Vera Mazzotta
Nel 1869 da Parigi scrissi ad Hallè che avevo intenzione di fermarmi in Inghilterra dove la vita musicale sembrava in fermento. Probabilmente Karl pur essendo stato colpito dalla bambina prodigio che ero stata, non era particolarmente convinto che le donne potessero intraprendere una carriera concertistica. Arrivai a Londra in aprile. Non trovando possibilità alcuna stavo per decidermi a rientrare a Parigi quando Hallè, che abitava non lontano da casa mia, decise di venirmi a trovare. Mi chiese di suonare: avrei dovuto offendermi perché voleva mettere alla prova le mie capacità, ma lo accontentai. Immediatamente mi trascinò ad uno dei ricevimenti di Millais a Cromwell Place e tutti i presenti furono incantati e persuasi che avrei dovuto esibirmi ai Monday Popular Concert. Millais in seguito divenne orgoglioso di questo e raccontò spesso che il mio debutto inglese era avvenuto proprio nel suo studio.
Così racconta la violinista in questa intervista, chissà, magari veramente accaduta, tra lei e il Dott. John Watson nel 1907.
(V. Mazzotta. Wilma Néruda la violinista che conobbe Sherlock Holmes).
Wilma Néruda era una straniera, boema, separata dal marito che arrivava in Inghilterra con due figli e, per di più, con la ‘velleità’ di mantenersi autonomamente suonando il violino, strumento considerano non femminile: nessun luogo poteva essere meglio scelto, forse, in nessun altro luogo sarebbe stata accolta.
Originario di Southampton, Sir John Everett Millais (1829 –1896) fu un vero talento della pittura tanto da ottenere l’ammissione alla Royal Academy of Arts a soli 11 anni: il più giovane allievo che la prestigiosa istituzione ebbe. Qui strinse legami fortissimi con i pittori William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti fino a fondare, nell’autunno del 1848, la Confraternita dei Preraffaelliti (Pre-Raphaelite Brotherhood) con lo scopo di riscoprire l’arte dei primitifs e dei quattrocentisti non contaminati dallo stile di Raffaello. I suoi primi dipinti, affascinarono il critico John Ruskin che divenne uno dei maggiori sostenitori della Confraternita che, tuttavia, riteneva dovesse riscattarsi dai temi legati al passato per affrontare temi sociali.

Durante la realizzazione dell’opera The Order of Release ( l’ordine di scarcerazione), Millais si innamorò della sua modella, Effie Gray, moglie di Ruskin. Non è chiaro per quale motivo Ruskin, il cui matrimonio con la giovane Effie, nativa del Perthshire, era già in crisi, propose proprio sua moglie come modella: probabilmente a Millais serviva avere di fronte il vigore e la risolutezza concreta e reale della donna scozzese che sarebbe stata protagonista del quadro.
Ruskin preparò uno studio nel suo appartamento di Herne Street e, inevitabilmente, tra la giovane donna e il pittore, lunghi pomeriggi passati insieme mentre il critico, come sempre, era assorbito dal suo lavoro e assente, si instaurò un legame di profonda amicizia. La relazione divenne manifesta quando Ruskin invitò Millais nelle Highlands per farsi fare un ritratto rendendo la situazione insostenibile: sapeva bene che tra Effie e Millais stava nascendo una relazione più forte di quanto non potesse immaginare.
Ruskin cominciò a confidare le sue ansie alla giovane cognata, Sophie, mandata nelle Highlands per confortare la sorella. Sophie, a sua volta, cominciò a preoccuparsi perchè sempre più spesso sentiva suo cognato dire che avrebbe dovuto mettere un freno, prendere provvedimenti nei confronti della moglie. Allora uno era il provvedimento più comune: il manicomio!
Millais, a sua volta, essendo appena entrato alla Royal Academy, da una parte temeva che Ruskin potesse mettere fine alla sua carriera, dall’ altra che la situazione mettesse in pericolo la salute mentale di Effie il cui matrimonio era evidentemente diventato una vera e propria prigionia. Del resto, si deve anche a Ruskin la teorizzazione della donna-angelo del tutto sottomessa all’uomo e dedita solo al focolare.
Fu Effie a trovare una soluzione svelando ad alcuni suoi amici che il suo matrimonio non era mai stato consumato, così, approntato quanto serviva per la causa di separazione, fuggì con la scusa di accompagnare sua sorella alla stazione. Una fuga romantica, appassionante, una ribellione, un gesto che significò il voler riprendere in mano le redini di una vita di cui, come donna, non aveva mai goduto e la sua storia è stata narrata da Suzanne Fagence Cooper in
Effie, storia di uno scandalo che, nel 2014, è stato anche soggetto di un film.


Non appena il treno abbandonò la stazione di King’s Cross, Effie si tolse i guanti, si sfilò la fede nuziale e la mise in una busta indirizzata alla suocera insieme con le chiavi di casa e il libretto contabile: sarebbe stato suo padre che l’attendeva ad Hitchin ad inviarla. Dentro la busta anche alcuni biglietti indirizzati agli amici che annunciano la decisione che desterà scandalo e scalpore: la separazione di Effie Gray da John Ruskin, un gesto rovinoso per la reputazione di un uomo al culmine della sua fama, brillante, corteggiato dalle donne più avvenenti, adulato dagli uomini più in vista, astro nascente della Londra vittoriana che tuttavia, non aveva mai consumato il suo matrimonio, un’onta pari alla fuga della donna.

La separazione, tenuto conto della visibilità dei personaggi, suscitò grande scalpore. L’opinione pubblica si divise. Il procedimento giudiziario fu tenuto a porte chiuse e tutti i particolari relativi furono resi noti solo in tempi successivi. Effie dovette sottoporsi a sgradevoli visite mediche per dimostrare la sua verginità. D’altro canto, Ruskin, pur potendo ricorrere ad una linea di condotta infamante nei confronti della moglie, mantenne un atteggiamento corretto pur avendo preparato un documento che però, alla fine, non volle presentare al tribunale ecclesiastico. Da questo documento emergeva che tra lui ed la neo sposa, era stato stipulato un patto in cui si prevedeva che la coppia non avrebbe avuto rapporti fino a che la moglie non avesse avuto venticinque anni per non compromettere la sua delicata salute durante la luna di miele e non intralciare, in tempi successivi, i viaggi che avevano intenzione di fare. Fu la Gray, secondo il documento, che rifiutò qualsiasi contatto anche successivamente.
Tali argomentazioni risultarono però in contraddizione con le dichiarazioni rilasciate da Ruskin al suo avvocato che parlavano di motivi religiosi oltre a uno stato d’ansia della moglie forse causato dalle difficili condizioni economiche in cui versava la sua famiglia.
Potrà sembrare strano che io abbia potuto astenermi da una donna che per la maggior parte delle persone appariva così attraente, ma se il suo viso era bello, la sua persona non è stata fatta per eccitare la passione. Al contrario, vi erano alcuni dettagli nella sua persona che l’hanno completamente impedita.
La ragione del disgusto di Ruskin con riguardo ad “alcuni dettagli della sua persona” è sconosciuta ma, considerando quanto l’omosessualità fosse fortemente repressa potremmo ipotizzare che la motivazione di tale avversione fosse ben più profonda di una semplice natura economica o legata al timore che Effie e la sua famiglia, meno abbiente, cercassero di attingere alle notevoli sue disponibilità. La corte ecclesiastica il 15 luglio 1854 si espresse dichiarando il matrimonio nullo:

“John Ruskin era incapace di consumare il suddetto matrimonio a causa di un’impotenza incurabile”.
Le maldicenze e i pettegolezzi travisarono, in molti casi, la realtà. La Gray ebbe la spiacevole sensazione di essere considerata più alla stregua di una divorziata, condizione disdicevole allora, che non vittima di un matrimonio non consumato e considerato nullo dalla stessa Chiesa anglicana. La sua salute ne risentì ma anche Ruskin dovette subire l’onta dell’accertata impotenza, che condizionò il suo futuro tanto da rassegnarsi ad una vita da scapolo.
Effie e Ruskin non si rincontrarono più, a eccezione di una volta, nel 1861, in cui Effie Gray, dopo sei anni, volle prendersi una rivincita pubblica. Entrambi avevano ricostruito le loro vite: John Ruskin aveva ripreso le sue conferenze che erano avvenimenti mondani nei quali si avvicendavano i migliori nomi della società. In uno di questi, alla Royal Institution la donna si presentò a evento iniziato e, attraversando tutta la sala, andò a occupare il suo posto in prima fila. La sua presenza ed il suo persistente sguardo, mandarono in confusione l’accreditato critico che fu costretto a interrompere la conferenza e ad allontanarsi dal palco. Tale episodio fu aspramente criticato e lo scontro di opinioni si radicalizzò ulteriormente ma la vita di lei aveva ormai preso un’altra strada, e si apprestava a condividere i successi sociali e artistici del nuovo marito.

La sentenza comportò la fine dell’amicizia del pittore con Ruskin e anche l’abbandono della Confraternita. Millais, da quel momento, si orientò verso un nuovo stile, accusato, a sua volta, di tradimento artistico, di aver venduto la sua arte per fama e soldi.
Dopo un primo periodo spensierato, del resto, erano arrivati i figli e la necessità di mantenere la famiglia. Mrs Millais si dimostrò un’ottima collaboratrice che, ascoltando le idee e le aspettative del marito, riusciva a procuragli oggetti e soggetti per i dipinti ottenendoli a prezzi irrisori da perfetta e parsimoniosa amministratrice quale dimostrò di essere anche in seguito. Dal 1869 Millais iniziò a lavorare anche per The Graphic di cui fu il principale illustratore sino alla morte ma, anche questo, fu oggetto di critiche da parte dei suoi detrattori che attribuirono il suo mutamento all’influenza, ritenuta deprecabile, della moglie che lo incoraggiava verso opere popolari a solo scopo di lucro e ad acquisire una posizione sociale. Probabilmente. al di là delle contingenze, lo stile di Millais si sarebbe comunque maggiormente orientato verso una nuova forma di realismo al di là dell’influenza, vera o presunta di Effie che, in realtà, era solo una donna autonoma, che non voleva esaurire il suo ruolo nell’essere madre dei 4 figli.
Certo, la sua collaborazione fattiva al successo del marito non si può negare che si sia comunque concretizzata in una promozione della sua attività presso gli amici più facoltosi al fine di renderli protagonisti di altrettanti remunerativi ritratti. Fu Effie a rendersi conto della necessità di lasciare la Scozia per rientrare a Londra dove Millais avrebbe potuto mantenere il polso della situazione, così, nel 1861 i coniugi Millais. con i primogeniti si stabilirono al 7 di Cromwell Road dove nacquero altri quattro figli. La scelta di tornare a Londra risultò vincente anche per le relazioni sociali. Millais poteva dedicarsi al suo lavoro nello studio professionale della nuova residenza tenendo vivi i contatti con la Royal Academy, mentre Effie poteva curare, con inviti e ricevimenti, la figura pubblica del marito. La sua casa non rappresentò solo la residenza di uno dei pittori più stimati dell’epoca ma un vero crocevia di eventi culturali e divenne meta ambita di personalità e persone famose, amici, artisti e musicisti.
Ospite del loro salotto Charles Hallè che decise di introdurre qui Wilma Néruda: una donna con il violino doveva in qualche modo dimostrare di avere delle capacità non comuni prima di esibirsi di fronte all’intero pubblico: fu un vero successo, per la violinista e per Everett Millais che, in seguito, potè vantarsi di come realmente nel 1869 la grande violinista avesse debuttato nel suo salotto prima ancora che alla Filarmonica. In realtà questo fu il successo di Effie Gray: solo lei conosceva l’ansia, l’angoscia dell’essere una donna esclusa, non considerata, solo lei, pur reietta dalla puritana società vittoriana, poteva prendersi la rivincita di ‘presentare’ in società un’altra donna indipendente.
Nessun altro salotto probabilmente avrebbe accolto Wilma Norman Nèruda e Charles Hallè lo sapeva ma una volta trovata l’alleata ‘giusta’ in Mrs Millais, la Néruda non avrebbe avuto più problemi.
Lo racconta la stessa violinista in diverse occasioni, nel 1889 per The Beekeeper e nel 1895 per The Violin Times. In quel salotto era presente il noto artista Edwin Landseer, tanto amato dalla Regina Vittoria:
“When tirst I appeared in London , there must have been very few , if any judging from a remark of Sir Edwin Landseer. Before the Philharmonic Concert took place , at which I played instead of Vieuxtemps , I spent an evening at Sir John ( then Mr. ) Millais ‘ house . I took out my violin , but before I had commenced Landseer exclaimed to Millais ,
Good gracious , woman playing the fiddle !
Quando sono apparsa per la prima volta a Londra, devono essere state pochissime, se non nessuna, a giudicare da un’osservazione di Sir Edwin Landseer. Prima che si tenesse il Concerto Filarmonico in cui suonavo al posto di Vieuxtemps, trascorsi una serata a casa di Sir John (allora Mr.) Millais. Quando tirai fuori il violino prima di iniziare, Landseer esclamò rivolto a Millais:
Buona grazia, una donna che suona il violino!

Ben presto la tempesta passò, anche se i primi anni non fu facile per i musicisti quali lo stesso Charles Hallè, barcamenarsi nell’amicizia tra Ruskin, attestata da lettere e concerti da questi organizzati per il pianista, e quella dei Millais, maestro e modello artistico per suo figlio Charles Edward.
Cromwell era una casa studio spaziosa, ma Millais sapeva bene che per attirare clienti di alto lignaggio aveva bisogno di un luogo imponente nella logica che ‘il successo chiama altro successo’ e che esso doveva avere una manifestazione esteriore evidente, chiara. Fu cosi che la coppia si trasferì nella mansion di Kensigton, a Palace Gate una grande dimora con ampie sale per i ricevimenti e uno studio imponente.
Effie realizzava un sogno, quello di avere una vera reggia e circondarsi, come Regina vera di amici, ambasciatori, politici ed artisti.
La festa d’inaugurazione fu grandiosa, uno degli eventi da ricordare: Richard Wagner, Oscar Wilde, Charles Hallé, la principessa Luisa , lo scrittore Anthony Trollope , lord Edward Wharncliffe, i Lehmann, i Gladstone, i Benzon che divennero suoi patroni solo alcuni dei nomi di una la lista di frequentatori di Palace Gate lunghissima.
Il cuore della casa era il suo enorme studio dalle mura di un bel rosso pompeiano, nel retro della casa, lontano dal rumore cittadino, in cui Millais, al centro, in piena luce, con la pipa tra le labbra, il suo deerstalker in testa si muoveva avanti ed indietro nel sistemare i suoi soggetti, sia che fossero eminenti personalità della politica che bambini, per meglio capire l’effetto.

Nel 1883 la soirée per l’inaugurazione della stagione alla Royal Academy si tenne proprio al n. 2 di Palace Gate. Nonostante gli inviti, peraltro ricambiati e le relazioni, Effie rimase per anni esclusa dal cerimoniale di corte sebbene gli stessi principi di Galles, Edoardo e Alessandra, non avevano alcuna remora a farsi vedere in pubblico in sua compagnia.
Mrs. Millais, secondo i rigidi canoni del puritanesimo vittoriano, continuava a essere considerata un’adultera e la separazione, pur provocata da un matrimonio non consumato, continuava a essere considerato un atto deprecabile.


Gli amici di Millais erano gli stessi che frequentavano l’ Arts Club uno dei tanti club privati fondato nel 1863 con lo scopo di fornire un luogo di ritrovo a quanti avevano rapporti professionali o amatoriali con le arti, la letteratura o le scienze che si riunivano, oltre che nei salotti, nella sua sede di Hanover Square almeno fino al 1896 quando venne spostato al 40 di Dover Street a Mayfair: Charles Dickens, Wilkie Collins, Thomas Hughes, Paolo Tosti, Charles Halle, Franz Liszt, Frederic Leighton, Walter Sickert, Auguste Rodin e James McNeill Whisler, Sidney Paget, Ruper Potter, il padre dell’illustratrice Beatrix.
Stando a Londra, presto per John Everett Millais arrivarono anche i veri riconoscimenti artistici nonostante gli attacchi e nel 1885 fu nominato baronetto per i suoi meriti di pittore e per il suo grande impegno all’interno della Royal Academy sino a succedere a Sir Leighton alla Presidenza della stessa. Millais lavorò instancabilmente. Nel 1891 lo Strand Magazine ne pubblicò un famoso ritratto
a painter without rival in range, manliness, and vigour, and in bold and masterly brush-work.
Ma nel 1896, stanco e invecchiato, cominciò a lasciare il passo al cancro alla gola. In quanto personaggio pubblico le sue condizioni furono oggetto di attenzione continua anche da parte della stessa casa reale fino a che la Regina Vittoria si dichiarò disponibile ad essere di aiuto ma l’unico desiderio di Millais in punto di morte, fu la riabilitazione della moglie.
Il 2 luglio 1896 Effie Gray, Lady Millais, fu finalmente ufficialmente ricevuta a corte: aveva 67 anni, malferma, quasi completamente cieca ma finalmente trionfante sui pregiudizi di un’intera epoca. Dopo pochi giorni il marito morì. Ognuno dei figli aveva preso la propria strada e la residenza al n. 2 di Palace Gate, fu messa in vendita.
Effie Gray lasciò definitivamente Londra per ritirarsi in Scozia, nella sua vecchia casa di Bowerswell fino alla morte, il 23 dicembre 1897.