo capolavoro molto piacevole. Tra i brani pianistici eseguiti vorremmo tuttavia evidenziare la Rapsodia n. 12 di Liszt che, pur essendo una composizione difficile è stata eseguita con gusto superiore, eleganza e una grandissima precisione. Anche come accompagnatore Mr Borwick ha dimostrato di possedere qualità solide e buone. L’ applauso del pubblico numeroso, tra cui si notava S.M. il Re, è stato estremamente vivace per tutta la serata.

Wilma Néruda. Il primo Monday Pops

@accaddeoggi 8 novembre 1869

Di Vera Mazzotta

La prima volta che arrivai in Inghilterra mi meravigliai del forte pregiudizio in questo paese secondo il quale il violino per una donna era poco femminile e addirittura inadatto

Ma Wilma non era tipo da lasciarsi scoraggiare da un pregiudizio, e alla fine, anche grazie all’intervento di Vieuxtemps, fu convinta a tornare in Inghilterra per occupare, principalmente, il posto di Primo violino del Quartetto del St. James, che, di norma era diretto da Joachim nelle sue trasferte Inglesi

Il St. James per la prima della dodicesima stagione dei Monday Pops era pieno, forse più del solito: tutti, uomini e donne erano corsi a vedere quella novità, quella cosa mostruosa che era una donna che suonava il violino!

l’attenzione di tutta la sala era assorbita dall’eroina di quella sera, Madame Norman Neruda che appariva nella veste di Primo Violino. Una giovane donna con un abito di velluto nero, con braccia e collo nudi, che con calma va a prendere il posto di solito occupato da Joachim, da Wieniavsky o da Vieuxtemps per guidare il quartetto di archi con fuoco e precisione degni dei maestri sunnominati, era comunque una novità per il pubblico! Ma chiunque abbia sentito e visto questa donna suonare i suoi soli lo scorso anno non potrebbe mettere in dubbio la saggezza di Mr Chappel nello scegliere lei per guidare il quartetto sino all’arrivo di Joachim dopo Natale. A prima vista potrebbe anche sembrare che una Donna con il violino sia fuori posto come un uomo con un tamburello in mano e gli aggettivi, sgraziato e non femminile sono stati senza dubbio (già) usati per Madame Neruda, per Madam Humler per non parlare per la Signorina Strinasacchi, a cui Mozart dedicò comunque una Sonata per Violino, e per altre donne che hanno osato rompere le convenzioni su cosa la donna sia in grado o non sia in grado fare. Molti di noi sono pieni di pregiudizio nei confronti delle novità e ci mettono davvero poco a giudicare una donna che si dedichi a qualsiasi tipo di arte o alle professioni/occupazioni di solito appannaggio del sesso maschile, frivola. Invece il violino è davvero uno strumento grazioso per una donna! La pressione del mento non dovrebbe essere convulsa, è sufficiente una minima inclinazione della testa, il braccio sinistro è libera e naturale e ogni movimento di quello destro in un fine violinista è grazioso in sè tanto che potremmo quasi dire che non esiste esercizio così calcolato per mostrare belle manie e una bella figura come suonare il violino. Se devo giudicare dalle acclamazioni che hanno accolto Madame Norman Neruda alla fine della sua esecuzione anche il pubblico dei Monday Pops della scorsa sera erano della stessa opinione

E certo! in una società maschilista in cui le donne altolocate potevano studiare la musica solo per essere messe in mostra e trovare marito, chi scrive non trova altri mezzi che mettere in evidenza come lasciare che le giovani si avvicinino ad uno strumento maschile possa, ugualmente, essere una forma di attrattiva per gli uomini!

E’ comunque impossibile sedersi al St. James Hall dove ogni anno ascoltiamo il più grande dei violinisti viventi senza fare confronti. Il timbro di questa donna violinista mi sembra alquanto fine senza però essere povero..

Del resto Joachim, sin dalle ultime due stagioni ha un po’ deliberatamente rinunciato alla delicatezza a favore di corde più grosse e di un maggiore volume di suono.

Il programma si è aperto con il Quartetto in Re maggiore di Mendelssohn, il cui manoscritto è in possesso del Prof. Bennet.

invece ci sono alcuni passaggi che chiedono la leggerezza di una mano femminile, anzi potremmo dire che tutti i passaggi veloci e i movimenti più delicati sul violini potrebbero essere facilitati dalla mano di una donna piuttosto che da quella di un uomo. Le distanze infitesimali, la pressione leggera, le diteggiature rapide e i glissati danno alle dita sottili delle donne un vantaggio su quelle degli uomini. Tuttavia nel quartetto come nella Sonata di Mozart che Madame Neruda ha suonato subito dopo non c’è stata mai troppa brillantezza mentre nei soli veloci e nei passaggi di bravura Madame Neruda può essere brillante senza essere sensazionale ma da artista vera quale è lei non lancia mai i suoi fuochi artificiali in questo genere di concerti e non commette il grave errore tipico dei musicisti infimi di mettere sè stessa in mostra davanti al compositore e abbiamo sentito come si deve che Mendelssohn e Mozart erano dentro le loro composizioni e i musicisti al loro servizio

Ricordo da Praga

@accaddeoggi 1 novembre 1889

Humoristické listy: Archiv českého rozmaru a vtipu. Praha: Josef Richard Vilímek, 1.11.1889, 31(44), s. 398. ISSN 1802-7210. Dostupné také z: https://www.digitalniknihovna.cz/nkp/uuid/uuid:55fb7290-ec93-11e8-9210-5ef3fc9bb22f

Negli anni Cinquanta, quando non c’era vita nazionale politica, sociale, letteraria o artistica nel nostro paese, il pubblico ceco si nutriva principalmente di notizie sui attori e musicisti cechi che vagavano per il mondo. Il “Lumir” di Mikovec e le “Pražské Noviny” di Šesták portavano ogni anno qualche notizia su dove si trovava Ticháček o Píšek, dove recitava la “prima tragedia del nostro tempo”, la ceca Kanny Janoušková, dove incantava Ferdinand Laub, o le sorelle Nerudova, come si sa nate in Moravia ecc. Eravamo orgogliosi di quella nostra fama ceca che viaggiava per il mondo e non sapevamo nemmeno se quel tale celebrato all’estero si sarebbe mostrato anche a noi.

Evidentemente, il pubblico ceco si rallegrava di questa fama che si diffondeva nel mondo senza preoccuparsi se questi artisti celebrati si identificassero ancora con la loro patria.

La maggior parte in effetti poi tornava. Laub tornò e suonò per noi in teatro con il liuto – davanti a una platea… quasi vuota. Che bravi ragazzi eravamo!

E venne anche Vilemina Norman-Nerudová a suonare per noi al teatro provvisorio. Parla ceco? era la domanda più importante che veniva posta a quelli che potevano andare dietro le quinte e la risposta era

– Si -lo parlava- il che rendeva Vilma, quella straordinaria apparizione femminile con le decorazioni sul petto, immediatamente cara. Così consideravamo le sorelle Nerudova tuttavia ancora abbastanza estranee e distanti come anche il loro fratello minore František di cui arrivavano sporadiche notizie negli anni successivi. Quando visitò Praga, tutti coloro che lo incontrarono riconobbero il suo cuore e la sua mente slava sebbene per lavoro fosse sempre all’estero: in Danimarca (dove era il virtuoso di camera del re), Svezia, Norvegia e Inghilterra ma anche lì seguiva lo sviluppo dell’arte ceca e le apriva la strada. Ora chiamato come professore al conservatorio imperiale di Pietroburgo, František Neruda, nato nel 1834 a Brno, è uno dei più eminenti violoncellisti del nostro tempo ed è riconosciuto anche da autorità come Bulow. Anche come compositore Franz Neruda è fortunato: più di sessanta delle sue composizioni sono state pubblicate da editori stranieri ed ora anche Urbánek a Praga ha pubblicato una nuova composizione, un grande concerto per violoncello con accompagnamento orchestrale.