VERA MAZZOTTA
Nel 1890 un giovane dal viso rasato come un seminarista… la statura alta e dinoccolata … l’immagine di un ragazzo che non abbia ancora finito di crescere. La fisionomia per un osservatore disattento pare non dica nulla: ma guardando bene, ha ogni tanto, negli occhi chiari un po’ velati, un improvviso bagliore, come il balenare silenzioso in certe stellate notti di grande calura”.(Eugenio Checchi 1890) vinse un importante concorso che lo lanciò nel panorama della musica…


quel giovane era Pietro Mascagni e l’opera Cavalleria Rusticana.
Nel 1888 l’editore milanese Sonzogno annunciò un concorso per tutti i giovani compositore italiani che non avevano ancora fatto rappresentare una loro opera ai quali si chiedeva un’opera in un unico atto: le 3 migliori produzioni, selezionate da una giuria di 5 musicisti e critici italiani, sarebbero state rappresentate a Roma a spese dello stesso editore. Mascagni venne a conoscenza di questo concorso a soli due mesi dalla chiusura delle iscrizioni e chiese al suo amico Giovanni Targioni-Tozzetti, poeta e professore di letteratura, di scrivere un libretto. Targioni-Tozzetti scelse Cavalleria rusticana, popolare novella di Giovanni Verga di cui selezionò delle parti che, mano a mano, venivano inviate al giovane trascritte su cartoline! L’opera fu completata l’ultimo giorno valido per l’iscrizione al concorso e delle 73 opere pervenute, il 5 marzo 1890, la giuria selezionò le 3 opere da rappresentare a Roma: Labilia di Nicola Spinelli, Rudello di Vincenzo Ferroni, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni…
Il 17 maggio del 1890 la prima di Cavalleria rusticana al Costanzi di Roma fu un successo inaudito: Mascagni venne richiamato sul palco dagli applausi del pubblico per 40 volte, e vinse il Primo Premio del concorso, quel giovane che non aveva mai concluso gli studi al Conservatorio, dissentendo sui metodi d’insegnamento, assurgeva al livello dei grandi compositori.
L’opera è nuova: i vinti sono i protagonisti, il popolo, quello vero, è protagonista ed il linguaggio è necessariamente essenziale, il recitativo non convenzionale nel raccontarsi dei protagonisti al pubblico come fossero in teatro e tra le due parti, cariche delle emozioni più forti, amore, passione, gelosia, odio, la levità e la leggerezza dell’intermezzo sinfonico, quasi preludio di pace tra le nubi di tempesta che si stanno addensando…una delle melodie più celebri di sempre!
Da quel momento Cavalleria comincia il suo viaggio all’estero, a Berlino, a New York e Londra dove debutta allo Shaftesbury Theatre il 19 ottobre 1891 con la direzione di Luigi Arditi…la migliore rivelazione dai tempi di Carmen…very beautiful and highly dramatic work,
Nacque il mito di Pietro Mascagni: convocato da Guglielmo II a Berlino, e, nel maggio 1892 dall’ Imperatore Francesco Giuseppe che inaugurò al Prater una grande manifestazione ideata dalla principessa Paolina di Metternich, l’ Esposizione Internazionale di Musica e Teatro in cui le varie nazioni potevano presentare le loro creazioni più significative, ed ovviamente per l’ Italia Pietro Mascagni e Cilea: Vienna mascagnizzata, scrivevano i giornali, ed infine, nel 1893 dalla Regina Vittoria che lo invitò a dirigere a Windsor Cavalleria.
Mascagni raccontò di aver vissuto uno degli episodi più divertenti della sua vita: “La sera andai a dirigere Cavalleria. Si avvicina un signore che dice: “ Ci vogliono i guanti… non si può stare davanti alla Regina senza guanti… e poi deve dirigere voltato verso la Regina, perché non si può dare le spalle alla Regina” . Mascagni, esterrefatto, si fece prestare un paio di guanti enormi dal direttore di palcoscenico ma, al termine del Preludio, la stessa Regina Vittoria gli concesse di togliersi i guanti e di voltarsi verso gli artisti riconoscendo il suo imbarazzo. Alla fine del concerto, la Regina era commossa dalla sua musica, in particolare dall’Intermezzo tanto da regalargli un suo ritratto in cornice d’argento. Il commento di Mascagni a Tosti fu:
“Poveretta come fa a vivere con tutti quei maggiordomi intorno, noiosi come le mosche? Non mi crederai ma quando mi ha salutato e mi ha dato la mano stavo lì lì per abbracciarla”

il Dandy italiano, con pochette, taccuino, borsa da viaggio, capelli lunghi e gilet jacquard, desiderato dalle donne ed imitato dagli altri uomini, aveva conquistato definitivamente gli Inglesi!


Wilma e Charles, sempre alla ricerca di buoni brani che facessero facilmente presa sul pubblico, consapevoli dell’importanza di presentare anche musica di successo, a neanche 1 anno dalla prima di Cavalleria, misero in programma Mascagni. In realtà era stato August Manns uno dei primi a presentare brani sinfonici tratti da Cavalleria ma, immediatamente fu seguito da Hallè che, con la sua orchestra con Willy Hess come spalla, accanto a Beethoven e Weber cominciò, sempre più spesso, a mettere in programma anche il preludio e l’Intermezzo, ovviamente cercando una lettura diversa da quella di Manns quieter and less strident ed optando per una, evidentemente, più …verista…veloce, stridente, fatta di contrasti. Wilma, invece, soprattutto nei Ballad Concert presentò l’intermezzo nella versione per violino che comparve, sempre più richiesto da pubblico e impresari fin dal gennaio del 1892 come brano di programma, non come bis.
I giornali parlano di una trascrizione ”ad arte” per Lady Hallè, ma non ci sono notizie certe sull’argomento, difficile che usasse la trascrizione di Wilhelmj che è tra le prime stampate, dal momento che spesso si fa riferimento ad un accompagnamento al violino di pianoforte ed organo… Di certo i musicisti avevano capito che quell’Intermezzo non solo piaceva, ma attraeva il pubblico e oltre alla Neruda, che lo suonava with much feeling (Morning Post 4 febbraio 1892) anche anche Emile Sauret, nello stesso periodo, lo mise in repertorio.

Ma non tutti erano contenti di queste trascrizioni che cominciavano a susseguirsi sui palcoscenici: la St. James Gazzette del febbraio 1892, per esempio, faceva notare che nella riduzione per pianoforte,
l‘ingegnoso piccolo brano melodico pur mantenendosi interessante dal punto di vista melodico ed armonico perdeva il suo colore, timbro caratteristico per cui dopo averlo ascoltato nella forma di un brano di violino for the benefit of Madame N. Neruda e convertito-addirittura –in un’aria a detrimento del cantante di turno era ben contento, le sue orecchi grate, di poterlo ascoltare nella sua forma originale…
E la fama dell’Intermezzo crebbe tanto da affascinare il ”Papà di Sherlock Holmes, colui i cui gusti musicali coincidevano più con quelli del Dott. Watson e che, nell’ottica del Grande Gioco, altri non era che l’agente letterario del Detective, Conan Doyle: amante del canto, da giovane musicista provetto quando, per conquistare più che la moglie, l’ amante, aveva imparato a suonare, dopo il basso tuba degli anni giovanili, il banjo.

Dame Jane Conan Doyle, ultima delle figlie così si espresse riguardo ai gusti musicali ed artistici del padre:[1]
Il suo gusto musicale fu più per la musica popolare. Non era del tutto amusicale: -ricorderà che aveva imparato a suonare il bombardone negli anni di Feldkirch; il suo successivo avvicinamento alla musica fu cantando canzoni da marinai su una baleniera. Amava tuttavia musica come Cavalleria Rusticana,
How beautiful they are, the Lordly ones, Sansone e Dalila ed alcune opere, quel genere di musica conosciuta, da “cento migliori melodie.. Non penso che apprezzasse Bach o musica di questo tipo.
A Doyle certamente non interessava come fosse o non fosse trascritta la musica, e forse, allora, neanche a Sherlock Holmes ma interessava invece ad alcune orecchie forse più fini che, proprio nel 1892, così si espressero

L’intermezzo di Mascagni è stato suonato ad un recente Ballad Concert da Lady Hallè come un suo solo con accompagnamento di pianoforte. Ho. grande rispetto per Lady Hallè ma devo protestare contro questo ASSASSINIO di un capolavoro orchestrale….
Considerando l’amore di Holmes per la Nèruda, questo omicidio tuttavia, rimase assolutamente irrisolto.
- Roden Conversation with Dame Jane C.Doyle. The Journal of the Arthur Conan Doyle Society 1990 poi ACD, Vol. 1, n. 2 (March 1990).
che storia… 😁
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