Mese: novembre 2023
Accesso vietato ai Carlini!
Franz Neruda a Smedkoping
VERA MAZZOTTA

Franz Néruda era il fratello minore di Wilma, violinista, violoncellista ma anche pianista molto talentuoso, compositore, che, dopo lo scioglimento del trio decise di rimanere ”al Nord”, lavorando tra Svezia e Norvegia sempre con lo scopo di far conoscere la musica ”classica” ovunque. Musicista affermato e conosciuto in tutta Europa, eppure, come scrisse ”Johnny”, giornalista del Blekingen-Kuriren del 25 gennaio 1895, ci furono occasioni in cui Neruda non ottenne nè successi nè soldi da un suo concerto e nulla potè il suo nome!
La giornata era iniziata male perchè, in una delle tante bettole della città di Smedkoping, che, sino ad allora aveva accolto starlette di infima categoria cacciate via anche dal peggiore teatro di Stoccolma salvo essere accolte con trionfi ed onori dal pubblico di Smedkoping, si cominciò a vociferare dell’arrivo di ‘‘tale’‘ Neruda. Erano i giovani leoni rampanti della società commerciale della città che, di fronte ad una birra olandese, discutevano sull’identità di ”tale” Neruda a loro, evidentemente, sconosciuto. Non sapendo proprio chi potesse essere, i giovani si rivolsero ad una persona considerata un oracolo in materia di arte e musica, il quale rispose con un gesto di superiorità,
– SÌ! certo che LA conosco! L’ho sentita una volta, giovane piuttosto sfacciata ma niente di così straordinario. Il giornalista allora, si sentì in dovere di illuminare i giovani leoni rampanti e, con gentilezza:
Neruda non era uno di quei nani intelligenti da spettacolo di varietà ma un gentiluomo di mezza età con baffi rispettabili, un artista dal talento indiscusso e alta reputazione in tutta Europa. Tuttavia fu difficile riconciliarli con la scoperta che Neruda non indossava tutù nè sapeva fare piroette, sembravano delusi e, anzi negli occhi, soprattutto dell’ Oracolo c’era persino una luce di odio.
I giornali ce la misero tutta e attraverso diversi articoli riuscirono a presentare Neruda per quel che era effettivamente ma i cittadini, nonostante tutto, erano scettici. Dopotutto che spettacolo era? Uno uomo seduto su una sedia a suonare, sarebbe stato meglio se la città avesse offerto da mangiare o che almeno si fosse portato dietro una orchestra al completo! Perché spendere soldi in queste sciocchezze? In ogni caso, il giorno del concerto arrivò….più che una sala, una bettola, una stamberga dove, con molta difficoltà si radunarono una trentina di persone, di cui 20 donne!
L’ospite del concerto entrò salutando il suo pubblico con un inchino ed un sorrisetto leggermente ironico. Il giovane pianista, alto e biondo, iniziò un delicato preludio a cui fece seguito il violoncello .Gli unici a rendersi conto che quello era uno dei dei piaceri musicali più elevati a cui assistevano erano il giornalista ed il direttore del giornale, per il resto la maggior parte del pubblico sembrava impassibile, dubbiosa, incapace di capire.
Tuttavia, l’artista aveva un inequivocabile ammiratore: una piccola, grassa, graziosa, dagli occhi luminosi….il peggior incrocio di carlino!
Ed ecco che, nel mezzo di un’incantevole fantasia su un motivo di canzone popolare boema saltò sul palco cominciando a camminare sfacciatamente come se fosse a casa. Ed il pubblico, magicamente, si risvegliò, a giudicare dall’interesse che cominciò a mostrare. Tutti seguivano con attenzione e sghignazzando le manovre dell’orribile cane.
E accadde di peggio. Il carlino divenne più audace. Si avvicinò sempre di più al violoncello, attratto da quella strana cosa che emanava un suono melodioso e cominciò a stuzzicarlo in ogni modo, con i denti, con le zampe, saltellando… pericolosamente ad odorarlo…! Franz aveva cercato di nascondere il nervosismo e mantenere la calma ma fu davvero troppo. Si interruppe bruscamente nel mezzo di un adagio struggente e gridò disgustato:
Portate via questo Animale!
Ma, lo spilungone che all’ingresso controllava i biglietti, a metà tra un contadino, un portiere e un cameriere, non si mosse dal posto: il proprietario del cane, era un vecchio consumatore di toddy molto alcolici che incontrare per strada poteva diventare molto pericoloso.
Il giornalista ed il direttore allora decisero di intervenire per catturare l’inquietante bestia, cosa più facile a dirsi che a farsi!

Il cane sgusciò via e si rifugiò sotto la sedia del suo grosso padrone. Li si sentiva al sicuro e non si sbagliava: il proprietario fece di tutto per difendere i diritti e le libertà del suo amato mettendosi tra gli inseguitori ed il suo cane.
Che volevano? Non potevano lasciarlo in pace? Non aveva pagato anche lui il biglietto come gli altri?
L’impresa però , nell’interesse dell’ordine, non poteva finire con una sconfitta ed il trionfo del male (!!): il cane doveva uscire.
–Beh, allora prendilo…se ci riesci!
disse allora il proprietario in tono di sfida conoscendo bene il suo carlino.
Non si poteva esitare….
Con mia sorpresa, sono riuscito ad avere una presa salda sul collo dell’ amante della musica a quattro zampe e senza essere morso a scaraventarlo fuori nell’atrio con meno cerimonie di quelle che onestamente sarebbero state compatibili con i principi di una società a protezione degli animali.

Quel piccolo intermezzo aveva eccitato il pubblico e anzi, tutti cominciarono a seguire il concerto con più interesse dell’ inizio addirittura partecipando agli applausi dopo la fine dei brani anche se il segnale per gli stessi era dato dal giornalista presente e da un insegnante di musica.
Il padrone della sala era un uomo semplice che non voleva spennare il suo prossimo per cui, quando si rese conto che il magro incasso non sarebbe neanche bastato a pagare l’affitto, fu preso dalla compassione per i poveri musicisti e li invitò a passare gratuitamente la notte in una stamberga dietro il salone, con le carte da parati in parte cadute, di solito usata come camerino per gli artisti di varietà.
Grande fu quindi la sua sorpresa, quando gli sconosciuti ringraziarono educatamente declinando però fermamente l’invito lasciandosi portare da un taxi che era stato chiamato nel miglior albergo della città. La stampa cittadina, ovviamente, ebbe a dire la sua sullo strano concerto.
il Posten il cui editore era nativo di Stoccolma e un po’ esteta scrisse che i bravi residenti di Smedköping erano sconsiderati e veramente dei cani che non capivano nulla di arte
Mente il Tidningen, da sempre local-patriottico, ammetteva, sebbene a malincuore che Neruda era certamente un grande artista ma … troppo grande per Smedköping.
Ergo: non aveva niente a che vedere con la cittadina!
E quella valutazione certamente coincideva in qualche modo con l’opinione pubblica.
Penserete che Franz Neruda non abbia mai più messo piede in quella cittadina ma non fu così, tornò nel 1895 per esibirsi con uno dei più importanti cantanti dell’epoca, Salomon Smith accompagnato da sua moglie Dagmar : il successo fu enorme, ma stavolta…
Accesso vietato ai carlini!
Ritorno a Stoccolma
accadde oggi: 23 novembre 1897

Il 1897 è un anno buono per la violinista: sembrava aver superato la morte del suo secondo marito e, acclamata e festeggiate per i suoi 50 anni di carriera, aveva sistemato suo figlio ad Asolo. Dopo aver passato con lui parte delle sue vacanze estive di luglio al Lago di Carezza e a settembre a Bolzano, in ottobre era tornata in Svezia.


Recensione da IDUN 26 NOVEMBRE 1897
La signora Vilma Norman-Neruda (Lady Hallé) ha tenuto un concerto martedì nella grande sala dell’Accademia Musicale, riempita, fino all’ultimo posto, da un pubblico vivace ed interessato. Questi concerti sono quasi momenti solenni in cui si può godere, con ammirazione e gratitudine incondizionate di un modo di suonare il violino che difficilmente è stato superato da qualsiasi altro artista vivente. Le qualità che abbiamo imparate ad ammirare nelle precedenti apparizioni che Lady Hallé ha fatto qui sono ancora inalterate: nobiltà e sensibilità nello stile e nella comprensione della musica, calore, stile, bellezza e ampiezza nel suono su una tecnica di base solida e dominata che non sa di alcuna difficoltà. Il concerto è iniziato con la fantasia di Schubert in do maggiore per violino e pianoforte, una composizione piuttosto prolissa ma interessante che forse avrebbe anche potuto stancare se non fosse stato per l’eccellente esecuzione. Lady Hallé ha eseguito anche la sonata di Handel in re maggiore, la Barcarola e lo Schero di Spohr, la Sérénade mélancholique di Tschaikowsky e le Danze ungheresi di Brahms-Joachim. In tutte queste composizioni sono emerse le qualità più della celebre artista. Il valore del concerto è stato implementato dal fatto che il pianista accompagnatore, Mr Leonard Borwick, si è dimostrato un talento eccezionale sul suo strumento. Ha suonato con gusto e finezza sia Chopin che Liszt e sotto le sue mani un brano come il “Capriccio” di Saint-Saëns è diventato un piccolo capolavoro molto piacevole. Tra i brani pianistici eseguiti vorremmo tuttavia evidenziare la Rapsodia n. 12 di Liszt che, pur essendo una composizione difficile è stata eseguita con gusto superiore, eleganza e una grandissima precisione. Anche come accompagnatore Mr Borwick ha dimostrato di possedere qualità solide e buone. L’ applauso del pubblico numeroso, tra cui si notava S.M. il Re, è stato estremamente vivace per tutta la serata.
“Intermezzo Asolano. Wilma e Ludwig Norman Néruda ad Asolo” …
Come acquistare
Intermezzo Asolano. Wilma e Ludwig Norman Néruda ad Asolo. Con un Saggio di Alvise Bruschi.

La storia di un immobile storico quale è Palazzo Beltramini-Néruda di Asolo, può essere appassionante, avvincente, coinvolgente? La risposta in in questo breve saggio che racconta le vicende famigliari di Wilma Norman Néruda, la violinista che conobbe Sherlock Holmes, suo figlio, lo scalatore Ludwig Norman Nèruda e sua nuora May Peyton Norman Néruda che vanno ad intrecciarsi ad una miriade di personaggi famosi del periodo vittoriano: Flora Stark e sua figlia Freya, il Poeta Robert Browning e suo figlio Pen, Fannie Coddington-Browning, Lady Layard e Mrs Bronson, il poeta Michael Field, il critico Bernard Berenson, Arthur Conan Doyle.
Tra alpinismo e musica, vicende legali e famigliari dietro i passaggi di proprietà di questo importante immobile oggi sede del Municipio di Asolo ricostruiti attraverso un lavoro di indagine secondo il Metodo di Sherlock Holmes in quattro diversi importanti archivi italiani, la cui documentazione originale è visibile mediante il QRCODE presente nel libro.
Con il Patrocinio del Comune di Asolo il libro è disponibile su tutte le piattaforme on line!
Aspettiamo la recensione!
Grazie !
Wilma Néruda. Il primo Monday Pops
@accaddeoggi 8 novembre 1869
Di Vera Mazzotta

La prima volta che arrivai in Inghilterra mi meravigliai del forte pregiudizio in questo paese secondo il quale il violino per una donna era poco femminile e addirittura inadatto
Ma Wilma non era tipo da lasciarsi scoraggiare da un pregiudizio, e alla fine, anche grazie all’intervento di Vieuxtemps, fu convinta a tornare in Inghilterra per occupare, principalmente, il posto di Primo violino del Quartetto del St. James, che, di norma era diretto da Joachim nelle sue trasferte Inglesi
Il St. James per la prima della dodicesima stagione dei Monday Pops era pieno, forse più del solito: tutti, uomini e donne erano corsi a vedere quella novità, quella cosa mostruosa che era una donna che suonava il violino!
…l’attenzione di tutta la sala era assorbita dall’eroina di quella sera, Madame Norman Neruda che appariva nella veste di Primo Violino. Una giovane donna con un abito di velluto nero, con braccia e collo nudi, che con calma va a prendere il posto di solito occupato da Joachim, da Wieniavsky o da Vieuxtemps per guidare il quartetto di archi con fuoco e precisione degni dei maestri sunnominati, era comunque una novità per il pubblico! Ma chiunque abbia sentito e visto questa donna suonare i suoi soli lo scorso anno non potrebbe mettere in dubbio la saggezza di Mr Chappel nello scegliere lei per guidare il quartetto sino all’arrivo di Joachim dopo Natale. A prima vista potrebbe anche sembrare che una Donna con il violino sia fuori posto come un uomo con un tamburello in mano e gli aggettivi, sgraziato e non femminile sono stati senza dubbio (già) usati per Madame Neruda, per Madam Humler per non parlare per la Signorina Strinasacchi, a cui Mozart dedicò comunque una Sonata per Violino, e per altre donne che hanno osato rompere le convenzioni su cosa la donna sia in grado o non sia in grado fare. Molti di noi sono pieni di pregiudizio nei confronti delle novità e ci mettono davvero poco a giudicare una donna che si dedichi a qualsiasi tipo di arte o alle professioni/occupazioni di solito appannaggio del sesso maschile, frivola. Invece il violino è davvero uno strumento grazioso per una donna! La pressione del mento non dovrebbe essere convulsa, è sufficiente una minima inclinazione della testa, il braccio sinistro è libera e naturale e ogni movimento di quello destro in un fine violinista è grazioso in sè tanto che potremmo quasi dire che non esiste esercizio così calcolato per mostrare belle manie e una bella figura come suonare il violino. Se devo giudicare dalle acclamazioni che hanno accolto Madame Norman Neruda alla fine della sua esecuzione anche il pubblico dei Monday Pops della scorsa sera erano della stessa opinione
E certo! in una società maschilista in cui le donne altolocate potevano studiare la musica solo per essere messe in mostra e trovare marito, chi scrive non trova altri mezzi che mettere in evidenza come lasciare che le giovani si avvicinino ad uno strumento maschile possa, ugualmente, essere una forma di attrattiva per gli uomini!
E’ comunque impossibile sedersi al St. James Hall dove ogni anno ascoltiamo il più grande dei violinisti viventi senza fare confronti. Il timbro di questa donna violinista mi sembra alquanto fine senza però essere povero..
Del resto Joachim, sin dalle ultime due stagioni ha un po’ deliberatamente rinunciato alla delicatezza a favore di corde più grosse e di un maggiore volume di suono.
Il programma si è aperto con il Quartetto in Re maggiore di Mendelssohn, il cui manoscritto è in possesso del Prof. Bennet. …
invece ci sono alcuni passaggi che chiedono la leggerezza di una mano femminile, anzi potremmo dire che tutti i passaggi veloci e i movimenti più delicati sul violini potrebbero essere facilitati dalla mano di una donna piuttosto che da quella di un uomo. Le distanze infitesimali, la pressione leggera, le diteggiature rapide e i glissati danno alle dita sottili delle donne un vantaggio su quelle degli uomini. Tuttavia nel quartetto come nella Sonata di Mozart che Madame Neruda ha suonato subito dopo non c’è stata mai troppa brillantezza mentre nei soli veloci e nei passaggi di bravura Madame Neruda può essere brillante senza essere sensazionale ma da artista vera quale è lei non lancia mai i suoi fuochi artificiali in questo genere di concerti e non commette il grave errore tipico dei musicisti infimi di mettere sè stessa in mostra davanti al compositore e abbiamo sentito come si deve che Mendelssohn e Mozart erano dentro le loro composizioni e i musicisti al loro servizio
INTERMEZZO ASOLANO
Ricordo da Praga
@accaddeoggi 1 novembre 1889
Humoristické listy: Archiv českého rozmaru a vtipu. Praha: Josef Richard Vilímek, 1.11.1889, 31(44), s. 398. ISSN 1802-7210. Dostupné také z: https://www.digitalniknihovna.cz/nkp/uuid/uuid:55fb7290-ec93-11e8-9210-5ef3fc9bb22f

Negli anni Cinquanta, quando non c’era vita nazionale politica, sociale, letteraria o artistica nel nostro paese, il pubblico ceco si nutriva principalmente di notizie sui attori e musicisti cechi che vagavano per il mondo. Il “Lumir” di Mikovec e le “Pražské Noviny” di Šesták portavano ogni anno qualche notizia su dove si trovava Ticháček o Píšek, dove recitava la “prima tragedia del nostro tempo”, la ceca Kanny Janoušková, dove incantava Ferdinand Laub, o le sorelle Nerudova, come si sa nate in Moravia ecc. Eravamo orgogliosi di quella nostra fama ceca che viaggiava per il mondo e non sapevamo nemmeno se quel tale celebrato all’estero si sarebbe mostrato anche a noi.
Evidentemente, il pubblico ceco si rallegrava di questa fama che si diffondeva nel mondo senza preoccuparsi se questi artisti celebrati si identificassero ancora con la loro patria.
La maggior parte in effetti poi tornava. Laub tornò e suonò per noi in teatro con il liuto – davanti a una platea… quasi vuota. Che bravi ragazzi eravamo!
E venne anche Vilemina Norman-Nerudová a suonare per noi al teatro provvisorio. Parla ceco? era la domanda più importante che veniva posta a quelli che potevano andare dietro le quinte e la risposta era
– Si -lo parlava- il che rendeva Vilma, quella straordinaria apparizione femminile con le decorazioni sul petto, immediatamente cara. Così consideravamo le sorelle Nerudova tuttavia ancora abbastanza estranee e distanti come anche il loro fratello minore František di cui arrivavano sporadiche notizie negli anni successivi. Quando visitò Praga, tutti coloro che lo incontrarono riconobbero il suo cuore e la sua mente slava sebbene per lavoro fosse sempre all’estero: in Danimarca (dove era il virtuoso di camera del re), Svezia, Norvegia e Inghilterra ma anche lì seguiva lo sviluppo dell’arte ceca e le apriva la strada. Ora chiamato come professore al conservatorio imperiale di Pietroburgo, František Neruda, nato nel 1834 a Brno, è uno dei più eminenti violoncellisti del nostro tempo ed è riconosciuto anche da autorità come Bulow. Anche come compositore Franz Neruda è fortunato: più di sessanta delle sue composizioni sono state pubblicate da editori stranieri ed ora anche Urbánek a Praga ha pubblicato una nuova composizione, un grande concerto per violoncello con accompagnamento orchestrale.


