V.Mazzotta

When we describe the Little Neruda as a phenomenon for her age, there is no small praise: she is already a fully equipped virtuoso.
Professor Edouard Hanslick
V.Mazzotta

When we describe the Little Neruda as a phenomenon for her age, there is no small praise: she is already a fully equipped virtuoso.
Professor Edouard Hanslick
DI VERA MAZZOTTA
I musicisti in età vittoriana, non erano tutelati in alcun modo: finchè guadagnavano suonando potevano pensare di investire in modo da potersi garantire una vecchiaia quantomeno tranquilla. Per questo motivo, la moda del tempo era quella di creare una sorta di comitati che si occupavano di raccogliere donazioni per la costituzione di fondi che avrebbero potuto garantire una vita dignitosa anche quando questi musicisti si sarebbero dovuti ritirare dalla carriera.
Lady Hallè nel 1895 perde suo marito Charles dal quale non sembra aver ereditato nulla a leggere il suo complesso testamento, se non quanto i figli del primo matrimonio avranno voluto accordarle. Nel frattempo suo figlio maggiore Ludwig non se la passava bene essendo stato condannato per bancarotta fraudolenta a causa di alcuni investimenti azzardati con la sua società, a tal punto da doversi trasferire fuori dall’Inghilterra e chiedere ‘asilo’ in Asolo all’ amico Pen Browning.
Ecco che gli amici di una vita cominciarono a costituire questo fondo destinato a Lady Halle i cui partecipanti vengono qui indicati grazie alla solerzia di Miss Lucy Terry, nipote della grande attrice Ellen Terry.

Il fondo risulterà così ricco da consentire di donare a Lady Hallè un assegno e le chiavi di un palazzo cittadino, proprio ad Asolo…il che non stupisce considerata la situazione difficile in cui versava il figlio.. il palazzetto divenne residenza di Ludwig Norman Nèruda, di sua moglie May Peton e della loro bambina Wilma Marian Norman Nèruda, almeno sino alla morte dell’alpinista.

Ovviamente l’ingente dono suscitò non poche polemiche dal momento che veniva riconosciuto solo a musicisti che erano riusciti, in virtù certamente dei loro meriti, ad ottenere l’appoggio di Lord e regnanti, mentre altri, non meno bravi, erano condannati alla povertà e all’indigenza.



intervista con l’autrice per Radio Roma Capitale