di Vera Mazzotta
A chat with Lady Hallé
By The Barones Von Zedlitz

Il violinsmo ha raggiunto nell’ultimo secolo un alto grado di eccellenza in Inghilterra, anche se, dispiace dire, non grazie ad esecutori inglesi. L’ Inghilterra ha prodotto pochi violinisti eminenti nell’arte e i virtuosismo nel nostro Paese è stato rappresentato per lo più da esecutori stranieri. Sebbene non possiamo ritenerla ‘nostra’ visto che è nata in un paese straniero, siamo orgogliosi di sapere che il soggetto di questo schizzo biografico, Lady Hallé, si è comunque stabilita da noi e tra noi ha posto la sua residenza. Il suo genio innato, unito alla sua precoce e severa formazione musicale ha indubbiamente molto contribuito al suo brillante successo con il quale, sin dai suoi albori musicali ha mostrato e, successivamente, perfezionato i brillanti doni che le sono stati elargiti da Madre Natura. La capacità di una interpretazione pura sul violino non è stata concessa a molte donne e Lady Hallé, a buon diritto, può essere considerata la prima artista-donna che ha avuto il coraggio di seguire le proprie inclinazioni rifiutando di lasciarsi scoraggiare da considerazioni esteriori nei confronti della sua arte, non coerenti con le sue predilezioni e principi. Alla tenera età di sette anni, le sue doti hanno cominciato a manifestarsi ma, come mi ha raccontato, ha dovuto esercitarle attraverso uno stratagemma. Quando ho avuto il piacere di intervistare Lady Hallé alcuni giorni fa nella sua affascinante casa, ella è stata così gentile da raccontarmi alcuni particolari della sua movimentata vita artistica.
- I miei genitori non volevano che suonassi il violino, mi racconta Lady Hallè dopo aver i consueti convenevoli di una chiacchierata, ma mio fratello Victor, che si accingeva ad iniziare a studiare con mio padre, mi ha ha cominciato a farmi pensare che si potesse ottenere di più dal suo violino da bambino, un semplice giocattolo, senza molto sentimento o tono - di quanto sembrava in grado di tirare fuori con il suo arco. Mi ha così tanto affascinato che non ho avuto pace sino a che o non ho potuto provarlo da me. A quei tempi, per le ragazze c'era un pregiudizio piuttosto forte contro il violino che non era considerato strumento adatto ad una bambina, tuttavia per me era impossibile domare il desiderio di tendere l'arco sulle corde del violino di mio fratello; così attendevo il momento in cui usciva per sgattaiolare nella sua stanza, chiudermi dentro ed abbandonarmi alle dolci note dello strumento.
- Un Frutto proibito, appunto, e quindi tanto più goloso da gustare!
- Per cominciare proprio dall'inizio della mia carriera, devo dirvi che sono nata a Brünn, Moravia il 21 marzo 1840. Mio padre ricopriva la carica di organista e maestro di cappella presso la Cattedrale e la famiglia Neruda risale, musicalmente, al XVII secolo. Il primo musicista con il nostro nome fu Jakob Neruda, morto nel 1732. Anche i suoi figli erano musicisti, e quando morirono i figli del figlio più giovane di Jakob Neruda, Baptiste Georg, lasciarono entrambi due figli che furono cameristi alla corte di Dresda. Il maggiore di questi fratelli era il nonno di mio padre.
E’ necessario andare indietro nella mia storia familiare per meglio capire l’origine di questa mia aspirazione. Sebbene fossero alquanto contrari ad assecondare la mia passione per il violino, ai miei genitori fu chiaro che avevo una carriera di fronte. Loro avrebbero preferito che suonassi il pianoforte ma io fin da bambina, ho odiato l’idea. Le cose andarono avanti così per un po’ di tempo: io continuavo ad accrescere le mie abilità senza far capire loro i miei progressi che avevo fatto sullo strumento. Un giorno, per caso, mio padre sentì dei suoni provenire dalla stanza di mio fratello, e, orgoglioso dei progressi che suoi figlio aveva fatto, spalancò la porta scoprendo il suo errore!

- Cosa accadde Lady Hallé- chiesi sempre più interessata al seguito della storia.

- Bè, mio padre fu contento ma arrabbiato nello stesso tempo. Io temevo che questa sua scoperta avrebbe comportato un severo divieto di toccare ancora il violino ma fui felicissima quando mio padre mi prese tra le sue braccia, con gli occhi umidi di lacrime, mostrandomi che la sua natura di musicista (poiché era un musicista in tutto e per tutto) aveva provato una piacevole sorpresa per quanto gli era capitato e a dispetto della risolutezza di mio fratello, da quel giorno passò tutto il suo tempo libero a sviluppare il mio talento. In effetti, i miei primi allori musicali sono stati guadagnati assolutamente in tenera età e per un caso fortuito. Come al solito io e mio padre, ardenti e devoti nella nostra passione, stavamo studiando quando all’improvviso si presentò il Professor Jansa per parlare a mio padre di un concerto che avrebbe voluto organizzare. Questo accadde a Vienna. Quando mi ascoltò fu scioccato, direi, quasi fuori di sé dalla gioia: io dovevo suonare a quel concerto! Inizialmente mio padre lo derise per questa idea, lo ritenne un folle, ma alla fine fu costretto a prenderla seriamente in esame a causa delle sempre più pressanti richieste di Jansa. Del trio formato da Jansa, mio padre e me, penso di essere stata il membro meno preoccupato dal momento che non capivo proprio l’importanza di fare un audizione pubblica a quell’età. Suonai al concerto organizzato da Jansa ottenendo uno strepitoso successo fin dalla mia primissima entrata sul palcoscenico. Credo che tra le altre cose mi cimentai in una sonata di Bach che suscitò un vero diluvio di applausi. Da quel momento Jansa divenne il mio Maestro.
- Quali altri Maestri ha avuto Lady Hallè?
- Ho studiato solo con mio padre e Jansa. Ho sempre disapprovato la moda di cambiare insegnante tanto di frequente come si fa oggi. Uno e un solo Maestro credo dovrebbe sviluppare e guidare la crescita dei germogli impressionabili dell’ interpretazione affinchè essi non possano vagare alla deriva disperdendosi in un oceano infinito.
Non è forse meglio che ciascuno trovi il suo particolare modo di esprimersi piuttosto che tentare indifferentemente molti metodi ed interpreti? Ognuno di noi ha simpatie e affinità particolari che dovremmo sforzare di integrare con la nostra propria personalità. E’ un vero peccato che i principianti a volte vengano posti sotto la guida di insegnanti mediocri. Gli si suggerisce spesso che non avranno bisogno di un buon insegnante sino a che il loro talento non sarà avanzato per poi essere affiancati da un insegnante di prim’ordine quando avranno oramai sprecato anni in lavoro assolutamente infruttuoso deteriorando tecnica e stile. Allora, quell’insegnante, non tollererà certo difetti oramai radicati e per eradicare cattive abitudini finirà per schiacciare una intelligenza che avrebbe potuto sbocciare in qualcosa di migliore. Il genio dovrebbe essere addestrato e guidato sin dalla prima giovinezza affinché non perda la forza del su essere innato. Il violino e la voce sono i mezzi più potenti del sentimento musicale e richiedono di essere trattati o in modo poetico, semplice ma anche specifico Il musicista durante il suo periodo di formazione dovrebbe cercare di adottare uno stile all'unisono con la natura e l'idealismo del suo strumento se desidera ottenere effetti brillanti e belli che possono essere assicurati solo abbandonandosi completamente, quasi con devozione, allo studio della propria arte, poiché nulla è più doloroso di una tecnica rozza ed errata o di una mancanza di sentimento e raffinatezza nella produzione del suono su questo strumento particolarmente. D'altra parte, non c'è niente di più divino, anzi celeste, della nobiltà e della grandezza di un interprete perfetto della letteratura del violino, che anzi, definirei strumento Celeste, perché possiamo far risalire la sua influenza religiosa al 1650, anno in cui il clero, scoperte le capacità artistiche del violino, non tardò a introdurlo ai servizi della chiesa. Il violino-ha continuato la padrona di casa- è generalmente riconosciuto come il più popolare e utile di tutti gli strumenti musicali portatili; inoltre, non è forse lo strumento principale in un'orchestra d'archi?

-Un’altra domanda, Lady Hallé, voi considerare suonare il violino una realizzazione che si ottiene con facilità?
- Certamente, non c’è nulla che possa essere insegnato tanto facilmente se l’allievo si dedica al suo compito in modo giusto perché il violino esercita sulla mente un fascino sottile, un fascino che fornisce ottime intuizioni per capire e poi eseguire quella che è l’idea di fondo del compositore.
- Voi siete d’accordo con la teoria secondo cui avere un violino antico sia meglio che averne uno di nuova fattura?
- Un violino può essere ben fatto solo all’inizio e, del resto, non si può giudicare uno strumento solo dal suo aspetto esteriore. Alcuni dei vecchi violini cremonesi sono stati sopravvalutati a causa la bellezza dei loro disegni originali ma ci sono tutte le ragioni per credere che i maestri liutai moderni abbiano prodotto, e producano, nei loro violini toni così belli come quelli emessi da quelli antichi. C'è un fascino particolare, mi dicono, nel sottoporre il vecchio violino non più usato, a un restauro per risvegliare le sue antiche capacità musicali.

Il violino gode così di una sorta di misteriosa immortalità il cui effetto è accresciuto dalla teoria, spesso errata, che non siano più esistiti buoni liutai dai tempi di Cremona.
I principali motivi di eccellenza di un violino sono puramente meccanici, altrimenti sarebbe come giudicare il canto di un uccello dal solo suo piumaggio. Ricordate che il violino ha ben tre secoli, ed è praticamente l'unico strumento che non ha subito cambiamenti radicali. Sono stati fatti moltissimi ed inutili tentativi di migliorarlo, tutti falliti, eppure il violino continua a mantenere il suo dominio su tutti gli altri strumenti.
-Voi sapete a chi è attribuita la primissima invenzione del violini-chiesi io subito dopo
- Si suppone comunemente -disse Lady Hallé - che un uomo di nome Diuffoprugcar , nato a Bologna, sia stato l' ideatore, e mi si dice che esistono tre veri violini di sua costruzione risalenti al 1520 ma credo che l'autenticità di in un violino prima del 1520 sia alquanto discutibile"
- Quale degli antichi costruttori, secondo voi, è il migliore nelle qualità del suono?
- Ecco, mi fate una domanda difficile. Amo il mio Stradivari e per me non esiste violino che lo superi nella squisita delicatezza della sua intonazione. Ma abbiamo anche le migliori autorità in materia, — alla cui competenza non posso che inchinarmi- che ritengono che per dolcezza di tono e bellezza di costruzioni i fratelli Antonius e Hieronymus Amati sono difficili da battere .

Dopo il concerto di Jansa, la carriera di Lady Hallé (allora Wilhelmine Neruda) è decollata e la piccola artista ha gettato cuore e anima nei suoi studi. Veniamo a sapere che nel 1849 questa talentuosa bambina fece la sua prima apparizione a Londra, l’ 11 giugno al Philharmonic Concert debuttando davanti al pubblico inglese sempre sincero nei giudizi e che non ha mai dimenticato la sua straordinaria interpretazione di uno dei concerti di De Beriot riconoscendo in lei uno dei musicisti più dotati del secolo.
- A questo punto- continuò Lady Hallé, alludendo ai suoi studi successivi, avevo viaggiato molto visitando Lipsia, Berlino, Breslavia, Amburgo e altre città tedesche in cui ho conosciuto amici e persone che per tutta la vita sono rimaste consiglieri, giusti critici che hanno avuto a cuore il mio futuro e mi hanno consigliato in meglio in tutte le decisioni da prendere.
-In quale anno siete stata a Parigi per la prima volta? Chiedo
- Era il 1864 e suonai ai Concerti di Pasdelup, in Conservatorio ma anche in altri luoghi Anche li dai francesi amanti della musica, ho raccolto entusiasmo ed ovazioni riservandomi una accoglienza da superare le aspettative dell’artista più esigente.
-Avete mai composto musica per violino, Lady Hallé?
- No, o almeno nulla di cui valga la pena di parlare se non che da giovane mi sono sbizzarrita in una o due fantasie musicali, ma di regola ho sempre preferito composizioni altrui alle mie
- Quali sono i vostri compositori preferiti?
- Che domanda difficile!- esclama accalorata Lady Hallé. Io non credo di riuscire a specificare un autore preferito. Amo tutta la musica. Da Bach e Mozart a Chaminade c'è una tale ricchezza di grandi e nobili opere, ognuna così bella nel suo genere che è difficile indicarne una in particolare. Quando suono Brahms sono estasiata; poi viene la passione e la grandezza di Wagner; dopodiché sono stregato dalla semplicità di Bach o dall'irruenza sfrenata di Chopin; e così ciascuno, a sua volta fa di me uno schiavo devotissimo.
- Mi mostrate il vostro violino? Ho pregato. prima di prendere congedo , e Lady Hallé mi ha mostrato uno Stradivari molto costoso che, mi ha informato, era stato il dono congiunto di Lord Dudley e del Duca di Edimburgo. Com'è curioso- ho osservato , esaminando l'abile meccanismo- che uno strumento dall'aspetto così semplice possegga tale ricchezza melodica e fascino !
-Sì, davvero- ha risposto Lady Hallé-
" ma , come ho detto prima, non è così facile farlo cantare . Vale la pena ripetere che è difficile far parlare il violino a meno che le parole che vuoi che pronunci non siano l'eco dei sentimenti del cuore. Quanto vorrei che tutte le ragazze capissero che suonare il violino non è una conquista che si acquisisce in fretta ma che richiede una vita di studio serio e attenzione univoca. Penso di poter dire che, per quanto bella sia questa particolare branca della musica, preferirei ascoltare uno che suona davvero bene piuttosto che dieci che lo fanno senza emergere, in modo che lascia indifferente
Durante il procedere della carriera, la giovane Madamoiselle Néruda ha anche sposato un musicista svedese, Ludwig Norman, mentre era a Parigi ma suo marito è morto poco dopo il matrimonio, per questo la violinista nei circoli musicali è stata conosciuta come Madame Norman-Néruda. Nel 1869 Madame Neruda visitò di nuovo l'Inghilterra e suonò alla Philharmonic Society il 17 maggio. In questa fase della sua carriera non era più la bambina prodigio che prometteva di diventare “qualcuno”, aveva ormai superato gli anni di celebrità di bambina ed era apparsa davanti a un pubblico critico al massimo delle sue capacità musicali. La bambina talentuosa si era trasformata in una donna bella e ben costruita, il cui talento evidente e il fascino nell'esecuzione elettrizzavano tutti coloro che la ascoltavano. L'opinione di Joachim, espressa su di lei a Sir Charles Hallé, molti anni fa, fu molto corretta, sebbene (con la sua consueta grazia) non potè fare a meno di lodare un collega artista senza sottovalutare il proprio talento comunque innegabile.
Ecco cosa disse di lei:

Raccomando alla vostra attenzione questa signorina. Bada bene, quando la gente l'avrà sentita suonare, non considererà me molto.
E il pubblico l'ha fatto, e la considera molto, anche se non considera meno Joachim. Il suo nome ha una fama tale che non può essere scalfito. Ai Philarmonic M. Vieuxtemps fu così profondamente colpito dalla maturità artistica in cui si era trasformato il talento di bambina da adoperarsi per convincerla a rimanere a Londra sino all’inverno così fu indotta a prendere la guida del quartetto di Monday Concert prima di Natale e a prendere posto insieme ad artisti di primo ordine. E’ anche giusto ricordare che Charles Hallé ottenne che suonasse per lui nelle sue stagioni londinesi e di Manchester dove ottenne uguale straordinario successo e che, avendo perso anche lui la sua prima moglie, passato il periodo di vedovanza sposò Norman Néruda nel 1888.
Lady Hallé ha tenuto concerti in Russia, Prussia, Danimarca, Gran Bretagna, ecc., senza dimenticare l'Australia ricevendo numerose testimonianze e riconoscimenti anche dai Reali. Nelle sue sale di ricevimento ho scorto innumerevoli regali e ricordi, alcuni fotografici, altri autografi, a testimonianza della stima che gode dalla famiglia reale, e specialmente da Sua Altezza Reale la Principessa del Galles, di cui possiede molti ritratti, tutti firmati. Un ritratto mi ha particolarmente colpito, si tratta di quello di sua Altezza Reale , lo scomparso Duca di Clarendon ed Avondale ripreso con sua madre che porta iscritto sotto queste semplici ma toccanti parole

- Alexandra e il mio primogenito- parole che portano il segno di un ricordo triste. Un altro ritratto interessante è quello di sua Altezza Alessandra che porta la cappa del suo Dottorato in musica firmata come Alexandra.
A questo punto vorrei aggiungere qualcosa riguardo la personalità di questa brillante artista e parole di umile critica al suo talento esecutivo. Lady Hallè possiede una infallibile capacità artistica e tecnica e il suo perfetto senso della forma e suono sono da lei mostrati in ogni autore che esegue Pathos, dignità e grazia sono i suoe mezzi principali di espressione mentre tuttavia spesso mostra un fuoco di emozione appassionata che indica che il cuore e l'anima dell'artista sono devoti alla sua arte. La tecnica della mano sinistra mostra come sia capace di eseguire tutte le difficoltà senza mostrare alcun sintomo di fatica, e che la perseveranza sistematica con cui si è applicata ai suoi studi ha portato buoni frutti di cui il pubblico universale è il felice destinatario. I suoi modi, che sono gentili e cortesi, hanno molta raffinatezza e quando viene stimolata a parlare di argomenti che la interessano diventa eloquente mentre il suo aspetto implica che lei intende seriamente ciò che dice. La sua casa e le pertinenze mostrano la sua predilezione per i colori caldi e ricchi e le decorazioni armoniose, e il suo desiderio di avere intorno a sé i regali di tutti i suoi confratelli nel mondo della musica. In Australia, dove Lady Hallé con suo marito Sir Charles hanno dato una brillante serie di concerti accolti sempre con entusiasmo e a conclusione della loro tournè a Melbourne che è durata 6 settimane, fu presentata loro una lira floreale dagli orchestrali in segno di stima e ammirazione Che Lady Hallé abbia studiato duramente e si sia aggiudicata i suoi allori attraverso la sua diligenza è un fatto riconosciuto universalmente, e che questa costante applicazione mentale non ha rovinato il suo giovanile godimento della vita che della bellezza, può essere colto dallo straordinario fascino delle sue capacità, così come la sua amabilità e cordialità come padrona di casa e amica.

