Stoccolma: 12 gennaio 1900

Wilma Norman-Neruda (Lady Hallé).

 Un inizio più solenne dei concerti degli artisti nella nostra capitale durante questo nuovo anno e secolo non avrebbe potuto aver luogo se non con il concerto tenuto il 12 da Madame Wilma Norman-Neruda poiché, tra i violinisti di oggi sono pochi quelli che occupano un rango così indiscusso come questa artista per nobiltà, magnificenza e perfezione del suo modo di suonare.

Da tempo riconosciuta nel grande mondo della musica e ultimamente anche all’estero per i concerti che ha recentemente tenuto a Copenhagen e alla fine dello scorso anno a Monaco, Dresda e Berlino dove non la si ascoltava da sedici anni. Dopo il suo concerto in quest’ultima capitale  O. Lessmann nella Allg. Musik-Zeitung così scrive:

Madame Wilma Norman-Neruda, ora residente per lo più a Londra, è un nome che è giustamente annoverato tra i più celebri nel mondo dell’arte. Quando Madame Norman-Neruda, oggi conosciuta come Lady Hallé, tenne l’ultima volta un concerto a Berlino, sorprese il pubblico che non l’aveva mai sentita prima non solo per una tecnica sorprendente e sempre perfetta ma anche per la grandezza e solidità della sua musicalità, un senso dello stile finemente sviluppato che tra i violinisti tedeschi può essere paragonato solo a  quello di Joachim. La sua esecuzione allora del concerto di Beethoven fu perfetta sotto ogni punto di vista. Allo stesso modo, la sua esecuzione di “Songscene” di Spohr, della Romanza  di Bruch e del  concerto di Mendelssohn hanno prodotto un piacere artistico squisito e perfetto.» Con H. Goldschmidt che ricorda la sua esecuzione della sonata in re minore di Brahms, quando il 16 dicembre ha assistito suo nipote Hjalmar Arlberg a Berlino al suo concerto si può davvero esclamare di lei: “Che artista meravigliosa!”

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Wilma Néruda a Kassel

i virtuosi della Stagione 1890 a Kassel

Alfred Fischhof (1855 – 1925), 
Wilma Norman-Neruda (1840 – 1911)
Eugen d’ Albert (1864 – 1932)
Camille Saint-Saens (1835 – 1921)
Anna Grosser-Rilke (1853 – 1938)
Hans von Bülow (1830 – 1894) 
August Wilhelmj (1845 – 1908)
Sophie Menter (1846 – 1918)
Frantisek Ondricek (1857 – 1922)
David Popper (1843 – 1913), 
Arma Senkrah (1867 – 1900)
Joseph Joachim (1831 – 1907)

Musiciste della stagione 1880

Erica Nissen (1845 – 1903),
Anna Mehlig (1846 – 1928)
Annette von Esstpoff
Clara Schumann (1819 – 1896)
Marie Krebs (1851 – 1900)
Vera Timanoff (1855 – 1942)
Wilma Norman-Neruda (1840 – 1911)
Laura Rappoldi-Kahrer (1853 – 1925)
Luise Wandersleb-Patzig (1846 – 1901),argestellt
Pauline von Erdmannsdörfer-Fichtner (1847 – 1916),

Il repertorio aggiornato di Wilma Neruda

Vilhelmina Norman-Neruda

orch Bild 1892

Da dove vieni Fanciulla Meravigliosa?

Tu rispondi da Brünn! io invece dico: no!

Dovrebbe essere cittadina Capitale del Paradiso.

Si dice che il Maestro Vieuxtemps sia stato il tuo insegnante, così dicono ma no, non è vero!

solo da ammiratore ha osato avvicinarsi  a te.

Perché non canti come cantano le persone comuni,

tu hai fissato un obiettivo più alto, 

una lotta,

una vittoria,

un combattimento,

un brillante torneo

è il tuo suonare.

Tu esprimi la gioia di un ruscello di montagna che scorre sulle rocce nei primi giorni di primavera,

mentre tutte le altre persone puoi sentirli nel lamento.

Perché solo in quest’arte l’uomo è riuscito ad intrecciare tristi ghirlande.

Ah, la gioia, la celestiale purezza.

Lundquist

È così che Vilhelmina Neruda è stata accolta quasi trent’anni fa da uno dei famosi poeti svedesi, che con le antenne del genio ha indubbiamente individuato dove fosse la scintilla.

E che la scintilla del genio, nella misura più ricca, si trovasse in Vilhelmina Neruda, lo testimonia la vita intera di una artista, nobilitata dalla più alta e pura concezione dell’esecuzione artistica, perfetta senza un solo errore di quelli che fanno coloro che cadono vittime delle richieste del pubblico, che cedono al potere del rito civettuolo o al calore  del facilmente comprensibile, del banale. Una donna combattente che ora racchiude in sé la calma della maturità senza aver perso  il fuoco e la vivacità della giovinezza; un futuro nel quale la scuola e la tecnica sono state superate da così tanto tempo e così pienamente padroneggiate che non ci si pensa più.

Non è più una questione di come suona anche che… suona!
Dopo un intervallo di cinque anni, ha recentemente visitato di nuovo Stoccolma. Non sempre ha avuto motivo di essere così soddisfatta della sua seconda patria come questa volta.
Deve considerare quanta poca formazione musicale abbia il nostro pubblico di norma sempre riconosciuto e deve rendersi conto che l’afflusso e l’approvazione sono stati sorprendenti anche in altri momenti. Le statistiche non possono certo fornire alcuna informazione sul livello di conoscenza musicale del pubblico ma uno sguardo a ciò che attira le persone viene rivelato e, di solito, è poter affermare di aver ascoltato un nome famoso, una bella attrice, o di aver sentito qualcuno che importa (e pubblicizza) la loro reputazione da un posto straniero, questo è ciò che sembra attraente.

Altri ambiti artistici non sono come la musica forse proprio perché quest’arte è la più popolare. Per esempio, in termini di arti visive, comprendiamo tutti che la conoscenza e lo studio sono necessari per renderci abili nel giudicare… ma non facciamo le stesse richieste a noi stessi nei confronti della musica. Ci fidiamo del nostro orecchio naturale che è troppo ricettivo al suono ma ci conduce a  così poco quando si tratta delle aree superiori di quest’arte particolare. E a queste aree superiori appartiene la musica strumentale  il cui primo organo è il violino.

Il repertorio di Vilhelmina Neruda corrisponde alla sua esecuzione. Versatile ed elegante, accoglie esclusivamente composizioni di pregio, sia nello stile classico che in quello moderno. E questo è abbastanza significativo! Perché non è solo una questione di gusti; è una vera condizione  sine qua non per renderla artista. Già in tenera età, Vilhelmina Neruda iniziò a tenere concerti in Austria, Russia e sotto la direzione di suo padre e insieme a una sorella maggiore, pianista. A Stoccolma, ha suonato per la prima volta con i suoi due fratelli più piccoli, Maria e Franz il  13 novembre 1861. Poiché la loro prima rappresentazione non era preceduta da alcuna notorietà (non era ancora cominciata l’era della pubblicità), la sorpresa fu tanto maggiore e fin dal primo momento i fratelli divennero  noti come artisti di prim’ordine. Dopo che Vilhelmina Neruda sposò Ludvig Norman nel 1864, per alcuni anni si esibì nella vita musicale accademica ma la sua capacità e genio artistico sarebbe sepolto nella nostra compiacenza e freddezza nordica. Trascorreva abitualmente le estati con i figli nella casa paterna di Brünn, casa che lei stessa aveva allestito per i suoi genitori con tenerezza infantile e dove lei stessa bambina felice, nella cerchia dei fratelli riuniti traeva forza e resilienza per soddisfare le richieste: e nel frattempo tutta l’Europa scommetteva sul suo talento.

Ora che vive a Londra da diversi anni, ha recentemente esteso i suoi concerti anche in Australia. Il suo nome attuale è Lady Hallé, poiché da qualche anno ha contratto matrimonio con Sir Charles Hallé, pianista di grande fama  ma qui ha preferito esibirsi sotto il nome di Vilhelmina Norman-Neruda, da noi tanto conosciuta e apprezzata. Spesso vengono fatti paragoni tra lei e Joachim, Wieniawski e altri eroi del violino. Dicono che Jenny Lind-Goldschmidt avrebbe detto di Joachim che suona “come Adamo in paradiso prima della caduta”. Vilhelmina Norman potrebbe quindi essere paragonata a Eva, quando lei, piena di nostalgia e ricordi del paradiso perduto, guarda indietro con desiderio di salvezza. È ricordo o premonizione, questo riverbero dai mondi superiori, che solleva i nostri sensi e ci riempie di devozione, quando la ascoltiamo suonare?

 

Voglio dirti cosa significano gli dei del fato senza ornamenti: c’è solo un modo, solo uno. E così ti mostrerò. I giorni trascorsi a sognare, le notti a sforzarsi di svegliarsi Questo è il modo di vivere dell’artista, il nutrimento nel lungo viaggio. Quindi continua a suonare e cantare. Un dio ti ha dato il dono di raccontare le tue sofferenze. E mentre ti alzi su ali melodiose, gli dei stessi ti invidieranno.

Gewandhaus

Zeitschrift fur Musik

VERA MAZZOTTA

Come era giusto e doveroso, la direzione del Gewandhaus ha tenuto conto anche del 90° compleanno di Sua Maestà il Kaiser Guglielmo rendendo il 20° concerto programmato quasi un preludio all’importante giornata del Festival mettendo, in cima al programma, il noto Macte Imperator di Franz Lachner e la Kaisermarsch di Rich Wagner (…)

La prima parte del concerto è stata assegnata al “Gesangscene” di Spohr, alla Romanza in Sol maggiore di Beethoven e al Preludio in Sol maggiore di Bach: con la sua esecuzione la signora Norman-Neruda, a lungo assente da Lipsia, si è nuovamente affermata come violinista di grande importanza. Si è presentata davanti a noi nella sua abilità artistica come vent’anni fa per quanto riguarda il suo virtuosismo nobile e capace di destare meraviglia; per quanto riguarda la sua concezione musicale, il gusto raffinato, continua ad occupare un livello così alto che ogni violinista- donna dovrebbe fare scuola da lei per molto tempo ed imparare molte cose necessarie. La nobile grazia, il nobile spirito nel suo suonare entusiasmarono straordinariamente gli ascoltatori e persino il supremo dei violinisti ora viventi (Joachim) è stato più volte evocato (con il suo modo di suonare).