Wilma Norman Néruda

(un ritratto)

Nordisk musik-tidende, Månedsskrift for musiker og musikvenner

Marzo 1886.

VERA MAZZOTTA

Non sono passati molti anni da quando il sorprendente Hans von Bülow ha pubblicato una delle sue altrettanto famose “lettere di viaggio”, note per il loro sarcasmo, in cui ha informato il mondo musicale che Joachim aveva trovato la sua rivale:

Questo unico rivale dell’ Irraggiungibilevive in Inghilterra ed è una Lei: porta il nome di Madame Norman Neruda

Per gli spettatori più giovani, che avevano meno familiarità con la cronaca musicale, questo nome suonava piuttosto estraneo ma non per il pubblico musicale tedesco per il quale, continua Bülow,

era semplicemente leggendario

dal momento che ebbero modo di sentirlo a Lipsia nel 1874. Tuttavia la Norman-Nèruda era diventata, successivamente, un’ ospite così raro nelle nostre sale da musica che gli anziani dovettero venire in aiuto alla curiosità dei giovani e insegnare loro che il Prodigio Wilma Neruda, che intorno al 1850 sia in patria che all’estero aveva raccolto i suoi primi trionfi, ora era cresciuta sino ad arrivare ad una grandezza colossale.

Von Bülow l’ha definita Die Geigenfee, Fata del Violino, e confessa di essere stato letteralmente elettrizzato dal suo suonare. (…)

Lo spirito, l’anima, la vita, il calore, lo stile, il nobile, questa è la magia che colpisce i cuori dei suoi ascoltatori. Sotto questo aspetto è grande e pura come Joachim e, come lui, unica. (…)

Wilma Nèruda vanta una stirpe di antenati illustri e dotati.

Il primo violinista a portare questo nome fu J. Chrisostomus nato a Rossiz in  Boemia. Vissuto all’inizio del secolo scorso, fu educato musicalmente a Praga. Lavorò nell’ attuale Orchestra del Teatro, ma, in seguito divenne monaco. Anche suo fratello minore, Johan Georg, coltivò il violino, compose anche lui ogni genere di musica, fece viaggi e nel 1750 lavorò a Dresda; in seguito si dedicò solo nell’educazione dei suoi figli, Ludvig e Anton Frederik.

L’organista della cattedrale di Brünn, Josef Neruda, che era un secolo più giovane della prima coppia di fratelli, era il padre di Wilma.

Tutti i suoi cinque figli hanno ereditato del talento ma in assoluto, la più dotata era Wilma, nata il 29 marzo 1839 ( in realtà nel 1838 n.d.t.) per la quale, già nella prima infanzia il Cielo aveva messo sulla sua strada il violino. A soli quattro anni ricevette la prima istruzione da suo padre e imparò a inchinarsi di fronte al suo pubblico rapidamente e in modo così sicuro che all’età di sei anni fu mandata a Vienna per avere la guida di un maestro. Dopo aver studiato per un anno con Leopold Jansa, divenne così brava da esibirsi davanti ad un pubblico vero.

Insieme alla sorella maggiore, Amalie, si esibì nel 1846 allo Streichers Salon e, da allora, tenne molti concerti nello stesso anno e nel gennaio successivo nella sala del vecchio Musikforening. Nell’ultimo di questi concerti è stata onorata della presenza e del contributo di Jenny Lind. Quando le due sorelle hanno tenuto concerti a Baden, vicino a Vienna, in agosto, il loro fratello Victor si è unito a loro come violoncellista e Wilma, “il piccolo angelo che suona il violino“, ha suscitato tanta simpatia quanto ammirazione.

La percezione era che superasse di gran lunga i suoi anni per il completo dominio della forma, la purezza dell’intonazione ed il suono fine ma potente del suo piccolo strumento, tanto da trovare ovunque riconoscimenti unanimi. Da qui, i tre giovani sono andati al nord e hanno riportato trionfi a Lipsia, Berlino, Amburgo e in altre città. L’8 giugno del 1849 Wilma suonò con la London Philharmonic un concerto di De Bériot; negli anni successivi i Nèruda risiedettero per lo più in Russia.

Victor morì a Pietroburgo ma il suo posto nel trio fu presto preso da un altro fratello, Franz. Una sorella minore, Marie, si unì a loro come secondo violino così, per un po’, formarono un quartetto completo.

Quando Amalie, la pianista, si ritirò dalla carriera. (in realtà terminò la carriera con i sufratelli, dedicandosi all’attività musicale in patria con il marito) c’era di nuovo un trio d’archi in tour attraverso Norvegia, Svezia, Danimarca e al Gewandhaus di Lipsia, dove Wilma suonò il Concerto di Mendelssohn il 23 ottobre 1862.

Ovunque si esibisse trovò numerosi amici ed estimatori ma nel 1864 il gruppo si sciolse quando Wilma sposò lo svedese Hofkapelmester Ludvig Norman e seguì il marito a Stoccolma. Anche sua sorella Marie, in seguito, si stabilì a Stoccolma come moglie del cantante lirico Arlberg mentre Franz iniziò a Copenaghen una serie di attività musicali di lunga data presso la Cappella Reale. Di tanto in tanto, tuttavia, i fratelli si univano per suonare e fare concerti insieme. Nelle attività musicali dell’ Associazione per la musica da camera fondata da Wilma, ornamento per la vita musicale pubblica di Stoccolma, Marie prese parte attiva per diversi anni e quando la sorella maggiore trasferì la sua attività a Londra, trovò in suo fratello Franz un valido aiuto..

Anche mentre era al Nord, Wilma non ha rinunciato ai suoi tour musicali.

Nello stesso anno è stata ascoltata a Copenaghen, Lipsia, Francoforte, Colonia, nella sua città natale Brünn e in altre città.

Nel 1868 fu a Parigi dove ottenne un vero trionfo:

La sua grazia femminile si riflette in un uso dell’ arco mai forzato e da maestro, la sua incomparabile correttezza, la purezza dello stile e la sua sorprendente certezza e la sua grande poesia nel suonare”, afferma Fétis, ‘determinano una ammirazione entusiasta’: era la Stella delle Sale Musicali quanto della Distinguished Society, suonava per l’Imperatore alle Tuilleries, con e per il Principe Metternich, al Conservatorio, nei Concerti di Pasdeloup, e il pubblico non era mai stanco di sentirla.

È stata anche insignita di onorificenze ad Amsterdam, Rotterdam e Bruxelles. A Londra furono così presi dal suo modo di suonare che non volevano più lasciarla andare.

Quando il canto nobile e pieno di sentimento del suo violino, dopo vent’anni, deliziò nuovamente il pubblico dei Concerti della Filarmonica londinese, il 17 maggio 1869, Madame Nèruda non aveva idea che avrebbe inaugurato una stagione che, sempre con molta visibilità, sarebbe durata fino al fine della sua carriera.

Aveva anche tante preoccupazioni riguardo alla proposta di Vieuxtemps di passare l’inverno a Londra suonando come Primo violino ai Monday Popular Concert, ma quando alla fine decise, entrò in un circolo di attività che la impiegarono completamente e costantemente. Da allora, ogni inverno e primavera è stata occupata in attività musicali inglesi e ha anche preso residenza permanente a Londra.

I Popular Concert, i Philharmonic Concert al Chrystal Palace, così come i Recital di Charles Hallé sono tutti orgogliosi di avere lei come una delle loro principali sostenitrici e attrazioni e i suoi Concerti di Chamber Music insieme a Piatti, Ries e Zerbini o con Hallé o suo fratello Franz oggi rappresentano uno dei più squisiti e piacevoli eventi musicali.

Anche Hans von Bülow ha recentemente affermato che non si può immaginare nessuno più completo di questa artista nella sua interpretazione del Trio di Brahms in si maggiore.

Che la stagione dei concerti a Londra inizi così presto e duri così a lungo è, probabilmente, il motivo per cui in Germania, purtroppo, raramente si ha occasione di rallegrarsi della presenza di questa Joachim-donna.

Seppur sporadicamente, come nel 1874 a Lipsia e Francoforte, nel 1877 a Vienna, nel 1878 a Parigi, 1879 in Olanda e Düsseldorf, nel 1880 e 1881 a Vienna, Pest, Colonia, Hannover, Berlino, Dresda, Praga, Trieste, ha riaffermato sul Continente il ricordo della sua esistenza nel pubblico. Nel suo tour nel 1879, H. v. Bülow le ha promesso la sua partecipazione ma è stato anticipato dalla malattia, e il pubblico ha così perso il piacere di ascoltarli insieme: Bulow fu sostituito da Charles Hallé, amico del nostro artista ed estremamente popolare in Inghilterra, sia come pianista che come direttore d’orchestra. Entrambi celebrarono ora eccellenti trionfi su entrambe le sponde del canale.

La versatilità che, giustamente, si apprezza molto in Mr. Hallé, i cui programmi includono sia i classici che i preziosi nuovi compositori, ha così avuto occasione di essere ammirata, insieme alla stessa Wilma, nella sua patria tedesca.

La grande maestria, riconosciuta nello stile perfetto che ricordava Joachim, e con il quale lasciava che Bach, Beethoven, Brahms rientrassero nei loro brani, interpretandoli ognuno secondo lo stile e lo spirito che era loro tipico con “correttezza, non solo nella lettura musicale, ma anche dello spirito” che è un aspetto che la caratterizza. Non bisogna cercare la causa dell’enorme e profondo effetto del suo modo di suonare nella splendida completezza della sua tecnica, nella purezza cristallina del suo timbro o nella stupefacente abilità di condurre l’arco ma, prima di tutto nella sua musicalità. Per la potenza maschile e la grazia femminile con le quali sa affrontare i passaggi più brillanti con il suono più dolce, per la nobile semplicità, l’ammirevole espressione o perché più non cerca il semplice effetto e più, invece lo ottiene, Madame Norman Néruda è la poesia incarnata del violino, una artista per grazia di Dio, l’unica che, oggi, abbiamo per questo strumento. Quando, poco prima di morire, Vieuxtemps,

suo adoratore ed estimatore“, dedicò a “Wilma Carissima” la sua ultima opera, il suo VI Concerto per violino, in cui aveva “deposto tutto il suo sapere, tutto la sua esperienza, e tutta la sua anima.” chiedendole ” se lo ritenesse un’opera abbastanza buona da portare il suo nome”, sognò, come scrive nella sua ultima lettera, “il suo modo incantevole di suonare e la felicità di ascoltare la sua composizione la sua composizione interpretata da lei. Non lo sorprese, tuttavia, che il suo lavoro, a lei dedicato e sua opera postuma abbia letteralmente preso vita sotto il suo arco, nobilitato dalla sua interpretazione.

Wilma Neruda appartiene a quelle speciali nature artistiche che, nonostante la fedeltà con cui interpretano un’opera, sembrano tuttavia riuscire ad elevarla a una sfera più alta. Ma se è vero ciò che disse una volta Charles Hallé, che suona meglio non solo ogni anno, ma ogni volta che appare in pubblico, allora dobbiamo essere d’accordo con H. v. Bülow quando si domanda

Quale potrà mai essere la fine di tutto questo?

La famiglia Nèruda

Dalibor 1 Luglio 1862

J.V.T (libera traduzione dal ceco)

V.Mazzotta

Anno 1844

Novembre stava già scuotendo i suoi riccioli di foglie gialle quando sono arrivato a Brno. Il mio desiderio mi ha portato lì più veloce di una locomotiva a vapore. Desideravo guardare il focolare dove bruciano  le scintille della sacra fiamma che i cechi stanno  riscaldando quando pensiamo al passato e al futuro. Ho trascorso alcuni giorni confortanti in questo grembo di nuove speranze nascenti nascondendo  la mia immagine altrove.

Un giorno stavamo passeggiando con S. … dopo František. Non sentivamo la pioggia fitta e minuscola che scrosciava, non ci importava, sopraffatti dalla conversazione. Il giorno era passato, ma non lo sapevo nemmeno. In serata è poi arrivato Mikšíček e ci ha condotto in cima, al trono di San Pietro.

Oggi vedrete altre due rarità di Brno, mi ha assicurato. Non vedevo l’ora.

Attraverso una porta bassa, entrammo nell’androne angusto e buio di un antico palazzo e, dall’androne, alla magnifica sala. Nel mezzo c’era un pianoforte aperto con due candele accese e vi sedeva una bambina di sette o otto anni, e una anche più piccola, gli stava accanto con un violino; il concerto di De Beriot stava aperto sul leggio davanti ai piccoli musicisti. Questa è stata la prima rarità di Brno, la figlia del signor Néruda, musicista della Cattedrale. Néruda era in piedi accanto al pianoforte quando entrammo e ci salutò allegramente. Due donne gentili hanno fatto lo stesso. Una mi è stata presentata come la padrona di casa, l’altra, più giovane, sospetto sua parente, mi è stata presentata come l’unico patriota nella capitale del Margraviato di Moravia. Quella era la seconda rarità di Brno.

La Néruda più giovane mi guardò con il suo occhio vivace, senza paura, come se volesse dire: ebbene, aspetta, sentirai! e il padre fece un cenno alle figlie: erano pronti per il concerto serale e stavano solo aspettando noi. Il padre diede l’attacco e le ragazze iniziarono.

Ho ascoltato e mi sono meravigliato ma, o perché il caldo della mia misera pace avesse chiuso il mio animo o perché stanco di aver passato tutto il giorno a discutere con i miei amici di affari nazionali, non riuscivo a trovare alcuna delicatezza nel suonare delle piccole Nèruda. Suonarono entrambe, specialmente il piccolo, simpatico folletto con il violino, fino alla fine con estrema disinvoltura fino a suscitare stupore: le corde sotto le dita della piccola violinista gemevano ancora, potevi quasi percepire quanto le stesse sembrassero riluttanti e con quanta forza uscissero i suoni da loro. Potevo percepire quanta fatica facessero i bambini a suonare, mi dispiaceva  per  la ancor piccola Vilemina.

Non posso biasimare (il padre) ma io sono nemico dell’ostentazione esagerata delle forze dei bambini, e così allora mi sembrava. Si è improvvisamente finiti a giudicare, del resto la spada del giudizio si sguaina sempre facilmente, soprattutto sugli inizi artistici. Questa è spesso la corte più insopportabile. (…) Conosco diversi esempi. Allora, stavo per fare qualcosa del  genere  anch’io ma non mi sentivo in colpa dopo quella giornata faticosa.

“Beh,  ti piace la nostra Milanollo morava?” mi ha chiesto il mio amico che mi aveva accompagnato dai Nèruda quando finalmente ci ritrovammo sotto il cielo stellato.

Ho alzato le spalle….Vilemina e Amálie, bambine, suonavano meravigliando, ma addirittura definirla Milanollka Morava? la Milanollo morava?! Non lo so…ma ora la sto pagando

1847

Le chiome degli alberi si sono ingiallite di nuovo  e hanno aperto la strada al nuovo novembre: l’ho visto arrivare sul nostro Petřín (la collina al centro di Praga) tra il vento secco delle strade di Praga. Improvvisamente guardo tra gli annunci colorati quello del concerto dei Néruda

Ah! quindi sono già qui.
I giornali avevano già annunciato il loro arrivo raccontando i loro trionfi a Vienna e, se non erro, a Berlino e a Yratisiavi.
Ero, certamente, eccessivamente esigente.

Nonostante non fossero più  ‘come le Milanollo’ ma famosi in giro per il mondo, per me erano qualcosa di interessante ma per i cechi dovevano essere un evento doppiamente gradito, resi famosi dai loro successi, come un raggio di sole che avesse illuminato i loro comuni villaggi paterni. Dissi tra me e me: chissà come sono cambiati in questi tre anni? nemmeno tre, perché avevano suonato a Vienna giusto sei mesi fa.
Alla fine ci trovammo nell’atrio.
Le aspettative del pubblico non sembravano alte: i bambini prodigio ormai sono fuori moda. Siamo saturi: le sorelle italiane (le Milanollo) hanno soffocato tutti gli altri. Cos’altro sarebbe potuto venire per loro?
Una bambina in gonna rossa e mutandine bianche si sarebbe di nuovo esibita qui, punto.
Ho riconosciuto la più piccola a prima vista e mi ha fatto tornare in mente 3 anni fa quando stava per iniziare il concerto di De Beriot; quello era lo sguardo che conoscevo ma non l’ho riconosciuta quando suoni puri come perle hanno cominciato a formarsi sulle corde e, increspandosi, hanno cominciato a volare dietro, sulle ali del vento, puliti e sicuri, forti e gentili come i violini dei primi maestri.
Non la riconoscevo: era il genio di uno che suonava nell’autunno della vita ma, racchiuso nel corpo umano piccolo di bambino.
Nessuno dei miei amici aveva mai pensato sarebbe potuta accadere una cosa simile quando sentimmo Vilemina a Brno, tranne suo padre che ha percepito lo spirito di sua figlia.
Che sarebbe accaduto fra altri 10 anni?

Il 1857 lo ha descritto con parole più belle uno dei più famosi poeti  Syrokomla, che scrisse alle due sorelle a Vilnius nel memoriale:
https://books.google.it/books?id=zXEqAAAAYAAJ&pg=PA327&dq=Wladyslawa+Syrokomli+Neruda&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&ved=2ahUKEwjH8IvmwOD0AhXGGewKHcXYDo0Q6AF6BAgIEAI#v=onepage&q=Wladyslawa%20Syrokomli%20Neruda&f=false
 

A Wilma
Quando ci tocca nelle profondità
Il gioco del tuo arco, così aggraziato, così forte
Chlubo Słowianek, un artista ispirato,
Ricevi un ricordo dagli abitanti di Vilnius!
Cosa posso regalarti  per questi momenti piacevoli, che tutti quelli che ti ascoltano avevano nell’anima,
per la commozione per il piacere, per il brivido, per la gioia dello spirito?
 Per molto tempo rimarrà in noi l’impressione di Dio, ti penseremo da lontano
Armato del tuo talento, del tuo Spartito e di Dio,
Tu andrai nei paesi dove la fama ti aspetta.
Ovunque tu sia, ricorda la città lituana
Perché qui lasci un gruppo di amici,
Che benedizione la tua via celeste.
Condividerà di cuore i tuoi trio
nfi.

Il debutto viennese

V.Mazzotta

strand 1897

When we describe the Little Neruda as a phenomenon for her age, there is no small praise: she is already a fully equipped virtuoso.

Professor Edouard Hanslick

Lady Hallé secondo un illustre Direttore di orchestra.

Vera Mazzotta

Il busto di bronzo che oggi siede, orgogliosamente, davanti all’organo della Royal Albert Hall per tutta la durata della stagione e che, meritatamente, viene decorato dai Prommers con un corona di alloro l’ultima sera, è quello del fondatore di questa importantissima stagione Sir Henry Wood (1869-1944).

Henry Wood nel 1906

Per molti, i BBC Proms sono e saranno gli Henry Wood Promenade Concerts, un titolo che riconosce a questo grande musicista, compositore e direttore, la sua parte nella loro fondazione nel lontano 1895.

Non fu l’unico, ma oggi viene ricordato come tale dal momento che fu il Direttore di orchestra che per 49 concerti riuscì a portare sul palco programmi sempre nuovi e apprezzatissimi.

Fu Robert Newman, Direttore della Queen’s Hall ad avere l’idea di creare una stagione dove le persone potessero passeggiare, i Promenade Concert, o , Proms sulla scia di quelli che si erano tenuti per molti anni al Covent Garden: l’obiettivo era attirare un nuovo pubblico verso la musica classica grazie a biglietti più economici e un format diverso e, infatti, la Queen’s Hall di Langham Place, poi distrutta nel Blitz, venne riempita.

Era permesso fumare e bere e c’erano bancarelle di gelati, sigari, fiori e persino una fontana. Il primo programma con Wood alla direzione dell’orchestra della Queen’s Hall, era composto da canzoni, pezzi strumentali leggeri e novità. Wood e Lady Hallé collaborarono decine di volte insieme e, con buona pace del grande Joachim, così affermò:

Lady Hallé – far and away the greatest lady
violinist of the time – played the Max Bruch
concerto superbly. The nobility of her style
reminded me of Joachim but, to be quite candid,
I thought her tone was more musical than his,
certainly her intonation was better

Lady Hallé – di gran lunga la più grande signora
violinista dell’epoca – suonava il concerto di Max Bruch superbamente.

La nobiltà del suo stile
mi ricordava Joachim ma, ad essere sinceri,
pensavo che fosse più musicale del suo, sicuramente la sua intonazione era migliore.

Sic!

(PDF) Tra La La lira lira lay. Ancora su Wilma Néruda. | Vera Mazzotta – Academia.edu

https://www.academia.edu/51025245/Tra_La_La_lira_lira_lay_Ancora_su_Wilma_Neruda

tra-la-la

intervista con l’autrice per Radio Roma Capitale

Paganini-Nèruda

V.Mazzotta

MARLBOROUGH EXPRESS, VOLUME XLV, ISSUE 230, 6 OCTOBER 1911, PAGE 3

Un articolo che ci fa conoscere un nuovo aspetto della violinista Wilma Norman Nèruda, definita quando ancora era in vita The Female Paganini, il suo studio costante della tecnica del Grande Genovese.

Mi ricordo bene l’arte di Madame Norman-Neruda, che ha devoluto gran parte della sua vita, peraltro interessante, allo studio del metodo del Grande Paganini e dei segreti che gli hanno consentito di ottenere una fama mondiale.

by Herbert Rose Barraud, albumen panel card, circa 1889

Quando Wilma Neruda -Lady Hallè -e A.C.Doyle lessero l’una dell’altro

Nel 1893 lo Strand Magazine pubblicizzò una serie di interviste. Nel volume deciato a Sir e Lady Hallè venne pubblicato anche The Sotckbroker’s

Aberdeen festeggia il compleanno di Lady Hallè

Aberdeen Evening Express Friday 10 March 1893

Once again the little thing of Chopin’s | Vera Mazzotta – Academia.edu

https://www.academia.edu/35124039/Once_again_the_little_thing_of_Chopins