DI Vera Mazzotta .

Orebladed marzo 1903
Wilhelmine Neruda, chiamiamola così, perché con questo nome è più conosciuta, è diventata famosa in tutto il mondo, andando da trionfo a trionfo. –
Come ho fatto a conoscerla? Te lo racconto.
A Stoccolma avevo conosciuto il compositore svedese Norman, buon amico di Kjerulf, con cui aveva studiato a Lipsia. E con lui, Norman appunto, si sposò in seguito, così venni a fare la sua conoscenza in modo del tutto naturale. Fu, se ben ricordo, nel 1862-63 quando visitò per la prima volta la nostra città e incantò il pubblico con il suo gioco.
Ha infatti non solo la tecnica più brillante, ma sa suonare con un sentimento che trascina tutti con sé. Puoi credere, fu un giorno indimenticabile, quello che passai allora insieme a lei e a Edvard Grieg in una villa di campagna di un riccone ad Asker. Lo stesso giorno suonò lei e sua sorella, Marie Neruda, che poi sposò il cantante svedese Arlberg, e suo fratello, Franz Neruda, nel vecchio Teatro di Christiania in Bankpladsen.
C’era entusiasmo e giubilo, – di questo possono raccontarvi i vecchi cristianiensi. Poi l’ho sentita a Parigi in uno dei famosi “conserts populaires” di Pasdeloup. Lì fu presentata da Tellefsen alla principessa Metternich, – era sotto il secondo impero, nel 1868, – e da questa introdotta alla principessa Matilde, sorella di Napoleone, che conoscete di nome, famosa per il suo gusto raffinato e perché riuniva tanto dell’élite intellettuale della città del mondo nei suoi saloni. Lì suonò tra l’altro una sonata di Grieg. Fece furore lì come ovunque. –
Se è vecchia ora? Non ditelo mai. Raramente si vede una figura più giovane e ha un viso che non è bello ma di alto grado spirituale. È come una statua da guardare quando suona. Nessuna affettazione, del tutto naturale eppure con un calore nel portamento che trascina tutti con sé.
Sì, potete dire tranquillamente che supera tutte le aspettative. –
I l vecchio signore appassionato di musica, che tiene un fine arco da violino, si era scaldato parlando, mentre richiamava alla memoria tutti questi ricordi del suo convivio con la famosa violinista, Lady Hallé che è arrivata qui ieri sera insieme all’ottimo pianista Borwich per dare un concerto nella nostra città. –
Di nazionalità Lady Hallé è ceca, dotata di un marcato talento linguistico, tanto che parla anche il norvegese, cosmopolita per la sua cultura e straordinariamente intelligente. Oltre che qui e a Parigi l’ho sentita a Londra, dove tra l’altro insieme al famoso violoncellista Piatti diede i celebri concerti del lunedì.
Come esempio dell’entusiasmo con cui fu accolta basta raccontare che il duca di Edimburgo insieme ad alcuni ricchi le donò un castello sul Lago di Garda oltre a una notevole somma di denaro. In questo luogo perì il suo figlio maggiore del primo matrimonio, un giovane pittore, cadendo dalle montagne. Fu un paio di anni fa, e da allora non ci ha mai messo piede. È stata sposata due volte. Prima con Norman come detto e poi con il famoso pianista inglese Hallé che fu reso nobile e che era un uomo molto ricco. Morì improvvisamente nel 1895 per un ictus senza lasciare alcun testamento (Cosa non vera perchè esiste il Testamento di Hallè che lascia l’intera sostanza ai suoi numerosi figli n.d.a) e così Neruda decise di riprendere il tour perché è una donna coraggiosa che vuole stare sulle proprie gambe. È vero, oltre al castello menzionato ricevette anche dal duca di Edimburgo uno Stradivari uno strumento di prima classe che costava 30.000 corone; sa tirare fuori suoni da questo meraviglioso violino come nessun altro.
Sì, puoi tranquillamente concludere: supera tutte le aspettative, e con questo è tutto detto.
Il vecchio signore sbatté il tabacco dalla sua piccola pipa inglese non volevamo più occupare il suo tempo, e ce ne andammo.

E se quel vecchio amateur, con l’arco in mano, la pipa ed il tabacco fosse stato Sherlock Holmes? Noi ne siamo convinti considerato che Wilma Néruda è la violinista che conobbe Sherlock Holmes