Wilma Norman Neruda e Vladimir De Pachmann

Vera Mazzotta

Gli amanti della musica di Brighton hanno appena ricevuto una reprimenda piuttosto severa. Sabato (12 novembre 1898) Lady Hallé e de Pachmann sono venuti al Dome per un recital di violino e pianoforte. Ma i due musicisti, artisti, i più popolari del momento, non sono riusciti ad attirare un pubblico abbastanza numeroso da riempire l’edificio. Inoltre, gli applausi alle loro deliziose esibizioni non sono stati affatto calorosi. In effetti, la ricezione di Pachmann, i cui recital al St. James’s Hall questo autunno lo hanno reso enormemente popolare a Londra, è stata decisamente fredda, e la sua squisita interpretazione di alcuni dei brani più leggeri di Chopin, l’essenza stessa della grazia e della delicatezza, non è riuscita a suscitare molto entusiasmo tra gli ascoltatori.” Essendo stato fortunato a ottenere qualche minuto per parlare al grande pianista prima che ripartisse, gli chiesi se avesse intenzione di dare un altro recital a Brighton. ‘

No, mai; per Dio!’ esclamò nel suo modo di parlare straniero, con un movimento espressivo delle mani. La gente qui non vuole la musica; preferisce prendere il tè del pomeriggio. Non hanno calore – sono come pesci con il sangue freddo. Ma non mi importa, prendo i miei soldi e vado.

The Minim: A Musical Magazine for Everybody 1898-12: Vol 6 Iss 63

Vladimir De Pachmann e Wilma Néruda. Due stranieri in Inghilterra. Due artisti in controtendenza, forse, loro malgrado, controcorrente, guardati con sospetto seppure per motivi diversi e spesso, anche oggetto di critiche per i motivi più vari Entrambi, non credo se ne facessero un cruccio, erano osannati ed amati dal grande pubblico, dalla gente comune. Wilma, per esempio, non leggeva mai le recensioni sui giornali. Quando era giovane la critica riguardava l’ aver osato sfidare le convenzioni sociali prima volendo studiare il violino e poi, addirittura, per essersi dedicata, anziché alla famiglia, alla carriera; per essere una donna ma voler ugualmente dettare regole sugli ingaggi e decidere del suo destino. Sapeva bene, soprattutto agli esordi in Inghilterra, che molti andavano ai concerti più per vedere una specie di mostro da baraccone. Dal vestito, ora troppo stretto ora troppo scollato, dalle braccia nude troppo magre e poi definite ”da cuoca”, col braccialetto che tintinnava andando su e giù insieme con l’arco, lo sguardo poco o troppo vivace, altezzoso o dimesso, il viso brutto ma affascinante, tutto era sub iudices anche quando la postura era un evidente fatto di scuola:

Madame Norman-Neruda, che suonava col braccio libero e aveva molti ammiratori, era tollerata, penso, principalmente perché era una signora e forse anche a causa dell’ idea che la sua figura femminile la costringesse a sollevare il gomito per suonare sulla corda del Sol. Ma era consuetudine a Londra che le persone ignoranti della tecnica del violino esprimessero disapprovazione per un violinista che, sebbene fosse,senza alcun dubbio, un ottimo esecutore, sollevava il gomito durante l’esecuzione. Da ragazzo, avevo la sensazione che questa pratica fosse quasi l’equivalente di indossare polsini staccabili o un cappello a bombetta con l’abito da sera e consideravo che l’esecuzione annuale del celebre concerto per due violini di Bach, in cui il braccio destro di Madame Neruda occasionalmente nascondeva la vista del suo occhio destro, costituisse un atto di magnanima condiscendenza da parte del Dr. Joachim, il cui volto intero, compresa la barba, non era mai una volta oscurato. Una volta le baciò la mano davanti a tutto il pubblico dopo il concerto. A. Bauer.

E poi, una volta affermata, le critiche si modificarono: se prima si muoveva troppo per alcuni, quando oramai aveva 60 si muoveva troppo poco, il suono, era volte, ‘troppo debole”, in sale da concerto come la Carnegie Hall, il suo stile troppo classico, demodé, pensato e magari, aveva perso l’anno prima di queste annotazioni pseudocritiche, il figlio maggiore.

Anche Pachman scrollava le spalle. Anzi, la sua arma fu l’ironia di fronte ad uno stuolo di critici inglesi che poco capiva e mal tollerava le sue eccentricità e il suo modo di suonare considerato, quantomeno, poco composto. Ucraino di nascita, aveva studiato con Josef Dachs (allievo di Karl Tausig) e con Anton Bruckner teoria musicale ma soprattutto con Vera Rubio.

Nelle recensioni dell’epoca si parla della “festosità dei suoi gesti“, James Huneker lo soprannominò “Il Grande Chopinzee” che non era altro che una ripresa di quanto il ”buon” Corno di Bassetto, alias George Bernard Shaw diceva trovandolo una ‘‘scimmia ammaestrata”. E lui, per tutta risposta si firmava De Pachmann, lo Scimmiotto, in italiano!. Ma indubbiamente uno dei primi grandi interpreti di Chopin anzi

il miglior interprete della musica di Chopin che ci sia mai stato quel meraviglioso scimmiotto e showman, von Pachmann. Robert Hichens

”un vero artista come mai ascoltati prima”. Nellie Melba.

È un vero genio nel suo campo, infatti, è considerato il più grande interprete di Chopin al mondo. Tuttavia, è molto eccentrico, nell’aspetto, nei gesti e in tutto il resto. Ogni volta che vuole attirare l’attenzione del pubblico su qualcosa di particolarmente ingegnoso che sta per fare, alza il dito, o forse dice qualcosa alle persone in prima fila, e poi, quando l’ha fatto, si gira e li guarda con un sorriso, o forse fa un piccolo inchino. Si dice che spesso in questi momenti si senta dire “Bravo, Pachmann!” All’inizio pensi che stia fingendo, e ti senti distintamente infastidito quando ti trovi intento a cogliere la sua prossima smorfia piuttosto che la musica, ma dopo un po’ prendi queste eccentricità come una cosa normale, e poi senti davvero qualcosa che vale la pena ascoltare. È un esecutore molto raffinato ma esclusivamente nello stile ultra-raffinato e delicato. Ha suonato dieci studi di Chopin, che penso di aver apprezzato tanto quanto qualsiasi altra cosa abbia sentito qui ma il pezzo migliore è stato la Berceuse…. L’ha suonata come bis alla fine del concerto, quando metà del pubblico si era affollata il più vicino possibile al palco, spingendosi qua e là, ma quando ha iniziato questa massa di umanità sembrava quasi smettere di respirare, e a malapena riprendeva fiato fino a che non ebbe finito. La sua è l’esecuzione più delicata che abbia mai sentito. Proprio alla fine ha suonato così piano che abbiamo dovuto sforzarci quasi ogni nervo per sentire, eppure il suo tono era così meraviglioso che non lo perdevi mai del tutto, anche se sembrava premere a malapena i tasti. The Observer

Ma qui a parlare non era un critico, bensì un semplice ascoltatore. Figuriamoci se ai compassati critici inglesi, poteva piacere un pianista che gesticolava e si muoveva molto e parlava col suo pubblico, si girava per sorridere alle persone in prima fila, si scusava se aveva alterato alcune note, magari scientemente o che, quando il pubblico lo osannava per avere un bis, mentre i notabili si allontanavano frettolosamente, abitudine mai scomparsa dalle sale musicali, con un largo sorriso diceva

Eseguirò allora una Sonata…ma dura 20 minuti”

De Pachmann per i critici era un ciarlatano, un imitatore e non contava che godesse della stima dell’oramai vecchio Liszt incontrato proprio a Londra. E più lo criticavano perché a detta loro, ”massacrava” Bach Mozart e Beethoven e più lui insisteva e continuava, imperterrito, a proporli. Non gli interessava che i cosiddetti critici gli rinfacciassero di suonare il repertorio classico con troppo pedale, con il rubato, in una parola, chopinizzando. In realtà, quello che ai loro orecchi assuefatti ad interpretazioni molto controllate e anche a volte un po’ fredde ed intellettualistiche, come quelle di un Charles Hallè, non piaceva era ascoltare questi brani disegnati musicalmente con ampi fraseggi, colori vividi e vivaci pieni di nuances , magari non rigorosi dal punto di vista ritmico. Ma sul ritmo non possiamo essere troppo puntigliosi dal momento che tutte le interpretazioni dell’epoca risentono di un certo gusto. Tuttavia, oggi si ritiene che queste critiche fossero assolutamente poco fondate e gli studiosi delle sue registrazioni al contrario, lo considerano capace di grande bilanciamento tra interpretazione personale e rispetto della tradizione. Esattamente come Madame Norman Neruda.

Le registrazioni :

https://www.youtube.com/watch?v=xREDG_KggLE

Noto e amato per Chopin, suonò anche Bach, Scarlatti BeethovenMendelssohnSchumann, Henselt, Rubinstein e tanto Liszt. Ovviamente. E anzi, una curiosità. De Pachmann fa parte della storia dei cartoni animati. Anzi, DEL cartone animato che tutti noi pianisti abbiamo non amato, ma venerato E che ancora oggi non smette di farci ridere.

Cat Concert di Tom e Jerry Del 1947!

Neil Strauss scrisse in “Tunes for Toons: A Cartoon Music Primer” che quando Tom suona la Seconda Rapsodia Ungherese, i suoi “movimenti delle dita e dei polsi sono modellati su quelli del defunto pianista Vladimir de Pachmann.” De Pachmann non l’ha mai suonata ma nondimeno questo rimane una importante testimonianza.

https://www.youtube.com/watch?v=QpEfHVFilRc&t=3s

Detestava però  Brahms e pare che, dopo un concerto, complimentandosi disse ad Ernő Dohnányi:

«Voi suonate Brahms magnificamente, ma egli non lo merita».

Eccentrico, libero ed impudente.

A Londra si parlò per molto di una sua risposta ad una signora a un ricevimento alla moda.  Era consuetudine rivolgersi a tutti gli stranieri mettendo grande enfasi su ogni parola per farsi capire. Una gran dama disse al pianista, lentamente e quasi sillabando le parole:

E cosa pensa il signor de Pachmann di Londra?’

La risposta, immediata ed estremamente rapida nel suo tipico modo di parlare l’inglese:

Zat iss not ze question, Madame. Vot does London sinkof de Pachmann? Zat iss ze question!”

Non è questa la domanda giusta, Signora…Ma… Cosa pensa Londra di de Pachmann? Questa è la domanda!

Certamente, la stima tra la Neruda e De Pachman fu reciproca e ben oltre il banale motivo di ordine economico e di richiamo di pubblico che i loro nomi, messi insieme, facevano. I loro programmi cameristici furono molto variegati: la sonata per pianoforte e violino in mi minore di Mozart, il Quartetto per pianoforte in sol minore, la Fantasia in do maggiore, D. 934 e il Quintetto “La Trota” di Schubert e la Sonata per pianoforte e violino in re minore di Schumann, le Sonate di Beethoven per violino.

Pachmann fu uno dei primi artisti a dichiararsi apertamente gay ed, obiettivamente non è improbabile che sul palcoscenico sia stato una sorta di combinazione tra Victor Borge e Liberace, ma, altrettanto obiettivamente, fu artista di grande fascino che ispirò anche il Bachmann di Vladimir Nabokov. Non diversamente, dopo la sua morte avvenuta a Roma nel 1933, le storie sul comportamento di De Pachmann, considerato oltraggioso, hanno oscurato la sua fama e la sua reputazione musicale e solo negli ultimi anni ha ricominciato ad essere considerato un grande artista piuttosto che il clown conosciuto come lo “Chopinzee.Wilma Néruda è stata una delle più grandi violiniste viventi della sua epoca. Adorata dal pubblico. Eppure, non avendo composto nulla al pari dei suoi colleghi uomini, pian piano fu messa in un canto, nel dimenticatoio, vecchia quando Kubelik Kreisler, Elman inaugurarono la stagione del virtuosismo che porterà ad Heifetz.

Per fortuna però, Sherlock Holmes, ha contribuito a tirarla fuori da quel cantuccio in cui è stata relegata.

honestatis fructus in conscientia quam in fama reponatur. Plinio il Giovane

Bibliografia:

Blickstein: The Chopin’s Phophet ..

Mazzotta Wilma Neruda la violinista che conobbe SHerlock Holmes

Mazzotta-Bruschi. Intermezzo Asolano.

The Front Row of the orchestra

VERA MAZZOTTA

marzo 1888

“Il crescente gusto per le esecuzioni musicali di alto livello e su larga scala rende necessario che si provveda in modo adeguato al West End di Londra per tali intrattenimenti… la Metropoli rimane singolarmente carente di una sistemazione adeguata per tali esecuzioni… L’edificio proposto sarà espressamente progettato con lo scopo di favorire le esecuzioni strumentali e corali”. Questo dalla relazione del Comitato formato negli anni ’50 dell’Ottocento per la costruzione di una sala da concerto che, tuttavia, ben presto venne usata anche per letture ed altro genere di spettacoli.

Così nacque il St. James Hall nel 1858 con due ingressi, uno in Piccadilly e l’altro in Regent Street  e ben 2000 posti!

ST. JAMES’S HALL, Piccadilly and Regent’s Quadrant, was built by a joint-stock company. The architect and artist was Mr. Owen Jones, and his labours have not been unsuccessful. The grand hall, on the first floor, is 136 feet long, 60 feet wide, and 60 feet high. The decorations are superb. On the ground floor are two smaller halls one 60 feet square; the other 60 feet by 55 feet. The restaurant, under the management of Mr. Donald, is one of the best in London. The hall was opened on the 25th March 1858. Cruchley’s London in 1865: A Handbook for Strangers, 1865

Sir George Henschel ricordava le sue “care vecchie, scomode, lunghe, strette, verdi panche imbottite () con i numeri dei posti legati sopra le schiene dritte con del nastro rosa acceso, come le cartelle di ufficio”

La sala fu costruita grazie all’azione congiunta di Chappel e Cramer, due editori che avevano capito che attirare persone ai concerti, farli appassionare alla musica, avrebbe potuto facilmente rendere fiorente il mercato che ruotava intorno ad essa, dalla vendita degli strumenti musicali a quello delle partiture. Quei concerti del sabato pomeriggio e del lunedì sera, frequentati da Leighton, Browning, Dickens, George Elliot intenta a cucire, Conan Doyle, tutti seduti accanto a Sherlock Holmes,

furono un vero e proprio mezzo di educazione e questo fu possibile solo grazie ad un’altra intuizione, rendere gli spettacoli di musica accessibili a tutti grazie alla possibilità di avere biglietti ”one shilling”, 1 solo scellino, alla portata quindi di tutti. I posti in platea costavano cinque scellini, i posti in balconata tre, e l’ingresso generale uno scellino. Successivamente vennero inseriti anche  posti a divano (“di cui ce ne saranno solo un numero limitato”),  per sette scellini. Gente modesta, della bassa borghesia e persino della classe operaia, per la prima volta poteva ascoltare musica non più appnnaggio delle corte e degli aristocratici; da qui passarono Clara Schumann, Joachim, Wilma Néruda con Grieg, Saint Saens, Rendano e Leonard Borwick, De Sarasate, Wieniavsky, De Pachmann, TchaikovsKy; qui Agathe Backer-Grøndahl and Eugène Ysaÿe e Paderewski, fecero il loro debutto, per non parlare delle giovani leve della scuola di Clara Schumann; e nel 1890 Dvorak diresse la sua 4 sinfonia e nel 1892 fu la volta di Mahler… Uno solo scellino ti dava diritto ad ascoltare a volte anche due ore di musica. In molti casi i posti erano quelli lontani, del loggione ma, si poteva anche trovare posto e sedersi tra i posti …in font row of the orchestra, davanti, alla primissima fila, proprio al di sotto dei musicisti… i posti, per il pessimo equilibrio di suono, le spalle del direttore, la vista dei pantaloni dei musicisti e delle loro scarpe, erano certamente meno richiesti ma era anche vero che erano posti per chi voleva guardare per imparare come comunicano le prime parti, come respirano e fraseggiano, osservare da vicino i loro movimenti…

L’acustica dell’edificio era buona ma i posti erano scomodi e gli odori della cucina del ristorante a volte aleggiavano nell’auditorium, e, peggio ancora, il suono dei Moore and Burgess Minstrels (che si esibirono in una delle sale più piccole per oltre vent’anni) si poteva a volte sentire al piano di sopra nella sala principale…ma quello era il St. James e quando venne chiuso, non fu più la stessa cosa.

MA COSA ACCADEVA PRIMA DEL CONCERTO?

Ce lo dice questo testo umoristico che ci racconta come molte cose non fossero diverse da oggi (purtroppo) dall’attesa per avere i posti migliori, anche per molte ore, i posti rubati, i ritardatari e quanti andavano via prima…neanche perdessero il treno… che non perdevano di certo dal momento che, in molti casi, esistevano accordi con le ferrovie per consentire ai concert-goers di arrivare in orario e rientrare, e il rumore…di gente che mangiava o delle donne che muovendosi facevano rumore con le crinoline dei loro abiti, suscitando, più di una volta, le proteste della stessa Wilma Neruda….e…gossip dei soliti, tanti, saccenti…

Abitudini, per non dire difetti, inveterati ed evidentemente connaturati alle esecuzioni musicali….

“suonavano le cinque di un pomeriggio umido del mese scorso , mentre svoltavamo in Piccadilly Place, il cortile lastricato accanto a St. James’s Hall. C’era un concerto nella sala alle otto e mezza,—uno dei “Monday Pops”. Desideravamo avere dei posti nella prima fila davanti all’’orchestra e ci fu detto che se volevamo ottenere una di quelle sedie ambite dovevamo essere alla sala entro le cinque. (!!!)

Un cartello di vetro, sporco, che sporgeva la lato della sala con la scritta “orchestra door” in lettere nere, indicava l’entrata. Una delle porte strette era aperta e rivelava una scala di pietra che saliva verso l’alto e scendeva. In un angolo della scala erano impilate alcune carabine che ci ricordavano la guardia di Sua Maestà ma queste “Appartengono alla Sim’s Juvenile Zouave Troupe”, disse un ragazzo arrossato in uniforme di zuavo, che apparve proprio allora dalle scale sottostanti…ne abbiamo nove…e mentre chiacchieravamo ….non si vedeva ancora apparire alcun frequentatore di concerti tanto da pensa che ci sia un po’ di esagerazione nelle storie  sull’arrivo anticipato della prima fila.”

Mentre apriamo le porte …sentiamo delle voci.: 5 habitues entusiasti ci si erano parati davanti. In cima alle scale sedeva una vedova, MRS W. con un vecchio amico, ed una giovane dai begli occhi che, apparentemente, sembrava leggere mentre, invece, ascoltava la conversazione di un bell’uomo dai capelli grigi, Mr N. che stava parlando  animatamente con il suo amico Mr P. sul fascino della Svizzera. Avevano l’aria di essere i proprietari del posto e di quelli che ci prendevano le misure di conseguenza

“il vero musicista è sempre eccitabile o irritabile”.

“No, in realtà molto calmo”, dice il signor N— “ma penso che i loro talenti li rendano sensibili. Non dimenticherò di essere stato vicino a Joachim una sera fuori dalla Sala. Era appena sceso da un taxi assolutamente arrabbiato che si lamentava amaramente in un inglese stentato, prezzo eccessivo!

”No, i musicisti non sono sempre angelici!” Ricordo di aver visto in una occasione la Norman Neruda veramente patire sul palco. Suppongo che qualcosa sia andato storto con la musica,” continua la signora W—

Penso che Neruda abbia un viso squisito, il più bello che abbia mai visto.”

” Bella figura,” dice la sua amica, ” ma il viso—bè, dovrebbe nasconderlo.“

La signora W— emette un’esclamazione di disgusto per il commento della sua amica.

La conversazione si sposta su una delle sue corde di violino di Joachim. La signora entusiasta ha un pezzo di corda , raccolta a uno dei concerti incastonato in un medaglione di diamanti.. La signora W. dà queste informazioni con una voce declamatoria, per non dire oratoria e trionfante, accolta dai signori uomini con simpatia bonaria e divertita. Poi continua dicendo che ha una lettera e una foto di Joachim regalatale da lui stesso. Re del Popolo!

Joachim negli scatti di M. Cameron

Mettere la pubblicità nei programmi dei concerti è vergognosamente ingiustificabile! Aroma di fiori di ciliegio mescolati a Sonate! Le persone sedute davanti all’orchestra dovrebbero strapparli tutti d’accordo e lanciarli sul palco con grande imbarazzo di Mr Chappel

e segue un’opinione maschile enunciata da una voce dal basso sulle mogli che fanno il bucato, sulla padrona d’albergo “nota per aver lavato per tutti i suoi ospiti”.

Una pausa segue questo culmine e subito dopo è il turno di Von Bülow ad essere criticato.

“Il suo modo di suonare è scorretto, prende troppa libertà con le note”... e a seguire i soliti commenti sui tedeschi con la solita libertà di John Bull. Il signor N— imita il loro modo di parlare. “ Hope you are PETTER, Spero che stia PPENE, signor Bryce”.

Piatti-Reineche-Joachim

NO impoTTa”, risponde Pryce, “le patate sono cucinate PPENE in nessun posto come in Germania”. Espresse opinioni contrarie..MA SE non sapete neanche se state mangianDo ROAST BEEF, manzo, o ROAST HORSE, cavallo!!, dice il signor N “Niente pops da uno scellino, in Germania, 2s. 6d. sono prezzo più basso per qualsiasi concerto”, dice la signora W. Una signora tedesca che lavora a maglia sotto, è molto divertita da questa calunnia sul suo paese.

Nel frattempo la scala si è riempita. Un giovane pallido e studioso era tra i primi arrivati. Si appoggia al muro, non parla ma sorride di tanto in tanto. Lo seguono due giovani, ardenti giocatori e un gruppo di magliaie determinate, una delle quali chiede a che ora aprono le porte; quando le dicono “7.30” geme lugubremente poi arriva un impiegato con due amiche, armate di Titts Bits, Moonshine e Pall Mall, per passare il tempo. Uno dei più assertivi della piccola folla è uno di quei chiacchieroni di venditori.

“Non ci sono molte persone stasera”, è il suo primo commento. “Io ero qui quindici giorni fa e tutta Piccadilly era piena già alle 6.30. Edward Lloyd è il meglio che ci sia ora, Sims Reeves era qui per quello che è stato però Trent’anni fa era, secondo me, un cantante migliore di Lloyd oggi”. “

Reeves però spesso delude perchè è annunciato e poi non si esibisce”, dice uno, che fino ad ora ha letto Wanderings on Wheel and Foot.

C’è però da dire una cosa”, prosegue il suo sostenitore, “non senti mai dire che Reeves non si presenta in un posto ma si è presentato a cantare in un altro anche se a volte a anche solo un raffreddore lo…. costringe a dare forfait. Sono stato ad Exeter la settimana scorsa. Doveva cantare lì, l’ho visto in città ma non ha cantato. Suppongo che il freddo della città gli abbia fatto prendere un raffreddore.

Lasciando il nostro posto, scendiamo al pianerottolo. La porta a battente in cima al primo tratto di scale viene violentemente aperta e sfuggiamo, per un pelo, alla morte: arriva una signora dal viso rosso, ansimante.

“Suppongo che questo sia il piano giusto giusto. i posti davanti all’orchestra sono pieni?” Su per la scala, attraverso la porta aperta, arriva una frase di una conversazione.

“Un tizio fa una vita da cane se prende solo due sterline a settimana in America”…

Una folla di circa venti persone riempie il pianerottolo, alcune rimangono dall’altra parte delle porte a battente.

Quanto in alto possiamo salire?” dice uno, che porta i biglietti per un gruppo di sei.

Non potremmo prendere d’assalto quelle porte?”

No, temo di no,” risponde un uomo alto vicino alla porta; “sono presidiate, o, piuttosto, dovrei dire… ‘donneggiate,’ da dentro. Ci sono oltre cento sedie,” continua al suo vicino; “ma le venticinque della prima fila sono per gli appassionati….

Di sotto un gentleman aspetta pazientemente davanti alla porta di Piccadilly. Non sembra approfittare di essere arrivato prima per salire il più possibile le scale. Più tardi si unisce una signora “Siamo vicini alla cima?” chiede. “Oh sì,” continua, guardando verso il primo pianerottolo. “Eccolo lì.” Un uomo dai capelli grigi con uno sguardo blasé, e che si tira costantemente i baffi, si appoggia al corrimano vicino al primo pianerottolo.

Piuttosto pieno laggiù,” osserva; “il vantaggio di arrivare presto è che trovi riparo e non rimani al freddo.”

Una campana vicina suona l’ora delle sette. Un’altra mezz’ora di attesa prima di entrare nella sala.

“Che caldo terribile,” dice una ragazza giovane e brillante. Ha portato con sé la musica per seguire i musicisti.

“Se ti siedi sulle scale, non farà così caldo,” le consiglia il suo accompagnatore; “più bassa tieni la testa meno senti il caldo.” “Appoggiati al muro,” dice l’uomo dai capelli grigi, “un po’ di sostegno fa la differenza.”

Volgendosi al suo vicino, un grosso uomo dalla barba bruna con un cappotto di velluto,

Ci sarà una spinta tremenda quando apriranno le porte, tu spingi all’indietro, è il modo migliore. C’è pochissima ventilazione, è spaventoso! ma non osano aprire la finestra, altrimenti ci sarebbe una corrente d’aria che ti farebbe saltare la testa.”

Una marea di conversazioni mormora intorno a tutti, impazienti e stanchi.

“È una lunga strada, due rampe di scale sopra di noi,” dice un nuovo arrivato da sotto, malinconicamente.

“Ci vorrà quasi un’ora per riprendersi dopo che saremo entrati.”, dice la giovane. ” A me piace tanto l’ottetto di Mendelssohn, più di qualsiasi altra cosa, vale la pena venire solo per quello, è passata la mezz’ora?”

“Ancora quattro minuti,” dice il suo amico.

Conta duecentoquaranta lentamente – allora sarà ora.” “Edizione speciale!” grida un ragazzo fuori.

“Farebbero un grande affare se potessero avere quei giornali, qui,” dice l’uomo blasé.

Si apre una porta in lontananza: falso allarme! ma la pressione della gente costringe ad aprire le porte del pianerottolo a cui fa seguito una folata d’aria fresca.

“ Posso resistere ancora cinque minuti,” osserva la ragazza. L’uomo dai capelli grigi sul pianerottolo brontola, mentre sente il forte spiffero che sale dalla tromba delle scale.

“È brutto anche dall’altra parte ora.” Davanti ai due uomini c’è una signora dall’aspetto fragile, vestita di nero. È stata costretta a sedersi sulle scale.

Ti dispiace mettere il braccio fuori con me quando arriva la ressa?” dice l’uomo dai capelli grigi a quello barbuto. “Voglio che questa signora si alzi bene. Ero all’Albert Hall la settimana scorsa, e tre vecchie signore sono state buttate giù.”

In quel momento si sente il benvenuto rintocco della mezz’ora, le chiavi tintinnano, una tenda viene tirata indietro, la barriera cade e il portiere della casa della musica assiste alla corsa verso l’orchestra per i posti preferiti o vantaggiosi. In due minuti i posti migliori della casa per vedere e sentire quelle dita abili e osservare le espressioni intense dei grandi artisti vengono presi. Un incidente comico si verifica in quella corsa selvaggia: una sedia viene rovesciata, le sue gambe sono in aria, gambe e braccia umane seguono a ruota! La ragazza giovane e brillante si assicura la sedia in prima fila, sopra i gradini dell’anticamera, vicino al felice possessore del pezzo di corda di violino. Il signor N— prende l’estremità opposta del semicerchio. Altri si dirigono verso il centro della prima fila dove ci troviamo noi.

”Non sono mai stato così vicino al palco prima,” osserva il mio vicino, il lettore di Wanderings on Wheel and Foot. Poco dopo c’è una leggera alterco dietro. Ci giriamo e vediamo un vecchio signore di bell’aspetto, con la rivista in mano, che cerca di entrare in una sedia vuota nella terza fila.

Dovrebbe averla il primo arrivato,” dice il vecchio signore. “Che cosa,” replica il difensore della sedia;

“Perché un signore se ne va per un momento, vorreste prendere il suo posto!??”

“Sì,” continua lui

 “Nessuno che prende un posto dovrebbe uscire prima che il concerto inizi a pena di perdere il suo posto.”-

“Nessun signore direbbe così,” replica quello davanti, Il vecchio appassionato sembra che voglia prendere con la forza la sedia. A questo punto il precedente occupante ritorna. ‘’ Stava cercando di prendere il tuo posto, e l’ho difeso.”

 “Oh, se lo vuole è il benvenuto,” dice il nuovo arrivato allegramente.

 “Conosco molto bene questo signore,” spiega

Programmi, programmi del concerto….” risuona una voce nella sala, e noi ne compriamo una copia. Gli occupanti dei posti migliori che hanno aspettato a lungo ora tirano fuori delle borse panini, frutta secca, cioccolatini, ecc. Le magliaie sono tutte insieme vicino alla seconda fila; sono forti in gioielleria: cinque o sei anelli brillano su ogni mano. Con il loro incessante parlare, lavorare a maglia e fare clic con gli aghi, fanno venire in mente le signore che occupavano i posti prominenti durante la prima Rivoluzione Francese per vedere la ghigliottina al lavoro.

Il signor N—— è evidentemente molto conosciuto e dopo aver guardato in giro, fa visita ai suoi vari amici ma nessuno tenta di prendere il suo posto.

“Vi piace il cambio di orario dalle otto alle otto e mezza?” chiede a un amico.

“Oh, per niente; la gente nelle poltrone arriva tardi come prima.”

Sì, li vedi arrivare in massa alle nove meno un quarto, e disturbare la gente andandosene alle dieci meno un quarto. Non capisco perché questa gente venga. Oh, suppongo che sia la cosa da fare con una certa cerchia.

Beh,” dice il signor N—, “è una seccatura. I concerti sono a volte finiti tardi come le dieci e mezza, io di solito devo correre per prendere il mio treno, e mia moglie mi guarda piuttosto male quando arrivo alle undici e un quarto.

Le signore sono ancora più vigorose nella loro denuncia del cambiamento.

“E’ tutto per compiacere quegli ‘aristocratici gonfi’ che siedono nelle poltrone, che non vogliono che la loro ora di cena sia disturbata,” dice una signora eccitata dal viso rosso.

“Sono sorpresa che il signor Chappell ceda alle loro richieste” Dalla sua conversazione si capisce che ha avuto qualche volta una corrispondenza e un’intervista con il signor Chappell, che ha accettato alcune sue poesie cosa che l’ha esaltata molto, e lei evidentemente pensa che le sue osservazioni dovrebbero avere un certo peso. Un’altra sua opinione è che Madame Schumann sia così graziosa in tutti i suoi modi, che si meraviglia che la sua allieva, Fanny Davis, non le somigli di più:

esclama.

GUARDA LA SUA ORRIBILE FRANGIA

Alle otto arrivano gli occupanti della prima poltrona: c’è un certo fascino nel vedere i divani verdi vuoti riempirsi di vita e colore. Ammiriamo, ma non invidiamo. Solo poche delle poltrone migliori potrebbero tentarci dal nostro posto nella prima fila. Ripaga di tutta la nostra stanca attesa, e anche dell’ultima lotta emozionante.

I concerti popolari del lunedì e del sabato sono da tempo riconosciuti quali elementi di spicco della stagione invernale londinese. Quando il piccolo gruppo di distinti musicisti demerge dall’anticamera sul palco di St. James’s Hall, crediamo che siano ben consapevoli del cordiale benvenuto che scoppia dall’orchestra affollata, quello di veri appassionati di musica, ma forse non si rendono conto dell’esperienza con cui quella sincerità è provata.

Le poltrone sono state occupate per circa cinque minuti, il balcone per meno di un’ora; ma nelle scale che conducono all’orchestra, signore e signori giovani e vecchi, dilettanti, discepoli e devoti aspettano per ore, e come abbiamo mostrato circolano aneddoti, si istituiscono e si mantengono enfaticamente confronti, si discutono gli argomenti del giorno, si fanno conoscenze e si prendono raffreddori.

E’ ora.

Si sente il noto trillo di Joachim. Arriva, IL RE seguito da vicino dal simpatico Ries, dall’ardente Hollander e dall’incomparabile Piatti. Che delizia guardare i loro volti assorti e sentire la loro perfetta armonia!

Li studiamo e li amiamo tutti, e ringraziamo il signor Chappell per il privilegio dei posti da uno scellino nell’orchestra.

traduzione libera di Vera Mazzotta

Il gusto musicale in Australia

VERA MAZZOTTA

Intervista a Sir Charles e Lady Hallé

@accadde oggi 13 AGOSTO 1890

CRESCITA DEL GUSTO MUSICALE IN AUSTRALIA. INTERVISTA CON SIR CHARLES HALLE.

Martedì mattina sono arrivati a Adelaide i noti artisti Sir Charles e Lady Halle (Madame Neruda) e hanno intenzione di dare una serie di sei concerti.

La loro visita a questa città era attesa da tempo con piacere non solo di coloro che sono orgogliosi di essere musicisti colti ma anche di tutti quelli che possono apprezzare l’interpretazione fatta dagli artisti dei grandi maestri. Il successo che ha accompagnato Sir Charles e Lady Halle durante il loro tour delle colonie è stato quasi fenomenale, il pubblico in ogni città ha riempito le sale in cui si sono esibiti. Martedì mattina un giornalista del Register ha parlato con Sir Charles che, riguardo lo standard musicale in Australia, ha espresso la sua sorpresa per il netto progresso che era stato fatto nell’arte, e l’apprezzamento che ha sentito nei loro confronti da parte del pubblico.

‘Lady Halle e io siamo venuti qui ignorando completamente quale fosse lo standard in musica. Non posso dire neanche per un momento però che ci aspettassimo che il pubblico australiano non fosse sufficientemente educato musicalmente per apprezzarci e questo è dimostrato dal fatto che, fin dal primo concerto, abbiamo presentato esattamente gli stessi programmi che avremmo fatto sia in Inghilterra che in Germania. Le case affollate a Melbourne e il piacere evidente mostrato dal pubblico, ci hanno convinto subito che i brani che abbiamo scelto, necessariamente di altissima classe, erano compresi, e inoltre, che non avevamo motivo di preoccuparci di dover venire incontro ai loro gusti.’

‘Se il risultato fosse stato diverso, avreste cambiato i vostri programmi per quelli più popolari ?’

Certo che no. Abbiamo deciso fin dall’inizio che non avremmo suonato nessun brano cosiddetto popolare, ma che ci saremmo attenuti al repertorio che avevamo a casa.’

Sir Charles disse poi che avevano dato non meno di diciotto concerti a Melbourne, quindici a Sydney, sei a Brisbane, uno a Geelong e uno a ’ Ballarat. In tutti questi luoghi l’ accoglienza ricevuta è stata delle più cordiali.

Hanno avuto poi un’esperienza unica a Brisbane: ai primi due concerti le ovazioni sono state molto gratificanti ma c’era la sensazione che gli applausi fossero più per senso del dovere che per vero apprezzamento. Era difficile che di questo si accorgessero altri che non fossero gli artisti stessi ma per loro era, quasi, dolorosamente evidente. Dopo i primi due concerti, tuttavia, ci fu un netto cambiamento: gli applausi erano altrettanto rumorosi e il pubblico altrettanto numeroso ma gli artisti riconobbero che quegli applausi erano spontanei.

’In effetti, disse Sir Charles, ’ci sentivamo finalmente in sintonia’ e dopo quanto accaduto, il piacere di suonare per un pubblico così divenne immenso. Vedete, all’inizio ci avevano evidentemente frainteso ma applaudivano come se apprezzassero pienamente la musica. Potevamo vedere la differenza e siamo stati felici quando abbiamo visto il cambiamento dal desiderio di apprezzare all’apprezzamento stesso.’

Sir Charles e Lady Halle sono stati particolarmente soddisfatti della loro visita a Ballarat. Hanno suonato davanti a una platea molto numerosa all’Accademia di Musica, ed è stato interessante vedere anche tante persone della classe mineraria tra il pubblico. Gli applausi sono stati calorosi e spontanei, ed è stato sorprendente per lui avere un pubblico così partecipativo con grande presenza di persone che lavoravano nelle miniere

’Sento,’ ha detto Sir Charles, ’ che non c’è casa a Ballarat, anche piccola che non abbia un pianoforte tra i mobili. Quindi gli abitanti sono evidentemente musicali, e desiderosi di ottenere uno standard più alto.’

Pensi, Sir Charles, _ che la creazione della Victorian National Orchestra segni un’epoca nella musica australiana?’

‘Sì, lo penso ma c’è qualcosa che manca nell’orchestra: non è abbastanza forte da colpire il pubblico, tuttavia, ha fatto un buon lavoro e ci sono alcuni uomini veramente bravi. Ci è stato detto che da quando è stata fondata c’è stato un netto progresso nello standard musicale e anzi, se fossimo venuti quattro anni fa, forse non avremmo incontrato il successo che ovunque ci ha seguito. Quindi penso che siamo arrivati proprio al momento giusto.’

L’ attenzione di Sir Charles Halle è stata poi diretta alla Cattedra di Musica che da alcuni anni è stata istituita a Adelaide. Non aveva sentito parlare della costituzione della Cattedra ma ha espresso l’opinione che una ‘Cattedra di Musica’ senza una ‘Scuola di Musica’ (e questo nel senso più stretto della parola) sia di poco valore. Un’educazione musicale non può essere impartita a studenti il cui professore o professori, lì tengono solo lezioni o li esaminano alla fine dell’anno per il conseguimento titolo. Una Scuola di Musica, nel senso più ampio, è essenziale per una Cattedra di Musica e sebbene quest’ultima sia utile a suo modo, è poco efficace se non sostenuta da Scuola. Hallè tuttavia, non si riferiva nello specifico alla Cattedra di Musica di Adelaide poiché non la conosceva ma parlava in generale del sistema. A tutti i concerti, Sir Charles suona sui pianoforti che sono stati fatti appositamente per lui, e il violino di Madame Neruda è uno strumento preziosissimo.

‘Non credo che possa essere superato in alcun modo,’ ha detto Sir Charles, ’ perché è uno Stradivari del 1709, la cui qualità corrisponde in valore alla sua vecchiaia.’

Wilma Neruda e Vieuxtemps: luci sul successo della ”donna- violinista”

Wilma Norman Néruda e Henry Vieuxtemps vantano un legame ed una amicizia di molti anni, che risale a quando la piccola Mina, con i suoi fratelli, fece la sua prima apparizione a Vienna dove, sembra che l’allora giovane violinista, acclamato dalla corte Viennese, pochi giorni prima dell’arrivo dei talentuosi fratelli, regalò alla bambina una copia del suo secondo Concerto. Tuttavia, fin dal 1846, il modo di suonare di suonare di Wilma ed il suo talento esuberante e profondo era stato paragonato a quello del grande violinista belga che, a suo tempo, era stato un bambino prodigio. E’ un fatto che la bimba stupiva quando, con la sua manina piccola e grassoccia sul palco, senza paura di nulla suonava brani di Vieuxtemps, Ernst, Paganini.

Her performance of Vieuxtemps’ Arpeggio and Ernst’s Carnaval de Venise are really wonderful, nor does it require any apology on the score of her tender age. After the Milanollos we have no recollection of such remarkable precocity of talent. (William Davidson, 1849).

Vieuxtemps accolse a San Pietroburgo dove, dal 1845, aveva accettato il posto come violinista di Corte, na Wilma oramai preadolescente scatenando però in questo modo le ire del giovane Wieniavsky quando si congratulò con la ragazza per l’esecuzione magistrale. Wilma e Vieuxtemps continuarono a mantenere rapporti di amicizia e stima al di là delle rispettive vicende familiari ed artistiche che, spesso, li portarono lontani. Vieuxtemps ascoltò di nuovo la Neruda a Parigi e in Belgio nel 1868 e nel 1869: nonostante l’entusiasmo che suscitava il suo modo di suonare veniva messo a confronto sempre con quello di Vieuxtemps: sebbene molti critici francesi ritenessero che la giovane artista riuscisse ad esprimersi al meglio proprio nelle composizioni dell’amico Belga, ritenevano che non avesse la brillantezza del suo staccato nè il suo vigore ma in compenso una conduzione melodica un e una delicatezza che possedeva il suo fascino.

Probabilmente fu proprio Vieuxtemps a ventilarle l’ipotesi di cercare fortuna in Inghilterra che lui ben conosceva avendovi passato molto tempo negli anni ’40 dell’Ottocento, poco prima di lasciarla per la Russia.

1851 Sivori, BOTTESINI in piedi, Hallè, seduto al pianoforte, Ernst IN POLTRONA, Vieuxtemps accanto a lui, E PIATTI in piedi vicino ad Hallè

Come ho detto arrivai in Inghilterra in aprile ed inviai una lettera a Chappel ma scopriì che la stagione era alla fine e il calendario era stato fatto e mi offrivano un concerto per luglio. Così tornai a Parigi, con grande disappunto di Vieuxtemps, visto che per un solo concerto e per 5 ghinee non potevo attendere così a lungo. VIeuxtemps riferendosi ai pregiudizi inglesi riguardanti le donne che suonavano il violino, disse che dovevo solo essere ascoltata e con grande generosità organizzò uno scambio di date dandomi la sua data di maggio e prendendo lui quella che mi veniva offerta. Volevano che suonassi il Concerto di Mendelssohn ma io ero invece ansiosa di mettere in programma un Concerto di Vieuxtemps per ringraziarlo della sua gentilezza.

Hallè racconta, in diverse interviste del 1890 per i giornali australiani che, nonostante la giovane violinista fosse stata introdotta da Joachim e dallo stesso Vieuxtemps, lui stesso era abbastanza scettico e prevenuto nei riguardi del suo talento ma, d’altra parte il ricordo che ne aveva era quello del 1849!

Nei pochi giorni in cui la donna si trovò a Londra, quindi, fece inizialmente ben poco per aiutarla, tanto che lei, quando si rese conto che sembrava non ci fossero occasioni per esibirsi decise di passare a salutarlo forse fu questo o fu altro ma Hallè, una mattina, passando di fronte all’ alloggio della violinista, decise di farle visita apparentemente con per salutarla , di fatto con una richiesta particolare: suonare per lui!

Era un test!

In altre circostanze Wilma si sarebbe indignata di dover subire ”l’onta e la vergogna” di una audizione ma capì che doveva fare buon viso a cattivo gioco! Suonò e convinse Hallè della sua abilità: con Joachim, Vieuxtemps ed ora Hallè dalla sua parte fu introdotta nel Salotto del grande pittore e artista Millais e poco dopo potè suonare ai Philarmonic di Londra.

Wilma aveva bisogno di sostenitori e capì che doveva trovarli nei musicisti-uomini- più affermati e considerati dell’epoca. Segno dei tempi?

Certo, ma un segno positivo dal momento che quei grandi artisti, come ci dice anche Hallé, erano, come tutti, permeati da quegli stessi pregiudizi ma, nel loro essere musicisti, furono anche capaci di andare oltre e giudicare l’Arte ed il talento

...più o meno…

il 17 maggio del 1869 Wilma si esibì, dopo 20 anni dal debutto in quel paese, a Londra suonando proprio un concerto di Vieuxtemps, l’Adagio ed il Rondò dal Concerto in Mi maggiore ...elettrificando l’uditorio con il suo pieno comando tecnico, il suo suono puro, ricco, pieno…rendendo evidente, sin dalle prime note, che ci si trovava di fronte ad una musicista non ordinaria (Vanity Fair, maggio 1869).. un talento straordinario tale da non richiedere alcun accenno neanche al suo sesso

(e per fortuna!) e il pubblico…non sembrava non essere mai stanco di applaudirla!

A quel concerto ne fece seguito subito un secondo. Vieuxtemps non fece solo questo, sebbene, pare, con molta fatica, convinse Wilma a trascorrere l’inverno in Inghilterra e, dopo un lungo ed estenuante tour nelle città inglesi più lontane, ad accettare il posto di Comprimaria, Primo violino del quartetto del St. James nel periodo in cui non era condotto da Joachim.

L’impressione che fece al pubblico e a Sir Chappel che organizzava quei concerti fu tale che il contratto le venne rinnovato ogni stagione allargando così la possibilità a Londra di ascoltare buona musica anche durante i mesi invernali in cui Joachim era lontano. Da quel momento, il nome Norman Neruda divenne inseparabile da quello dei Popoular -Concert

E’ Wilma stessa che, con le sua parole, ricorda che dopo una sua esecuzione del Concerto in Mi maggiore, Vieuxtemps che era presente in sala, la raggiunse in camerino, ovviamente, la violinista gli disse, come ad un Maestro, che era dispiaciuta che lei stessa non avesse mai sentito suonare da lui quel brano ma che lui rispose:

Grazie a Dio, perchè se tu mi avessi sentito forse non lo avresti mai suonato come hai fatto tu stasera! Mai fino ad ora avevo immaginato che questo mio concerto fosse così bello! Per me è stata una rivelazione!

e questo, aggiunse Wilma, fu certamente uno dei più bei complimenti che un compositore avrebbe potuto mai fare ad un virtuoso sebbene mi pare che contenga anche un certo autocompiacimento!

(The Milner 1895)

Sino all’arrivo di Joachim, Vieuxtemps fu Re indiscusso del Violino, anzi, il Leone del Violino come lo chiamava Haddock, compositore e collezionista che fu anche suo allievo, pertanto fu naturale spesso ricorrere al suo giudizio riguardo l’apparizione di nuovi talenti sulla scena musicale.

Nel 1880 così scrisse: …

il vostro giudizio su M.lle Tayau è giusto… venuta da me per avere qualche consiglio…ma trovo che il suo modo di suonare sia troppo mascolino, ecco, ella perde quella femminilità che invece trovo in Madame Norman-Neruda che è il mio ideale di violinista. Mai ho sentito suonare il violino con così tanta anima, purezza, passione. Ella sa essere nello stesso tempo ”classica” e poetica. Ti dispiace che il suo suono non sia più ampio? ma non sarebbe più lei allora! Non sarebbe più la violinista donna e aggraziate per eccellenza…la gracieuse et intelligente interprète de sa musique come scrisse un critico francese dopo una sua interpretazione della virtuosistica Fantasia sui temi del Faust.

Andare oltre i pregiudizi quindi era una cosa, ma trovare il giusto modo per esprimersi un’altra.

La testimonianza di Vieuxtemps ci fa capire che alle violiniste , per avere successo era necessario avere quelle doti che si richiedevano, anche nella vita di ogni giorno: purezza, candore, gentilezza, morbidezza, soavità, questo si celava dietro l’unico concetto di femminilità e Wilma incarnava quelle doti femminili, anima, candore e castità, e, almeno in apparenza non doveva dare idea di mascolinità che infatti, quando emergevano, venivano attribuite ad un modo di suonare ”nervoso” ma come poteva esserlo quello di una donna, perchè il ”nervosismo” non era caratteristica maschile!

Questo getta luce anche sul successo di questa violinista che capì, intelligentemente, cosa le fosse richiesto, esibire un carisma femminile e, senza tradire sè stessa, ad imporsi sulla scena musicale. Dopo tutto la Società Vittoriana, Sherlock Holmes e il metodo di indagine docet!

Wilma Néruda è vissuta nella società del VEDERE, dell’OSSERVARE e un artista, sul palco, sa che sarà OSSERVATA. Nondimeno non si deve nascondere che molti uomini inizialmente frequentavano concerti strumentali dove erano donne ad esibirsi perché trovavano ”interessante” una femminilità ostentata in una occupazione, sino ad allora ritenuta maschile. Mentre alle cantanti era concesso optare per una femminilità più aperta ed evidente, per le strumentiste questo poteva essere un’arma a doppio taglio.

Anche in questo Wilma riuscì a trovare un equilibrio, nel mostrare braccia e collo scoperti per esempio e atteggiamenti da ”diva” ma sempre nel rispetto delle convenzioni dell’epoca.

Dopo un periodo di insegnamento al Conservatorio di Bruxelles, Vieuxtemps rimase privo dell’uso del braccio destro e decise di dedicarsi alla composizione trasferendosi in Algeria dove, nel 1881 cominciò la composizione del Sesto Concerto per Violino ed Orchestra dedicato alla sua pupilla, forse una delle ultime sue composizioni dal momento che il 6 giugno di quell’anno, dopo un infarto più forte, Vieuxtemps morì.

il 31 maggio così scrisse a Wilma :

Wilma carissima!

La vostra cara lettera amichevole del 14 marzo mi ha fatto molto piacere e mi sono subito messo all’opera per rivedere e terminare il concerto pensando a voi, al vostro stile incantevole e alla felicità di sentirlo suonato da voi. Lo spartito con il pianoforte è già pronto, ma voglio sapere se siete ancora a Brünn e perciò scrivo queste righe per sentire se devo mandare il concerto lì oppure dove?

Ditemi il vostro parere, se vi piace e se lo ritenete degno di portare il vostro nome come dedica. Vi ho messo tutto il mio sapere, tutta la mia esperienza, tutta la mia anima e spero quindi che non vi dispiaccia.

Come va la vostra salute? Risparmiatevi e concedetevi riposo. – Non fate come me, non vi affaticate troppo, ve lo consiglio come amico. Sapete che vi ho sempre dato buoni consigli. Io sto abbastanza bene, la testa è ancora così buona che posso occuparmi di musica ma i piedi non vogliono fare il loro dovere.

Ho appena terminato una raccolta di 36 studi per violino, che non saranno privi di interesse per voi. Rispondetemi presto e ditemi dove devo mandare il concerto. La partitura per orchestra seguirà presto. Potete così prepararvi a suonare il pezzo il prossimo inverno se vi piace .

(Algiers, May 31, 1881)