Accadde oggi: 20 dicembre 1906

West Australian (Perth, WA : 1879 – 1954), Saturday 22 December 1906, page 8

traduzione libera di Vera Mazzotta

Questo pomeriggio sono stata alla Queen’s Hall per ascoltare Lady Halle ritornata sulle scene. L’enorme sala era affollata fino a soffocare per dare il benvenuto a questa veterana del violino. Il pubblico era piuttosto emozionato quando si è alzato in piedi per dare il benvenuto alla dotata signora, applaudendo fino allo sfinimento mentre lei stava in piedi, lì davanti, esile e dall’aspetto delicato, con il suo violino in mano, in attesa che l’orchestra iniziasse.

Indossava un bellissimo abito di velluto color ametista, con punto di chiusura al collo e alle maniche. Sembrava così fragile, così agitata, che quasi si temeva che l’emozione si rivelasse troppo troppo per lei. Ho creduto che svenisse sopraffatta dall’emozione ma nell’istante in cui ha tirato l’arco e ha iniziato il Concerto accompagnato dall’orchestra del signor Henry Wood, tutti i segni di stanchezza sono sembrati abbandonarla e si è buttata nel lavoro con volontà, dimenticando tutto, tranne la musica con cui ha entusiasmato il pubblico.

Gli Ancora e ancora gridati dall’egoismo di una folla entusiasta costrinsero la meravigliosa musicista a salire sulla pedana e a inchinarsi più e più volte per ringraziare dell’ apprezzamento. Le è stato portato un bellissimo bouquet, e un altro ancora e mi sono quasi indignata che non le sia stato permesso di riposare in pace dopo la fatica, ma suppongo che l’adulazione del pubblico sia incenso per un artista.

La vista di quel volto e di quella forma familiare non più giovane, ahimè, mi ha riportato alla mente i giorni della mia giovinezza, quando ero solita sedermi con le orecchie spalancate e ascoltare, con estrema attenzione, i suoni prodotti dall’ archetto di ‘Madame Norman Neruda, un arco ‘tirato così vigorosamente e abilmente sulle corde del suo Stradivari.

Notai due minuscole fanciulle dai capelli chiari, di non più di tre o quattro anni, che avevano avuto la presunzione di ascoltare Lady Halle per poter dire, quando sarebbero state adulte, di aver sentito suonare il grande violinista. Non potevo fare a meno di osservare il viso da bambina, pallido, rosa e bianco della più piccola delle bambine. Non si muoveva mai, rimaneva fissa, con i suoi occhi azzurri e tondi sulla meravigliosa signora e la sua bella bocca a bocciolo di rosa aperta per lo stupore. La mamma portò le piccole fanciulle, vestite di bianco, alla Queens’Hall come una volta la piccola e cara Harrison che allora aveva quattro anni di cui ho parlato spesso che, quando le chiesi chi le avesse insegnato a suonare così bene il violino, rispose:

” Penso che Dio me lo abbia insegnato, come ha fatto in modo che io parlassi francese

Non aveva alcun ricordo o sensazione di difficoltà al riguardo. Suonava come parlava il francese, perché le veniva naturale farlo. Margaret, violinista allieva di Leopold Auer ( 1899-1995) era la figlia minore del colonnello John Harrison, flautista dilettante a cui era stato affidato il comando della Royal Engineers Band a Chatham, in Inghilterra, nel 1892. Sua madre, una cantante, aveva studiato con Henschel e Garcia al Royal College of Music di Londra. Le sue sorelle, May (1890-1959), Beatrice (1892-1965) e Monica (1897-1983), divennero rispettivamente violinista, violoncellista e mezzosoprano. May Harrison, la più grande dei figli Harrison, aveva iniziato a studiare violino nel 1892 all’età di due anni. Nel 1904, a cinque anni, Margaret fu ammessa a studiare violino con Achille Rivarde e composizione con Charles Villiers Stanford al Royal College of Music di Londra, diventando all’epoca la più giovane studentessa mai accettata da quell’istituzione. Le sue sorelle, May e Beatrice, erano state precedentemente ammesse al college, rispettivamente nel 1901 e nel 1903. Nel 1908, la maggior parte della famiglia Harrison si trasferì a Berlino dove Beatrice Harrison iniziò a studiare alla Hochschule für Musik. Dopo essersi sistemata, May invece lasciò Berlino nello stesso anno con la sorella Margaret e la madre. Arrivata a San Pietroburgo, in Russia, Margaret iniziò i suoi studi con Nalbandian mentre May studiò con Leopold Auer prima di fare il suo debutto europeo nel 1909.

Nel decennio successivo, May e Beatrice accrebbero la loro fama grazie alle esecuzioni del Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms. Dopo la prima sotto la direzione di Alexander Glazunov a San Pietroburgo lo eseguirono altre 60 volte per il pubblico europeo anche dirette da Sir Thomas Beecham (3 dicembre 1914). Ispirato dalla loro esibizione di quella sera, Frederick Delius scrisse un Doppio Concerto a loro dedicato le sorelle Harrison eseguirono nel 1920. Morta la sorella May in Inghilterra l’8 giugno 1959, Margaret continuò a risiedere con le sorelle Beatrice e Monica a vivere Limpsfield, nel Surrey. Beatrice e Monica morirono rispettivamente il 10 marzo 1960 e l’8 dicembre 1983. Verso la fine della sua vita Margaret fu assistita nella casa di riposo di Gourock, nel Renfrewshire, dove morì la vigilia di Natale del 1995. Tutte e quattro le sorelle Harrison, che non si erano mai sposate, furono sepolte nel cimitero di St. Peter Churchyard a Limpsfield. Anche Delius è sepolto nelle vicinanze.

Intermezzo Asolano: l’intervista

Tra musica e parole: Vera Mazzotta,una scrittrice al piano

Quando la musica si fonde con la scrittura

Musica e scrittura sono un connubio perfetto che può portare armonia e benessere interiore. Quante volte ascoltando una melodia ci si lascia andare all’immaginazione per poi far scorrere la penna sul foglio, guidata dalle note musicali per spalancare le porte alla propria essenza. Un intenso rapporto tra letteratura e musica è sempre esistito, basti pensare alla cultura greca. La stessa parola “mousiké” racchiudeva le tre arti ispirate dalle muse: poesia, musica e danza. Del resto, i primi componimenti della nostra tradizione letteraria, come l’Iliade e l’Odissea, furono diffusi oralmente, attraverso cantori che viaggiavano da luogo in luogo.

ll personaggio

E tra le dita che scivolano graziatamente sui tasti di un pianoforte, Vera Mazzotta si lascia ispirare dalle dolci note musicali per dar sfogo alla sua creatività letteraria. Pianista, insegnante e formatrice esperta di pianoforte, nasce a Roma dove vive e insegna presso una scuola media a indirizzo musicale. Si diploma al Liceo Classico nonché al Conservatorio Santa Cecilia, perfezionando dopo il diploma gli studi con il noto pianista russo e direttore dell’Accademia musicale di Roma, Konstantin Bogino.

Nonostante la scrittura non sia la sua professione principale, resta conservata in lei quella passione che si porta con sé fin da bambina, quando scriveva fiumi di pagine sul suo diario oppure lettere che le piaceva condividere con i suoi amici a volte anche lontani:

«Ho scoperto l’amore per la scrittura a 8 anni quando la maestra fece fare un tema in cui dovevamo immaginare la ”giornata dei nostri sogni” ed io ho immaginato “La mia giornata da Castellana”, padrona di una splendida magione, un castello tardo medievale, dedita alla musica, alle passeggiate e all’ addestramento del suo Falco!».

….potete leggere il resto qui…

ringrazio l’#Emergente per aver reso questa intervista bellissima!

https://www.giarnera.it/l/tra-musica-e-parole-vera-mazzotta-una-scrittrice-al-piano/?fbclid=IwAR2s3lX1XeAQumUBA8t4JwGmRY5h8za91PHyBnaiHVZVH1xFKgWAfTpZKPI