Piccola Wilma e i suoi violini

Vera Mazzotta

1851, Wilma Nèruda, ha 13 anni ma, suo padre ne dichiara almeno due di meno, cosa che spiega la confusione sulle date di nascita che viene, tuttavia, chiarita guardando la trascrizione dei suoi documenti di nascita al foglio 404 dell’Anagrafe relativa alla Chiesa di San Pietro.

https://www.mza.cz/actapublica/matrika/detail/7870?image=216000010-000253-003381-000000-016944-000000-00-B03525-02030.jp

Wilma suona in pubblico dal 1844 e, dal 1845, la famiglia si trasferisce a Vienna dove suscita interesse nella nobiltà come nella borghesia.

Non si sa su che violino abbia imparato a suonare ma, lei stessa, in una intervista, parla di un ”piccolo violino rosso’‘ che da adulta, le sarebbe piaciuto recuperare per tenere come ricordo.

In altre testimonianze si parla del possesso di un Cremonese ma non di uno Stradivari, bensì di un Guarnieri, al contrario di questo articolo nel quale invece, si torna a parlare di uno Stradivari! 

Certamente, Wilma Néruda ebbe modo, come molti violinisti della sua epoca, di provare e suonare molti strumenti oltre allo Stradivari-Ernst donatole nel 1875 dall’aristocrazia inglese.

Si dice, infatti, che possedesse un secondo Strad ”prestatole” da una gentildonna inglese che, secondo l’amico Radek Hasalik, potrebbe essere quello di Lady Lindsay.

oppure, più probabilmente, il ”Marie Schumann”, strumento del 1698 se dobbiamo credere a questa testimonianza:

The Violin Times-luglio 1900

A Stradivarius violin, with his label inside, came up for sale at Sotheby’s recently. It was formerly the property of Miss Van de Weyer, and was purchased on the advice of M. Ries and Signor Piatti; it is a well known example, and has been played upon by Herr Joachim and Madame Norman Neruda. It realised £600, and was purchased by Mr. Delaine.”

https://tarisio.com/cozio-archive/property/?ID=40472

Non è l’unica ipotesi, ne abbiamo rinvenuta un’altra che sposta invece l’attenzione allo Stradivari del 1695

The Hawaiinian-Goetz-Murray, citato anche da Hill come appartenente, in origine, ad un coltivatore delle Indie, Gonsalves, e che ” Lady Hallè consigliò di acquistare ad uno dei nipoti di Lord Burnham, Ludovic Goetz” amico anche del secondogenito della violinista, Waldemar.

Per il momento, l’unico violino legato al suo nome rimane l’Ernst-Hallé

Ma eccola la traduzione di un articolo del

Bora Tidning del 1851

Wilma Neruda è un talento musicale, che, oggi sta suscitando grande interesse nel mondo dell’arte. Ha tenuto concerti con straordinario successo in diversi paesi europei e recentemente in Russia. La sola idea che una ragazza possa suonare il violino cattura l’attenzione. Alcune note biografiche su di lei potrebbero quindi non essere prive di interesse. Suo padre, Josef Neruda, proveniva dalla Moravia, dove era stato precedentemente impiegato come organista nella cattedrale di Brno, la madre, invece è Italiana.

(sull’origine italiana di Franziska Merta confesso di avere molti dubbi).

Entrambi i genitori sono musicisti, hanno sette figli, tutti eccellenti dal punto di vista artistico. Il figlio Victor, ora quattordicenne è un buon violoncellista ma ha iniziato a suonare il violino già a 7 anni, e la sorella Wilma, che allora aveva 5 anni, ha presto avuto voglia di suonare con lui. Fratello e sorella litigavano così a lungo per il violino, finché il padre non dovette comprare un violino anche per lei. Il prezzo allora non era alto: ogni violino costava solo 30 fiorini, equivalenti a circa 95 copechi.

Wilma (Wilhelmina) fece progressi rapidi, e già l’anno seguente iniziò a suonare brani di Beriot e Mayseder. Un anno dopo, Neruda partì con i suoi figli per Vienna dove la figlia prese lezioni dal professor Jansa. Nel frattempo, la figlia maggiore, Amalia, ora sedicenne, era già già al suo 6° anno di studio con la guida dei genitori.

Entrambe le sorelle si esibivano spesso a Vienna e suonavano a Corte, dove Wilma, a ricordo delle sue vittorie nel regno dei suoni, ricevette una spada d’onore dalla Imperatrice Anna! e un violino molto prezioso, un autentico Cremonese di Stradivari.

Successivamente, il fortunato padre, uomo amabile, modesto e disinteressato, si mise in viaggio con i suoi prodigi verso Berlino, Lipsia, Hannover, Amburgo, Brema, Belgio e Parigi, che dovette presto abbandonare a causa della rivoluzione di febbraio del 1848, e l’Inghilterra. Ovunque incontrarono grande attesa lasciando dietro di sé una soddisfazione ancora maggiore. A Londra diedero 19 concerti di seguito con pause solo la domenica con l’onore di suonare anche per la Regina Vittoria. Dall’Inghilterra si recarono a Vienna, Ungheria, Berlino ecc. e da lì in Russia.