Wilma Neruda e Vieuxtemps: luci sul successo della ”donna- violinista”

Wilma Norman Néruda e Henry Vieuxtemps vantano un legame ed una amicizia di molti anni, che risale a quando la piccola Mina, con i suoi fratelli, fece la sua prima apparizione a Vienna dove, sembra che l’allora giovane violinista, acclamato dalla corte Viennese, pochi giorni prima dell’arrivo dei talentuosi fratelli, regalò alla bambina una copia del suo secondo Concerto. Tuttavia, fin dal 1846, il modo di suonare di suonare di Wilma ed il suo talento esuberante e profondo era stato paragonato a quello del grande violinista belga che, a suo tempo, era stato un bambino prodigio. E’ un fatto che la bimba stupiva quando, con la sua manina piccola e grassoccia sul palco, senza paura di nulla suonava brani di Vieuxtemps, Ernst, Paganini.

Her performance of Vieuxtemps’ Arpeggio and Ernst’s Carnaval de Venise are really wonderful, nor does it require any apology on the score of her tender age. After the Milanollos we have no recollection of such remarkable precocity of talent. (William Davidson, 1849).

Vieuxtemps accolse a San Pietroburgo dove, dal 1845, aveva accettato il posto come violinista di Corte, na Wilma oramai preadolescente scatenando però in questo modo le ire del giovane Wieniavsky quando si congratulò con la ragazza per l’esecuzione magistrale. Wilma e Vieuxtemps continuarono a mantenere rapporti di amicizia e stima al di là delle rispettive vicende familiari ed artistiche che, spesso, li portarono lontani. Vieuxtemps ascoltò di nuovo la Neruda a Parigi e in Belgio nel 1868 e nel 1869: nonostante l’entusiasmo che suscitava il suo modo di suonare veniva messo a confronto sempre con quello di Vieuxtemps: sebbene molti critici francesi ritenessero che la giovane artista riuscisse ad esprimersi al meglio proprio nelle composizioni dell’amico Belga, ritenevano che non avesse la brillantezza del suo staccato nè il suo vigore ma in compenso una conduzione melodica un e una delicatezza che possedeva il suo fascino.

Probabilmente fu proprio Vieuxtemps a ventilarle l’ipotesi di cercare fortuna in Inghilterra che lui ben conosceva avendovi passato molto tempo negli anni ’40 dell’Ottocento, poco prima di lasciarla per la Russia.

1851 Sivori, BOTTESINI in piedi, Hallè, seduto al pianoforte, Ernst IN POLTRONA, Vieuxtemps accanto a lui, E PIATTI in piedi vicino ad Hallè

Come ho detto arrivai in Inghilterra in aprile ed inviai una lettera a Chappel ma scopriì che la stagione era alla fine e il calendario era stato fatto e mi offrivano un concerto per luglio. Così tornai a Parigi, con grande disappunto di Vieuxtemps, visto che per un solo concerto e per 5 ghinee non potevo attendere così a lungo. VIeuxtemps riferendosi ai pregiudizi inglesi riguardanti le donne che suonavano il violino, disse che dovevo solo essere ascoltata e con grande generosità organizzò uno scambio di date dandomi la sua data di maggio e prendendo lui quella che mi veniva offerta. Volevano che suonassi il Concerto di Mendelssohn ma io ero invece ansiosa di mettere in programma un Concerto di Vieuxtemps per ringraziarlo della sua gentilezza.

Hallè racconta, in diverse interviste del 1890 per i giornali australiani che, nonostante la giovane violinista fosse stata introdotta da Joachim e dallo stesso Vieuxtemps, lui stesso era abbastanza scettico e prevenuto nei riguardi del suo talento ma, d’altra parte il ricordo che ne aveva era quello del 1849!

Nei pochi giorni in cui la donna si trovò a Londra, quindi, fece inizialmente ben poco per aiutarla, tanto che lei, quando si rese conto che sembrava non ci fossero occasioni per esibirsi decise di passare a salutarlo forse fu questo o fu altro ma Hallè, una mattina, passando di fronte all’ alloggio della violinista, decise di farle visita apparentemente con per salutarla , di fatto con una richiesta particolare: suonare per lui!

Era un test!

In altre circostanze Wilma si sarebbe indignata di dover subire ”l’onta e la vergogna” di una audizione ma capì che doveva fare buon viso a cattivo gioco! Suonò e convinse Hallè della sua abilità: con Joachim, Vieuxtemps ed ora Hallè dalla sua parte fu introdotta nel Salotto del grande pittore e artista Millais e poco dopo potè suonare ai Philarmonic di Londra.

Wilma aveva bisogno di sostenitori e capì che doveva trovarli nei musicisti-uomini- più affermati e considerati dell’epoca. Segno dei tempi?

Certo, ma un segno positivo dal momento che quei grandi artisti, come ci dice anche Hallé, erano, come tutti, permeati da quegli stessi pregiudizi ma, nel loro essere musicisti, furono anche capaci di andare oltre e giudicare l’Arte ed il talento

...più o meno…

il 17 maggio del 1869 Wilma si esibì, dopo 20 anni dal debutto in quel paese, a Londra suonando proprio un concerto di Vieuxtemps, l’Adagio ed il Rondò dal Concerto in Mi maggiore ...elettrificando l’uditorio con il suo pieno comando tecnico, il suo suono puro, ricco, pieno…rendendo evidente, sin dalle prime note, che ci si trovava di fronte ad una musicista non ordinaria (Vanity Fair, maggio 1869).. un talento straordinario tale da non richiedere alcun accenno neanche al suo sesso

(e per fortuna!) e il pubblico…non sembrava non essere mai stanco di applaudirla!

A quel concerto ne fece seguito subito un secondo. Vieuxtemps non fece solo questo, sebbene, pare, con molta fatica, convinse Wilma a trascorrere l’inverno in Inghilterra e, dopo un lungo ed estenuante tour nelle città inglesi più lontane, ad accettare il posto di Comprimaria, Primo violino del quartetto del St. James nel periodo in cui non era condotto da Joachim.

L’impressione che fece al pubblico e a Sir Chappel che organizzava quei concerti fu tale che il contratto le venne rinnovato ogni stagione allargando così la possibilità a Londra di ascoltare buona musica anche durante i mesi invernali in cui Joachim era lontano. Da quel momento, il nome Norman Neruda divenne inseparabile da quello dei Popoular -Concert

E’ Wilma stessa che, con le sua parole, ricorda che dopo una sua esecuzione del Concerto in Mi maggiore, Vieuxtemps che era presente in sala, la raggiunse in camerino, ovviamente, la violinista gli disse, come ad un Maestro, che era dispiaciuta che lei stessa non avesse mai sentito suonare da lui quel brano ma che lui rispose:

Grazie a Dio, perchè se tu mi avessi sentito forse non lo avresti mai suonato come hai fatto tu stasera! Mai fino ad ora avevo immaginato che questo mio concerto fosse così bello! Per me è stata una rivelazione!

e questo, aggiunse Wilma, fu certamente uno dei più bei complimenti che un compositore avrebbe potuto mai fare ad un virtuoso sebbene mi pare che contenga anche un certo autocompiacimento!

(The Milner 1895)

Sino all’arrivo di Joachim, Vieuxtemps fu Re indiscusso del Violino, anzi, il Leone del Violino come lo chiamava Haddock, compositore e collezionista che fu anche suo allievo, pertanto fu naturale spesso ricorrere al suo giudizio riguardo l’apparizione di nuovi talenti sulla scena musicale.

Nel 1880 così scrisse: …

il vostro giudizio su M.lle Tayau è giusto… venuta da me per avere qualche consiglio…ma trovo che il suo modo di suonare sia troppo mascolino, ecco, ella perde quella femminilità che invece trovo in Madame Norman-Neruda che è il mio ideale di violinista. Mai ho sentito suonare il violino con così tanta anima, purezza, passione. Ella sa essere nello stesso tempo ”classica” e poetica. Ti dispiace che il suo suono non sia più ampio? ma non sarebbe più lei allora! Non sarebbe più la violinista donna e aggraziate per eccellenza…la gracieuse et intelligente interprète de sa musique come scrisse un critico francese dopo una sua interpretazione della virtuosistica Fantasia sui temi del Faust.

Andare oltre i pregiudizi quindi era una cosa, ma trovare il giusto modo per esprimersi un’altra.

La testimonianza di Vieuxtemps ci fa capire che alle violiniste , per avere successo era necessario avere quelle doti che si richiedevano, anche nella vita di ogni giorno: purezza, candore, gentilezza, morbidezza, soavità, questo si celava dietro l’unico concetto di femminilità e Wilma incarnava quelle doti femminili, anima, candore e castità, e, almeno in apparenza non doveva dare idea di mascolinità che infatti, quando emergevano, venivano attribuite ad un modo di suonare ”nervoso” ma come poteva esserlo quello di una donna, perchè il ”nervosismo” non era caratteristica maschile!

Questo getta luce anche sul successo di questa violinista che capì, intelligentemente, cosa le fosse richiesto, esibire un carisma femminile e, senza tradire sè stessa, ad imporsi sulla scena musicale. Dopo tutto la Società Vittoriana, Sherlock Holmes e il metodo di indagine docet!

Wilma Néruda è vissuta nella società del VEDERE, dell’OSSERVARE e un artista, sul palco, sa che sarà OSSERVATA. Nondimeno non si deve nascondere che molti uomini inizialmente frequentavano concerti strumentali dove erano donne ad esibirsi perché trovavano ”interessante” una femminilità ostentata in una occupazione, sino ad allora ritenuta maschile. Mentre alle cantanti era concesso optare per una femminilità più aperta ed evidente, per le strumentiste questo poteva essere un’arma a doppio taglio.

Anche in questo Wilma riuscì a trovare un equilibrio, nel mostrare braccia e collo scoperti per esempio e atteggiamenti da ”diva” ma sempre nel rispetto delle convenzioni dell’epoca.

Dopo un periodo di insegnamento al Conservatorio di Bruxelles, Vieuxtemps rimase privo dell’uso del braccio destro e decise di dedicarsi alla composizione trasferendosi in Algeria dove, nel 1881 cominciò la composizione del Sesto Concerto per Violino ed Orchestra dedicato alla sua pupilla, forse una delle ultime sue composizioni dal momento che il 6 giugno di quell’anno, dopo un infarto più forte, Vieuxtemps morì.

il 31 maggio così scrisse a Wilma :

Wilma carissima!

La vostra cara lettera amichevole del 14 marzo mi ha fatto molto piacere e mi sono subito messo all’opera per rivedere e terminare il concerto pensando a voi, al vostro stile incantevole e alla felicità di sentirlo suonato da voi. Lo spartito con il pianoforte è già pronto, ma voglio sapere se siete ancora a Brünn e perciò scrivo queste righe per sentire se devo mandare il concerto lì oppure dove?

Ditemi il vostro parere, se vi piace e se lo ritenete degno di portare il vostro nome come dedica. Vi ho messo tutto il mio sapere, tutta la mia esperienza, tutta la mia anima e spero quindi che non vi dispiaccia.

Come va la vostra salute? Risparmiatevi e concedetevi riposo. – Non fate come me, non vi affaticate troppo, ve lo consiglio come amico. Sapete che vi ho sempre dato buoni consigli. Io sto abbastanza bene, la testa è ancora così buona che posso occuparmi di musica ma i piedi non vogliono fare il loro dovere.

Ho appena terminato una raccolta di 36 studi per violino, che non saranno privi di interesse per voi. Rispondetemi presto e ditemi dove devo mandare il concerto. La partitura per orchestra seguirà presto. Potete così prepararvi a suonare il pezzo il prossimo inverno se vi piace .

(Algiers, May 31, 1881)