I musicisti in età vittoriana, non erano tutelati in alcun modo: finchè guadagnavano suonando potevano pensare di investire in modo da potersi garantire una vecchiaia quantomeno tranquilla. Per questo motivo, la moda del tempo era quella di creare una sorta di comitati che si occupavano di raccogliere donazioni per la costituzione di fondi che avrebbero potuto garantire una vita dignitosa anche quando questi musicisti si sarebbero dovuti ritirare dalla carriera.
Lady Hallè nel 1895 perde suo marito Charles dal quale non sembra aver ereditato nulla a leggere il suo complesso testamento, se non quanto i figli del primo matrimonio avranno voluto accordarle. Nel frattempo suo figlio maggiore Ludwig non se la passava bene essendo stato condannato per bancarotta fraudolenta a causa di alcuni investimenti azzardati con la sua società, a tal punto da doversi trasferire fuori dall’Inghilterra e chiedere ‘asilo’ in Asolo all’ amico Pen Browning.
Ecco che gli amici di una vita cominciarono a costituire questo fondo destinato a Lady Halle i cui partecipanti vengono qui indicati grazie alla solerzia di Miss Lucy Terry, nipote della grande attrice Ellen Terry.
The Musical Courrier
Il fondo risulterà così ricco da consentire di donare a Lady Hallè un assegno e le chiavi di un palazzo cittadino, proprio ad Asolo…il che non stupisce considerata la situazione difficile in cui versava il figlio.. il palazzetto divenne residenza di Ludwig Norman Nèruda, di sua moglie May Peton e della loro bambina Wilma Marian Norman Nèruda, almeno sino alla morte dell’alpinista.
Ovviamente l’ingente dono suscitò non poche polemiche dal momento che veniva riconosciuto solo a musicisti che erano riusciti, in virtù certamente dei loro meriti, ad ottenere l’appoggio di Lord e regnanti, mentre altri, non meno bravi, erano condannati alla povertà e all’indigenza.
Asolo in una cartolina del 1912 quando ormai il palazzo era già stato venduto divenendo sede del Municipio di Asolo The Lute 1896 Ecco una citazione (da Lute) per la quale trovo volentieri spazio: “Mentre consideriamo Lady Hallé con tutto il rispetto che le è dovuto come violinista, non possiamo non pensare che non dovrebbe aver bisogno di una tale testimonianza, e che il denaro avrebbe potuto essere distribuito in modo molto più appropriato per alleviare la vera angoscia tra suoi colleghi più umili. Teste coronate, principi e duchi – portando dietro di sé l’inevitabile lunga coda di snob che amano essere associati ai Lord come fosse una menzione sui giornali – hanno deciso di spendere i loro soldi per qualcuno-Lady Hallè- che non lo desiderava molto. Ha un violino e sa suonarlo. È triste pensare che uno strumentista meno alla moda, anche se altrettanto bravo, potrebbe avere un’eccellente possibilità di morire di fame nelle fogne prima di ottenere sollievo da qualcuno che non sia l’Ufficiale Soccorritore!’ Questo è ben detto, e mi dispiace solo che la maggior parte dei miei contemporanei si sono fatti parte dell'”inevitabile lunga coda degli snob”. ”’— The Magazine of Music.
I 50 anni di carriera della violinista Lady Hallè, Wilma Norman Nèruda, furono coronati dal dono di un palazzo ad Asolo (Treviso). La cittadina, nota per essere stata luogo prescelto da Bembo, dalla nobile Caterina Cornaro, divenne casa anche per molti stranieri quali Robert Browning. Ad Asolo si trasferì anche Ludwig Norman Neruda, artista e alpinista, primogenito della violinista che vi portò sua moglie May Peyton e la figlioletta Wilma probabilmente a seguito del fallimento della sua società e della relativa condanna. Ad Asolo trovò un iniziale aiuto in Pen Browning, artista e figlio del poeta che qui si era trasferito acquistando diverse proprietà, del resto in Inghilterra, la situazione di Norman Neruda risultava alquanto compromessa dal punto di vista economico. per restarvi. Ecco che, quando la nobiltà volle acquistare qualcosa con i fondi raccolti in favore della violinista, decise per il palazzetto che ora è sede del Comune di Asolo risolvendo i problemi che Ludwig Neruda cominciava ad avere a causa della convivenza forzata con Pen Browning la quale diede vita ad una controversia accesa. Wilma Neruda certamente passò alcuni periodi ad Asolo con suo figlio e la nipotina godendo dell’aria e del paesaggio e facendo passeggiate, ammirando le meraviglie artistiche ed archeologiche del posto. La morte di Ludwig nel 1898 segnò la sua vita ma, poichè Asolo era ancora residenza di May e della nipotina, cercò ancora di partecipare alla vita cittadina: il 15 ottobre 1899 suonò per l’inaugurazione dell’Asilo infantile. Dopo il tour americano, Wilma decise di trasferirsi a Berlino.
Asolo in un panorama del 1893
Il palazzo oggi è giustamente noto come Palazzo Beltramini-Pasini-Nèruda dai nomi dei proprietari che si sono avvicendati.
I Beltramini erano una famiglia bergamansca di artigiani in cerca di una vita dignitosa: i fratelli Giovanni, Ambrogio, Beltramino e Guglielmo giunsero ad Asolo nella seconda metà del 1400 dalla Valsassina. I primi tre erano esperti nella lavorazione della lana e si stabilirono in Borgo Santa Caterina, il quarto, Guglielmo era invece un fabbro e mercante di lana e prese dimora nella piazza centrale del Paese. Asolo era stata riconosciuta come podesteria nel 1339 sotto il dominio di Venezia che riconoscerà una forma semigiuridica al suo Comune solo nel 1459 con la creazione di un Consiglio cittadino con lo scopo di fare da cerniera con la Serenissima Il commercio dei prodotti lanieri li rese molto ricchi al punto da diventare ben presto una delle famiglie di riferimento dell’asolano anche grazie ai loro numerosi investimenti immobiliari e fondiari in tutto il territorio circostante. Il casato riuscì a mettere insieme 550 ettari di patrimonio fondiario con mulini, botteghe, fattorie, palazzi. La loro ricchezza aumentò a dismisura grazie anche alla partecipazione attiva alla vita cittadina e al controllo delle imposte. Alla morte di Beltramino, il più autorevole dei fratelli, tutta la famiglia assunse il suo nome come cognome di gens. Nel 500 i Beltramini erano una delle casate più importanti e ben presto le loro botteghe vennero sostituite da palazzi riccamente decorati. La bottega di Borgo Santa Caterina divenne il Palazzo Filippin, luogo appartenuto al casato dei Beltramini-Miazzi sino al 1700, la casa di Mastro Guglielmo, la cui facciata venne rifatta dall’architetto Giorgio Massari, divenne dimora del ramo del Pavejon, uno dei più autorevoli, che divenne l’attuale Palazzo Beltramini-Neruda. Un tempo la piazzetta chiusa adibita alla raccolta delle sementi divenne quindi luogo su cui far affacciare uno dei palazzi più imponenti. Le originarie e modeste dimore dei Beltramini, divennero emblema del potere assunto da questa casata che, nel giro di un secolo, arrivò a gestire tutto ciò che riguardava Asolo, concentrando nelle proprie mani tanto il potere politico che quello economico senza risparmiare atti di violenza. Nel 1544 Asolo fu teatro di una sanguinosa repressione degli usurai ebrei che sembra sia stata sostenuta da Giuseppe Beltramini per poterne assorbire le attività. Non è infatti un caso che l’edificio posto di fronte Palazzo Beltramini-Nèruda porti la targa del Monte di Pietà, luogo che voleva evidentemente fare concorrenza alle attività usuararie degli ebrei. Tutta la fine del 500 e l’inizio del 600 fu caratterizzato da controversie e litigi tra i Betramini, e le loro bande armate, ed altre famiglie potenti dei territori viciniori. I Beltramini dominarono, a dispetto di tutto, fino a tutto il 700 dando vita a diverse casate ma nel 1800 la loro famiglia cominciò ad estinguersi. L’arrivo di Napoleone mette fine al governo della Serenissima e nel 1797 anche il Podestà di Asolo è costretto a lasciare il paese. Dopo un vagito di libertà, inizierà il governo austriaco che durerà sino al 1801. Nel 1880 sono ancora ricordati tra le famiglie benestanti che l’imperatore di Austria riconobbe come nobili: due ceppi della famiglia risiedevano ancora ad Asolo, la terza a Cittadella ma tutti i loro discendenti andarono ad estinguersi.
Palazzo Beltramini-Pasini-Neruda oggi
La configurazione attuale della facciata risale a Giorgio Massari con un caratteristico piano terra con colonnato in bugnato e ordine tuscanico con aperture ed elementi del piano nobile che ricordano il Palazzo Grassi di Venezia dallo stesso architetto restaurato. Per la decorazione architettonica della facciata inserita nello stretto spazio della piazzetta venne adottata una particolare e ingegnosa soluzione: le colonne monolitiche e bugnate, così come le finestre, sono impostate con taglio prospettico per poter essere vedute non dalla ristretta piazzetta ma dall’imbocco della via Cornaro. Il Palazzo in contratto di permuta passò prima al nobile asolano Gasparo Pasini ad uso della sua famiglia diventata troppo numerosa, quindi al Principe di Galles
Il Palazzo è stato restaurato nella facciata abilmente e con competenza nel 2011 dall’architetto Maurizio Trevisan
Palazzo Beltramini-Neruda ante restauro
Non sappiamo con certezza sino a quando il Palazzo rimase nelle mani della violinista Norman Neruda, qualcuno ritiene sino al 1898 altri, sino almeno alla metà del 1899, in ogni caso da quel momento, il dono del palazzo del Principe di Galles passa in altre mani, pare alla famiglia Fuga di Crespano sino all’anno in cui divenne sede del municipio ( tra il 1909 e il 1919).
ASOLO primi 1900
Nel 1900 molti dei protagonisti della nostra storia non sono più ad Asolo: nel 1902 Pen vende la sua residenza, attuale Villa Cipriani, May Norman Neruda e la piccola Wilma, dopo un periodo nel Sussex, si trasferiranno ad Ampezzo dove la bambina frequenterà la scuola sino almeno al 1906, e successivamente a Kufstein
Palazzo Beltramini -Neruda anni 30
credits
Alvise Bruschi Alpi Venete Anno LXX1 n 2 2017
Vera Mazzotta #wilmanerudalaviolinistacheconobbesherlockholmes #DelosDigital
Gabriele Farronato. Convengo 30 maggio, 20o8 Il perduto archivio della Podesteria di Asolo
Davide Geronazzo. Villa Beltramini da Porcia Tedesco
Massari Antonio
Giorgio Massari architetto veneziano del Settecento. 320 illustrazioni in nero. 1971