In occasione del secondo tour in Austrialia di Sir Charles e Lady Hallè, un tale W.G. scrisse all’ Editore dell’ Argus, uno dei più importanti giornali australiani, con lo scopo dare un ”consiglio” ai due noti ed amati musicisti:
… la suddetta artista, Lady Hallé, pare che apparirà sette volte a Melbourne; mi permetto di suggerire quello che è un mio desiderio, ossia che quella signora suoni, diciamo, un numero (i.e. brano)popolare ogni sera, in modo che tutte quelle, tante, persone che non esperte dei vari movimenti della musica classica possano avere un’idea di ciò di cui il violino è capace nelle mani di un genio nell’arte della musica. Spero che questa mia breve nota non sia seguita da una valanga di corrispondenza (in risposta ed indirizzata al giornale) riguardo alla necessità di educare il gusto del pubblico dal momento che conosco molto bene questo tipo di argomentazioni avendole sentite più e più volte. Da violinista amateur, quale sono, posso dire, con assoluta certezza, che uno o due numeri popolari ogni sera sarebbero molto apprezzati. Per quanto le persone possano amare la musica è difficile sedersi per ascoltare una serata dedicata interamente alla musica classica e diversi violinisti che sono stati qui hanno fatto quell’errore.
E quanto scrisse allora, è condivisibile anche oggi, anche riguardo all’educazione del pubblico alla musica.
la risposta arrivò da tale INDIGNATO!
LADY HALLE-VIOLINISTA. AL DIRETTORE DEL ARGUS.
Signore, – il nostro corrispondente WG o non sa cosa si intende con il termine ’musica classica’ o è del tutto ignorante riguardo ai contenuti dei programmi ai concerti Hallé. Gli ASSOLO di violino di Lady Hallè nei due concerti già dati hanno incluso i seguenti brani che, con un minimo sforzo di immaginazione, li si può considerare classici: due danze spagnole di De Sarasate, il Rondò Capriccioso di Saint Saens, la Romanza di Max Bruch e tre danze ungheresi di Brahms-Joachim!
Tra gli altri suonati in precedenza, poi, ci sono troppi brani considerati ‘buoni per il gusto popolare’ e ahimè, per il popolo, ma che, in realtà, non lo sono, a testimonianza dell’ enorme entusiasmo con cui sono invariabilmente ricevuti. Se WG, parlando di un “numero popolare”, intende le Variazioni su “Yankee Doodle (di Vieuxtemps) o roba del genere, qualcuno deve consigliargli di dedicare la sua attenzione agli spettacoli di Music Hall o simili invece di cercare – senza successo, si spera – di trascinare al suo stesso livello, i migliori concerti solistici strumentali che siano mai stati dati in Australia –
Ludwig è certamente il figlio più noto della grande violinista, quello che, per la sua attività nell’alpinismo, si sa qualcosa di più. Per molto tempo, si è ritenuto che fosse anche il suo unico figlio, ma non era così: Ludwig nacque nel 1864 ed era di soli due anni più grande di suo fratello Waldemar. Qualche spigolatura, qualche accenno in alcune lettere fanno intuire che fosse anche il ”figlio prediletto” forse perchè sua madre, nei primi anni del matrimonio, nella ricerca di un equilibrio tra professione e famiglia, annullò diversi concerti per poter festeggiare con lui un compleanno, o forse perchè Wilma riconosceva nel suo carattere indomito qualcosa di sè stessa, non lo sappiamo. Molte notizie le abbiamo scovate ad Asolo e sono riportate nel libro Intermezzo Asolano. Wilma E Ludwig Norman Neruda ad Asolo dove ad occuparsi della sua figura e della sua importanza ” alpinistica” è stato Alvise Bruschi. E’ in quei documenti, nel racconto de La Storia di Mezzo Portone che lo contrappose al vecchio amico Pen Browning, nella sua ricerca difficoltosa di trovare una ”casa” che in qualche modo gli consentisse una ”rivalsa” sulla vita e sulla condanna per il fallimento subito, è nei suoi scritti e monografie che si possono leggere e trovare in rete, nei quali traspare la sua grande cultura, che la figura di Ludwig Norman Neruda oggi comincia a delinearsi, e sono quelle pagine che vi invito a leggere per approfondire.
Qui riporto invece quanto Arnold Louis Mumm, alpinista britannico, scrisse nell’ Alpine Club Register del 1928.
Ludwig Normann Neruda, nato il 18 novembre 1864 a Stoccolma, era figlio di Ludwig Normann, Hofkapellmeister a Stoccolma, e Wilma Neruda, la famosa violinista austriaca, successivamente conosciuta come Lady Hallé. Fino a 16 anni studiò Neruda, a Stoccolma, in Inghilterra e a Brunn (Austria).
Nel 1892 sposò Mabel Theodora (May) Peyton figlia di Sir H. E. Peyton. La sua incredibile predisposizione per le lingue gli permise di essere competente in inglese, svedese e tedesco. In seguito, acquisì anche una buona padronanza del francese, dell’italiano e dell’olandese. Ludwig Norman Neruda studiò pittura presso le accademie d’arte di Anversa, Parigi e Londra, esponendo le sue opere alla Grosvenor Gallery nel 1886. Successivamente, si stabilì a Londra e divenne membro della Borsa valori, dedicandosi agli affari per diversi anni. Tuttavia, nel 1894, si trasferì ad Asolo, vicino a Venezia, dove si dedicò all’esplorazione delle Dolomiti.
Già nel 1894, proprio in seguito al famigerato fallimento che comportò la vendita di tutti i suoi beni per sanare i debiti.
Fotografia dell’archivio familiare della Signora FRANCA FRANCESCHINI DI ASOLO.
Neruda morì il 10 settembre 1898 1. Fu membro del Club Alpino Austriaco e del Cai della Sezione di Milano.. Durante la sua vita, intraprese numerose spedizioni alpine, scalando montagne in diverse regioni delle Alpi. Di seguito, riporto alcune delle sue imprese alpinistiche:
Nel 1887, compì la traversata del Crna Prst,
Nel 1889, salì il Monte del Forno, il Monte Rosso e il Pizzo Torrone Orientale.
nel 1890, tentò la parete ovest della Dreischiisterspitze e scalò il Monte Giralba. Salì anche il Piz Fora, il Piz Tremoggia, il Monte Scerscen, il Piz Roseg e la Bernina.
Ha anche scalato il Cimone della Pala e la Cima Vezzana, 8/ix; Cima di Canali, 10/ix; Sass Maor e Cima della Madonna, 12/ix, con L. Friedmann, senza guide (Friedmann, Tourenberichte, O.A.Z. 1891, p. 253); e la Croda da Lago da solo.
Elenchi delle sue e delle scalate di Miss Peyton, O.A.Z. 1892, pp. 34-5.
Cima di Val di Roda, tramite una nuova via, e Campanile Val di Roda, 15/vii (O.A.Z. 1894, p. 159; M.A.V. 1893, p. 176; E. iii. 423). Prima salita del Sasso di Campo (D. Diamantidi ha raggiunto la vetta contemporaneamente tramite una via diversa), 18/vii (O.A.Z. 1892, pp. 268-9; M.A.V. 1893, p. 176; E. iii. 428).
Cima del Rifugio, da solo; Cima di Brenta, senza guide, 25/vii (O.A.Z. 1892, p. 299). Rothorn, con L. Friedmann, senza guide, 4/viii (O.A.Z. 1892, p. 212);
Dent Blanche, da solo. (Ha scritto un articolo sulla spedizione, O.A.Z. xvi. 175, riportato in ‘Climbs’, cap. vii.)
Elenco delle spedizioni, O.A.Z. 1893, p. 34.
Ha effettuato le seguenti spedizioni con la signora Neruda, senza guide, tranne in un caso, e nella maggior parte dei casi senza altri compagni:
Cima Cuseglio, 9/vi; Cima di Ball, 15/vi; Cimon della Pala e discesa accidentale della Cima delle Comelle, 27/vi (E. iii. 410-11; ‘Climbs’, cap. x); Prima salita della Cima Wilma (con guida), 6/vii (E. iii. 427; ‘Climbs’, cap. viii);
Figlio della Rosetta (tramite una nuova via) e Cima Cuseglio (terza salita, tramite la via di H. J. T. Wood, discesa a Forcella Cuseglio, una via precedentemente percorsa), 19/vi (E. iii. 422; ‘Climbs’, cap. 1x); Campanile di Pravitali (Pradidali) e Cima di Pravitali (seconda salita, nuova discesa), 12/viii (E. iii. 416, 424; ‘Climbs’, cap. xi; vedi xvi. 522-3; O.A.Z. 1893, pp. 205-8); Campanile di Val di Roda (con una variante) e Cima di Val di Roda, 18/viii (xvi. 523);
Con il signor e la signora L. Friedmann, Pala di San Marino, 5/ix, e Fradusta, Pizzo di Miel (prima salita registrata), e Coston di Miel, 8/ix (xvi. 524; O.A.Z. 1893, p. 278).
Ha anche aperto una nuova via sulla Sass Maor, 26/viii.
Nel 1894, Platikofel fu scalato tramite una nuova via, da solo, il 12 luglio (xvi. 263; O.A.Z. 1895, p. 218; Z.A.V. 1896, p. 316 (?)).
La FUnffingerspitze fu attraversata (terza salita tramite la Schmitt Kamin, discesa tramite la Daumenscharte o la via SE), sempre da solo, il 16 luglio.
Molte spedizioni senza guide con la signora Neruda, tra cui la FUnffingerspitze tramite la Daumenscharte, il 23 luglio;
le Grasleitenspitze di H. e W. (tramite vie parzialmente nuove), l’1 agosto (xvii. 263); le prime salite delle due cime più alte del Valbuonképfe, il 2 agosto (xvii. 264; ‘Climbs’, cap. xiii, pp. 258-61; cf. O.A.Z. 1895, p. 98; M.A.V. 1895, pp. 32, 153); Gr. e Kl. Valbuonkogel, il 3 agosto (O.A.Z. 1895, p. 98); prime salite delle Graslettentiirme W. ed EL. (la signora Neruda non ha effettuato questa salita), il 4 agosto (xvii. 264; cf. O.A.Z. 1895, p. 98; M.A.V. 1895, p. 153, articolo di L. Treptow); traversata di tutte le vette del Molignon, Antermojakogel e Seekogel; Rosengarten (con una variante) (‘Climbs’, cap. xiii). Presente all’apertura del rifugio Langkofel, l’8 settembre (M.A.V. 1894, p. 252).
Elenco delle spedizioni sue e della signora Neruda, O.A.Z. 1895, pp. 34-5.
Nel 1895, viene fornito per l’ultima volta un elenco delle sue spedizioni (senza guide; la maggior parte con la signora Neruda) in O.A.Z. 1896, pp. 47-8.
Come nel 1894, sono principalmente nei gruppi del Grédner e del Rosengarten e includono il Langkofel, l’1 settembre; la Grohmannspitze, quarta salita tramite la via di Enzensperger, il 2 settembre; la FUnffingerspitze (terza salita dalla NW, seconda traversata dalla NW alla SE), il 6 settembre; tutte con la signora Neruda e la signora R. Friedmann (O.A.Z. 1896, pp. 18-19).
La FUinffingerspitze fu scalata tramite tutte e 4 le vie in un solo giorno (salita tramite la via S. o SchmittKamen, discesa tramite la sua via N.; salita tramite la via NW (di O. Schuster), discesa tramite la Daumenscharte), il 10 settembre (M.A.V. 1895, p. 222; O.A.Z. 1895, p. 244 e 1896, p. 37 (articolo di R. v. Arvay); una nuova salita della Grohmannspitze tramite la parete N., il 17 settembre (O.A.Z. 1896, p. 244; M.A.V. 1895, p. 255; Z.A.V. 1896, p. 308); p
rime salite della Cima del Poppe S. e della Punta del Mezzodi (O.A.Z. 1896, p. 227); seconda salita della Vajoletispitze. Ha scritto un articolo, ‘Die Fiinffingerspitze als Typus eines Modeberges’, Z.A.V. 1895, p. 120; ristampato in ‘Climbs’, cap. xii (‘Una moderna vetta alla moda’), sulle salite del 1891, 94 e 95.
Aveva ora iniziato la sua monografia sul gruppo del Rosengarten e da questo momento in poi trascorse ogni autunno fino alla fine di ottobre o novembre.
Una volta rimase fino alla fine di gennaio—presso uno o l’altro dei centri delle Dolomiti facendo numerose ascensioni, tra cui quella della Marmolada alla fine di ottobre 1897 (‘Climbs’, pp. 274, 276). La sua ultima “nuova spedizione” registrata fu la traversata (senza guida) del Langkofeleck-Langkofel Grat, il 25 agosto 1896 (O.A.Z. xix, p. 237; M.A.V. 1897, pp. 120, 153).
Inoltre, creò una nuova via sulla Coronellespitze, con la signora Neruda e T. Christomannos, nell’11 novembre 1897 (Z.A.V. 1898, p. 370).
Morì mentre faceva la sua settima ascensione della Fiinffingerspitze con la signora Neruda e un amico, il 10 settembre 1898 (xix, 268; M.A.V. 1898, p. 229; l’incidente è descritto dalla signora Neruda in ‘Climbs’, capitolo I, ‘L’ultima scalata’).
Aveva da poco completato i preparativi per una spedizione nell’Himalaya nel 1899 con Christian Klucker e Sepp Innerkofler. La prima parte della sua monografia sul Gruppo del Rosengarten apparve su Z.A.V. xxviii (1897), p. 293.
Non riuscì a completarla a causa di problemi di salute, e la seconda parte fu completata da altre persone; aveva supervisionato in parte il lavoro al momento della sua morte, e apparve su Z.A.V. xxix (1898), p. 361.
Aveva anche da tempo pianificato di pubblicare una Guida completa delle Dolomiti. Nel 1902, fu annunciata una Guida degli Alpinisti delle Dolomiti in preparazione, a cura della signora Neruda, nel volume ‘Gemmi to Monchjoch’ delle Guide del Bernese Oberland, ma non fu mai pubblicata. Altri articoli scritti da lui includono ‘Ueber das Wesen der technischen Schwierigkeiten der Felskletterei’ (O.A.Z. xvii, 1895, p. 113; ripubblicato in ‘Climbs’, capitolo XVII); ‘Die Alpinen Unglücksfälle des Jahres 1894’ (M.A.V. xxii, 1895, p. 28); e ‘Zur Beurtheilung Alpiner Unglücksfälle’ (sull’incidente di Herr Kahl; vedi xvii, 270), ibid., p. 156.
Inoltre, scrisse una recensione tagliente del libro di J. S. Davies, ‘Dolomite Strongholds’ (O.A.Z. xvi, 303), e una nota sull’incidente di Herr Pensel (xvii, 269).
The Climbs of Norman Neruda’, curato dalla signora Neruda, fu pubblicato nel 1899 e recensito su xx, 65-9.
Dopo un viaggio in nave di quasi un mese, Wilma e Charles Hallè arrivano in Australia per il loro primo tour di Concerti.
Sir Charles e Lady Halle, i famosi musicisti di cui ultimamente abbiamo sentito tanto parlare, sono tra arrivati. Al loro arrivo, qualche giorno fa, i nostri ospiti sono stati ricevuti dalle società musicali di Melbourne; il prossimo sabato debutteranno alla Town Hall di Melbourne: che la calorosa accoglienza australiana gli sarà riservata, è scontato. Lady Halle, meglio conosciuta come Madame Norman Neruda, è una violinista di fama mondiale.
Che abbia cominciato presto è evidente dal fatto che all’età di 6 anni e mezzo ha suonato ai Philarmonic di Londra e, otto anni dopo, ha ottenuto brillanti trionfi a Parigi mentre ai concerti del al Cristal Palace e dei Populars i suoi successi possono definirsi grandiosi Lì il suo nome è diventato di casa.
Lady Hallé è ancora relativamente giovane e al culmine della sua fama come artista. Sir Charles Hallé ha raggiunto il massimo livello di eccellenza come pianista e, sebbene tedesco di nascita, da giovane si è stabilito a Parigi dove si è rapidamente distinto per la sua interpretazione delle composizioni classiche dei migliori maestri. Nel 1848 volse i suoi pensieri verso l’Inghilterra e, poco dopo il suo arrivo, fece il suo debutto al Covent Garden Theatre. Successivamente, Sir Charles è stato nominato Direttore dell’Istituto Musicale di Manchester dove non solo è diventato immensamente popolare ma ha contribuito anche ad elevare il gusto del popolo coltivando tra tutte le classi una conoscenza delle migliori opere orchestrali di Beethoven, Haendel, ecc.
Intorno al 1857 c Sir Charles Halle si è ulteriormente distinto istituendo una serie annuale di venti concerti orchestrali e corali che sono ora considerati come uno degli eventi musicali più importanti d’Europa: sono frequentati da tutti gli artisti, le personalità e persone colte del paese. Il pubblico include anche la famiglia Reale. Gli impegni inglesi di Sir Charles e Lady Halle devono necessariamente rendere breve la loro permanenza in Australia. Il loro contratto qui è solo per tre mesi durante i quali daranno quaranta concerti.
I nostri lettori ricorderanno che, prima della nomina di Mr. Cowen come direttore per l’Esposizione, anche Sir Charles Hallé era stato considerato. La direzione, per aggiungere ancora più attrattiva ad un già forte richiamo, ha espressamente ingaggiato i vecchi artisti favoriti di Melbourne, Miss Annis Montaga e Mr. Charles Turner.
All’arrivo della H.M.S. Valetta, ai nostri illustri ospiti sono state inviate le seguenti parole di benvenuto:
“A nome dei musicisti professionisti di Melbourne, desideriamo offrirvi il nostro più sincero benvenuto per il vostro arrivo in questa città e speriamo con tutto il cuore e crediamo che il pubblico apprezzerà molto la vostra visita accordandovi ovunque in Australia la ricezione degna dei vostri grandi nomi e dell’arte che voi così abilmente adornate.”
Qui seguono le firme dei signori Hamilton Clarke, Gueuett, Otto Linden, Peake, Kdcson, Liebe, F. Bradley, VV. A. Liner, K de Beau puis e ‘1. Ford.
Il Gruppo di Lavoro per la Nomenclatura del Sistema Planetario dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha denominati i numerosi crateri presenti su Venere in onore di donne famose, ben 90o, meno dei crateri lunari e marziani ma più di quelli presenti su Mercurio, e anche Wilma Hallè, fin dal 1991, ha avuto il suo personale cratere su Venere
Con il congedo dagli amici e la preparazione per il suo viaggio, il tempo di Sir Charles Halle è, in questo momento, particolarmente prezioso, e visitando Linden Gardens (scrive un collaboratore al London Daily Graphic) ero, quindi, assai consapevole della sua gentilezza nel fissare un appuntamento. Sono stato anticipato da un visitatore, ma questo signore aveva una faccenda brevissima per cui, dopo qualche minuto di attesa nel bellissimo appartamento dove la Principessa del Galles e le sue figlie avevano cenato giorni prima, sono stato introdotto in una piccola stanza, che so essere il Sir Charles’ snuggery, il piccolo luogo accogliente di Sir Charles. Mancando ogni tipo di strumento musicale la piccola stanza non darebbe alcuna prova di questo se non fosse per i ritratti di Lord Revelstoke e Alfredo Piatti, due dei più grandi amici del grande pianista che guardavano, l’uno fronte all’altro, nel muro in cornici nere e dorate.
Il rumore di Manchester contrasta bruscamente con la quiete della stanza. Linden Garden, (l’appartamento londinese) formando, per così dire due lati di un triangolo, rende sicuri e tranquilli anche rispetto al piccolo trambusto di Bayswater-road. Al contrario Greenheyas-lane (Manchester) ormai non conserva nulla della quiete che ha indotto Sir Charles Halle a prendere una casa lì quando andò per la prima volta a Manchester 40 anni fa.
Dopo alcuni riferimenti al viaggio australiano sul quale Sir Charles mi dice che lui e Lady Hallé hanno deciso di imbarcarsi a BrIndisi per sfuggire al Golfo di Biscaglia, lo interrogo riguardo ai vecchi tempi.
MEMORIE DI MANCHESTER
“Non sarei mai andato a Manchester ma, poichè fino a quando non iniziarono i Popoular Concert non c’era una stagione musicale invernale a Londra, avevo amici a Manchester e, per un po’, ho dato lezioni a quegli allievi che erano in grado di venire da me ma, dopo un po’ me ne arrivarono anche di più di quanti non potessi averne. La musica, infatti, anche allora, era ben coltivata a Manchester e così i miei amici mi convinsero a fondare una orchestra. Le difficoltà iniziali erano grandi. I musicisti dovevano essere rintracciati in diversi paesi del Continente. La prima serie di concerti ha portato per il direttore un profitto di mezza corona e per diverse stagioni è stato difficile far quadrare i conti. All’inizio Sir Charles fu sostenuto principalmente dalla colonia straniera di Manchester ma, gradualmente, anche gli abitanti nativi della città furono attratti da questa idea. Per un po’ però la popolazione di Manchester considerò i concerti della Free-Trade Hall come bei ritrovi e, di conseguenza, durante alcuni dei passaggi più delicati di Beethoven o Mozart, le orecchie dei veri Music-Lovers furono scioccati dalle chiacchiere banali in sottofondo ma, la Manchester Musicale ha, oggi dimenticato il suo antico comportamento scorretto e anche Sir Charles Halle preferisce parlarne
Piuttosto preferisce parlare dello spettacolo della Free-Trade Hall quando, alcuni anni fa, fu data una libera rappresentazione del Messia con i biglietti distribuiti tra gli uomini della working class e tra le loro famiglie che, ascoltarono tutto l’oratorio con il più evidente dei piaceri. O piuttosto ama parlare degli straordinari trionfi che artisti del calibro di Jenny Lind, Mr. Sim Reeves, Madame Tletjein, Miss Arabella Goddard, Edward Lloyd o Herr Formes hanno ottenuto sotto la sua bacchetta in occasione di oratori, opere o concerti Anzi, dell’ultimo cantante ci ha raccontato un aneddoto divertente. Nella scena della cena di “Don Giovanni” Formes beveva sempre champagne vero e grande fu la sua indignazione quando gli fu portato solo della soda ma, Il manager del teatro in cui l’opera veniva rappresentata si era rifiutato fermamente di soddisfare il capriccio del cantante, così, per amore di pace e tranquillità, Sir Charles, che stava dirigendo, dovette portare con sé una bottiglia di champagne al teatro ogni sera.
L’ORIGINE DI UNA CALUNNIA.
Un’altra delle reminiscenze del musicista ricorda un po’ quella del francese confuso dai molti usi di cui noi facciamo della parola “box”. Per un po’ di tempo divenne motivo di pesante gossip la presunta debolezza di Sir Charles Halle per il gioco d’azzardo. Il giovane musicista ne fu dolorosamente sorpreso quando lo seppe visto che raramente maneggiava le carte e non rischiava mai più di sei pence a punto a whist. Alla fine, dopo un grande sforzo per capire la storia calunniosa fu ricondotta a un innocente malinteso: uno dei suoi amici aveva parlato della cattiva salute del musicista alludendo alla sua cattiva abitudine di “giocare di notte”, intendendo, ovviamente, la sua pratica al pianoforte. ( to play).
UN ANEDDOTO SU SANTLEY.
Sir Charles Halle spiega che se non fosse stata per la stagione australiana non si sarebbe mai liberato dai suoi impegni a Manchester per passare l’inverno in tournée agli antipodi. Ma salute di Lady Halle, alla quale i medici hanno detto che un viaggio per mare sarebbe stato benefico, lo ha risolto a fare il viaggio. La cordiale accoglienza e la piacevole esperienza di Mr. Santley-in Australia- hanno probabilmente avuto anche loro effetto sulla sua vecchia decisione di non abbandonare, nemmeno temporaneamente, la sua terra di adozione, finché gli avesse chiesto di rimanere fedele. Mr. Santley è un vecchio amico, e molte sono le storie di Sir Charles, una di queste dovuta alla sua prontezza di spirito piuttosto che alla sua potenza vocale. Nel primo atto de “The Bohemian Girl ” compare un bambino che non deve cantare né parlare ma impersona il personaggio di Arline. In una occasione, appena prima che il sipario si alzasse, questo bambino era scomparso. Venne in fretta e furia portato in scena il bambino di una venditrice di mele all’angolo della strada, vestito per la parte e istruito. Tutto andò bene fino a quando il signor Santley nel ruolo di Conte Arnheim iniziò a cantare la sua prima aria: il bambino, spaventato dai suoi gesti energici, dal suono dell’orchestra e dalla vista del pubblico, cominciò a piangere, tra le risate del pubblico. E quando il pianto minacciò di trasformarsi in urla, il signor Santley, capì la situazione, avvolse il bambino, apparentemente in uno scoppio di affetto paterno, nelle ampie pieghe del suo mantello.
LE PIÙ POPOLARI PERFORMANCE.
Il record che Sir Charles Hallè ha tenuto delle esibizioni della Manchester-Orchestra mostra la crescita costante del gusto pubblico. Quando arrivò per la prima volta in Inghilterra Beethoven era praticamente sconosciuto, mentre a Manchester alcune delle sue sinfonie erano state date 15 o 16 volte. Degli oratori, “Il Messia” è stato il preferito, “Elia” era al secondo posto con 23 esibizioni, e “La Creazione” al terzo, con 19 rappresentazioni. Ai tempi del suo studentato a Parigi, Hallè era amico intimo di Berlioz, e considera le produzioni a Manchester e la successiva popolarità in tutto il paese del suo “Faust” una delle cose più piacevoli della sua carriera artistica. Selezioni dall’opera sono state date ad alcune delle prime ma fu prodotta nella sua interezza solo 10 anni fa. Miss Mary Davies fu persuasa a prendere la parte di Margherita e fu questa la sua prima apparizione in un’ opera. Sir Charles Hallé scoprì ,incantato, come Mary Davies avesse pienamente giustificato, con le sue doti, la sua fiducia e ad ogni rappresentazione che da allora venne data dell’opera sotto la sua egida, lei è stata Margherita. Charles Hallè mi accompagna alla porta con la grazia cortese che si addice ai suoi capelli argentei ma parliamo ancora del tour. Sir Charles esprime il suo desiderio di sentire l’orchestra nazionale che hanno organizzato a Victoria di cui il Frederic Owen ha portato buone notizie. Non è probabile, tuttavia, che lui o Lady Hallé suoneranno con una orchestra in Australia anche se gli accordi finali non saranno definitivi sino al loro arrivo a Melbourne, sebbene una scelta di sei programmi dei loro brani è già stata inviata.
Sir Charles e Lady Hallé porteranno in Australia piacevoli ricordi dell’accoglienza che gli è stata fatta dai musicisti e dagli amatori di musica presso Broadwood al 3, Great di Pulteney street. L’alta stima in cui sono tenuti nel mondo musicale è stata, infatti, indubitabilmente provata poiché un paio di migliaia di persone si sono stipate in stanze destinate alla metà. Non è stata comunque colpa di coloro che avevano inviato gli inviti, emessi solo per un numero limitato di signore e signori influenti nella vita musicale, ma poiché molti di questi pensarono bene di portare con sé diversi amici, diverse persone di nota furono “escluse” e, sebbene questo fosse un problema minore, i camerieri furono troppo spesso sentiti dichiarare prima che la serata avesse termine, ‘
I rinfreschi sono finiti, signore.“
Presa nel suo insieme, tuttavia, la ricezione è stata un brillante successo. Le stanze erano bellamente decorate con palme e fiori e gruppi di bandiere mentre uno scudo recava l’iscrizione “Tutti i migliori auguri per la salute, la felicità e il ritorno sicuro di Sir Charles e Lady Hallé”, e sotto c’erano le parole
“Siate prosperi in questo viaggio, come in tutti.”
Sir Charles Hallé ha suonato uno degli Improvvisi di Schubert, quello in La bemolle e la Ballata di Chopin nella stessa tonalità, ma la calca divenne così grande che la musica, fu per forza, abbandonata e anche i visitatori che riuscirono a lottare per entrare nella stanza della musica furono delusi nella loro speranza di sentire Lady Hallé.
Sabato 4 maggio presso l’Auditorium Orazio di Tivoli Terme è andato in scena: Wilma Néruda e Sherlock Holmes a Tivoli, il testo che adatta in modo teatrale i libri Intermezzo Asolano, Wilma e Ludwig N. Neruda ad Asolo di V. Mazzotta e con il saggio di Alvise Bruschi, e All’Ombra di Sherlock Holmes. Le avventure di Mary Morstan Watson di Solito-Guerra-Castellini- Guerra. Certamente, con il senno di poi, non ci saremmo imbarcati in questa avventura di partecipare al Bando per il 3239 Natale di Tivoli se non fosse stato per il fatto che il 20 gennaio, in occasione della presentazione dei due libri a Tivoli, tra il pubblico c’era, immancabile, Patrizia Parravani Timperi, mamma di Francesca Timperi, collega, amica e grande flautista. Patrizia con il suo sorriso, sempre entusiasta, ci ha spinto a ”rappresentare” lo spettacolo in forma più lunga e, per gioco, le avevo detto che avrei fatto partecipare anche Francesca. E poi, a marzo, la notizia che Patrizia, non c’era più. Così, all’improvviso, come fu per mia madre tanti anni fa e come è stato di papà a dicembre. E allora, quella promessa è diventata un debito.
Non è importato che la data non fosse quella richiesta, che le Scuderie non fossero disponibili, che si sarebbe dovuto noleggiare un pianoforte, le prove, gli abiti, l’Auditorium con la sua acustica…ridondante… nè la fatica, le prove, le chiavi, il mettere d’accoro tutti. Lo spettacolo è stato dedicato alla memoria di Patrizia Parravani e di papà,Giuseppe Mazzotta. Io Sono stata onorata di poterlo fare e di poter suonare con Francesca che non solo ha prestato la sua arte e la sua musica ma si è anche prestata ad interpretare Ginevra Biagiotti, la donna causa di tutti i problemi di Pen Browning ma anche di Ludwig Norman Neruda ad Asolo.
Ma se si usa uno spazio comunale che è anche lo spazio di una scuola, altrettanto naturale ci è sembrato far partecipare i ragazzi dell’IC Tivoli Cinque- Tivoli Terme in particolare le classi di flauto Traverso e di chitarra dei colleghi Francesca Timperi e Francesco Cipriani.
Il gruppo di chitarra ha aperto lo spettacolo mentre i flautisti hanno fatto collante tra la prima e la seconda parte, quella che ha portato in scena, per la prima volta, gli antenati del Dottor Watson e di SHerlock Holmes, WAtsonius e Holmesius, creati dalla penna di Roberto Vianello, presente in sala. Sono stati momenti di magia pura, come sempre quando sono i ragazzi a suonare, attenti, precisi, emozionati ed emozionanti e soprattutto sono stati ragazzi capaci di assistere divertiti al resto dello spettacolo e di partecipare con entusiasmo alle piccole domande-quiz che avevamo preparato per loro e alla pesca del libro
Si, perchè stavolta non siamo stati ”soli”, ma l’Associazione Momenti Musicali è stata affiancata dal Comitato di Quartiere di Villa Adriana, presieduto da Nello Paolacci che nei prossimi giorni riaprirà il Parco Panattoni situato davanti alla chiesa di Villa Adriana. Grazie all’impegno di pochi che speriamo diventino presto ”molti’, anche economico, è stata collocata una casetta che diventerò perno di diverse attività, non ultima la biblioteca e, successivamente anche il book crossing, oltre ad attività per ragazzi e per stranieri. Documentazione di chiusura cantiere permettendo, è in fase organizzativa la festa per la riapertura del parco dopo il restyling. Per pubblicizzare e far conoscere queste attività, a latere dello spettacolo è stata fatta la pesca del libro che, credo, sia stata un successo dal momento che tutti hanno portato via un libro incartato, senza sapere cosa sarebbe loro capitato.
Grazie è l’unica parola che, a chiusura di questo resoconto, mi viene da dire, certamente al Comune che ha dato il Patrocinio, alla Dirigente della scuola, ma soprattutto a quanti hanno partecipato per la riuscita di tutto: i ragazzi in primis ed i loro genitori, Pierluigi D’Amato insostituibile nella sua veste di fonico, Francesca Timperi ovviamente e la sua classe di Flauto, Francesco Cipriani e la sua classe di chitarra, Michele Bartolucci, il violinista-Paganini che ogni volta viene da Urbino, Fabio Di Marco per lo splendido strumento e Paolo, il trasportatore che lo ha portato; Roberto Vianello per il suo Holmesius e Marco Grassi, architetto anche lui e autore della copertina di Intermezzo Asolano che è diventata anche la locandina di questo evento, Luca Buoncristiani il nostro Sherlock Holmes che studia medicina, Stefano Guerra il Dottor Watson che si è sobbarcato con me parte delle spese e della fatica e ovviamente tutti gli amici presenti che hanno dedicato parte del loro sabato pomeriggio per esserci.
Sembra scontato, eppure, di questi tempi, non lo è, ed invece si dimentica che è il pubblico il motore di ogni performance, è quello che partecipa con chi suona o recita, che ride, sorride, si commuove, è quello che si congratula, ed esce contento.
E’ quello curioso che certamente va a ricercarsi dopo quanto non ha capito o vuole risentire
E anche se ogni volta, OGNI VOLTA, diciamo che questa sarà l’ultima, poi, per qualche strano motivo, c’è sempre qualcosa che ci fa dimenticare della fatica, delle arrabbiature, del fatto che abbiamo impegni, anche lavorativi e familiari che non sempre ci consentono di gestire il tutto con serenità…
Wilhelm Joseph von Wasielewski era uno stimato violinista che aveva studiato a Lipsia con Ferdinand David ma più che per il solismo era portato per lo studio, la critica musicale che portò avanti, parallelamente alla sua attività nell’orchestra della Gewandhaus come violino di fila e come camerista. Dal 1869 divenne direttore musicale della città di Bonn dove cercò per anni di ‘attrarre la violinista più in voga del momento’, Wilma Norman Néruda diventata, oramai, la beniamina indiscussa del pubblico inglese.
Wilma era la Regina del Violino, per il talento che l’aveva contraddistinta fin da quando era bambina, per lo stile esecutivo pulito e chiaro per ‘intonazione e articolazione ed il fatto che era moderata nell’uso del vibrato e degli ornamenti non annotati e da l modo di suonare sincero, pieno di sentimento, ricco di sfumature, aggraziato ma, allo stesso tempo energico, potente e tecnicamente perfetto soprattutto nella tecnica dell’arco .
Ma Wilma Norman Neruda quel posto da Regina del Violino se lo era assolutamente conquistato con una tenacia senza pari, lottando contro pregiudizi di ogni sorta, presenti allora come ancora oggi, e contro difficoltà allora insormontabili per le donne. La sua grande capacità di tenere sotto controllo gli affari, di essere attenta ai termini contrattuali, di negoziare tariffe e condizioni, certamente le attirarono non poche antipatie ma riuscì a farsi rispettare in un mondo fatto da e per gli uomini.
Inoltre, la sua grande intelligenza le fece capire che avrebbe dovuto e potuto, come fece, utilizzare il suo essere donna a proprio vantaggio, per cui, imparò presto a ”possedere il palco’‘ esibendosi sempre in abiti costosi e gioielli di grande valore che, il più delle volte, erano regali dall’aristocrazia rimanendo al passo tanto della moda degli abiti del tempo quanto in quella del repertorio musicale che riuscì sempre a spaziare in modo tale da avere l’appoggio del maggior numero possibile di persone, con brani virtuosistici che tanto piacevano insieme alla grande letteratura musicale dell’epoca anche ”nuova”, introdotta anche grazie alla sua straordinaria curiosità ed attenzione alle nuove composizioni per violino, tanto solistiche quanto cameristiche. Non era bellissima ma possedeva un fascino incredibile.
Bonn, 12 marzo. Il concerto di quest’anno del nostro direttore musicale cittadino, il signor von Wasielewski, che si terrà mercoledì 16 marzo, promette di essere molto piacevole grazie alla partecipazione della violinista virtuosa signora Wilma Norman Neruda, recentemente tanto celebrata. L’artista proviene da una nota famiglia di musicisti austriaci. Inizialmente istruita da suo padre, e poi dal rispettato maestro di violino viennese Leopold Jansa, ha attirato l’attenzione in modo insolito fin da bambina durante i viaggi attraverso Germania, Francia, Inghilterra e Olanda per il suo talentuoso modo di suonare. Più tardi si sposò con il maestro di cappella della corte reale svedese, ilSignor L. Norman, a seguito del quale il suo lavoro artistico rimase per molto tempo principalmente limitato a Stoccolma. Tuttavia, alcune offerte di ingaggi brillanti l’hanno indotta, alcuni anni fa, a stabilirsi a Londra come sua residenza permanente, dove da allora gode dell’indiviso favore dei circoli musicali influenti in misura rara; infatti, è evidentemente la favorita del pubblico inglese. Per questo motivo lo scorso anno il consiglio della Società Corale Cittadina si era già impegnato a ottenere la famosa artista per uno dei suoi concerti in abbonamento ma senza successo, poiché la signora Norman Neruda era impegnata ininterrottamente a Londra e nelle città provinciali inglesi durante i mesi invernali per impegni fissi. Se ora avremo il piacere di ascoltarla, è grazie al fatto che l’artista, in viaggio verso Vienna dove è attesa a breve per dei concerti, può dedicare un giorno a Bonn. La signora Norman Neruda ha scelto per la sua esibizione l’ottavo Concerto (scena cantata) di Spohr e l’Adagio e Rondò dal primo Concerto di Vieuxtemps, offrendo così l’opportunità di ammirare la sua arte sia nel genere solido che in quello elegante e ricco di effetti. Inoltre, i membri della Società Corale Cittadina supporteranno amichevolmente il concerto del loro direttore, come hanno sempre fatto meritatamente fino ad ora.
D’altra parte, per Wasielewsky era motivo di onore personale riuscire a far esibire a Bonn la donna -violinista che aveva inserito accanto ai ”Maestri” del violino” lodandola come
”artista di primo rango, indiscutibilmente la più importante violinista dei tempi moderni, riesce a combinare un tono bello, ricco e granitico con una sicurezza infallibile nel padroneggiare, senza sforzo, le difficoltà tecniche possedendo inoltre un modo di esibirsi capace di grande sentimento che, tuttavia, non supera mai i limiti della moderazione. La caratteristica principale del suo modo di suonare è una piacevole miscela di grazia femminile ed energia maschile.
Nel secondo tempo del concerto, l’attenzione principale si è concentrata sulla virtuosa del violino Wilma Norman-Neruda da Londra. Molti hanno già sentito il suo nome, ma solo la generazione più anziana ricorda le sue esibizioni in questa città. Già nel 1849, i due fratelli Neruda, figli dell’organista defunto nel 1875 della cattedrale di Brno, si esibirono a Vienna come cosiddetti bambini prodigio. Ed. Hanslick ne parla nel suo lavoro “Aus dem Concertsaal”.
Alla “piccola Wilhelmine” profetizza che un giorno sarebbe stata una delle più grandi virtuose del suo strumento, tuttavia, egli riconosceva in lei qualcosa di più elevato rispetto alla mera virtuosità, poiché: l’anima parla attraverso l’intima esecuzione delle melodie cantabili e non attraverso la tecnica.
Hanslick aveva ragione.
Ciò che affascinava nel bambino, ora incanta in misura ancora maggiore nell’artista matura, ovvero l’espressione piena di anima delle parti cantabili. Con la “Scena di canto” di Spohr, la Signora Norman-Neruda (ora moglie del direttore d’orchestra Ludwig Norman a Stoccolma) può sfidare audacemente i colleghi violinisti e sarà difficile superarla in termini di espressione e ton, dove la morbidezza e l’intensità si fondono estremamente felicemente.
La parte cantabile di Spohr è stata messa a confronto con i numeri di Vieuxtemps (Adagio e Finale con il Concerto per violino in re maggiore), dove la bravura è maggiormente evidente e meno ponderata.
Preferiamo accogliere il lato artistico interiore rispetto a quello virtuosistico anche se quest’ultimo ha un impatto più forte sul grande pubblico.
Il nostro giudizio su Wilma Norman-Neruda non può essere espresso in modo più breve e migliore: questa signora è una di quelle figure che bisogna conoscere se si vuole essere familiari con la storia degli artisti dei nostri giorni, anche solo per ascoltare il magnifico suono del suo violino.