VERA MAZZOTTA
marzo 1888
“Il crescente gusto per le esecuzioni musicali di alto livello e su larga scala rende necessario che si provveda in modo adeguato al West End di Londra per tali intrattenimenti… la Metropoli rimane singolarmente carente di una sistemazione adeguata per tali esecuzioni… L’edificio proposto sarà espressamente progettato con lo scopo di favorire le esecuzioni strumentali e corali”. Questo dalla relazione del Comitato formato negli anni ’50 dell’Ottocento per la costruzione di una sala da concerto che, tuttavia, ben presto venne usata anche per letture ed altro genere di spettacoli.
Così nacque il St. James Hall nel 1858 con due ingressi, uno in Piccadilly e l’altro in Regent Street e ben 2000 posti!
ST. JAMES’S HALL, Piccadilly and Regent’s Quadrant, was built by a joint-stock company. The architect and artist was Mr. Owen Jones, and his labours have not been unsuccessful. The grand hall, on the first floor, is 136 feet long, 60 feet wide, and 60 feet high. The decorations are superb. On the ground floor are two smaller halls one 60 feet square; the other 60 feet by 55 feet. The restaurant, under the management of Mr. Donald, is one of the best in London. The hall was opened on the 25th March 1858. Cruchley’s London in 1865: A Handbook for Strangers, 1865
Sir George Henschel ricordava le sue “care vecchie, scomode, lunghe, strette, verdi panche imbottite (… ) con i numeri dei posti legati sopra le schiene dritte con del nastro rosa acceso, come le cartelle di ufficio”


La sala fu costruita grazie all’azione congiunta di Chappel e Cramer, due editori che avevano capito che attirare persone ai concerti, farli appassionare alla musica, avrebbe potuto facilmente rendere fiorente il mercato che ruotava intorno ad essa, dalla vendita degli strumenti musicali a quello delle partiture. Quei concerti del sabato pomeriggio e del lunedì sera, frequentati da Leighton, Browning, Dickens, George Elliot intenta a cucire, Conan Doyle, tutti seduti accanto a Sherlock Holmes,

furono un vero e proprio mezzo di educazione e questo fu possibile solo grazie ad un’altra intuizione, rendere gli spettacoli di musica accessibili a tutti grazie alla possibilità di avere biglietti ”one shilling”, 1 solo scellino, alla portata quindi di tutti. I posti in platea costavano cinque scellini, i posti in balconata tre, e l’ingresso generale uno scellino. Successivamente vennero inseriti anche posti a divano (“di cui ce ne saranno solo un numero limitato”), per sette scellini. Gente modesta, della bassa borghesia e persino della classe operaia, per la prima volta poteva ascoltare musica non più appnnaggio delle corte e degli aristocratici; da qui passarono Clara Schumann, Joachim, Wilma Néruda con Grieg, Saint Saens, Rendano e Leonard Borwick, De Sarasate, Wieniavsky, De Pachmann, TchaikovsKy; qui Agathe Backer-Grøndahl and Eugène Ysaÿe e Paderewski, fecero il loro debutto, per non parlare delle giovani leve della scuola di Clara Schumann; e nel 1890 Dvorak diresse la sua 4 sinfonia e nel 1892 fu la volta di Mahler… Uno solo scellino ti dava diritto ad ascoltare a volte anche due ore di musica. In molti casi i posti erano quelli lontani, del loggione ma, si poteva anche trovare posto e sedersi tra i posti …in font row of the orchestra, davanti, alla primissima fila, proprio al di sotto dei musicisti… i posti, per il pessimo equilibrio di suono, le spalle del direttore, la vista dei pantaloni dei musicisti e delle loro scarpe, erano certamente meno richiesti ma era anche vero che erano posti per chi voleva guardare per imparare come comunicano le prime parti, come respirano e fraseggiano, osservare da vicino i loro movimenti…
L’acustica dell’edificio era buona ma i posti erano scomodi e gli odori della cucina del ristorante a volte aleggiavano nell’auditorium, e, peggio ancora, il suono dei Moore and Burgess Minstrels (che si esibirono in una delle sale più piccole per oltre vent’anni) si poteva a volte sentire al piano di sopra nella sala principale…ma quello era il St. James e quando venne chiuso, non fu più la stessa cosa.
MA COSA ACCADEVA PRIMA DEL CONCERTO?
Ce lo dice questo testo umoristico che ci racconta come molte cose non fossero diverse da oggi (purtroppo) dall’attesa per avere i posti migliori, anche per molte ore, i posti rubati, i ritardatari e quanti andavano via prima…neanche perdessero il treno… che non perdevano di certo dal momento che, in molti casi, esistevano accordi con le ferrovie per consentire ai concert-goers di arrivare in orario e rientrare, e il rumore…di gente che mangiava o delle donne che muovendosi facevano rumore con le crinoline dei loro abiti, suscitando, più di una volta, le proteste della stessa Wilma Neruda….e…gossip dei soliti, tanti, saccenti…
Abitudini, per non dire difetti, inveterati ed evidentemente connaturati alle esecuzioni musicali….
“suonavano le cinque di un pomeriggio umido del mese scorso , mentre svoltavamo in Piccadilly Place, il cortile lastricato accanto a St. James’s Hall. C’era un concerto nella sala alle otto e mezza,—uno dei “Monday Pops”. Desideravamo avere dei posti nella prima fila davanti all’’orchestra e ci fu detto che se volevamo ottenere una di quelle sedie ambite dovevamo essere alla sala entro le cinque. (!!!)
Un cartello di vetro, sporco, che sporgeva la lato della sala con la scritta “orchestra door” in lettere nere, indicava l’entrata. Una delle porte strette era aperta e rivelava una scala di pietra che saliva verso l’alto e scendeva. In un angolo della scala erano impilate alcune carabine che ci ricordavano la guardia di Sua Maestà ma queste “Appartengono alla Sim’s Juvenile Zouave Troupe”, disse un ragazzo arrossato in uniforme di zuavo, che apparve proprio allora dalle scale sottostanti…ne abbiamo nove…e mentre chiacchieravamo ….non si vedeva ancora apparire alcun frequentatore di concerti tanto da pensa che ci sia un po’ di esagerazione nelle storie sull’arrivo anticipato della prima fila.”
Mentre apriamo le porte …sentiamo delle voci.: 5 habitues entusiasti ci si erano parati davanti. In cima alle scale sedeva una vedova, MRS W. con un vecchio amico, ed una giovane dai begli occhi che, apparentemente, sembrava leggere mentre, invece, ascoltava la conversazione di un bell’uomo dai capelli grigi, Mr N. che stava parlando animatamente con il suo amico Mr P. sul fascino della Svizzera. Avevano l’aria di essere i proprietari del posto e di quelli che ci prendevano le misure di conseguenza…
“il vero musicista è sempre eccitabile o irritabile”.
“No, in realtà molto calmo”, dice il signor N— “ma penso che i loro talenti li rendano sensibili. Non dimenticherò di essere stato vicino a Joachim una sera fuori dalla Sala. Era appena sceso da un taxi assolutamente arrabbiato che si lamentava amaramente in un inglese stentato, prezzo eccessivo!


”No, i musicisti non sono sempre angelici!” Ricordo di aver visto in una occasione la Norman Neruda veramente patire sul palco. Suppongo che qualcosa sia andato storto con la musica,” continua la signora W—
“Penso che Neruda abbia un viso squisito, il più bello che abbia mai visto.”
” Bella figura,” dice la sua amica, ” ma il viso—bè, dovrebbe nasconderlo.“
La signora W— emette un’esclamazione di disgusto per il commento della sua amica.
La conversazione si sposta su una delle sue corde di violino di Joachim. La signora entusiasta ha un pezzo di corda , raccolta a uno dei concerti incastonato in un medaglione di diamanti.. La signora W. dà queste informazioni con una voce declamatoria, per non dire oratoria e trionfante, accolta dai signori uomini con simpatia bonaria e divertita. Poi continua dicendo che ha una lettera e una foto di Joachim regalatale da lui stesso. Re del Popolo!

‘Mettere la pubblicità nei programmi dei concerti è vergognosamente ingiustificabile! Aroma di fiori di ciliegio mescolati a Sonate! Le persone sedute davanti all’orchestra dovrebbero strapparli tutti d’accordo e lanciarli sul palco con grande imbarazzo di Mr Chappel…
e segue un’opinione maschile enunciata da una voce dal basso sulle mogli che fanno il bucato, sulla padrona d’albergo “nota per aver lavato per tutti i suoi ospiti”.
Una pausa segue questo culmine e subito dopo è il turno di Von Bülow ad essere criticato.
“Il suo modo di suonare è scorretto, prende troppa libertà con le note”... e a seguire i soliti commenti sui tedeschi con la solita libertà di John Bull. Il signor N— imita il loro modo di parlare. “ Hope you are PETTER, Spero che stia PPENE, signor Bryce”.

“NO impoTTa”, risponde Pryce, “le patate sono cucinate PPENE in nessun posto come in Germania”. Espresse opinioni contrarie..MA SE non sapete neanche se state mangianDo ROAST BEEF, manzo, o ROAST HORSE, cavallo!!, dice il signor N “Niente pops da uno scellino, in Germania, 2s. 6d. sono prezzo più basso per qualsiasi concerto”, dice la signora W. Una signora tedesca che lavora a maglia sotto, è molto divertita da questa calunnia sul suo paese.
Nel frattempo la scala si è riempita. Un giovane pallido e studioso era tra i primi arrivati. Si appoggia al muro, non parla ma sorride di tanto in tanto. Lo seguono due giovani, ardenti giocatori e un gruppo di magliaie determinate, una delle quali chiede a che ora aprono le porte; quando le dicono “7.30” geme lugubremente poi arriva un impiegato con due amiche, armate di Titts Bits, Moonshine e Pall Mall, per passare il tempo. Uno dei più assertivi della piccola folla è uno di quei chiacchieroni di venditori.
“Non ci sono molte persone stasera”, è il suo primo commento. “Io ero qui quindici giorni fa e tutta Piccadilly era piena già alle 6.30. Edward Lloyd è il meglio che ci sia ora, Sims Reeves era qui per quello che è stato però Trent’anni fa era, secondo me, un cantante migliore di Lloyd oggi”. “


Reeves però spesso delude perchè è annunciato e poi non si esibisce”, dice uno, che fino ad ora ha letto Wanderings on Wheel and Foot.
“C’è però da dire una cosa”, prosegue il suo sostenitore, “non senti mai dire che Reeves non si presenta in un posto ma si è presentato a cantare in un altro anche se a volte a anche solo un raffreddore lo…. costringe a dare forfait. Sono stato ad Exeter la settimana scorsa. Doveva cantare lì, l’ho visto in città ma non ha cantato. Suppongo che il freddo della città gli abbia fatto prendere un raffreddore.
Lasciando il nostro posto, scendiamo al pianerottolo. La porta a battente in cima al primo tratto di scale viene violentemente aperta e sfuggiamo, per un pelo, alla morte: arriva una signora dal viso rosso, ansimante.
“Suppongo che questo sia il piano giusto giusto. i posti davanti all’orchestra sono pieni?” Su per la scala, attraverso la porta aperta, arriva una frase di una conversazione.
“Un tizio fa una vita da cane se prende solo due sterline a settimana in America”…
Una folla di circa venti persone riempie il pianerottolo, alcune rimangono dall’altra parte delle porte a battente.
“Quanto in alto possiamo salire?” dice uno, che porta i biglietti per un gruppo di sei.
“Non potremmo prendere d’assalto quelle porte?”
“No, temo di no,” risponde un uomo alto vicino alla porta; “sono presidiate, o, piuttosto, dovrei dire… ‘donneggiate,’ da dentro. Ci sono oltre cento sedie,” continua al suo vicino; “ma le venticinque della prima fila sono per gli appassionati….
Di sotto un gentleman aspetta pazientemente davanti alla porta di Piccadilly. Non sembra approfittare di essere arrivato prima per salire il più possibile le scale. Più tardi si unisce una signora “Siamo vicini alla cima?” chiede. “Oh sì,” continua, guardando verso il primo pianerottolo. “Eccolo lì.” Un uomo dai capelli grigi con uno sguardo blasé, e che si tira costantemente i baffi, si appoggia al corrimano vicino al primo pianerottolo.
“Piuttosto pieno laggiù,” osserva; “il vantaggio di arrivare presto è che trovi riparo e non rimani al freddo.”
Una campana vicina suona l’ora delle sette. Un’altra mezz’ora di attesa prima di entrare nella sala.

“Che caldo terribile,” dice una ragazza giovane e brillante. Ha portato con sé la musica per seguire i musicisti.
“Se ti siedi sulle scale, non farà così caldo,” le consiglia il suo accompagnatore; “più bassa tieni la testa meno senti il caldo.” “Appoggiati al muro,” dice l’uomo dai capelli grigi, “un po’ di sostegno fa la differenza.”
Volgendosi al suo vicino, un grosso uomo dalla barba bruna con un cappotto di velluto,
“Ci sarà una spinta tremenda quando apriranno le porte, tu spingi all’indietro, è il modo migliore. C’è pochissima ventilazione, è spaventoso! ma non osano aprire la finestra, altrimenti ci sarebbe una corrente d’aria che ti farebbe saltare la testa.”
Una marea di conversazioni mormora intorno a tutti, impazienti e stanchi.
“È una lunga strada, due rampe di scale sopra di noi,” dice un nuovo arrivato da sotto, malinconicamente.
“Ci vorrà quasi un’ora per riprendersi dopo che saremo entrati.”, dice la giovane. ” A me piace tanto l’ottetto di Mendelssohn, più di qualsiasi altra cosa, vale la pena venire solo per quello, è passata la mezz’ora?”
“Ancora quattro minuti,” dice il suo amico.
“Conta duecentoquaranta lentamente – allora sarà ora.” “Edizione speciale!” grida un ragazzo fuori.
“Farebbero un grande affare se potessero avere quei giornali, qui,” dice l’uomo blasé.
Si apre una porta in lontananza: falso allarme! ma la pressione della gente costringe ad aprire le porte del pianerottolo a cui fa seguito una folata d’aria fresca.
“ Posso resistere ancora cinque minuti,” osserva la ragazza. L’uomo dai capelli grigi sul pianerottolo brontola, mentre sente il forte spiffero che sale dalla tromba delle scale.
“È brutto anche dall’altra parte ora.” Davanti ai due uomini c’è una signora dall’aspetto fragile, vestita di nero. È stata costretta a sedersi sulle scale.
” Ti dispiace mettere il braccio fuori con me quando arriva la ressa?” dice l’uomo dai capelli grigi a quello barbuto. “Voglio che questa signora si alzi bene. Ero all’Albert Hall la settimana scorsa, e tre vecchie signore sono state buttate giù.”
In quel momento si sente il benvenuto rintocco della mezz’ora, le chiavi tintinnano, una tenda viene tirata indietro, la barriera cade e il portiere della casa della musica assiste alla corsa verso l’orchestra per i posti preferiti o vantaggiosi. In due minuti i posti migliori della casa per vedere e sentire quelle dita abili e osservare le espressioni intense dei grandi artisti vengono presi. Un incidente comico si verifica in quella corsa selvaggia: una sedia viene rovesciata, le sue gambe sono in aria, gambe e braccia umane seguono a ruota! La ragazza giovane e brillante si assicura la sedia in prima fila, sopra i gradini dell’anticamera, vicino al felice possessore del pezzo di corda di violino. Il signor N— prende l’estremità opposta del semicerchio. Altri si dirigono verso il centro della prima fila dove ci troviamo noi.
”Non sono mai stato così vicino al palco prima,” osserva il mio vicino, il lettore di Wanderings on Wheel and Foot. Poco dopo c’è una leggera alterco dietro. Ci giriamo e vediamo un vecchio signore di bell’aspetto, con la rivista in mano, che cerca di entrare in una sedia vuota nella terza fila.
“Dovrebbe averla il primo arrivato,” dice il vecchio signore. “Che cosa,” replica il difensore della sedia;
“Perché un signore se ne va per un momento, vorreste prendere il suo posto!??”
“Sì,” continua lui
“Nessuno che prende un posto dovrebbe uscire prima che il concerto inizi a pena di perdere il suo posto.”-
“Nessun signore direbbe così,” replica quello davanti, Il vecchio appassionato sembra che voglia prendere con la forza la sedia. A questo punto il precedente occupante ritorna. ‘’ Stava cercando di prendere il tuo posto, e l’ho difeso.”
“Oh, se lo vuole è il benvenuto,” dice il nuovo arrivato allegramente.
“Conosco molto bene questo signore,” spiega


” Programmi, programmi del concerto….” risuona una voce nella sala, e noi ne compriamo una copia. Gli occupanti dei posti migliori che hanno aspettato a lungo ora tirano fuori delle borse panini, frutta secca, cioccolatini, ecc. Le magliaie sono tutte insieme vicino alla seconda fila; sono forti in gioielleria: cinque o sei anelli brillano su ogni mano. Con il loro incessante parlare, lavorare a maglia e fare clic con gli aghi, fanno venire in mente le signore che occupavano i posti prominenti durante la prima Rivoluzione Francese per vedere la ghigliottina al lavoro.
Il signor N—— è evidentemente molto conosciuto e dopo aver guardato in giro, fa visita ai suoi vari amici ma nessuno tenta di prendere il suo posto.
“Vi piace il cambio di orario dalle otto alle otto e mezza?” chiede a un amico.
“Oh, per niente; la gente nelle poltrone arriva tardi come prima.”
Sì, li vedi arrivare in massa alle nove meno un quarto, e disturbare la gente andandosene alle dieci meno un quarto. Non capisco perché questa gente venga. Oh, suppongo che sia la cosa da fare con una certa cerchia.
Beh,” dice il signor N—, “è una seccatura. I concerti sono a volte finiti tardi come le dieci e mezza, io di solito devo correre per prendere il mio treno, e mia moglie mi guarda piuttosto male quando arrivo alle undici e un quarto.
Le signore sono ancora più vigorose nella loro denuncia del cambiamento.
“E’ tutto per compiacere quegli ‘aristocratici gonfi’ che siedono nelle poltrone, che non vogliono che la loro ora di cena sia disturbata,” dice una signora eccitata dal viso rosso.
“Sono sorpresa che il signor Chappell ceda alle loro richieste” Dalla sua conversazione si capisce che ha avuto qualche volta una corrispondenza e un’intervista con il signor Chappell, che ha accettato alcune sue poesie cosa che l’ha esaltata molto, e lei evidentemente pensa che le sue osservazioni dovrebbero avere un certo peso. Un’altra sua opinione è che Madame Schumann sia così graziosa in tutti i suoi modi, che si meraviglia che la sua allieva, Fanny Davis, non le somigli di più:
esclama.
GUARDA LA SUA ORRIBILE FRANGIA
Alle otto arrivano gli occupanti della prima poltrona: c’è un certo fascino nel vedere i divani verdi vuoti riempirsi di vita e colore. Ammiriamo, ma non invidiamo. Solo poche delle poltrone migliori potrebbero tentarci dal nostro posto nella prima fila. Ripaga di tutta la nostra stanca attesa, e anche dell’ultima lotta emozionante.
I concerti popolari del lunedì e del sabato sono da tempo riconosciuti quali elementi di spicco della stagione invernale londinese. Quando il piccolo gruppo di distinti musicisti demerge dall’anticamera sul palco di St. James’s Hall, crediamo che siano ben consapevoli del cordiale benvenuto che scoppia dall’orchestra affollata, quello di veri appassionati di musica, ma forse non si rendono conto dell’esperienza con cui quella sincerità è provata.
Le poltrone sono state occupate per circa cinque minuti, il balcone per meno di un’ora; ma nelle scale che conducono all’orchestra, signore e signori giovani e vecchi, dilettanti, discepoli e devoti aspettano per ore, e come abbiamo mostrato circolano aneddoti, si istituiscono e si mantengono enfaticamente confronti, si discutono gli argomenti del giorno, si fanno conoscenze e si prendono raffreddori.
E’ ora.
Si sente il noto trillo di Joachim. Arriva, IL RE seguito da vicino dal simpatico Ries, dall’ardente Hollander e dall’incomparabile Piatti. Che delizia guardare i loro volti assorti e sentire la loro perfetta armonia!
Li studiamo e li amiamo tutti, e ringraziamo il signor Chappell per il privilegio dei posti da uno scellino nell’orchestra.
traduzione libera di Vera Mazzotta