Madame Nèruda

The Illustrated Queen Almanac and Lady’s Calendar 1870

Nel presentare il ritratto di uno dei più abili violinisti dell’epoca, è deplorevole che non ci siano materiali a disposizione per un abbozzo biografico dell’ormai celebre Madame Norman-Néruda.

La fiera artista segue l’esempio della signorina Helen Fausit, che rifiuta di fornire i dati per un avviso di quella che considera essere la sua storia familiare. (…)

Nel caso della nostra bella violinista, che guarda con tanta benevolenza anche nelle dure linee dell’incisore, sarebbe gratificante sapere dove e quando è nata; qual è stato il suo primo istinto per la musica, che cosa l’ha indotta ad uno strumento maschile, il violino, ben poco grazioso per una donna, quale è stata la sua formazione musicale, quale la sua carriera e molti altri argomenti interessanti legati alla sua vita professionale. (…)

Nella capitale francese è stata la Leonessa della stagione. Il suo debutto qui l’anno scorso, introdotto dall’eminente violinista belga M. Vieuxtemps, è fresco nella memoria di tutti.

Sia che suoni alla Filarmonica, alla St. James’s Hall o al Crystal Palace, la supremazia del suo stile è riconosciuta.

Madame Norman – Néruda è stata impegnata in un lungo tour con Herr Hallé prima di essere selezionata per apparire come leader del quartetto del Monday Popular Concert. C’è un elemento di eccezionalità nel modo di suonare il  violino di Madame Norman-Néruda: mentre la sua meravigliosa tecnica le consente di eseguire tutti i fantastici tour de force tipici del più abile dei violinisti, ella può sottomettere l’esuberanza del suo fuoco alle sobrietà necessaria alle composizioni della musica classica da camera.

La sua fragile figura può essere vista dominare, in una orchestra piena, grazie alla sua potenza e intelligenza, e comunicare al suo uditorio il grande immaginario di un Beethoven o un Mendelssohn che, se fossero vissuti abbastanza per conoscere Madame Nèruda, certamente le avrebbero composto ben più di un concerto.

Madame Néruda nel suonare ha una grazia tale da togliere l’impressione disdicevole provocata da una signora che imbraccia un violino e tira un lungo arco.

La chiarezza dell’articolazione, l’ intonazione, la ricchezza del timbro, la forza e intelligenza del suo stile, sono universalmente riconosciute.

Nei cantabili si manifesta fortemente la sua grande sensibilità di artista.

È profondamente imbevuta di quello spirito cosmopolita per la musica caratterizzato dal suo attaccare, in modo arguto , tutte le scuole per identificarsi completamente con i maestri che si accinge ad interpretare.