Dotato di un grande talento musicale, Dohnanyj, ancora studente, suscitò l’entusiasmo del vecchio Brahms con la pubblicazione del suo primo quintetto (op. 1).
Dopo il suo debutto a Berlino, nel 1897, decise di accettare una serie di concerti anche a Londra. Qui fu accolto da Lebell, suo vecchio compagno di studi che lo introdusse nel salotto di Linchi, Miss Geisler-Schubert, nipote di Ferdinand Schubert, fratello del compositore.
Linchi era una talentuosa pianista ed era stata allieva di Clara Schumann e lo invitò a condividere parte della sua casa con lei e Mrs Oliverson, che Dohnany in seguito ricorderà come una seconda madre. Dohnany debuttò alla Queens Hall di Londra con il concerto in sol maggiore di Beethoven diretto da Richter il 24 ottobre 1898 e fu un successo che gli fruttò un ingaggio di altri 20 concerti e un recital solistico al St. James fissato al 10 novembre dello stesso anno. Quando entrò sul palco si trovò di fronte un pubblico sorridente, caloroso. Si sedette al pianoforte e, anziché iniziare a suonare, abbassò lo sguardo sulla tastiera in attesa che ogni brusio, ogni rumore, cessasse. Sapeva che, se così non avesse fatto, il suo fortissimo non sarebbe stato evidente e il suo piano non sarebbe stato colto. Solo quando calò un silenzio, anche imbarazzato, il pianista ungherese iniziò e catturò il suo pubblico, lo ipnotizzò nelle maglie del suo tocco impetuoso. Il 26 novembre del 1898 apparve anche ai Popular Concert, conoscendo finalmente la nota Lady Hallè di cui Linchi e Mrs Oliverson tanto parlavano e di cui aveva sentito parlare anche durante la sua infanzia.
Lady Hallè e Ernst Dohnany suonarono di nuovo insieme nel 1905 durante una tourneè dell’Ungherese in Danimarca: nonostante l’età la violinista era ancora in splendida forma!
She was one of the most finest violinist I ever met. She was born with an infallible instict for musical interpretation ad was equipped with stoupendous tecnique. She played with a temperament that made her age of 60 years appear to be false. It was a pleasure to play with her.

Da allora i due musicisti non ebbero modo di suonare ancora insieme: Dohnanyi divenne direttore dell’Hoschule di Berlino.
Allo scoppio della prima guerra mondiale tornò in patria, dove diresse il Conservatorio di Budapest per un breve periodo e successivamente l’orchestra filarmonica continuando la sua carriera di pianista e insegnante. Tra il 1925 e il 1927 fu attivo negli Stati Uniti tornando in patria per dirigere di nuovo il conservatorio di Budapest solo nel 1939. Durante la seconda guerra mondiale rimase in Ungheria (alleata con la Germania) usando la sua influenza e i suoi averi per aiutare gli ebrei ungheresi. Alla fine della guerra, l’avvento del regime comunista lo convinse ad espatriare ed a trasferirsi negli Stati Uniti dove divenne professore presso il Florida State College a Tallahassee. Morì all’inizio del 1960 di polmonite a New York. Tra i suoi allievi i pianisti Géza Anda, Ervin Nyíregyházi, Edward Kilenyi, Annie Fischer, Balint Vazsonyi, Georges Cziffra, il grande direttore Sir Georg Solti, il compositore e direttore Ľudovít Rajter e il musicologo Frank Cooper.