Pianista. Docente di pianoforte ICS Vicovaro. Docente Autore Indire. Formatore. Coautore del libro di didattica inclusiva
Giocando con la Musica per Promuovere l'inclusione edito da Rugginenti.
Autrice della monografia Wilma Neruda la violinista che conobbe Sherlock Holmes-Delos Digital
Presidente Associazione Momenti Musicali.
Socia Uno studio in Holmes dal 2014
Socia J.Watson Society as Flora dal 2016
Per le manifestazioni culturali del Natale di Tivoli, torna lo spettacolo che racconta di Wilma Norman Néruda ed il suo rapporto con Sherlock Holmes in una veste rinnovata. Lo spettacolo stavolta segue in modo particolare due nuove pubblicazioni, quella di Delos ” All’ombra di Sherlock Holmes. Le avventure di Mary Morstan Watson di Guerra-Castellini-Soliti- Guerra, e quella Youcanprint Intermezzo Asolano. Wilma e Ludwig Norman Neruda ad Asolo di Vera Mazzotta e Alvise Bruschi. Saranno Sherlock Holmes, interpretato dal giovane Luca Buoncristiani e il Dott. Watson, Stefano Guerra, ad accennare ad alcune avventure ed indagini parallele portate avanti da Mary, prima moglie del celebre dottore e ad accogliere sul palcoscenico Wilma Norman Néruda, la violinista oramai nota ” per aver incontrato Sherlock Holmes”.
Quando?
Se sospendiamo il giudizio e ci abbandoniamo alla fantasia e al Grande Gioco iniziato fin dal 1892 considerando Sherlock Holmes un personaggio reale, questo incontro certamente sarà avvenuto a latere e dei concerti al St. James dal celebre detective frequentati. Se invece preferiamo rimanere nel territorio, brullo, della mera realtà, l’incontro letterario è avvenuto proprio nello Studio in Rosso.
I due solisti della serata erano la signora Wilma Norman-Neruda e il signor Leopold Godowskyi… La signora Norman-Neruda, di cui ho parlato dettagliatamente in occasione del suo concerto alla Gewandhaus, ha scelto il Concerto per violino di Mendelssohn. La sua interpretazione è stata di una grandezza e bellezza tali da entusiasmare tutti gli ascoltatori. Il suo meraviglioso gioco e la purezza della sua esecuzione musicale sono semplicemente ammirabili e non richiedono ulteriori commenti. Come si può fidarsi delle parole di una persona, così ci si può abbandonare senza esitazioni ad ogni nota che questa artista suona, poiché canta con tutto il cuore e la sua espressione è sempre nobile e sincera. Leipziger Tageblatt und Anzeiger ( 18 febbraio 1902)
Lo spettacolo vuole ricreare, seppur con pochi mezzi, l’atmosfera del Salotto Vittoriano attraverso i brani d’epoca suonati al pianoforte, violino e flauto traverso da Vera Mazzotta, anche Wilma Norman Neruda, Francesca Timperi che per la prima volta veste i panni di Ginevra Biagiotti, e Michele Bartolucci. Accanto ai musicisti professionisti due interventi delle classi di flauto traverso e chitarra dell’IC Tivoli 5 Tivoli Terme al cui interno si trova lo splendido Auditorium Orazio.
Se volete conoscere il motivo del titolo e la connessione dei nostri personaggi con Tivoli, non vi resta che venire alle ore 17,00 a Tivoli Terme!
Ad accogliervi ci sarà anche il Comitato di Quartiere di Villa Adriana che ha organizzato la pesca del libro per far conoscere le attività che presto prenderanno piedi al rinnovato Parco Panattoni di Villa Adriana, non ultimo la piccola ma grande biblioteca e le attività volte ad avvicinare ragazzi e bambini alla lettura e allo scambio.
Pur non essendo un giallo interattivo, il pubblico sarà chiamato a partecipare allo spettacolo anche rispondendo ad alcune semplici domande!
Il legame tra Clara e Brahms fu un legame speciale, un amore che prese altre direzioni, necessariamente, per scelta. Il giovane Brahms, poco più che ventenne, conobbe Joachim che lo presentò a Liszt agli Schumann da cui arrivò con una lettera di ”raccomandazione”. Clara e Robert lo accolsero con grande calore riconoscendo il talento del giovane fin dal primo giorno, quando suonò loro la sua Prima Sonata per Pianoforte. Brahms rimase con loro parecchi mesi: Robert lo guidò, condivise con lui la sua biblioteca di musica antica, gli instillò un amore per lo studio dei grandi maestri e l’uso delle loro tecniche in opere nuove, fu un mentore ed un Maestro.
Alcuni mesi dopo, nel febbraio del 1854, Robert ebbe un crollo nervoso e tentò il suicidio gettandosi da un ponte, fu salvato e chiuso, su sua richiesta, in un ospedale psichiatrico passando gli ultimi due anni alternando momenti di lucidità a momenti in cui fu tormentato da voci, visioni angeliche. Brahms corse da Clara e la sostenne in ogni modo aiutandola a riprendere in mano la situazione familiare accudendo i bambini e persino la casa consentendo a Clara di riprendere a suonare come era oramai necessario per poter mantenere i bambini avuti con Robert.
Non è un mistero il fatto che Brahms fosse innamorato di Clara, forse fin dal primo soggiorno con gli Schumann… certamente questo divenne chiaro ad entrambi nel periodo in cui visse con lei poco dopo l’internamento del marito come scrisse a Otto Grimm nel giugno del 1854:
Spesso devo trattenermi me con forza semplicemente dall’abbracciarla…non so mi sembra una così naturale che non potrebbe fraintendere. Penso di non poter più amare una ragazza nubile – almeno per ora le ho del tutto dimenticate. Esse promettono solo il paradiso mentre Clara lo rivela.”
ma questo sentimento venne rafforzato dalle lettere che i due iniziarono a scriversi in quei due anni
Non posso fare altro che pensare a te… Cosa mi hai fatto? Non puoi togliere l’incantesimo che hai gettato su di me? . ( lettera del 1855)
Clara, cara Clara… Mi sento sempre più felice e in pace nel mio amore per te. Ogni volta ti manco di più ma ti desidero quasi con gioia. Così è. Mai questo sentimento che già conoscevo è stato così forte come ora.
“Vorrei poterti scrivere con la tenerezza con cui ti amo e dirti tutte le cose buone che ti auguro. Mi sei così infinitamente cara più di quanto possa dire. Vorrei poter passare tutta la giornata a chiamarti con nomi affettuosi e a farti complimenti senza mai stancarmi...
Anche Clara evidentemente provava gli stessi sentimenti per quanto confusi
C‘ è il più completo accordo tra noi… Non è la sua giovinezza che mi attrae: neanche forse, la mia vanità lusingata. No, è la mente fresca, la natura gloriosamente dotata, il cuore nobile, che amo in lui.
Molte lettere furono scambiate ma sino a che Robert rimase in vita, questi sentimenti erano indicibili e certamente sapevano di tradimento. Solo dopo la morte di Robert, il 29 luglio del 1856, erano liberi di decidere delle proprie vite. Forse, Clara e Johannes pensarono di sposarsi, qualcuno dice che Clara lo pensava ma non successe mai. Nessuno sa se divennero amanti, ma, tutto sommato, per la storia della musica questo non è neanche importante.
In quel luglio del 1856 Clara invitò Bramhs e sua sorella in Svizzera e, alla fine di quel soggiorno, si separarono, ognuno andò per la sua strada e Brahms si trasferì ad Amburgo…mi sento come se fossi tornata da un funerale scrisse ad una delle figlie, e , di fatto, era una sorta di funerale…Qualcuno parla di paura di Johannes del matrimonio…altri che presero la decisione di comune accordo ma quel che è certo è che i tempi erano diversi e che, al di la di paure di sposarsi o meno, anche Clara fece una scelta per presentarsi al Mondo in modo credibile per il fine che si era proposta rispetto all’opera del marito, e non è un caso, che da allora vestì sempre e solo, anche i concerto, gli abiti da vedova, ma le pesò…. quando le giunse notizia che Brahms, nel 1859, si era fidanzato con la cantante Agathe Von Sibold, scrisse: ha abbandonato il mio amore e la mia devozione e ora si innamora di questa ragazza perché ha una bella voce!”…ma Brahms poco dopo ruppe il suo fidanzamento, scrivendo, con rimorso, che aveva fatto un passo avventato.
Negli ultimi anni, Brahms disse a una conoscenza che non aveva mai compromesso una donna rispettabile e per lui, la definizione di una donna rispettabile non poteva che essere Clara che, anni d così scrisse ai figli:
Conoscevate a malapena il vostro caro Padre, eravate ancora troppo giovani per provare un profondo dolore, e così in quegli anni terribili non potevate darmi nessuna consolazione. Potevate certo darmi Speranza ma non era abbastanza per sostenermi in una tale agonia. Poi venne Johannes Brahms. Vostro Padre lo amava e lo ammirava, come non ammirava nessun altro eccetto Joachim. Venne, come un vero amico a condividere tutto il mio dolore; rafforzò il cuore che minacciava di spezzarsi, sollevò la mia mente, rallegrò il mio spirito quando e dove poteva; insomma fu il mio amico nel pieno senso della parola.”. (Clara Schumann: An Artist’s Life, Based on Material Found in Diaries and Letters)
Niente più del secondo movimento del Primo Concerto per pianoforte o dell’op 118, dedicata a Clara esprime meglio l’amore, l’affetto e, forse, la nostalgia per quello che sarebbe potuto essere e non fu mai.
Nè Clara nè Johannes si sposarono e, romanticamente, le loro vite non si incrociarono più ma, seppur separati, continuarono a rimanere a legati e questo consentì a lei di dedicarsi, come in una missione a far conoscere le opere di Robert al mondo con i suoi concerti e la pubblicazione dell’opera omnia ma anche alla causa di Brahms come musicista, la stessa sposata da Wilma Néruda e Charles Hallé, sostenendolo in ogni modo con la sua grande autorevolezza.
Wilma e Clara incontrarono Brahms a Vienna e il compositore invitò i due musicisti all’Opera…Con piacere, rispose Sir CHarles, ma cosa andremo a sentire? Brahms allora aprì il giornale salvo ritrarsi con un certo disgusto quando lesse dela rappresentazione di Wagner dell’Olandese VOlante
La pianista era sempre desiderosa di ricevere le ultime composizioni del suo amico e suonarle, arrabbiandosi anche se non le riceveva per prima e Brahms, del resto, mai avrebbe pubblicato nulla senza prima ave ricevuto l’approvazione della sua amica, facendole visita a Francoforte diventando un punto di riferimento per le giovani allieve di Clara.
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. Brahms al funerale di Clara Schumann 20 May 1896. Foto pubblicata da ANDREA Bambace
L’amore più profondo per Clara si rivelò in Vier ernste Gesange, composte nel maggio del 1896 mentre lei giaceva morente a Francoforte. Una copia fu inviata alla figlia di Clara, Marie, con queste parole:
“Le ho scritte durante la prima settimana di maggio… Dentro di noi c’è qualcosa che ci parla e ci spinge, quasi inconsciamente, e che a volte può emergere suonando come poesia o musica. Non potrai suonare questi lied ora perché le parole sarebbero troppo commoventi ma, ti prego di considerarle… come un vero memoriale alla tua amata madre.”
Secondo la biografia di Brahms di Richard Specht, Brahms “era del tutto impreparato alla notizia della morte dell’amica, che, gli arrivò un giorno in ritardo. La sua padrona di casa a Vienna aveva lasciato il telegramma chiuso e glielo aveva inoltrato per lettera.” Brahms prese il primo treno da Ischl a Francoforte ma si addormentò e, quando si svegliò scopr’ di viaggiare nella direzione sbagliata avendo perso una coincidenza. Arrivò “mezzo morto a Francoforte, solo per scoprire che il funerale non si svolgeva lì, ma a Bonn percè Clara aveva espresso il desiderio di riposare al fianco di Robert Schumann. Quando raggiunse il cimitero di Bonn, “bagnato di sudore, scoprì di essere arrivato troppo tardi per il servizio alla cappella; incontrò il corteo funebre sulla sua strada verso la tomba… Ma non poté sopportare di rimanere tra i dolenti: si rifugiò dietro un cespuglio e lasciò scorrere le sue lacrime al fianco del suo amico, Rudolf von der Leyen.”
Johannes morì undici mesi dopo Clara , per un cancro al fegato
„The quartet party was led by a woman; and the leader played with such power, force, dignity, and fire as few indeed of the most gifted men are endowed withal. There is a strong and scarcely unnatural prejudice against a female fiddler. Men, and women too, for that matter, are somewhat unwilling to believe that one of the gentler sex can conquer all the technical difficulties of the most ardous of instruments, and they are quite ready to affirm that to shoulder a violin is an unladylike proceeding. How in a single eight-bar phrase Mdme. Norman-Neruda scattered all prejudices to the winds must be fresh in the recollection of ervery subscriber to last season’s Philharmonic Concerts“
(MusW 1869, S. 797).
Il quartetto di cui Wilma Norman Neruda Lady Hallé era diventato primo violino era in realtà in origne quello guidato da Joachim come ci ricorda Erlich nella pubblicazione da cui è tratta la foto.
Poiché il Professor Joachim poteva essere a Londra solo dalla fine di gennaio alla fine di marzo nella prima metà della stagione vari artisti hanno suonato come primo violino, tra cui la signora W. Normann-Neruda (Lady Hallé), Ysaye, il Professor Kruse, ecc.
Il primo concerto dei cosiddetti “Monday Popular Concerts” si tenne il 14 febbraio 1859.
Nei primi anni, il quartetto d’archi era composto dai signori Joachim, Ries, Webb e Piatti, ma il primo violino cambiava spesso. Oltre al Professor Joachim, vi suonarono Wieniawski, Vieuxtemps, Sainton, Molique, Sivori, Ludwig Strauss e la già citata Wilma Normann-Neruda (Lady Hallé).
Quando il violista, il signor Webb morì, il suo posto fu preso dai signori Doyle, Blagrove, Hollander e infine dal signor L. Strauss che mantenne la posizione fino alla fine. I
l signor L. Ries suonò il secondo violino ininterrottamente per trentanove anni e altrettanto a lungo con alcune interruzioni, il signor A. Piatti suonò il violoncello.
Negli ultimi anni, il primo violinoè stato rappresentato abbastanza continuativamente da Lady Hallé e dal Professor Joachim. Nell’immagine qui fornita vediamo anche Sir Charles Hallé, il marito della violinista che risiedeva in Inghilterra da molti anni, noto per essere un eccellente interprete di Beethoven. Sebbene i “Monday Popular Concerts” siano terminati a causa della scarsa partecipazione, il quartetto è comunque rimasto nei cosiddetti “Saturday Popular Concerts” ed ora è composto dai signori Professor Joseph Joachim o Lady Hallé (1° violino), Haydn Inwards (2° violino), Gibson (viola) e Paul Ludwig (violoncello).
foto in pubblico dominio c/o archivio digitale LIBRIS
Nell’autunno del 1869 Wilma decide di fare il grande passo, tornare a suonare da solista sui più importanti palcoscenici europei, iniziando, ovviamente, dalla Francia dove riceve un’accoglienza calorosissima ed un successo impensabile.
Parigi la proietta sui palcoscenici di tutta Europa:
La signora Norman Neruda si è recentemente esibita in un concerto in abbonamento a Cassel. L’Aftonbladet riporta, da una lettera privata del maestro Carl Reiss, il seguente commento sulla sua performance lì: Non posso tralasciare di comunicarvi con alcune righe di mia mano l’entusiasmo che la signora Neruda Norman ha suscitato alla quarta serata in abbonamento. A parte Joachim, nessun artista può vantare un tale successo qui, a Casse; raramente ho sentito musicisti così pieni di entusiasmo. Questo serata sarà indimenticabile.
A cui fecero seguito ben presto i successi inglesi
Al quinto concerto, due nuovi debutti devono essere ricordati. il primo, Madame Norman-Neruda, una violinista di tale straordinario talento da non richiedere altra qualificazione nei nostri commenti in ragione del suo sesso. Un Adagio e un brillante Rondò dal Concerto in Mi di Vieuxtemps sono stati perfetti e adatti a mostrare il suo timbro e le sue capacità esecutive, raramente abbiamo sentito una performance più squisita o assistito a un successo più autentico. Il pubblico sembrava non stancarsi di applaudirla e crediamo che avrebbe ascoltato volentieri entrambi i movimenti di nuovo, se lei fosse stata disposta a soddisfare un desiderio così irragionevole. (The Musical Times and Singing Class Circular, Vol. 14, No. 316 (Jun. 1, 1869), p. 1099
Nel 1908 Wilma Norman Néruda, oramai da anni residente a Berlino con la sorella Marie, lontana dalla famiglia del suo primo figlio che, chiuse le vicende legate al Palazzo, vive stabilmente a Cortina, e poco vicina anche a quella del suo secondo figlio, Waldemar che è morto da meno di una anno per una malattia che in capo a pochi mesi lo aveva strappato a moglie e figlie, ”festeggia” i suoi 70 anni, ma, come sempre, suonando e dando concerti, unica sua ragione di vita.
Come dice Idun, nell’articolo del marzo del 1908
Violinista di fama europea è ancora la grande artista, la regina del violino, che incanta un pubblico esigente con le sue interpretazioni di musica classica e moderna – ne possono testimoniare non da ultimo gli amici della musica della nostra capitale, che l’hanno in fresca memoria, da quando si è esibita qui solo qualche anno fa… ricordandola con le parole di un grande critico e storico della musica svedese, Karl Adolf Lindgren (1846- 1905 a Stoccolma), collaboratore per Aftonbladet di Stoccolma e Svensk Musiktidning
Ella dovrebbe essere il più grande nome dell’arte violinistica contemporanea per lo spirito artistico autentico e il gusto che animano il suo suono e la fanno completamente assorbire nella fedele riproduzione dell’opera d’arte senza la ricerca della manifestazione della propria bravura o dell’effetto fine a sè stesso”- Qui ha numerosi, ammirati amici, che le augurano certamente una continua attività sulla sua luminosa carriera artistica.”
Wilma con Ries, Piatti, Ludvig in prova. Foto Licenza Alamy
1851, Wilma Nèruda, ha 13 anni ma, suo padre ne dichiara almeno due di meno, cosa che spiega la confusione sulle date di nascita che viene, tuttavia, chiarita guardando la trascrizione dei suoi documenti di nascita al foglio 404 dell’Anagrafe relativa alla Chiesa di San Pietro.
Wilma suona in pubblico dal 1844 e, dal 1845, la famiglia si trasferisce a Vienna dove suscita interesse nella nobiltà come nella borghesia.
Non si sa su che violino abbia imparato a suonare ma, lei stessa, in una intervista, parla di un ”piccolo violino rosso’‘ che da adulta, le sarebbe piaciuto recuperare per tenere come ricordo.
In altre testimonianze si parla del possesso di un Cremonese ma non di uno Stradivari, bensì di un Guarnieri, al contrario di questo articolo nel quale invece, si torna a parlare di uno Stradivari!
Certamente, Wilma Néruda ebbe modo, come molti violinisti della sua epoca, di provare e suonare molti strumenti oltre allo Stradivari-Ernst donatole nel 1875 dall’aristocrazia inglese.
Si dice, infatti, che possedesse un secondo Strad ”prestatole” da una gentildonna inglese che, secondo l’amico Radek Hasalik, potrebbe essere quello di Lady Lindsay.
oppure, più probabilmente, il ”Marie Schumann”, strumento del 1698 se dobbiamo credere a questa testimonianza:
The Violin Times-luglio 1900
A Stradivarius violin, with his label inside, came up for sale at Sotheby’s recently. It was formerly the property of Miss Van de Weyer, and was purchased on the advice of M. Ries and Signor Piatti; it is a well known example, and has been played upon by Herr Joachim and Madame Norman Neruda. It realised £600, and was purchased by Mr. Delaine.”
Non è l’unica ipotesi, ne abbiamo rinvenuta un’altra che sposta invece l’attenzione allo Stradivari del 1695
The Hawaiinian-Goetz-Murray, citato anche da Hill come appartenente, in origine, ad un coltivatore delle Indie, Gonsalves, e che ” Lady Hallè consigliò di acquistare ad uno dei nipoti di Lord Burnham, Ludovic Goetz” amico anche del secondogenito della violinista, Waldemar.
Per il momento, l’unico violino legato al suo nome rimane l’Ernst-Hallé
Ma eccola la traduzione di un articolo del
Bora Tidning del 1851
Wilma Neruda è un talento musicale, che, oggi sta suscitando grande interesse nel mondo dell’arte. Ha tenuto concerti con straordinario successo in diversi paesi europei e recentemente in Russia. La sola idea che una ragazza possa suonare il violino cattura l’attenzione. Alcune note biografiche su di lei potrebbero quindi non essere prive di interesse. Suo padre, Josef Neruda, proveniva dalla Moravia, dove era stato precedentemente impiegato come organista nella cattedrale di Brno, la madre, invece è Italiana.
(sull’origine italiana di Franziska Merta confesso di avere molti dubbi).
Entrambi i genitori sono musicisti, hanno sette figli, tutti eccellenti dal punto di vista artistico. Il figlio Victor, ora quattordicenne è un buon violoncellista ma ha iniziato a suonare il violino già a 7 anni, e la sorella Wilma, che allora aveva 5 anni, ha presto avuto voglia di suonare con lui. Fratello e sorella litigavano così a lungo per il violino, finché il padre non dovette comprare un violino anche per lei. Il prezzo allora non era alto: ogni violino costava solo 30 fiorini, equivalenti a circa 95 copechi.
Wilma (Wilhelmina) fece progressi rapidi, e già l’anno seguente iniziò a suonare brani di Beriot e Mayseder. Un anno dopo, Neruda partì con i suoi figli per Vienna dove la figlia prese lezioni dal professor Jansa. Nel frattempo, la figlia maggiore, Amalia, ora sedicenne, era già già al suo 6° anno di studio con la guida dei genitori.
Entrambe le sorelle si esibivano spesso a Vienna e suonavano aCorte, dove Wilma, a ricordo delle sue vittorie nel regno dei suoni, ricevette una spada d’onore dalla Imperatrice Anna! e un violino molto prezioso, un autentico Cremonese di Stradivari.
Successivamente, il fortunato padre, uomo amabile, modesto e disinteressato, si mise in viaggio con i suoi prodigi verso Berlino, Lipsia, Hannover, Amburgo, Brema, Belgio e Parigi, che dovette presto abbandonare a causa della rivoluzione di febbraio del 1848, e l’Inghilterra. Ovunque incontrarono grande attesa lasciando dietro di sé una soddisfazione ancora maggiore. A Londra diedero 19 concerti di seguito con pause solo la domenica con l’onore di suonare anche per la Regina Vittoria. Dall’Inghilterra si recarono a Vienna, Ungheria, Berlino ecc. e da lì in Russia.
West Australian (Perth, WA : 1879 – 1954), Saturday 22 December 1906, page 8
traduzione libera di Vera Mazzotta
Questo pomeriggio sono stata alla Queen’s Hall per ascoltare Lady Halle ritornata sulle scene. L’enorme sala era affollata fino a soffocare per dare il benvenuto a questa veterana del violino. Il pubblico era piuttosto emozionato quando si è alzato in piedi per dare il benvenuto alla dotata signora, applaudendo fino allo sfinimento mentre lei stava in piedi, lì davanti, esile e dall’aspetto delicato, con il suo violino in mano, in attesa che l’orchestra iniziasse.
Indossava un bellissimo abito di velluto color ametista, con punto di chiusura al collo e alle maniche. Sembrava così fragile, così agitata, che quasi si temeva che l’emozione si rivelasse troppo troppo per lei. Ho creduto che svenisse sopraffatta dall’emozione ma nell’istante in cui ha tirato l’arco e ha iniziato il Concerto accompagnato dall’orchestra del signor Henry Wood, tutti i segni di stanchezza sono sembrati abbandonarla e si è buttata nel lavoro con volontà, dimenticando tutto, tranne la musica con cui ha entusiasmato il pubblico.
Gli Ancora e ancora gridati dall’egoismo di una folla entusiasta costrinsero la meravigliosa musicista a salire sulla pedana e a inchinarsi più e più volte per ringraziare dell’ apprezzamento. Le è stato portato un bellissimo bouquet, e un altro ancora e mi sono quasi indignata che non le sia stato permesso di riposare in pace dopo la fatica, ma suppongo che l’adulazione del pubblico sia incenso per un artista.
La vista di quel volto e di quella forma familiare non più giovane, ahimè, mi ha riportato alla mente i giorni della mia giovinezza, quando ero solita sedermi con le orecchie spalancate e ascoltare, con estrema attenzione, i suoni prodotti dall’ archetto di ‘Madame Norman Neruda, un arco ‘tirato così vigorosamente e abilmente sulle corde del suo Stradivari.
Notai due minuscole fanciulle dai capelli chiari, di non più di tre o quattro anni, che avevano avuto la presunzione di ascoltare Lady Halle per poter dire, quando sarebbero state adulte, di aver sentito suonare il grande violinista. Non potevo fare a meno di osservare il viso da bambina, pallido, rosa e bianco della più piccola delle bambine. Non si muoveva mai, rimaneva fissa, con i suoi occhi azzurri e tondi sulla meravigliosa signora e la sua bella bocca a bocciolo di rosa aperta per lo stupore. La mamma portò le piccole fanciulle, vestite di bianco, alla Queens’Hall come una volta la piccola e cara Harrison che allora aveva quattro anni di cui ho parlato spesso che, quando le chiesi chi le avesse insegnato a suonare così bene il violino, rispose:
” Penso che Dio me lo abbia insegnato, come ha fatto in modo che io parlassi francese
Non aveva alcun ricordo o sensazione di difficoltà al riguardo. Suonava come parlava il francese, perché le veniva naturale farlo. Margaret, violinista allieva di Leopold Auer ( 1899-1995) era la figlia minore del colonnello John Harrison, flautista dilettante a cui era stato affidato il comando della Royal Engineers Band a Chatham, in Inghilterra, nel 1892. Sua madre, una cantante, aveva studiato con Henschel e Garcia al Royal College of Music di Londra. Le sue sorelle, May (1890-1959), Beatrice (1892-1965) e Monica (1897-1983), divennero rispettivamente violinista, violoncellista e mezzosoprano. May Harrison, la più grande dei figli Harrison, aveva iniziato a studiare violino nel 1892 all’età di due anni. Nel 1904, a cinque anni, Margaret fu ammessa a studiare violino con Achille Rivarde e composizione con Charles Villiers Stanford al Royal College of Music di Londra, diventando all’epoca la più giovane studentessa mai accettata da quell’istituzione. Le sue sorelle, May e Beatrice, erano state precedentemente ammesse al college, rispettivamente nel 1901 e nel 1903. Nel 1908, la maggior parte della famiglia Harrison si trasferì a Berlino dove Beatrice Harrison iniziò a studiare alla Hochschule für Musik. Dopo essersi sistemata, May invece lasciò Berlino nello stesso anno con la sorella Margaret e la madre. Arrivata a San Pietroburgo, in Russia, Margaret iniziò i suoi studi con Nalbandian mentre May studiò con Leopold Auer prima di fare il suo debutto europeo nel 1909.
Nel decennio successivo, May e Beatrice accrebbero la loro fama grazie alle esecuzioni del Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms. Dopo la prima sotto la direzione di Alexander Glazunov a San Pietroburgo lo eseguirono altre 60 volte per il pubblico europeo anche dirette da Sir Thomas Beecham (3 dicembre 1914). Ispirato dalla loro esibizione di quella sera, Frederick Delius scrisse un Doppio Concerto a loro dedicato le sorelle Harrison eseguirono nel 1920. Morta la sorella May in Inghilterra l’8 giugno 1959, Margaret continuò a risiedere con le sorelle Beatrice e Monica a vivere Limpsfield, nel Surrey. Beatrice e Monica morirono rispettivamente il 10 marzo 1960 e l’8 dicembre 1983. Verso la fine della sua vita Margaret fu assistita nella casa di riposo di Gourock, nel Renfrewshire, dove morì la vigilia di Natale del 1995. Tutte e quattro le sorelle Harrison, che non si erano mai sposate, furono sepolte nel cimitero di St. Peter Churchyard a Limpsfield. Anche Delius è sepolto nelle vicinanze.