Manchester Art Gallery, Regno Unito (Foto: Wikiart.org)
Suonare il violino è di moda tra noi come lo era quando il romano Nerone grattava le corde di budello tra le rovine in fumo della sua capitale. Uno dei nostri Principi reali è ben noto per la sua destrezza con il violino e in società questo strumento è molto in voga. Alcuni dicono che non sia adatto alle donne ma quelle con buone braccia, portamento dritto e teste ben fatte sono felici di suonare il violino, se possono. Una di queste belle artiste è il soggetto di un altro dei quadri che Tissot ha sul suo cavalletto anche se ancora rimane dubbio se sarà finito in tempo: una figura aggraziata ma determinata, in piedi, sola davanti a un pubblico distinto in un affollato salotto londinese. Vicino a lei, al posto d’onore un gruppo di orientali – Rajah indù, Scià di Persia, gemelli siamesi, o qualunque magnate dalla pelle color caffè possa essere il leone della stagione; davanti, in primo piano nel quadro, le maggiori personalità hanno preso posto mentre, da sinistra, una folla di persone sta entrando nella stanza. C’è un forte brusio e chiacchiericcio nell’aria: rumore di abiti fruscianti, piedi in movimento, tutte prove di indifferenza e disattenzione; di fronte a questo, sebbene pronta con l’arco in mano e il Cremona al mento, mademoiselle disdegna di suonare il primo accordo. Il suo atteggiamento esprime esattamente il titolo del quadro, “Hush!”. ”Gli echi dei cavalletti’‘. London Society- 1874.
La donna aggraziata e determinata, secondo The Times (29 maggio 1875) era Wilma Norman Neruda. Tissot completò Hush, conosciuto anche come The Concert, per l’esposizione del 1875 e come molte altre sue opere, si rivela immediatamente come uno scintillante spaccato di vita londinese che mostra upper e middle class riunite per un concerto, evento mondano abbastanza frequente all’epoca. Con questo dipinto il francese cercava di contrastare le critiche suscitate da “The Ball on Shipboard” e “London Visitors” e reiterare il successo di “Too Early” che, in qualche modo, rappresenta il momento precedente della scena del concerto.
Tissot.
Tissot (1836-1902) faceva parte della schiera degli artisti francesi rifugiatisi a Londra nel mezzo o durante la guerra che portò all’esperienza della Comune: alcuni erano fuggiti dalla leva (Monet) o da case distrutte (Pissarro), altri come Tissot si erano allontanati in cerca d opportunità professionali e nuovi mercati o per seguire patroni all’estero (Carpeaux). Il soggiorno londinese, sebbene doloroso, offrì loro l’opportunità di vedere e studiare collezioni che conoscevano solo attraverso stampe. Alcuni, come Monet, furono costretti a lottare per guadagnarsi il pane ma Tissot, al contrario, riuscì a relazionarsi con i circoli sociali d’élite probabilmente perché aveva già una carriera consolidata alle spalle ed era collegato a Londra da commissioni e da un lavoro come disegnatore per Vanity Fair che tenne fino al 1876.
Non a caso Edmond de Goncourt, pungente come sempre nel suo “Journal” parlò di De Nittis e Tissot, come due prezzolati in cerca di fortuna e di mercato.
Questa sua posizione, diversa da quella dei suoi compatrioti, gli consentì di frequentare quei circoli elitari pur mantenendo, rispetto ad essi, una posizione liminale mai perfettamente coincidente o integrata. Tissot rivolgeva alla contemporanea Inghilterra uno sguardo divertito dalle ansie sociali e sessuali serpeggianti nella middle e upper class vittoriana. E piovvero critiche, ai colori, ora troppo accesi ora glaciali, alle sue scene, secondo Ruskin piene di colore più che colorate, alla mancanza di coerenza o all’eccessiva attenzione al dettaglio, alla mancanza di significato e soprattutto alla frequente inclusione di potenziali o emergentiimproprietà morali.l’Athenaeum più volte si espresse criticando le giovani di Tissot, come brutte e di bassa estrazione e la rappresentazione una diffamazione, volutamente volgare. Tissot pittore della vulgar society perché gli atteggiamenti disinvolti non potevano che essere che quelli dei noveau riches a cui appartenevano donne più francesi, che inglesi perché le donne inglesi rispettabili non si sarebbero messe in una tale situazione (The Graphic).
Ah! la buona e vecchia contrapposizione tra Francia ed Inghilterra.
L’ispirazione
Hush, invece, almeno parzialmente, riuscì nel suo intento anche se, ad uno sguardo più attento, gli si sarebbero potute muovere le medesime critiche ”moraleggianti” degli altri suoi dipinti. Secondo Helen A. Stephenson, Mrs Frank Pownall, citata da Laver nel 1936, il dipinto trova l’ispirazione in una soiree musicale del 1873 in casa dei Coope potente famiglia di estrazione media il cui capostipite, Octavius, aveva iniziato come birraio: come tutte le famiglie della middle-class apriva la sua casa organizzando intrattenimenti anche con l’intento di innalzare la propria provenienza, di legittimare, con l’Arte e la Musica il proprio Essere.
Mia madre, Lady Stephenson ebbe un invito anche per lui ( Tissot) dai Coope ma non gli fu dato il permesso di ritrarre gli ospiti, quindi tutte o almeno la maggior parte delle persone nel dipinto sono solo tipi… Ricordo bene che, quando il quadro venne esposto, si osservò che Tissot non aveva reso giustizia all’estrema grazia e facilità dell’atteggiamento della Neruda. In quella particolare sera era presente l’Ambasciatore cinese; nessun indiano. Forse Tissot, obbligato a non fare ritratti cambiò nazionalità desiderando però evidenziare la simpatia cosmopolita tipicamente britannica.
Sì ! the British Cosmopolitan sympathy!
Un cosmopolitismo che considerava gli uomini cittadini di un unico stato che però, ovviamente, coincideva con l’Impero britannico: una sinonimia, cosmopolitismo e imperialismo, non proprio perfetta!!
Questa testimonianza, comunque, ai fini dello studio del nostro dipinto, si rivela solo parzialmente vera.
Uno sguardo da vicino
Hush ritrae il momento immediatamente precedente il concerto. Le persone bisbigliano, parlano tra loro, i vestiti frusciano, una delle cose che la violinista, spesso aveva criticato insieme all’incapacità di arrivare in orario al concerto.
La violinista è giovane, emozionata o più probabilmente rassegnata? Forse Hush è quello che vorrebbe esclamare, silenzio! La posa, la pettinatura, i fiori appuntati sul petto, i nastri al polso e quello al collo ricordano certamente Wilma. L’espressione meno. Per molti sarebbe il volto di Kathleen Newton, la donna che divenne amante di Tissot e sua costante modella, eppure questo non è possibile, dal momento che l’incontro tra il pittore e Kathleen avvenne solo tre anni più tardi. Quel che è certo è che è icona affascinante seppur ancora inconsapevole, della Modernità ai suoi prodromi.
Il pianista che cerca di sistemare la parte potrebbe essere Sir Julius Benedict, accompagnatore dei Pops di Londra, direttore del Festival di Norwich (1845 al 1878) e del Liverpool Philharmonic Society (1875 al 1880), mentre l’uomo accanto a lui, Jacob Diaz De Soria, identificazioni queste fatte sulla base del fatto che Tissot, giunto a Londra, divenne membro dell’ Arts Club di Hannover Square di cui faceva parte anche Sir Julius e dove probabilmente conobbe anche De Nittis e Heilbuth, entrambi presenti in piedi a sinistra in questo quadro insieme, probabilmente a Sir Frederik Leighton.
La conversazione continua sulle scale tra le coppie sedute sui gradini nel disinteresse verso il concerto, mentre i due signori anziani, probabilmente, pensano a quando verrà aperto il banchetto.
Due giovani rampolle commentano l’ingresso dell’ultima arrivata, direi, scientemente arrivata per ultima, e il suo abito che mette in risalto le spalle: d’altra parte a cosa serve una soiree musicale se non a farsi notare e possibilmente a trovare marito? Per cui con delle spalle come queste, anche se si è arrivati in ritardo, si può comunque prendere un posto in prima fila.
Ilpassatempo collettivo è il pettegolezzo, l’affettazione, l’emozione dominante epitomizzata nella schiena dell’elegante signora in nero, è la noia che copre il suo viso dietro al suo ventaglio scuro forse per non lasciar trapelare commenti vuoti o magari proprio un imperdonabile sbadiglio!
Accanto ai pittori qualcuno cerca all’apparenza di mettere a frutto la serata stringendo accordi di affari oppure … per commentare quella sfilata di donne procaci, manifesto dell’ipocrisia vittoriana, maschile e femminile.
Corpo sessuato, mercificato. Società del visivo.Specchio di una società d della vacuità, che si va progressivamente femminilizzando.
Ansie vittoriane. Tissot, implacabilmente francese, svela gli aspetti idiosincratici e inevitabilmente comici della vita inglese invisibili agli inglesi.
Ma continuando nella nostra panoramica è evidente che, dietro l’etichetta questa serata potrebbe anche avere per qualcuno anche insperati risvolti!
Domina, al centro, una sconosciuta: è lei con il suo ventaglio decorato, la ”’ star della sera’‘ che, flirtando apertamente, ruba la scena alla violinista a testimonianza della marginalità della musica in questo evento mondano, dettaglio meramente accessorio e superfluo nell’ambito della “funzione” sociale che stanno rappresentando.
I notabili hanno preso tutti posto, rimane una sedia vuota, per chi?
E, nell’indifferenza totale, un altro paradosso: gli unici a prestare attenzione sono due dignitari indiani. Ma ecco l’ansia inglese nei confronti del diverso, emergere prepotentemente: i due dignitari, sporgendosi dalle sedie, guardano la violinista quasi vogliano ”mangiarla con occhi”. Una attenzione che, tuttavia non è così diversa da quella inglese: non possiamo non ricordare il racconto, anche un po’ divertito, che la violinista fece nelle sue interviste degli anni ’90 dell’ ottocento quando a mangiarla con gli occhi erano quegli stessi inglesi scandalizzati dall’avere di trovarsi di fronte una donna con il violino, strumento considerato inappropriato.
Ancora una volta, la testimone dell’epoca, Mrs Pownall può essere smentita: i due stranieri non possono essere ambasciatori cinesi ritratti in abiti tradizionali indiani perchè la prima ambasciata cinese nel Regno Unito risale al 1877 anno della prima missione diplomatica all’estero nella storia della Cina.
Goodman’s 1877 portrait of Guo Songtao..jpg
Il 2 dicembre 1876, Guo Songtao con un seguito di 30 persone, partì da Shanghai arrivando il 21 gennaio 1877 a Southampton per poi raggiungere Londra in treno. Il 7 febbraio la legazione fu ricevuta dalla Regina Vittoria e Songtao presentò le sue credenziali per diventare il primo inviato diplomatico cinese.
Il giovane Indiano è il Maharaja Duleep Singh, (de)portato in Inghilterra da bambino. La conquista del Punjab del 1846 aveva consegnato l’amministrazione dello stato e la “protezione” del Maharaja al governo britannico. Singh fu separato dalla madre, considerata una minaccia per l’impero britannico e costretto a cedere, anzi, “donare” il diamante più grande del mondo, Koh-i-Noor alla Regina Vittoria che ne fece una spilla a monito e ricordo della potenza inglese. L’identità culturale di Singh fu gradualmente cancellata. Instaurò una sorta di amicizia abbastanza tormentata con la Regina Vittoria ma visse sempre sotto scrutinio e proibizioni da parte dei britannici. Duleep, il Principe Nero del Perthshire rimase una spina nel fianco ed nutrì il temerario, impensabile sogno di contrastare l’imperialismo inglese. Nel 1893, poco prima di morire, chiese perdono alla Regina
Accanto a figure riconoscibili e identificabili ci sono comunque anche modelli della ristrettissima cerchia di Tissot: il gentiluomo con i baffi bianchi nell’angolo sinistro che appare anche in Reading the News (1874), The Ball on Shipboard (c. 1874) e in The Warrior’s Daughter (A Convalescent 1878 circa) o la donna dai capelli bianchi, a destra presente anche in Convalescent e Holyday (c. 1876) e la star della serata che apre il suo splendido ventaglio altri non è che Margaret KennedyFrebody che posò per numerosi dipinti di Tissot nei primi anni del 1870 insieme a suo fratello, il Capitano Lumley Kenned. Tissot aveva conosciuto suo marito, il capitan John Freebody poco dopo il suo arrivo a Londra.
Helen A. Stephenson quindi, riporta i ricordi della madre che confonde la storia con la memoria, non sempre perfettamente coincidenti. L’ evento che molto probabilmente ricordava era quello di qualche anno più tardi, il 9 maggio del 1877, l’inaugurazione della Grosvenor Gallery, con concerto di Wilma Norman Neruda, la presenza dei Reali di Inghilterra e allora anche dei diplomatici presenti a Londra ma anche di Richard Doyle, Tissot, Alma Tadema e Tom Taylor, invitati da Lady Blanche Lindsay, patrona delle arti, violinista lei stessa e amica della Neruda.
Ciò non toglie il fascino di questo pittore che nella sua tela è riuscito a cristallizzare il fascino ambiguo della mondanità e della borghesia, la tensione sociale e sessuale tra uomini e donne in una società rigorosamente segregata per genere ma piena di accenni, narrazioni di desiderio, volgarità e complessità tipiche delle relazioni sessuali, dei cambiamenti sociali non sempre rassicuranti del secolo più lungo della storia.
E ancora una volta Wilma Norman Neruda ne fu protagonista
Bibliografia
Wentworth, MJ. James Tissot. Oxford studies in the history of art and architecture. Oxford: Clarendon Press, 1984.
Lochnan KA (ed). Seductive surfaces. The art of Tissot. Studies in British Art 6. New Haven: Yale University Press, 1999.
Marshall N, Warner M. James Tissot: Victorian life-modern love. New Haven: Yale University Press, 1999
The Athenaeum, 5 June 1875;
The Times, 29 May 1875, p. 12;
Annual Report of the Committee, Manchester City Art Galleries, 1933, pl. 11, as T
The Concert; Pictorial Education, 1933; Knoblock, E., ‘James Tissot and the “Seventies”’