Wilma Neruda. Hush. Il ritratto di un’epoca

Wilma Neruda: hush

il ritratto di un’epoca

di Vera Mazzotta

Manchester Art Gallery, Regno Unito (Foto: Wikiart.org)

Suonare il violino è di moda tra noi come lo era quando il romano Nerone grattava le corde di budello tra le rovine in fumo della sua capitale. Uno dei nostri Principi reali è ben noto per la sua destrezza con il violino e in società questo strumento è molto in voga. Alcuni dicono che non sia adatto alle donne ma quelle con buone braccia, portamento dritto e teste ben fatte sono felici di suonare il violino, se possono. Una di queste belle artiste è il soggetto di un altro dei quadri che Tissot ha sul suo cavalletto anche se ancora rimane dubbio se sarà finito in tempo: una figura aggraziata ma determinata, in piedi, sola davanti a un pubblico distinto in un affollato salotto londinese. Vicino a lei, al posto d’onore un gruppo di orientali – Rajah indù, Scià di Persia, gemelli siamesi, o qualunque magnate dalla pelle color caffè possa essere il leone della stagione; davanti, in primo piano nel quadro, le maggiori personalità hanno preso posto mentre, da sinistra, una folla di persone sta entrando nella stanza. C’è un forte brusio e chiacchiericcio nell’aria: rumore di abiti fruscianti, piedi in movimento, tutte prove di indifferenza e disattenzione; di fronte a questo, sebbene pronta con l’arco in mano e il Cremona al mento, mademoiselle disdegna di suonare il primo accordo. Il suo atteggiamento esprime esattamente il titolo del quadro, “Hush!”.Gli echi dei cavalletti’‘. London Society- 1874.


La donna aggraziata e determinata, secondo The Times (29 maggio 1875) era Wilma Norman Neruda. Tissot completò Hush, conosciuto anche come The Concert, per l’esposizione del 1875 e come molte altre sue opere, si rivela immediatamente come uno scintillante spaccato di vita londinese che mostra upper e middle class riunite per un concerto, evento mondano abbastanza frequente all’epoca. Con questo dipinto il francese cercava di contrastare le critiche suscitate da “The Ball on Shipboard” e “London Visitors” e reiterare il successo di “Too Early” che, in qualche modo, rappresenta il momento precedente della scena del concerto.

Tissot.

Tissot (1836-1902) faceva parte della schiera degli artisti francesi rifugiatisi a Londra nel mezzo o durante la guerra che portò all’esperienza della Comune: alcuni erano fuggiti dalla leva (Monet) o da case distrutte (Pissarro), altri come Tissot si erano allontanati in cerca d opportunità professionali e nuovi mercati o per seguire patroni all’estero (Carpeaux). Il soggiorno londinese, sebbene doloroso, offrì loro l’opportunità di vedere e studiare collezioni che conoscevano solo attraverso stampe. Alcuni, come Monet, furono costretti a lottare per guadagnarsi il pane ma Tissot, al contrario, riuscì a relazionarsi con i circoli sociali d’élite probabilmente perché aveva già una carriera consolidata alle spalle ed era collegato a Londra da commissioni e da un lavoro come disegnatore per Vanity Fair che tenne fino al 1876.

Non a caso Edmond de Goncourt, pungente come sempre nel suo “Journal” parlò di De Nittis e Tissot, come due prezzolati in cerca di fortuna e di mercato.

Questa sua posizione, diversa da quella dei suoi compatrioti, gli consentì di frequentare quei circoli elitari pur mantenendo, rispetto ad essi, una posizione liminale mai perfettamente coincidente o integrata. Tissot rivolgeva alla contemporanea Inghilterra uno sguardo divertito dalle ansie sociali e sessuali serpeggianti nella middle e upper class vittoriana. E piovvero critiche, ai colori, ora troppo accesi ora glaciali, alle sue scene, secondo Ruskin piene di colore più che colorate, alla mancanza di coerenza o all’eccessiva attenzione al dettaglio, alla mancanza di significato e soprattutto alla frequente inclusione di potenziali o emergenti improprietà morali. l’Athenaeum più volte si espresse criticando le giovani di Tissot, come brutte e di bassa estrazione e la rappresentazione una diffamazione, volutamente volgare. Tissot pittore della vulgar society perché gli atteggiamenti disinvolti non potevano che essere che quelli dei noveau riches a cui appartenevano donne più francesi, che inglesi perché le donne inglesi rispettabili non si sarebbero messe in una tale situazione (The Graphic).

Ah! la buona e vecchia contrapposizione tra Francia ed Inghilterra.

L’ispirazione

Hush, invece, almeno parzialmente, riuscì nel suo intento anche se, ad uno sguardo più attento, gli si sarebbero potute muovere le medesime critiche ”moraleggianti” degli altri suoi dipinti. Secondo Helen A. Stephenson, Mrs Frank Pownall, citata da Laver nel 1936, il dipinto trova l’ispirazione in una soiree musicale del 1873 in casa dei Coope potente famiglia di estrazione media il cui capostipite, Octavius, aveva iniziato come birraio: come tutte le famiglie della middle-class apriva la sua casa organizzando intrattenimenti anche con l’intento di innalzare la propria provenienza, di legittimare, con l’Arte e la Musica il proprio Essere.

Mia madre, Lady Stephenson ebbe un invito anche per lui ( Tissot) dai Coope ma non gli fu dato il permesso di ritrarre gli ospiti, quindi tutte o almeno la maggior parte delle persone nel dipinto sono solo tipi… Ricordo bene che, quando il quadro venne esposto, si osservò che Tissot non aveva reso giustizia all’estrema grazia e facilità dell’atteggiamento della Neruda. In quella particolare sera era presente l’Ambasciatore cinese; nessun indiano. Forse Tissot, obbligato a non fare ritratti cambiò nazionalità desiderando però evidenziare la simpatia cosmopolita tipicamente britannica.

Sì ! the British Cosmopolitan sympathy!

Un cosmopolitismo che considerava gli uomini cittadini di un unico stato che però, ovviamente, coincideva con l’Impero britannico: una sinonimia, cosmopolitismo e imperialismo, non proprio perfetta!!

Questa testimonianza, comunque, ai fini dello studio del nostro dipinto, si rivela solo parzialmente vera.

Uno sguardo da vicino

Hush ritrae il momento immediatamente precedente il concerto. Le persone bisbigliano, parlano tra loro, i vestiti frusciano, una delle cose che la violinista, spesso aveva criticato insieme all’incapacità di arrivare in orario al concerto.

La violinista è giovane, emozionata o più probabilmente rassegnata? Forse Hush è quello che vorrebbe esclamare, silenzio! La posa, la pettinatura, i fiori appuntati sul petto, i nastri al polso e quello al collo ricordano certamente Wilma. L’espressione meno. Per molti sarebbe il volto di Kathleen Newton, la donna che divenne amante di Tissot e sua costante modella, eppure questo non è possibile, dal momento che l’incontro tra il pittore e Kathleen avvenne solo tre anni più tardi. Quel che è certo è che è icona affascinante seppur ancora inconsapevole, della Modernità ai suoi prodromi.

Il pianista che cerca di sistemare la parte potrebbe essere Sir Julius Benedict, accompagnatore dei Pops di Londra, direttore del Festival di Norwich (1845 al 1878) e del Liverpool Philharmonic Society (1875 al 1880), mentre l’uomo accanto a lui, Jacob Diaz De Soria, identificazioni queste fatte sulla base del fatto che Tissot, giunto a Londra, divenne membro dell’ Arts Club di Hannover Square di cui faceva parte anche Sir Julius e dove probabilmente conobbe anche De Nittis e Heilbuth, entrambi presenti in piedi a sinistra in questo quadro insieme, probabilmente a Sir Frederik Leighton.

La conversazione continua sulle scale tra le coppie sedute sui gradini nel disinteresse verso il concerto, mentre i due signori anziani, probabilmente, pensano a quando verrà aperto il banchetto.

Due giovani rampolle commentano l’ingresso dell’ultima arrivata, direi, scientemente arrivata per ultima, e il suo abito che mette in risalto le spalle: d’altra parte a cosa serve una soiree musicale se non a farsi notare e possibilmente a trovare marito? Per cui con delle spalle come queste, anche se si è arrivati in ritardo, si può comunque prendere un posto in prima fila.

Il passatempo collettivo è il pettegolezzo, l’affettazione, l’emozione dominante epitomizzata nella schiena dell’elegante signora in nero, è la noia che copre il suo viso dietro al suo ventaglio scuro forse per non lasciar trapelare commenti vuoti o magari proprio un imperdonabile sbadiglio!

Accanto ai pittori qualcuno cerca all’apparenza di mettere a frutto la serata stringendo accordi di affari oppure … per commentare quella sfilata di donne procaci, manifesto dell’ipocrisia vittoriana, maschile e femminile.

Corpo sessuato, mercificato. Società del visivo.Specchio di una società d della vacuità, che si va progressivamente femminilizzando.

Ansie vittoriane. Tissot, implacabilmente francese, svela gli aspetti idiosincratici e inevitabilmente comici della vita inglese invisibili agli inglesi.

Ma continuando nella nostra panoramica è evidente che, dietro l’etichetta questa serata potrebbe anche avere per qualcuno anche insperati risvolti!

Domina, al centro, una sconosciuta: è lei con il suo ventaglio decorato, la ”’ star della sera’‘ che, flirtando apertamente, ruba la scena alla violinista a testimonianza della marginalità della musica in questo evento mondano, dettaglio meramente accessorio e superfluo nell’ambito della “funzione” sociale che stanno rappresentando.

I notabili hanno preso tutti posto, rimane una sedia vuota, per chi?

E, nell’indifferenza totale, un altro paradosso: gli unici a prestare attenzione sono due dignitari indiani. Ma ecco l’ansia inglese nei confronti del diverso, emergere prepotentemente: i due dignitari, sporgendosi dalle sedie, guardano la violinista quasi vogliano ”mangiarla con occhi”. Una attenzione che, tuttavia non è così diversa da quella inglese: non possiamo non ricordare il racconto, anche un po’ divertito, che la violinista fece nelle sue interviste degli anni ’90 dell’ ottocento quando a mangiarla con gli occhi erano quegli stessi inglesi scandalizzati dall’avere di trovarsi di fronte una donna con il violino, strumento considerato inappropriato.

Ancora una volta, la testimone dell’epoca, Mrs Pownall può essere smentita: i due stranieri non possono essere ambasciatori cinesi ritratti in abiti tradizionali indiani perchè la prima ambasciata cinese nel Regno Unito risale al 1877 anno della prima missione diplomatica all’estero nella storia della Cina.

Goodman’s 1877 portrait of Guo Songtao..jpg

Il 2 dicembre 1876, Guo Songtao con un seguito di 30 persone, partì da Shanghai arrivando il 21 gennaio 1877 a Southampton per poi raggiungere Londra in treno. Il 7 febbraio la legazione fu ricevuta dalla Regina Vittoria e Songtao presentò le sue credenziali per diventare il primo inviato diplomatico cinese.

Il giovane Indiano è il Maharaja Duleep Singh, (de)portato in Inghilterra da bambino. La conquista del Punjab del 1846 aveva consegnato l’amministrazione dello stato e la “protezione” del Maharaja al governo britannico. Singh fu separato dalla madre, considerata una minaccia per l’impero britannico e costretto a cedere, anzi, “donare” il diamante più grande del mondo, Koh-i-Noor alla Regina Vittoria che ne fece una spilla a monito e ricordo della potenza inglese. L’identità culturale di Singh fu gradualmente cancellata. Instaurò una sorta di amicizia abbastanza tormentata con la Regina Vittoria ma visse sempre sotto scrutinio e proibizioni da parte dei britannici. Duleep, il Principe Nero del Perthshire rimase una spina nel fianco ed nutrì il temerario, impensabile sogno di contrastare l’imperialismo inglese. Nel 1893, poco prima di morire, chiese perdono alla Regina

Accanto a figure riconoscibili e identificabili ci sono comunque anche modelli della ristrettissima cerchia di Tissot: il gentiluomo con i baffi bianchi nell’angolo sinistro che appare anche in Reading the News (1874), The Ball on Shipboard (c. 1874) e in The Warrior’s Daughter (A Convalescent 1878 circa) o la donna dai capelli bianchi, a destra presente anche in ConvalescentHolyday (c. 1876) e la star della serata che apre il suo splendido ventaglio altri non è che Margaret Kennedy Frebody che posò per numerosi dipinti di Tissot nei primi anni del 1870 insieme a suo fratello, il Capitano Lumley Kenned. Tissot aveva conosciuto suo marito, il capitan John Freebody poco dopo il suo arrivo a Londra.

Helen A. Stephenson quindi, riporta i ricordi della madre che confonde la storia con la memoria, non sempre perfettamente coincidenti. L’ evento che molto probabilmente ricordava era quello di qualche anno più tardi, il 9 maggio del 1877, l’inaugurazione della Grosvenor Gallery, con concerto di Wilma Norman Neruda, la presenza dei Reali di Inghilterra e allora anche dei diplomatici presenti a Londra ma anche di Richard Doyle, Tissot, Alma Tadema e Tom Taylor, invitati da Lady Blanche Lindsay, patrona delle arti, violinista lei stessa e amica della Neruda.

Ciò non toglie il fascino di questo pittore che nella sua tela è riuscito a cristallizzare il fascino ambiguo della mondanità e della borghesia, la tensione sociale e sessuale tra uomini e donne in una società rigorosamente segregata per genere ma piena di accenni, narrazioni di desiderio, volgarità e complessità tipiche delle relazioni sessuali, dei cambiamenti sociali non sempre rassicuranti del secolo più lungo della storia.

E ancora una volta Wilma Norman Neruda ne fu protagonista

Bibliografia

Wentworth, MJ. James Tissot. Oxford studies in the history of art and architecture. Oxford: Clarendon Press, 1984.

Lochnan KA (ed). Seductive surfaces. The art of Tissot. Studies in British Art 6. New Haven: Yale University Press, 1999.

Marshall N, Warner M. James Tissot: Victorian life-modern love. New Haven: Yale University Press, 1999

The Athenaeum, 5 June 1875;

The Times, 29 May 1875, p. 12;

 Annual Report of the Committee, Manchester City Art Galleries, 1933, pl. 11, as T

The Concert; Pictorial Education, 1933; Knoblock, E., ‘James Tissot and the “Seventies”’

 https://thehammocknovel.wordpress.com/2017/11/15/a-closer-look-at-tissots-hush-the-concert/.

Sikh History in 10 Volumes, by Dr Harjinder Singh Dilgeer. Published by Sikh University Press, Belgium, 2009-2012.

yLady Lena Login. Sir John Login And Duleep Singh, bW. H. Allen & Co., London. 1890.

James Laver , Vulgar Society. The Romantic Career of James Tissot Constable & Co Ltd, London ; Publication Date: 1936 

https://openlibrary.org/authors/OL1085049A/James_Jacques_Joseph_Tissot

Smetana e i Néruda

Vera E. Mazzotta

2024

Duecento anni dalla nascita di Bedrich Smetana, il figlio di un birraio dal talento musicale mai visto. Non sempre compreso dai suoi stessi connazionali, oggi è considerato, giustamente, uno dei compositori più rappresentativi della Repubblica Ceca e il compositore, pubblicista, musicista che ha posto le basi dell’ identità musicale ceca trattando i temi nazionali con originalità senza pari attingendo alle leggende, alla storia, ai personaggi, ai paesaggi e alle idee del suo paese. Ceco come cechi erano i Neruda a cui la vicenda di Smetana si intreccia.

1824

Suo padre lo aveva chiamato Frantisek ma Smetana decise di cambiare il nome, germanizzato, con il nazionale Bedřich e così è stato conosciuto. Fin da bambino fu indirizzato alla musica e fin da bambino desiderò ardentemente di farne una professione:

“Per grazia di Dio e con il suo aiuto un giorno sarò un Liszt nella tecnica e un Mozart nella composizione” (Diario 23 gennaio 1845)

Così, nonostante l’opposizione della famiglia, nel 1843 giovane, con tante idee romantiche e solo 20 monete d’oro in tasca arrivò a Praga per studiare teoria musicale e composizione con Joseph Proksch e mantenendosi facendo il tutore presso il Conte Leopold Thun. Pianisticamente Bedrich era un autodidatta ma raggiunse ugualmente livelli fenomenali tuttavia, la sua idea di fare una carriera da virtuoso del pianoforte non era realistica: non aveva un mecenate nè una borsa di studio, quindi, l’ unica possibilità era l’insegnamento. Grazie a Thun conobbe Schumann e Liszt a cui si rivolse per coronare il suo sogno di aprire una propria scuola. In particolare a quest’ultimo chiese di accettare la dedica dei suoi Six Morceaux caractéristiques op. 1 praticamente implorandolo di fornirgli supporto finanziario per la scuola che intendeva aprire. Liszt ignorò la parte finanziaria della richiesta, ovviamente, ma mostrò interesse per i pezzi persuadendo Kistner a pubblicarli nel 1851. Ebbe inizio una grande amicizia.

1848. Primavera dei Popoli

Smetana aprì il suo istituto musicale l’8 agosto 1848 due mesi dopo aver combattuto sulle barricate durante la Prima rivoluzione di Praga, città inquieta, desiderata, ricca, sempre più insofferente al potere chiuso e conservatore di Francesco Giuseppe. La Primavera dei Popoli, una folata di vento: dopo la promessa di riforme liberali il regime autocratico di Alexander Bach fu un duro colpo per tutti i patrioti cechi. Praga vessata e attaccata, rientrò nei ranghi, privata di ogni autonomia persino della lingua che nemmeno i cechi come Smetana ed i Neruda conoscevano più. Per alcuni anni si sperò che Francesco Giuseppe accettasse e riconoscesse i diritti della corona boema, gesto che sarebbe stato accolto calorosamente dai sudditi cechi ma le speranze svanirono rapidamente. Smetana, nel frattempo, aveva sposato Kateřina Kolářová da cui ebbe quattro figli di cui solo una sopravvisse e non vedendo possibilità alcuna di miglioramento immediato sulla scena politica, accettò di insegnare pianoforte a Göteborg dove arrivò il 16 ottobre 1856. Una settimana più tardi vi tenne il suo primo recital suonando Handel, Mendelssohn, Chopin e la trascrizione di Liszt dello Ständchen di Schubert: il 1 dicembre fu in grado di aprire una scuola di musica che attirò più allievi di quanti potesse iscrivere. Ben presto fu nominato Direttore della Måndagssångövningssällskapet, una società amatoriale di musica corale che, un anno dopo, si fuse con la sezione corale dell’Harmoniska Sällskapet, rimanendo attivo anche nell’organizzare concerti da camera con Josef Czapek (violino) e August Meissner (violoncello). Il pubblico non era avvezzo a quella che allora era musica contemporanea e quindi nuova ma Smetana perseverò nell’educarlo. Goteborg e la Svezia furono la casa a cui far ritorno sempre anche dopo i periodi passati a Weimar da Liszt.

Ma la Storia cominciava a prendere un altro corso.

Dopo la sconfitta austriaca ad opera di Napoleone III a Magenta e Solferino, nel giugno 1859 divenne evidente che con una forte pressione, anche i patrioti cechi avevano buone possibilità di ottenere concessioni sostanziali dall’imperatore. Era iniziato il tira e molla con gli Asburgo tra concessioni, come il Diploma di Ottobre che concedeva parziali autonomie ed elementi federali ad alcune regioni dell’Impero inclusa la Boemia, e rinnovate chiusure, la Patente di Febbraio, con relative nuove centralizzazioni del potere che delusero le aspettative indipendentiste del popolo ceco che mirava ad una maggiore autonomia: la centralizzazione del potere a Vienna continuava a essere una fonte di tensione. I cechi continuarono a lottare per i loro diritti e per una maggiore rappresentanza politica all’interno dell’impero. Smetana aveva perso i figli, nel 1859  la tubercolosi aveva portato via anche sua moglie. La Svezia gli aveva dato fama, rispetto, onore, lo aveva fatto maturare dal punto di vista musicale ma il livello della vita culturale svedese che proprio in quegli anni accoglieva i giovani Neruda, suoi compatrioti, non era più sufficiente a soddisfare la sua crescita artistica.

1860-1870

Sto perseguendo altri obiettivi, se avrò fortuna, non lo so ma non posso seppellirmi a Göteborg. Devo cercare di pubblicare finalmente i miei lavori e creare un’occasione per avere nuovi stimoli per il mio lavoro ( marzo 1861).

In patria si preparavano nuove importanti conquiste culturali, nuove sfide, la prima, avere un Teatro ceco permanente e una scena operistica nazionale: era il momento di mettere l’esperienza acquisita al servizio della cultura ceca così decise di tornare a Praga nel maggio 1861 per svolgere un ruolo attivo sulla scena artistica.

Al servizio della Nazione.

Negli anni Sessanta, Smetana si sforzò di professionalizzare la vita musicale in Boemia scrivendo per Národní listy, fondando associazioni organizzando e dirigendo concerti. Fondamentale fu l’apertura del Teatro Provvisorio nel 1862. Sebbene lui stesso avesse avuto un’educazione in lingua tedesca, si unì agli sforzi di rinascita nazionale sostenendo l’idea della musica nazionale legata alla messa in musica della parola ceca. Compose la sua prima opera all’età di 38 anni iniziando a costruire quell’opera nazionale ceca in cui trasfuse la sua conoscenza della letteratura operistica.

Ma non esisteva solo l’opera a Praga. Le sale da concerto erano vuote anche per mancanza di musicisti formati: era necessario riformare la vita musicale, esattamente come Janáček faceva a Brno insieme proprio alla famiglia Neruda, anche istituendo concerti in abbonamento: l’ Umělecká beseda (4 novembre 1863).

Praga ha perso enormemente la sua antica gloria nell’arte musicale.  I programmi privi di intento artistico  che consistono in gran parte di composizioni conosciute e talvolta prive di valore, la trascuratezza nell’esecuzione sono circostanze ben note a tutti e quindi inutile ricordarle.”

Nel 1866, dopo le prime due opere, Smetana fu nominato direttore dell’orchestra del Teatro Provvisorio ruolo che lo rese consapevole dell’importanza rivestita dall’Opera per rendere più profondi e consapevoli i sentimenti nazionali e sviluppare, nello stesso tempo, anche il gusto estetico del pubblico. Tuttavia, il successo e la sua posizione furono anche motivo di controversie. Da una parte lo si accusava di monopolizzare l’opera criticando la sua drammaturgia e il suo operato, ritenenuto non abbastanza ”nazionale”, dall’ altra, invece, giovani critici, Ludevít Procházka, Otakar Hostinský e lo scrittore Jan Neruda lo sostenevano come l’unico musicista a cui guardare.

Tutto questo sullo sfondo delle nuove inquietudini.

Il 23 agosto del 1866 venne siglato a Praga il Trattato di Pace tra Austria e Prussia, un trattato voluto da Bismarck con il quale gli Asburgo persero giusto il Lombardo Veneto. Nuove e pressanti tensioni politiche si coagularono nella posa della prima pietra del Teatro Nazionale, un teatro indipendente.

Posa della prima pietra 16 maggio 1868

Fu una festa che durò diversi giorni e a Bedrich Smetana, toccò l’onore di inaugurare il Teatro “Národní divadlo” (Teatro Nazionale): era il 16 maggio 1868 e l’opera Dalibor. Quella pietra risvegliò il sentimento nazionalista ceco che spiava quelli che riteneva essere cedimenti nel Regime Asburgico: Francesco Giuseppe ed Elisabetta incoronati in Ungheria. Ma Sissi era ”ungherese”, non c’era posto per i Cechi, non avevano una Sissi dalla loro parte pertanto, le loro istanze di autonomia rimasero ancora inascoltate. Tutto il 1868 e fino al 1870 la situazione a Praga si fece incandescente, proteste contro il dominio austriaco, manifestazioni, scontri tra nazionalisti cechi ed autorità imperiali, repressione violenta di quel movimento nazionalista che invece continuò a crescere in forza e determinazione.

1968 La Primavera di Praga

Cinquant’anni fa. Un’altra Primavera. Stavolta di Praga  nella Cecoslovacchia nata dalle ceneri della Prima Guerra Mondiale e  sotto il controllo Sovietico. Alexander DubčeK segretario del Partito Comunista inaugurò un periodo di riforme; credeva nel socialismo dal volto umano, nella possibilità di  democratizzare il sistema così, in un colpo solo, per cui abolì la censura, decentrò l’economia, concesse maggiori diritti, elezioni e libertà di movimento, facendosi portavoce di una divisione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e la Repubblica Slovacca, come se un secolo di repressione e dittatura si potessero cancellare solo dall’alto. Forse credeva che sarebbe stato indolore visto che Lenin diceva  impossibile anche solo pensare ad un conflitto tra due Paesi socialisti e invece no! Breznev, nonostante gli incontri con Dubcek che pure era cresciuto in URSS, decise diversamente. Di nuovo, sotto le migliaia di soldati e carri armati inviati dal Patto di Varsavia ad occupare il paese, quella folata di vento venne soffocata non senza aver trovato una resistenza diversa, non violenta e tenace in quei giovani che, contro i cannoni, sventolarono le bandiere invadendo la città di manifestini gialli con i «dieci comandamenti del cittadino cecoslovacco: Non tradirò mai l’idea della democrazia, della libertà, della sovranità e del socialismo umanitario. Forse quella la vera grande rivoluzione.

I Sovietici persero, allora, un’occasione imponendo a forza a quel socialismo che Dubcek avrebbe voluto umano, un volto disumano. Come se Socialismo e Disumano potessero stare insieme ossimorici come sono!

1946 ritrovamenti nel patrimonio dei Neruda

Nel 1946 esce un articolo a cura di Jan Reisser, ambasciatore a Copenaghen durante i difficili anni della seconda Guerra.

https://mzv.gov.cz/jnp/cz/o_ministerstvu/struktura/utvary/specializovany_archiv_mzv/kdo_byl_kdo/reisser_jan.html

E’ a lui che i cechi devono il ritrovamento fortunoso di parte del patrimonio di lettere e foto che si trova ora presso il museo di Praga dedicato a Smetana.

Národní muzeum v Praze – Muzeum české hudby oddělení hudebního archívu

Reisser racconta che a Copenaghen ha conosciuto la famiglia Neruda allora ancora poco nota.

Qui- dice raccontando quello che oggi è conosciuto-  ho  scoperto un grande musicista ceco, la cui lunga attività a Copenaghen ha lasciato un’ impronta profonda nella vita musicale locale. Era František Xaver Neruda virtuoso del violoncello, membro della cappella reale, musicista da camera, direttore d’orchestra, insegnante e compositor  che con la sua versatilità la sua personalità affascinante e le grandi doti organizzative è stato il vero animatore della vita musicale di Copenaghen e, dalla morte di Gade, fino alla maturazione della personalità di Carl Nielsen, il più grande talento musicale del paese. František Xaver Neruda nacque il 3 dicembre 1843 a Brno figlio di un musicista di grande talento, l’organista della chiesa di San Pietro, Josef Neruda. Dei suoi undici figli, sei eccelsero nella musica e alcuni di loro raggiunsero fama mondiale. Si esibivano come solisti o si riunivano in ensemble da camera. Il primo trio Neruda era composto da Vilemína o Vilma (violino), Victor (violoncello) e Amalie (pianoforte). Quando Victor morì in giovane età durante una tournée in Russia e quando Amalie si sposò con l’insegnante di musica Wickenhauser e si stabilì a Brno, dove divenne insegnante di pianoforte, il trio si riformò. Rimase solo Vilma, a cui si unirono la sorella Marie (secondo violino) e il fratello minore František, che passò dal violino al violoncello e in pochi anni raggiunse una vera maestria in questo strumento. Il trio Neruda in questa formazione divenne famoso in tutta Europa, ma si stabilì soprattutto in Scandinavia. Dopo grandi successi in Svezia, il 2 febbraio 1863 arrivò per la prima volta in Danimarca, dove il successo fu così grande che dovettero tenere 20 concerti consecutivi. Il famoso trio si sciolse nel 1869, quando Vilma, sposata Norman, che nel frattempo era diventata forse la violinista più famosa del suo tempo, si trasferì definitivamente a Londra, dove, dopo il suo secondo matrimonio con Sir Charles, divenne Lady Hallé. Anche Marie si era già sposata con il cantante d’opera svedese Fritz Arlberg. Suo figlio Hjalmar Arlberg, cantante da camera e professore di canto al conservatorio di Lipsia, visitava spesso Praga negli ultimi anni prima della guerra..

František rimase   a Copenaghen, dove si stabilì, diventando pilastro della vita musicale della città e dove morì il 20 marzo 1915, all’età di 72 anni. Durante la ricerca di quanto aveva lasciato, scoprii che la maggior parte del materiale era stata consegnata al museo di Copenaghen dopo la sua morte.

Reisser però, non si fece scoraggiare ed entrò in contatto con la seconda moglie di Franz, Dagmar Holm Neruda per capire se nel suo patrimonio avesse qualcosa dell’eredità di Josef Neruda, il padre, che la collegasse in qualche modo a Praga.

La ricerca non fu infruttuosa dal momento che venne fuori una lettera di Smetana datata 3 ottobre 1869 in risposta alla richiesta di Neruda, di un ingaggio nell’orchestra del Teatro Provvisorio. E’ evidente che Franz, dopo lo scioglimento del trio e il matrimonio delle sorelle, pensava di poter rientrare a Brno o comunque nelle vicinanze pertanto deve aver chiesto a Smetana notizie.

La lettera di Smetana lo rivela, agli occhi di chi ha visto la crudeltà di un altro regime totalitario, il nazismo, come un combattente indomabile, politicamente istruito e convinto sostenitore dell’ indipendenza della nazione: un profeta della Rinascita nazionale.

3 ottobre 1869.

Egregio signor Neruda,

benché la sua presenza a Praga sarebbe accolta con favore da me e da ogni amico dell’arte, le consiglio, per il momento, di non abbandonare la sua solida posizione e di attendere fino a quando le questioni politiche qui si saranno chiarite  e  sistemate. Sa quanto dura deve essere la lotta del nostro popolo per i suoi diritti garantiti e sacri, cioè il diritto alla sua corona — con l’attuale governo che invece vorrebbe tanto gettare tutte le nazioni dell’Austria in un unico calderone

(quello prussiano nda) — nel calderone della germanizzazione per poter così governare su di loro con grande piacere. Grazie a Dio, il nostro popolo combatte indomitamente e come un solo uomo, tutti qui, in Boemia come in Moravia, 5 milioni di cechi. La vittoria deve essere nostra e lo sarà presto. Fino ad allora, ognuno rimanga al proprio posto perché nel momento della lotta, le arti tacciono e Praga, purtroppo, è diventata un campo di battaglia dove ora non conosciamo altro che battaglia. Al Conservatorio, da tre anni, c’è il professore Begenbart di Salisburgo, al teatro tedesco ci sono tre violoncellisti, di cui nomi non conosco i nomi e che comunque non sono significativi, nel nostro teatro ceco invece il primo violoncellista è un vostro omonimo — Neruda. Non appena sarà completato il grande teatro, il che potrebbe richiedere ancora tre anni, avremo bisogno anche di una grande orchestra ed è pertanto nostro desiderio mantenere le forze più capaci nel nostro paese. Allora, se io sarò ancora nel teatro e se Lei non cambierà idea, farò sicuramente tutto il possibile per legare a Praga un artista eccezionale come Lei. Al momento però, gli stipendi sono così bassi — il che è inevitabile in un teatro piccolo come il Provvisorio — che non è possibile offrire un posto. Il teatro può ospitare circa 1100 persone, i prezzi sono contenuti quindi con il tutto esaurito si raccolgono a malapena 600 fiorini. A ciò si aggiunge una sovvenzione statale esigua poiché tutto viene dato ai (teatri) tedeschi. Vede, Praga è diventata una Cenerentola e aspetta solo una felice rinascita. I concerti qui sono impossibili, perché i cechi non vanno ai concerti tedeschi e i tedeschi non vanno dove si canta in ceco. Solo i teatri, ciascuno per conto proprio, sono frequentati. Spero di sentirla presto, con rispetto Suo devoto Bedřich Smetana. Saluti cordiali a Lose e Delbanno, e anche a Gade.

Questa lettera, ritrovata allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e portata in patria, non era solo una testimonianza della posizione politica di Smetana ma era anche un invito a resistere e combattere per la propria libertà, per esercitare la propria sovranità. Per questo Reisser decise che andava sottratta agli occhi della Gestapo:

Dopo una pesante perquisizione che ho subito in casa come funzionario diplomatico sospettato di contatti con l’estero, ho deciso di portare la lettera fuori da Praga. Più volte ha viaggiato nella borsa di mia moglie tra Praga e Příbram. Solo quando abbiamo creato un nascondiglio segreto nel muro della nostra villa a Pičín la lettera ha trovato un posto sicuro, dove ha superato la guerra fino a quella liberazione profetizzata da Smetana. Oggi la lettera e la fotografia sono di proprietà del Museo B. Smetana a Praga.

Il cerchio si chiude

Quella del 1869 non era certamente l’unica lettera di corrispondenza. Il Museo di Praga ne conserva altre antecedenti, datate 1867. In quella del 3 settembre del 1867 Franz dice al Maestro che sua sorella ha intenzione di intraprendere un tour in Europa e pertanto chiede della possibilità di esibirsi a Praga a cui fa seguito quella di Wilma a dicembre dello stesso anno, proprio da Praga, in cui chiede consiglio sul programma da eseguire  e quando può incontrarlo, incontro che certamente ci fu dal momento che in altra lettera degli inizi del 1868 Smetana tornò a parlare proprio dell’incontro con la grande violinista. Certamente anche a lei dobbiamo la fortuna della musica da camera di Smetana in Inghilterra e in Europa come anche di quella sinfonica a cui il compositore continuò a dedicarsi negli ultimi anni della sua vita nonostante la sordità e gli effetti deleteri della sifilide sul suo corpo e sulla sua mente.

Ci piace immaginare che, nonostante i Neruda suonassero comunque anche per stagioni tedesche mantenendo il necessario, sottile, equilibrio in quanto esecutori ed evitando prese di posizione di carattere politico, che abbiano comunque condiviso con Smetana quantomeno l’ideale unitario e (sovra)nazionale della musica cosa a cui farebbe propendere la grande presenza ceca nel repertorio della violinista, da Dvorak a Smetana, da Jansa a Fibich, Mildber e Krommer.

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Bibliografia

Listy Hudební Matice. Praha: Hudební matice Umělecké besedy, 30.7.1946, 18(6), s. 172. Dostupné také z: https://www.digitalniknihovna.cz/mlp/uuid/uuid:4e58f1cc-1cbc-11e6-868f-001b63bd97ba

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Marie Néruda Arlberg

Di Vera Mazzotta

Brno 26/3/ 1840- Copenaghen 7 novembre 1920

Maria Rudolfina Neruda era la terza della numerosa prole di Josef Néruda, organista della cattedrale di Brunn, violinista e direttore di coro, e Francisca Marta, pianista.

Maria, nacque a Brno, Petrov 268. Dopo aver iniziato Viktor al violoncello, Amalia al pianoforte, e Wilhelmine, prima al pianoforte e poi al violino, Josef decise di far studiare questo strumento anche alla piccola Marie in modo da poter consentire alla famiglia di esibirsi affrontando il repertorio musicale in tutte le formazioni possibili, dal duo, al trio, al quartetto con Josef alla viola, al quintetto.

Eugen Alois Wiener, Il 25 settembre 1847 in “Die Künstler-Familie Neruda” scrisse che, dopo aver ascoltato dal vivo Vilemína Nerudová (nome in ceco), ebbe anche modo di visitare la famiglia e fu allora che Josef gli raccontà che Vilemína studiava con Leopolda Jansa, senza menzionare invece anche Innfeld, suo primo Maestro negli anni 1844 e 1845, ma soprattutto gli disse che lei di 7 anni ( in realtà 9) insegnava a suonare il violino alla sorella minore, Maria di 5 anni ( in realtà 7). Non ci sono altre notizie sull’istruzione violinistica di Maria tuttavia la Berliner Musikzeitung menziona anche la più giovane Neruda tra gli allievi di Leopold Jansa.

Marie iniziò ad esibirsi in piccoli numeri con i fratelli già nel 1850 al Redouten di Brno nei concerti del 13, 22 e 30 giugno e seguì padre e fratelli anche nella tournèè verso la Polonia e la Russia.

Brno 11/8/1851 :

Interessante per la sua grande giovinezza e la sua prima apparizione pubblica, Neruda Frl. Marie, la terza di questo trifoglio di artiste, debuttante ancora nelle scarpette da bambino, ha mostrato molto coraggio e innegabile talento musicale visibilmente desiderosa di affiancarsi all’esecuzione superba della sua sorella maggiore pertanto anche la sua prestazione è stata degna di nota in considerazione della sua età.

Nel 1852 Wilma, Amália e Marie si esibirono, per la prima volta, al Royal City Theatre di Brünn (Königl. städt. Theater in Brünn) accompagnate dall’ orchestra del teatro: al primo violino il primo insegnante di Wilma, Vincenz Innfeld mentre il futuro marito di Amália, Ernst Wickenhauser, era il secondo direttore dell’orchestra.

Nella primavera dello stesso anno i giovani Neruda si esibirono a Mosca e Kiev ma proprio durante quel tour, il 28 aprile del 1852, la famiglia venne colpita dall’improvvisa morte del giovane Victor, violoncellista, a San Pietroburgo. Alla famiglia non restò che tornare a Brünn per il funerale ed organizzare un concerto commemorativo che ebbe luogo il 20 luglio. La stampa fu colpita dalle esecuzioni della famiglia ed oltre evidenziare i grandi progressi di Wilma in purezza del suono e forza, anche Marie ricevette attenzioni positive

Frl. Marie, ancora in età infantile, si guadagnò l’applauso degli ascoltatori per la sua prestazione davvero degna di nota considerando la sua età; anche in lei è innegabile un talento innato per la musica e una guida saggia nella sua formazione la porterà, in breve tempo, ai più alti livelli.

La pausa a casa tuttavia servì a Josef principalmente per riorganizzarsi. Fu allora che Josef decise di forzare il figlio minore, Franz che studiava pianoforte e violino, a passare al violoncello in modo da ricostituire, in un nuovo Trio Neruda. Mentre Franz migliorava al violoncello anche sotto la guida di Servais, le tre sorelle continavano ad esibirsi in Europa, a Vienna e Pest nel 1854.

Le sue sorelle (di Wilma) Amalie come pianista e Marie come violinista insieme costituiscono una bella cornice per lei, la prima suonò i pezzi ben scelti con un bel tocco, mostrando nel suo modo di suonare una corretta comprensione musicale del brano ed anche la giovane Marie portò a termine il suo brano in modo assai soddisfacente tanto da esser premiata con applausi ( 23 ottobre 1852).

le sorelle Neruda, che ci hanno lasciato bambine prodigio e sono tornate virtuose adulte. Sin da bambina, Wilhelmine Neruda era la “personalità più eccezionale” tra i fratelli – e anche adesso, signorina Wilhelmine Neruda rimane la figura principale nel concerto delle tre sorelle. Non c’è da meravigliarsi che la giovane violinista sia diventata più completa, sicura, decisa, in breve, diversa nelle sue performance dopo diversi anni di assenza. La sua tecnica è potente, solida, il suo cantabile è piacevole, l’adagio è morbido, l’impatto complessivo della sua esecuzione è efficace. Abbiamo solo un’osservazione da fare, che riguarda principalmente l’aspetto esteriore, ovvero una certa irrequietezza che emerge durante l’esibizione della talentuosa giovane virtuosa. In questo senso, la tranquillità mostrata dalla signorina Marie Neruda nella splendida esecuzione del “Concertante” di Maurer offre un contrasto gentile ma come detto prima, questa è solo una nota marginale che riguarda un aspetto insignificante Jahresübersicht 1854

Uno dei loro primi concerti del nuovo Trio Neruda si tenne il 17 dicembre 1855 al Hoftheater di Dresda. Il talento di Marie e Franz ovviamente, a detta di molti, veniva un po’ offuscato dalla maestria, dal virtuosismo e dalle esecuzioni brillanti della giovane Wilma, tuttavia, anche la sorella minore eccelleva per il suono morbido ed il carattere elegiaco ed era apprezzata la compostezza considerata

più tranquilla, forse perchè non si getta nelle difficoltà come il Concerto di Vieuxtemps o il Carnevale di Ernst”. Quando le due ragazze suonavano insieme il Duo di Alard la loro musica sembrava scaturire da un’unica anima, tale era la fusione e l’unita di concezione che solo può dare, come tutti i musicisti sanno, la consuetudine del vivere insieme.

Nella “Berceuse” di Reber, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere anche Frl. Marie, che è una virtuosa del violino all’altezza della sua fama. La loro esecuzione ha creato un’atmosfera meravigliosamente coinvolgente: sembrava di vedere e sentire tre figure che passeggiavano al chiaro di luna, inviandoci baci e salutando.(Dresdner Nachrichten 15/12/1857)

ancora: La signorina Marie sebbene in tecnica violinista sia alla pari di sua sorella è troppo modesta per non riconoscere la superiorità intellettuale di quest’ultima e le lascia il primo posto. Il virtuosismo delle sorelle Neruda è stato spesso lodato ma non siamo mai riusciti a simpatizzare con il vibrato con cui lo stesso signor Neruda cerca di adornare le note più sostenute delle sue esecuzioni (Altonaer Nachrichten 21/12/1857)

Per circa un decennio, i tre fratelli si esibirono pubblicamente e, dal 1861, senza la presenza del padre viaggiarono ripetutamente in Scandinavia esibendosi a Stoccolma (1861, 1862, 1865), Uppsala (1862), Copenaghen (1862, 1866), Norrköping (1862), Oslo (1862), Karlskrona (1863), Wenersborg (1863, 1866), Gävle, Sundsvall e Umeå da Jönköping (1865) Kalmar (1866), oltre che a San Pietroburgo (1861) e Vienna (1862), Olomouc (1868) e Parigi (1868) e nuovamente a Copenaghen (1868).

Il repertorio comune includeva arrangiamenti per due violini e violoncello di opere di Schumann, Adolf Fredrik Lindblad e Halfdan Kjerulf, Norman oltre a composizioni di Henri Reber e melodie svedesi tradizionali. Marie si esibì in duo con sua sorella Wilma con opere di Maurer, Johann Sebastian Bach, Charles-Auguste de Bériot e Alard.

Maria Arlberg Biblioteca Reale Svedese

I fratelli, nonostante il successo fuori patria, mantennero sempre un forte legame con la loro terra natale partecipando sia ad eventi musicali prettamente cechi che ad eventi tedeschi come il 14 dicembre 1862 nel grande concerto a beneficio del neonato Musikverein di Brno nel quale vennero raccolti 389 zloty e 77 corone che i Neruda donarono all’ Associazione.

Nel luglio 1863 il Blekingsposten riferì che Marie, Wilma e Franz Neruda avrebbero terminato la loro attività concertistica insieme: Wilma infatti si apprestava a sposare Ludwig Norman con il quale aveva contratto il fidanzamento l’estate dell’anno prima, Franz avrebbe accettato un posto in orchestra a Copenaghen e Marie sarebbe tornata a Brünn dalla sua famiglia. L’ultimo concerto di Wilma da nubile nella sua città natale fu il 3 gennaio 1864, un’accademia musicale organizzata da Ernst Wickenhauser. In quell’occasione, si esibirono con lei anche Franz e Marie.

Alla fine Marie decise di seguire la sorella con la quale continuò a suonare anche senza il fratello Franz soprattutto nell’ambito della Stagione portata avanti da Norman e dalla Néruda che per lo più offriva programmi di musica da camera: in tre concerti per stagione si esibivano diversi tipi di ensemble guidati da Wilma Norman-Neruda al primo violino, Marie al secondo insieme a musicisti della Cappella Reale. Nel 1864, furono annunciati concerti delle due sorelle a Jönköping mentre marzo dell’anno successivo, si parlò della loro partenza per Copenaghen dove avrebbero partecipato a sei concerti al Folketheatret.

Nel maggio 1865, Wilma e Marie erano di nuovo in Svezia. Periodi intensi intervallati dalle pause dovute alle gravidanze di Wilma ( 1864 Ludwig e 1866 Waldemar). Il trio dei fratelli Neruda nel 1866 si esibì ancora a Kalmar e Wenersborg ma la vita intensa di esibizioni in quella formazione sembrava essere terminata probabilmente anche per i nuovi interessi ed impegni artistici di Franz. Per l’autunno di quell’anno, Wilma e Marie erano di nuovo insieme al Teatro Reale di Copenaghen, alla finne anno in Boemia e Moravia.

Dopo 4 anni dal matrimonio, il 12 gennaio del 1868 i Neruda tornarono a suonare insieme a Brno nella sala dell’Istituto per ciechi: anche Marie suonò da solista la Romanza in fa maggiore di Beethoven ed il 3 dicembre dello stesso anno anche Marie si sposò, niente di meno che con il notissimo cantante d’opera Fritz Arlberg (1830-1896), il dongiovanni dell’epoca, l’uomo che con i suoi famigerati ”sguardi’ alla Arlberg’ faceva crollare le donne ai suoi piedi. I due si stabilirono a Stoccolma dove, nel 1869 nacque Hjalmar (1869-1941) anche lui cantante d’opera.

Secondo la maggior parte degli studi, dopo il matrimonio, Marie Arlberg Neruda si sarebbe esibita raramente in pubblico, in realtà la troviamo abbastanza spesso in concerti e stagioni organizzati dal marito come quello del 22 giugno 1869 con Johan Hägg ad Arboga affiancando all’attività cameristica, partecipazioni solistiche come nel Concerto a Stoccolma di Olena Falkman del 7 ottobre 1873:

Inoltre si esibì anche la signora Arlberg, nata Neruda il cui solido talento musicale solo raramente si è manifestato in esecuzione da solista

e soprattutto l’attività di docente (per esempio viene ricordata Hilma A. Lundquist, violinista di Stoccolma e moglie del cantante Ludquvist, che studiò con Marie Arlberg dopo il 1880) ma ancora suonando con sua sorella Wilma nelle stagioni al De La Croix Salon organizzate dalla sorella (29 gennaio 1869): il programma includeva quartetti d’archi di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn e Schumann.

Il 1869 segnò la nascita di Wilma come artista solista ed fu anche l’anno della sua separazione da Norman, non è improbabile che questo acuì differenze di vedute musicali e rivalità fino ad allora sopite tra Norman e Fritz Arlberg, i ”mariti” delle famose sorelle: Fritz si trovò in grave disaccordo con Norman per motivi di carattere musicale, ma, a sua volta, la stessa Marie ebbe dei contrasti con il cognato.

Una lettera di Norman a Franz Neruda fa capire che, addirittura gli era stato proibito di avvicinarsi a Marie ma i motivi rimangono oscuri

Caro Franz,

tra di noi non c’è mai stato mai un gesto maleducato nè un malinteso e ti rispetto sia come artista che come persona…ora ti voglio disturbare con una richiesta. Mi sono accorto, a riguardare le mie composizioni che mi mancano le parti di due volumi di brani per violino intitolati Aus dem Leben che ricordo vagamente che Madame Marie Arlberg ha preso in prestito lmolto tempo fa.. Come sai non sono più autorizzato a contattare personalmente Madame Arlberg. Chiedo quindi a te, caro Franz, di chiedere dove sono questi pezzi per poterli riavere perché molti di questi non hanno una seconda copia. Infine, ti auguro tutto il meglio e la felicità sia nella vita che nell’arte, che meriti così bene, e nonostante tutto, saluta tua madre, Wilma, Olga, tua moglie e i miei dolci figli.

I rapporti con la terra natale non si interruppero e i fratelli Neruda compaiono nel 1872 nell’elenco dei membri onorari della Brunner Musikverein nella cui associazione rimasero sino al 1894.

Membri onorari dell’associazione sono: il signor Johann Ritter v. Chlumecky Eccellenza, la signora Caroline Gomperz Bettelheim, la signora Normann-Neruda, la signorina Marie Neruda, il signor Michael Graf Bukuwki e il signor Franz Neruda. Membri fondatori ne conta 44, contribuenti 251 e collaboratori 138, insieme ai sei membri onorari 439.

Ma, perdurando i contrasti tra Norman ed Arlberg, nel 1874 Marie e Fritz si allontanarono da Stoccolma stabilendosi a Kristiania (Oslo) dove Arlberg fu impiegato come cantante d’opera sino al 1877. La famiglia formata da Marie, Fritz ed il giovane Hjalmar risulta, dal censimento della città, residente in Raadhusgade 8. Anche questo matrimonio rimase solo di facciata: Arlberg continuò a fare la sua vita, tra viaggi, lezioni sino all’incontro e alla successiva relazione con Ida Erikson e alla nascita di Judith….perchè, come diceva Ida,

quella Neruda non vuole lasciarlo andare”.

Morgenbladet, sabato 20 novembre 1875:

Richiamiamo l’attenzione sul fatto che il primo concerto della Musickforeningen si terrà domani, sabato sera, nella grande sala della Loggia Massonica. In questa occasione si avrà l’occasione di ascoltare l’eccellente violino della signora Maria Neruda – Arlberg in brani di Bach e Beethoven

Nella primavera del 1876 Marie e la sorella minore Olga accompagnarono Wilma in Italia, tra Como, Pallanza e Genova per curare la tosse e l’incipiente manifestarsi della tubercolosi, la stessa malattia di cui poi morirà anche Marie. Da quel momento le sorelle ogni estate, in qualunque parte dell’Europa o del mondo si trovassero, cercarono sempre di riunirsi nei luoghi di villeggiatura obbligata: Baden, Venezia, Medevi.

Nel 1895 è probabile che anche Marie seguì le sorelle in Italia per il matrimonio di Waldemar Norman Neruda, secondo genito di Wilma e Ludwig, ed in Inghilterra. I tre fratelli tornarono ad esibirsi in trio a Copenaghen nel 1891 e nel 1895, poco prima della morte di Charles Hallé.

Un grande ritorno a distanza di quasi 30 anni e un grande successo!

Marie Neruda-Arlberg, salvo visite a Brno, alcune anche in compagnia di Fritz Arlberg nel 1881, continuò a risiedere per lo più in Scandinavia sino alla notizia della morte del marito al Grand Hotel di Kristiania il 21 febbraio del 1896, un marito da cui, praticamente oramai viveva separata.

Nell’estate del 1896 è a Medevi nella località termale dove venne raggiunta anche da Wilma e da suo figlio Hjalmar di ritorno dai concerti in Italia ma nel 1897, donati libri e partiture anche autografe appartenuti al marito alla sezione storica Biblioteca Reale, decise di trasferirsi a Berlino a Motzstrasse62, per stare con suo figlio Hjalmar che si avviava a seguire le orme del padre come cantante d’opera: si sarebbe mantenuta dando lezioni. Qualche anno dopo venne seguita anche da Wilma, preoccupata della salute mentale e del sostentamento economico della sorella. D’altra parte, non va dimenticato che Marie, aveva dovuto accettare, volens nolens che suo marito oltre alle scappatelle ”normali”, conducesse una doppia vita prima per mantenere Judith, la figlia illegittima, e poi che, dopo il matrimonio dell’amante Ida Erikson continuasse a condurre una vita da girovago, passando da una avventura all’altra, distrutto dal fumo e dall’alcol nel vano tentativo di fronteggiare la depressione.

E’ per questo che Wilma, per scongiurare il crollo emotivo della sorella, decise di intervenire scrivendo da Manchester una proposta all’amico Joachim anche lui residente in città.

Amico mio carissimo, ti chiedo in anticipo perdono se vengo a tediarti con una lettera e diverse richieste, ma prima di questo grazie mille per la tua gentilezza verso i miei nipoti (  Hjalmar?) È una persona molto intelligente e dipenderà interamente da lui fare qualcosa di veramente grande.  Mia sorella, Madame Arlberg, è un’insegnante di violino molto brava e le sarei molto grata se potesse trovare alcuni studenti per lei. Non è solo importante dal punto di vista finanziario, ma sarebbe ancora più importante per la sua salute mentale perché il medico dice che è assolutamente necessaria un’attività regolare in questa direzione per ritrovare il suo equilibrio mentale. La morte di suo marito nel febbraio di quest’anno ha avuto un effetto fatale su di lei (…). Vorrei chiederle, caro amico, di trovare quanto prima alcuni studenti per mia sorella e se per il momento non fosse possibile, cederle alcuni studenti magari tra quelli privi di talento per i quali vorrei pagare io – naturalmente mia sorella non dovrebbe saperlo – e nessun altro dovrebbe essere a conoscenza. Se manterrà il segreto questo mi consentirebbe di fare molto bene a mia sorella. Sono sicura che poi, in seguito otterrà studenti paganti perché è molto brava nel suo lavoro” La seconda richiesta è di consentire gentilmente a mia sorella ea suo figlio di assistere ai tuoi concerti in quartetto o magari ottenere i biglietti per altri concerti interessanti. l’ ho disturbato abbastanza, caro amico! Spero di andare a trovare mia sorella a Berlino per qualche giorno a Natale… (Wilma Neruda a Joseph Joachim, 9 ottobre 1896 citata da Heise, p. 59).

Non si conosce la risposta o l’intervento effettivo di Joachim ma Wilma, ancora una volta, ebbe ragione, nel 1901 apparve sulla scena tedesca un altro giovane talento:

Karl Brückner, un giovane talento musicale di 8 anni, è un violinista di Göteborg che ha recentemente avuto il privilegio di suonare per Lady Hallé e per il professore Joachim. Entrambi hanno valutato con grande interesse le capacità del ragazzo. Lady Hallé si è offerta di assumersi la responsabilità della formazione di Karl insieme a sua sorella Marie Arlberg, mentre il professor Joschim lo avrebbe voluto a Colonia, dove il professor Hess ha alcuni dei suoi studenti più promettenti. Anche il violinista, compositore e direttore d’orchestra Hans Sitt a Lipsia ha espresso il desiderio di farsi carico dell’istruzione di questo giovane artista garantendogli un posto al conservatoriononostante non abbia ancora compiuto 14 anni.

A luglio del 1903 le sorelle tornano a Brno in visita ai parenti. Amalia Neruda Wickenhauser era morta nel 1890 lasciando 4 figli, probabilmente quindi tornarono per visitare i nipoti. Nel 1905 in primavera le due sorelle sono a Baden città termale che ben conoscevano anche se non sappiamo se effettivamente ricambiarono l’ospitalità suonando come facevano da giovani.

Unica esibizione di Marie Neruda-Arlberg documentata per questo periodo è quella di febbraio 1907 quando si esibì con sua sorella e l’orchestra del Musikverein sotto la direzione di Johann Conrad Nordqvist all’Accademia delle Scienze di Stoccolma.

Dopo la morte di Wilma Hallé, il 15 aprile 1911, Marie Neruda-Arlberg, rimasta sola dopo il matrimonio di suo figlio Hjalmar e il relativo trasferimento a Lipsia, decise di tornare in Scandinavia e ricongiungersi con i fratelli Franz ed Eugenie.

Morì nel 1920.

E’ morta a Copenaghen il 7 di questo mese una musicista molto popolare, aveva 80 anni ed apparteneva alla famosa famiglia boema Neruda cui membri erano tutti musicisti di spicco. Nacque a Brno nel 1840 ed era sorella della violinista Wilma Neruda e del professore Franz Neruda. Insieme ai suoi fratelli aveva tenuto concerti in diversi paesi europei. Nel 1868 si sposò qui con il rinomato cantante d’opera Fritz Arlberg e da allora si era esibita più raramente.