In memoria di una grande violinista

Articolo tradotto dall’originale comparso in Musical America 10 maggio 1939 scritto da Wilma Spiering

Trad.V.Mazzotta

La personalità di Wilma Neruda vive nelle Lettere dei suoi contemporanei

A volte, le note biografiche sulla carriera di eminenti musicisti che non hanno lasciato proprie composizioni ai posteri sono così frammentarie che devono essere desunte dal commento dei loro contemporanei.

Wilma Maria Neruda è una di questi musicisti.

Dal momento che il 29 marzo scorso è stato il primo centenario della sua nascita, è forse interessante recensirla brevemente dall’ ingresso nel mondo musicale come bambina- prodigio e vedere se, da artista matura, ha ottenuto e superato la capacità e la comprensione della musica mostrata da bambina.

I trionfi da bambina violinista furono pochi.

(il che non è del tutto vero alla luce di quanto oggi sappiamo sui suoi concerti)

 Tornando indietro di quasi un secolo al magro volantino della Wiener Allgemeine Musikzeitung su questo punto, si trova uno scarno avviso del suo debutto avvenuto il 27 dicembre 1846.

In seguito, i suoi meriti come musicista sono presentati da un critico molto partecipativo:

La bambina mi ha sorpreso, mi è piaciuta e mi ha emozionato

Riesce a produrre un tono virile sul suo piccolo strumento ma la vera prova del suo talento è la sua interpretazione matura delle composizioni che esegue.

Senza dubbio, il suo maestro, Leopold Jansa, capì che stava sorgendo una stella sull’orizzonte musicale il cui virtuosismo era paragonabile, forse a quello del grande Vieuxtemps.

Tuttavia, quando le insolite qualità della bambina divennero evidenti, riconobbe l’opportunità di dissuaderla da apparizioni premature.

In una lettera a Herr e Frau Neruda del 18 ottobre 1845, scrisse che avrebbe ridotto la retta per le lezioni della loro figlia se avessero accettato le sue condizioni.

(I insist) “that your daughter Wilma will have her complete musical education only under my tutelage and that without my consent you will not be able to bring her before the public.”

I Neruda devono aver acconsentito perché negli anni successivi si parla di sole due apparizioni a Londra, in una delle quali una Wilma di dieci anni suonava il Concertino di De Beriot con la Filarmonica londinese.

(anche questo oggi risulta non attestato dai concerti quotidiani in cui la piccola si esibì e…venne esibita!)

Con poche parole a margine, il London Musical World del 16 giugno, 1849, fa riferimento a questa performance.

E, forse, è significativo che in tutta la lunga e illustre carriera di Wilma Neruda, l’adulazione che le era dovuta non si trovava tanto nelle critiche/recensioni alle sue esibizioni ma nel lettere dei suoi contemporanei.

Lei era una sorta di corpo celeste attorno al quale altre celebrità ruotavano, non come satelliti, ma come artisti e colleghi alla pari, pronti a presentare il loro omaggio e ricevere il simpatia e comprensione di vero artista.

Espressione di stima reciproca.

Nelle lettere a lei indirizzate si rivela apprezzamento e stima reciproci

Dear Colleague,” wrote Henri Wieniawski in May, 1863, “you will probably be very much surprised to receive these lines, but I want to express my sincerest thanks for mentioning me to our friend Charles Lose. I was exceedingly flattered, because I am one of the most fervent admirers of your great talent.

Cara collega”, scrisse Henri Wieniawski nel maggio 1863, “probabilmente sarai molto sorpresa di ricevere queste mie righe ma voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento per avermi menzionato al nostro comune amico Charles Lose. Ne sono stato estremamente lusingato, perché sono uno dei più ferventi ammiratori del tuo grande talento.

Joachim la pregò di includere l’ Adagio dal Settimo Concerto di Spohr in un recital a Berlino perché sentiva che l’avrebbe suonato magnificamente. Grieg si soffermò sulla sua incomparabile performance della Sonata in Sol maggiore di Brahms (Feb 6, 1888), e Hans Richter considerò di buon auspicio che Wilma Neruda sia apparsa con l’orchestra di Manchester nel primo concerto della stagione (4 gennaio, 1903). Ma, forse, la grande violinista non ha ricevuto più sfogo estatico di quello contenuto nell’ultima lettera di Henry Vieuxtemps.

Quale sconfinata esultanza! Vieuxtemps aveva trovato un degno successore che avrebbe eseguito e perpetuato le sue composizioni.

Wilma carissima your charming letter of March 14, 1881, de lighted me, and I have immediately set about the task of revising and finishing my concerto, and in consequence I have been thinking of you—of your adorable execution, and the joy I will experience of hearing you interpret it (…) How is your health? Take care of it. Grant yourself repose after the ex cessively hard work of a season. Do not do as I did. Do not overtax your strength. .. Wilma carissima», scrisse, «la tua affascinante lettera del 14 marzo 1881, mi ha deliziato e mi sono subito messo a revisionare e rifinire il mio concerto, e, di conseguenza, ho pensato a te—alla tua adorabile esecuzione e la gioia che proverò di sentirtelo interpretare.

Come stai? Prenditi cura di te. Concediti il riposo dopo l’eccessiva fatica di una stagione. Non fare come ho fatto io. Non sovraccaricarti.

L’intensa attività della sua giovinezza che lo ha contraddistinto suonava come un avvertimento mentre scriveva. Ma i primi anni di Wilma Neruda sono stati principalmente anni di preparazione.

I suoi maggiori trionfi non le arrivarono all’ inizio della sua carriera come è stato per Vieuxtemps ma nella mezza età quando come moglie di Sir Charles Hallè ha girato l’Australia e l’Africa meridionale ( il che non è del tutto vero a vedere la ricostruzione oramai consolidata dei concerti della Famiglia Neruda) Ho appena finito 36 Studi per violino che non saranno privi di interesse per te», continua Vieuxtemps nella sua lettera. “Prima di tutto scrivimi e dimmi Posso inviarti il concerto? “Sto aspettando tue notizie, e Ti mando mille affettuosi complimenti dal tuo adoratore e ammiratore Non si sa se Wilma rispose a questa lettera dal momento che Vieuxtemps morì sei giorni dopo averla scritta . Eppure le ultime parole del celebre virtuoso, la venerazione e la devozione espresse, e il pensiero che aveva dedicato il suo Concerto in sol maggiore a lei deve essere stata una grande ispirazione per Wilma Neruda. Eppure, a cento anni dalla sua nascita e solo ventotto anni dopo la sua morte, la sua fama è stata quasi dimenticata.

La sua personalità e la sua arte vivono solo nelle lettere dei suoi contemporanei