L’anima gitana di Wilma Nèruda

Vera Mazzotta

Many years ago I heard a Hungarian band at a party in London. I am extremely fond of Hungarian music, and a sudden irresistible temptation led me to ask the leader, Rácz Páli , to lend me his violin .

Siamo ne 1895 e la violinista racconta al giornalista di The Violin Times come andò quella volta in cui non si trattenne da chiedere al Primo violino dell’Orchestra Ungherese di suonare insieme a loro, non un violinista qualunque ma Rácz Páli una vera leggenda.

Rácz Páli

Rácz Páli proveniva da una famiglia gitana. Aveva 15 anni quando, dopo aver visto un omicidio in famiglia, decise di fuggire e nascondersi fino a che, per sopravvivere, decise di fare quello che molti altri giovani come lui facevano, arruolarsi nell’esercito asburgico che lo mandò a Milano. Durante gli anni nell’esercito decise di fondare un’orchestra gitana che allietasse con le improvvisazioni di cui era capace le lunghe serate. Tuttavia, grazie alla sua conoscenza dell’italiano, Pali non disdegnò un secondo lavoro: essere spia durante la rivoluzione italiana del 1848 ma….per gli Asburgo!

Dopo 18 anni di servizio, decise di lasciare l’esercito per dedicarsi alla musica fondando una vera orchestra che, ben presto, divenne conosciuta e nota in tutta l’Ungheria come l‘Orchestra del Re degli Zingari.

Wilma Néruda incontrò il romeno tra il 1873 ed il 1881 quando Pali condusse la sua orchestra a Lipsia e poi a Londra.

This he did and great was the astonishment of the members that a Lady should know their music so well” Lo fece e grande fu lo stupore dei membri dell’orchestra per il fatto che una Signora conoscesse così bene la loro musica

I told Rácz I would come to hear his band at Pesth if ever I had an opportunity of going there. When at Pesth, I went with some friends to fulfil my promis , and Rácz , hearing that I was present , came round to greet me. Dissi A Racz che sarei andata ad ascoltare la sua orchestra a Pest se ne avessi avuto l’opportunità e quando, in effetti andai a Pest con alcuni amici, mantenni la mia promessa. Racz, sentendo che ero nel pubblico venne a salutarmi.

Inizialmente la violinista fece fatica a riconoscerlo,

Ma… mi pare di ricordare che non avessi la barba quando eri a Londra…

Verissimo, rispose il gitano nel modo caratteristico in cui gli ungheresi parlano tedesco,

ma radersi ogni giorno è davvero molto fastidioso!

Tuttavia, il giorno successivo, la violinista tornò a sentire l’orchestra gitana e, con grande stupore, vide che la barba di Racz era sparita, inutile dire che, di fronte alla sua aria meravigliata, il gitano mostrava uno sguardo tra il felice ed il trionfante.

I must say a more flattering compliment has never been paid me by any one.

Nessuno prima di allora mi aveva fatto un complimento simile! Il violinista, fece un inchino sorridendomi anche con gli occhi: Racz era un vero gentiluomo! Tra un brano e l’altro uno dei musicisti passava tra i tavoli con un cappello per chiedere un obolo per la serata. Ma Mai una volta sono passati al mio tavolo sebbene fossi contenta di contribuire. Così chiesi a Pali il motivo e lui disse solo queste parole

Kollegen grädige, Frau Come a dire che pur essendo una donna, erano certamente colleghi e voleva farle una cosa gradita, ed in effetti…continuò la musicista, nessun artista potrebbe essere altro che lieto di essere considerato un collega da uomini che hanno prodotto musica come Rácz Páli e la sua orchestra.

Rácz Páli morì il 30 gennaio del 1885,

Musicista amatissimo e molto stimato non solo per i medley su musica altrui sui quali riusciva anche ad improvvisare secondo lo stile gitano ma anche per la miriade di Czardas e musica folk che, grazie alla sua orchestra, era riuscito a recuperare o a scrivere.

La tradizione lo tramanda come un uomo che faceva fatica a decidere tra il piacere di avere una bella donna accanto e quello del suo violino. Sposato quattro volte, alla fine, lasciò tutto al suo primo figlio, suo omonimo che continuò la tradizione paterna

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