Un fan a Stoccolma.

di Vera Mazzotta

A Pasqua del 1886 il trio formato da Marie, Franz e Wilma Néruda tornarono a Stoccolma per una serie di concerti. Erano molto attesi dal momento che non si esibivano nella città dal 1861 e per quell’evento tutti i giornali cominciarono a pubblicare o ripubblicare le vecchie recensioni che avevano accompagnato i fratelli, non ultimi, anche diversi aneddoti.

Si racconta che un loro connazionale di Brunn partì dalla sua città per andare ad ascoltare, a Stoccolma, i tre fratelli di cui tutti parlavano. Aveva solo un paio di giorni a disposizione per trovare i biglietti ed assistere al concerto. Prese una camera in un albergo vicino al teatro dove, fin dal suo arrivo, fu accolto da qualcuno che nella camera accanto alla sua si esercitava facendo scale e scale. Passò due giorni nella vana ricerca di un biglietto e alla fine, triste e scoraggiato si decise a ripartire.

Il Maitre dell’Hotel gli chiese se il suo soggiorno fosse stato tranquillo e l’uomo triste disse:

-Avevo solo due giorni per ascoltare i Fratelli Neruda, invece vado via senza averne ascoltato neanche una nota! In compenso, sono stato tormentato ogni sera da qualcuno che nella stanza accanto alla mia ha suonato il violino, ebbene, anche in modo alquanto pietoso. Si può sapere chi era?

Wilhelmina Néruda!!!

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