Lady Hallé at home

VERA MAZZOTTA

F. Dolman per The Woman’s World a cura di Oscar Wilde

Una ventina di anni fa, la società inglese fu sorpresa dall’apparizione di una giovane donna che suonava il violino in pubblico: Mrs Grundy guardò di traverso e certamente molte altre brave matrone, cominciarono a chiedersi dove volessero arrivare le ragazze, ritendo poco adatte a loro biciclette e tennis.

Da allora, molto è accaduto nel mondo delle donne. La donna violinista che ha sfidato il severo pregiudizio insulare contro le ‘female fiddlers’ è diventata ora una star di prima grandezza nel firmamento musicale londinese; beniamina dell’Alta Società londinese ora, al crepuscolo di un giorno invernale, nella sua casa di Lindens Garden, inizia la nostra conversazione sorridendo nell’alludere a questo pregiudizio di autre temps e autres moeurs, di altri tempi e altri costumi.

Quando giunsi a Londra per la prima volta, su consiglio di Vieuxtemps e Joachim, fui sorpresa dallo scoprire che era considerato inadatto, anzi, sconveniente che una donna suonasse il violino. In Germania la cosa era invece alquanto più comune e non sorprendeva minimamente. Io non riuscivo a capire, mi sembrava così assurdo, il motivo per cui qui la gente la pensasse così diversamente. Ogni volta che in Società sento una giovane donna accordare il violino, penso al mio primo concerto e alla curiosità piena di rimprovero con cui la gente inizialmente considerava il mio suonare.

Per molto tempo, in qualunque città andassi non potevo evitare di notare lo sguardo curioso e stano di coloro che venivano ad ascoltare. Ovviamente, ora le cose sono molto diverse, oserei dire che ci sono più giovani donne che suonano il violino in Inghilterra che in Germania. Per questo, aggiunge maliziosamente Lady Hallé, io credo che tutti noi violinisti godiamo di una maggiore considerazione. Un tempo infatti, portare il violino con sé era proprio motivo di disprezzo. (riferimento alla fama di saltimbanchi e girovaghi che avevano pregiudizialmente i violinisti) Vieuxtemps e Grieg, ma anche altri, dicevano che non si sarebbero mai sognati di portarsi dietro il loro strumento.

-Cosa ci può raccontare, Lady Hallé del suo debutto londinese

-Come ho detto, non sarei potuta venire se non fosse stato per l’interessamento di Vieuxtemps, uno dei miei migliori amici. Era già aprile quando arrivai e presentai la mia lettera di presentazione a Chappel. La stagione era già avanzata e rimanevano pochi concerti. Tuttavia la Philarmonic Society stava organizzando gli ultimi e mi offrì un ingaggio. La data più vicina che mi offrivano era a luglio con un cachet di sole 5 ghinee ed io non avevo intenzione di attendere così a lungo per una sola apparizione. Così tornai a Parigi con grande disappunto di Vieutemps che attribuì la cosa al pregiudizio inglese e che disse che dovevo solo essere ascoltata perché le cose andassero bene. Con grande generosità, fece uno scambio di date lasciandomi il suo concerto fissato ad inizio maggio e prendendo lui la data che veniva offerta a me. La Philarmonic Society chiese il concerto di Mendelssohn ma io ero ansiosa di scegliere invece qualcosa tra i brani di Vieuxtemps per ringraziarlo della sua gentilezza. Sebbene il pubblico fu stupito dal vedere una donna concertista ebbi un’ottima accoglienza e la Philarmonic Society fissò per me un’altra data per la quale si erano ritrovati con un solista mancante.

E mentre Lady Hallé parla, cala la sera cosicchè riesco a malapena a percepire l’ironia giocosa che si stampa sul suo volto mentre ricorda quei giorni. Ma nel mezzo della nostra conversazione, una cameriera entra per accendere una grande lampada dorata dai vetri scintillanti di rosa.

La lampada emette un bagliore caldo e dorato tutt’intorno illuminando le fattezze che ogni amante di musica ben conosce e rivelando una donna vestita con un abito di casa, di seta a grandi quadri scuri. Nel resto della stanza della musica non c’è che una luce soffusa, quasi religiosa che ben si adatta alle immagini del Cristo  e della Vergine Maria che si trovano sul caminetto e subito attirano lo sguardo, piccoli segni della fede di Lady Hallé e del suo credo.

Tra i drappeggi in in ombra, color fragola e la tappezzeria colorata, due oggetti spiccano chiaramente, il pianoforte a coda di ebano lucido e una grande partitura che Sir Charles e Lady Hallé hanno appena suonato in concerto ancora appoggiata al leggio e un grande ritratto ad olio che come immaginavo e poi è stato confermato da Lady Hallé, era di suo figlio maggiore vestito da Cavaliere per un ballo in maschera, un cavaliere antico.

-E da allora siete stata in Inghilterra abbastanza ininterrottamente, continuo io riprendendo la conversazione.

La gente dice: molto affascinante

Com’è felice che suoni.. e fa commenti simili quando viene suonato un brano classico ma è un mero fatto di cortesia. Tuttavia in Società ci sono anche dei veri amanti della musica.
Ne ho certamente molti tra i mei amici intimi ma parlando in generale, di coloro che assistono ai concerti ‘at homes’, credo che l’apprezzamento per i grandi maestri della musica sia più una posa.

Come molti lettori sapranno, Lady Hallé è uno dei membri più distinti di una grande famiglia di musicisti. Per un secolo e mezzo il nome Nèruda, il suo nome da ragazza è infatti Vilelmina Néruda, in Moravia è stato associato al violino esattamente come le famiglie cremonesi furono associate alla manifattura di esso. Il padre di Lady Hallé fu organista della cattedrale di Brun dove è nata 48 anni fa.

-Era la delizia di noi bambini poterci sedere nella cappella dell’organo per ascoltare la musica. Come sapete, nelle cattedrali cattoliche è consuetudine cantare le messe con l'accompagnamento d'orchestra. Ricordo che da bambina provavo un grandissimo piacere nell’ascoltare il suono del violino e quando mio padre portò un piccolo violino a mio fratello maggiore fui invidiosa della sua fortuna. Quanto avrei voluto anche io avere un violino tutto mio! Inizialmente mio padre non voleva che mio fratello mi lasciasse il suo violino temendo che potessi usarlo come un giocattolo ma quando scoprì che io riuscivo a suonare meglio di lui allora mi diede un altro strumento. In seguito, andai a Vienna e quindi Jansa che fu l’unico ad insegnarmi, mi ascoltò. Fu Jansa, che è vissuto molti anni in Inghilterra pur essendo poi morto a Vienna, che mi organizzò un concerto e nulla lo avrebbe mai potuto soddisfare di quanto suonavo sebbene avessi solo 6 anni. Jenny Lind, cantante all’apice della fama, era presente a quel concerto. Suonai un concerto di De Beriot e da allora fino ad oggi, senza alcuna interruzione o alcuna sessione di studio, ho suonato ininterrottamente in pubblico. 
Da Vienna ci siamo spostati visitando tutte le maggiori città della Germania e della Russia. A Parigi mi sono fermata due anni suonando nelle Stagioni di Pasedeloup e in vari altri concerti.
- E’ stato allora che ha cominciato a frequentare Sir Charles Hallé?
-Si, sono passati venti anni dalla nostra prima partnership musicale. La prima volta che suonò con mei trovai che mai sino ad allora ero stata cosí ben accompagnata al pianoforte.

-   Lady Hallé, avete dei compositori che preferite?
-  Non credo di averne. Tra i moderni amo  Dvorak, Schumann, Rubinstein e Brahms. Ma oramai ho suonato davvero ogni cosa. Non puoi scegliere sempre i brani che vuoi. In molte città è necessario che i programmi siano più accessibili

Nel mio prendere in mano una bella fotografia di Alexandra, Lady Hallé mi raccontta che la sua amicizia con la Regina del Galles è iniziata ben prima che sposasse Norman, un musicista svedese, e prima che sua Altezza Reale si fidanzasse con l’Erede al trono.
Lady Hallé mi mostra poi un’altra foto scattata a Dublino 4 anni fa nella quale Alexandra veste la Cappa di Dottore in Musica.
- Sia la Regina che la Principessa sono state molto gentili. La Principessa è venuta molte volte qui, mia ospite. Lo scorso anno per esempio, quando diedi una cena in onore di Madame Schumann che era a Londra, le chiesi se volesse essere presente e rispose:   
Certamente, non sono forse ora un Dottore in Musica?

La sorella di Lady Hallé, Miss Olga Néruda, insegna pianoforte alle figlie della Principessa del Galles motivo per cui è spesso a Marlborough Home. Con grande disappunto della Principessa, nessuna delle sue figlie ha rivelato un talento verso lo strumento di Lady Hallè e che tanto incanta le regali orecchie. Degli altri membri della famiglia Nèruda si può dire che la sorella maggiore, Amaliè , è una pianista capace ma non particolarmente nota e suo fratello Franz. Il fratello del cui violino Lady Hallè era particolarmente invidiosa, un noto violoncellista. Con questa generazione, i principi di ereditarietà che Galton ha reso noti, sembrano essersi esauriti.

Il figlio di Lady Hallè, il Cavaliere senza macchia della foto, dipinge un pochino ma non suona.

-      Quel piccolo violino, dice Lady Hallé, triste, alludendo alle sue gioie infantili, spero un giorno di averlo indietro. Alla morte di mio padre venne dato ad un vecchio amico di famiglia. Ora quel vecchio amico è morto ed ho scritto pregando di farmi riavere indietro quel violino. In qualche modo è per me più prezioso del mio Stradivari.
-      Il vostro Stradivari ha una storia?
-      Una storia molto breve in verità, sebbene sia considerato uno degli Stradivari più perfetti ancora in circolazione. Appartenne ad Ernst a cui fu presentato da un ammiratore e collezionista inglese di violini antichi. Io ero molto ansiosa e desiderosa di possedere uno Strad così, quando sentii he questo strumento era stato messo in vendita da un noto collezionista di Edimburgo, non conoscendo come suonasse, ottenni il permesso di suonarlo una o due volte in concerto. Una sera suonai dal vecchio Lord Dudley, non l’attuale, e c’era anche sua Altezza il Principe di Edimburgo. Fu molto attratto dal violino e disse che se io non avessi comprato quello strumento, lo avrebbe fatto lui. Ridendo dissi che sarebbe stato davvero ingiusto visto che aveva già uno Stradivari così bello. Lord Dudley allora propose di acquistare per me quello Strad come in effetti avvenne.

Durante la nostra conversazione Lady Hallé aveva accarezzato e rimproverato alternatamente due Skye-terriers che ella aveva chiamato Dolly e Winzi. Winzi accompagna spesso la sua padrona ai concerti a Londra e fuori. Lady Hallé osserva:
-   Ogni volta che a casa accordo il violino, Winzi ulula ma la sera, nella stanza degli artisti, anche se ci sono dozzine di violini che stanno accordando, rimane tranquillo, quasi consapevole che si tratta di un concerto.
Nel suo amore per i cani e la vita familiare Lady Hallé manifesta due tratti tipicamente inglesi ma prima di lasciarla alla fine della nostra conversazione, ho avuto prova di un altro, la sua devozione al  tè delle cinque. Ho anche capito che sebbene nella sua sfera di competenza sia una pioniera del ‘Movimento femminile’ tuttavia non è tra le sue più ferventi sostenitrici e con  divertente foga nega ogni volta, ogni desiderio di accesso al voto.

Donna  le cui corde vibrano con un tocco di genio insieme alle proprie, membro onorato di una compagnia brillante come quella di  Joachim, Rubinstein, Mme. Schumann, e Sarasate, padrona di una casa in cui  cultura e rango di Londra si dilettano a riunirsi - in poche parole, Regina della Musica, Lady Hallé è uno splendido esempio del genio emancipato del suo sesso, pieno di rimprovero per il passato ma di speranza per il futuro.
 

Madame Nèruda

The Illustrated Queen Almanac and Lady’s Calendar 1870

Nel presentare il ritratto di uno dei più abili violinisti dell’epoca, è deplorevole che non ci siano materiali a disposizione per un abbozzo biografico dell’ormai celebre Madame Norman-Néruda.

La fiera artista segue l’esempio della signorina Helen Fausit, che rifiuta di fornire i dati per un avviso di quella che considera essere la sua storia familiare. (…)

Nel caso della nostra bella violinista, che guarda con tanta benevolenza anche nelle dure linee dell’incisore, sarebbe gratificante sapere dove e quando è nata; qual è stato il suo primo istinto per la musica, che cosa l’ha indotta ad uno strumento maschile, il violino, ben poco grazioso per una donna, quale è stata la sua formazione musicale, quale la sua carriera e molti altri argomenti interessanti legati alla sua vita professionale. (…)

Nella capitale francese è stata la Leonessa della stagione. Il suo debutto qui l’anno scorso, introdotto dall’eminente violinista belga M. Vieuxtemps, è fresco nella memoria di tutti.

Sia che suoni alla Filarmonica, alla St. James’s Hall o al Crystal Palace, la supremazia del suo stile è riconosciuta.

Madame Norman – Néruda è stata impegnata in un lungo tour con Herr Hallé prima di essere selezionata per apparire come leader del quartetto del Monday Popular Concert. C’è un elemento di eccezionalità nel modo di suonare il  violino di Madame Norman-Néruda: mentre la sua meravigliosa tecnica le consente di eseguire tutti i fantastici tour de force tipici del più abile dei violinisti, ella può sottomettere l’esuberanza del suo fuoco alle sobrietà necessaria alle composizioni della musica classica da camera.

La sua fragile figura può essere vista dominare, in una orchestra piena, grazie alla sua potenza e intelligenza, e comunicare al suo uditorio il grande immaginario di un Beethoven o un Mendelssohn che, se fossero vissuti abbastanza per conoscere Madame Nèruda, certamente le avrebbero composto ben più di un concerto.

Madame Néruda nel suonare ha una grazia tale da togliere l’impressione disdicevole provocata da una signora che imbraccia un violino e tira un lungo arco.

La chiarezza dell’articolazione, l’ intonazione, la ricchezza del timbro, la forza e intelligenza del suo stile, sono universalmente riconosciute.

Nei cantabili si manifesta fortemente la sua grande sensibilità di artista.

È profondamente imbevuta di quello spirito cosmopolita per la musica caratterizzato dal suo attaccare, in modo arguto , tutte le scuole per identificarsi completamente con i maestri che si accinge ad interpretare.

 

Palazzo Néruda-Beltramini

I 50 anni di carriera della violinista Lady Hallè, Wilma Norman Nèruda,
furono coronati dal dono di un palazzo ad Asolo (Treviso).
La cittadina, nota per essere stata luogo prescelto da Bembo, dalla nobile Caterina Cornaro, divenne casa anche per molti stranieri quali Robert Browning.
Ad Asolo si trasferì anche Ludwig Norman Neruda, artista e alpinista,
primogenito della violinista che vi portò sua moglie May Peyton  e la
figlioletta Wilma probabilmente a seguito del fallimento della sua società e della relativa condanna.
Ad Asolo trovò un iniziale aiuto in Pen Browning, artista e figlio del poeta che qui si era trasferito acquistando diverse proprietà,  del resto in Inghilterra, la  situazione di Norman Neruda risultava alquanto compromessa dal punto di vista economico. per restarvi.
Ecco che, quando la nobiltà volle acquistare qualcosa con i fondi raccolti in favore della violinista, decise per il palazzetto che ora è sede del Comune di Asolo risolvendo i problemi che Ludwig Neruda cominciava ad avere a causa della convivenza forzata con Pen Browning la quale diede vita ad una controversia accesa.
Wilma Neruda certamente passò alcuni periodi ad Asolo con suo figlio e la nipotina godendo dell’aria e del paesaggio e facendo passeggiate, ammirando le meraviglie artistiche ed archeologiche del posto. La morte di Ludwig nel 1898 segnò la sua vita ma, poichè Asolo era ancora residenza di May e della nipotina, cercò ancora di partecipare alla vita cittadina: il 15 ottobre 1899 suonò per l’inaugurazione dell’Asilo infantile. Dopo il tour americano, Wilma decise di trasferirsi a Berlino.

Asolo in un panorama del 1893

Il palazzo oggi è giustamente noto come Palazzo Beltramini-Pasini-Nèruda dai nomi dei proprietari che si sono avvicendati.

I Beltramini erano una famiglia bergamansca di artigiani in cerca di una
vita dignitosa:  i fratelli Giovanni, Ambrogio, Beltramino e
Guglielmo giunsero ad Asolo nella seconda metà del 1400 dalla Valsassina. I primi tre erano esperti nella lavorazione della lana e si stabilirono in Borgo Santa Caterina, il quarto, Guglielmo era invece un fabbro e mercante di lana e prese dimora nella piazza centrale del Paese.  Asolo era stata riconosciuta come podesteria nel 1339 sotto il dominio di Venezia che riconoscerà  una forma semigiuridica al suo Comune solo nel 1459 con la creazione di un Consiglio cittadino con lo scopo di fare da cerniera con la Serenissima Il commercio dei prodotti lanieri li rese molto ricchi al punto da diventare ben presto una delle famiglie di riferimento dell’asolano anche grazie ai loro numerosi investimenti immobiliari e fondiari in tutto il territorio circostante. Il casato riuscì a mettere insieme 550 ettari di patrimonio fondiario con mulini, botteghe, fattorie, palazzi. La loro ricchezza aumentò a dismisura grazie anche alla partecipazione attiva alla vita cittadina e al controllo delle imposte.  Alla morte di Beltramino, il più autorevole dei fratelli, tutta la famiglia assunse il suo nome come cognome di gens. Nel 500 i Beltramini erano una delle casate più importanti e ben presto le loro botteghe vennero sostituite da palazzi riccamente decorati. La bottega di Borgo Santa Caterina divenne il Palazzo Filippin, luogo appartenuto al casato dei Beltramini-Miazzi sino al 1700, la casa di Mastro Guglielmo, la cui facciata venne rifatta dall’architetto Giorgio Massari, divenne dimora del ramo del Pavejon, uno dei più autorevoli, che divenne l’attuale Palazzo Beltramini-Neruda.  Un tempo la piazzetta chiusa adibita alla raccolta delle sementi divenne quindi luogo su cui far affacciare uno dei palazzi più imponenti. Le originarie e modeste dimore dei Beltramini,  divennero emblema del potere assunto da questa casata che, nel giro di un secolo, arrivò a  gestire  tutto ciò che riguardava Asolo, concentrando nelle proprie mani tanto il potere politico che quello economico senza risparmiare atti di violenza.  Nel 1544 Asolo fu teatro di una sanguinosa repressione degli  usurai ebrei che sembra sia stata sostenuta da Giuseppe Beltramini per poterne assorbire le attività. Non è infatti un caso che l’edificio posto di fronte Palazzo Beltramini-Nèruda porti la targa del Monte di Pietà, luogo che voleva evidentemente fare concorrenza alle attività usuararie degli ebrei.   Tutta la fine del 500 e l’inizio del 600 fu caratterizzato da controversie e litigi tra i Betramini, e le loro bande armate, ed altre famiglie potenti dei territori viciniori. I Beltramini dominarono, a dispetto di tutto, fino a tutto il 700 dando vita a diverse casate ma nel 1800 la loro famiglia cominciò ad estinguersi.  L’arrivo di Napoleone mette fine al governo della Serenissima  e nel 1797 anche il Podestà di Asolo è costretto a lasciare il paese.  Dopo un vagito di libertà, inizierà il governo austriaco che durerà sino al 1801. Nel 1880 sono ancora ricordati tra le famiglie benestanti che l’imperatore di Austria riconobbe come nobili: due ceppi della famiglia risiedevano ancora ad Asolo, la terza a Cittadella ma tutti i loro discendenti andarono ad estinguersi.

La configurazione attuale della facciata risale a Giorgio Massari con un caratteristico piano terra con colonnato in bugnato e ordine tuscanico con aperture ed elementi del piano nobile che ricordano il Palazzo Grassi di Venezia dallo stesso architetto restaurato. Per la decorazione architettonica della facciata inserita nello stretto spazio della piazzetta venne adottata una particolare e ingegnosa soluzione: le colonne monolitiche e bugnate, così come le finestre, sono impostate con taglio prospettico per poter essere vedute non dalla ristretta piazzetta ma dall’imbocco della via Cornaro. Il Palazzo in contratto di permuta passò prima al nobile asolano Gasparo Pasini ad uso della sua famiglia diventata troppo numerosa, quindi al Principe di Galles

Il Palazzo è stato restaurato nella facciata abilmente e con competenza nel 2011 dall’architetto Maurizio Trevisan

Palazzo Beltramini-Neruda ante restauro

Non sappiamo con certezza sino a quando il Palazzo rimase nelle mani della violinista Norman Neruda, qualcuno ritiene sino al 1898 altri, sino almeno alla metà del 1899, in ogni caso da quel momento, il dono del palazzo del Principe di Galles passa in altre mani, pare alla famiglia Fuga di Crespano sino all’anno in cui divenne sede del municipio  ( tra il 1909 e il 1919).

ASOLO primi 1900

Nel 1900 molti dei protagonisti della nostra storia non sono più ad Asolo:  nel 1902 Pen vende la sua residenza, attuale Villa Cipriani, May Norman Neruda e la piccola Wilma, dopo un periodo nel Sussex, si trasferiranno ad Ampezzo dove la bambina frequenterà la scuola sino almeno al 1906, e successivamente a Kufstein

Palazzo Beltramini -Neruda anni 30

credits

Alvise Bruschi Alpi Venete Anno LXX1 n 2 2017

Vera Mazzotta #wilmanerudalaviolinistacheconobbesherlockholmes
#DelosDigital

Gabriele Farronato. Convengo 30 maggio, 20o8 Il perduto archivio della Podesteria di Asolo

Davide Geronazzo. Villa Beltramini da Porcia Tedesco

Massari Antonio

Giorgio Massari architetto veneziano del Settecento. 320 illustrazioni in nero. 1971

VERA MAZZOTTA WILMANERUDA@GMAIL COM

(PDF) Tra La La lira lira lay. Ancora su Wilma Néruda. | Vera Mazzotta – Academia.edu

https://www.academia.edu/51025245/Tra_La_La_lira_lira_lay_Ancora_su_Wilma_Neruda

The Violin Times

La testimonianza della stima verso Lady Hallè da parte dei reali e le soires musicali ad Holland Park

Wilma Nèruda la violinista che conobbe sherlock holmes. SCENA DEL CAPPELLO

Cassino Fantastica 2021

Picture Magazine. v.6 (1895).

Lady HALLE’

nella storia della musica


Emil Naumann: the history of music 1886-preface

Wilhelmina Neruda,
born in 1840 at Brunn.

In 1864, while at Paris, she excited considerable
interest by her extraordinary skill. In the same year she married the
Swedish musician Norman. Since 1869 Neruda has regularly appeared at
the concerts of the London season, and it is not too much to say of her
that she need not fear the result of a comparison with even such a master
of his art as Joachim.