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Questione di Stile

Come tutti i musicisti sanno la pratica musicale, la resa artistica e anche l’abitudine dell’ascoltatore ad essa, è frutto di cambiamenti di gusto, tanto nel suonare quanto nell’ascoltare. Nel 19 secolo le esecuzioni dei cosiddetti ‘Grandi Maestri’, Bach, Beethoven, era ben diversa da quella di oggi e gli esecutori erano soliti apportare modifiche sul brano anche quando non scritte: dislocazioni di ottave, arpeggiati, abbellimenti, cambi di velocità, una pratica comunque che, a pensarci bene, derivava dalla prassi barocca dell’improvvisazione, seppur trasportata in altri ambiti.

Ma già alla fine del 19 secolo questa prassi cominciò ad essere considerata discutibile ed inappropriata dal momento che moltissimi compositori, Brahms per esempio, cominciarono a chiedere espressamente ai loro esecutori che la musica venisse eseguita ‘’esattamente come scritta’’.

Il cambiamento fu tuttavia molto lento e la prassi dura a morire come ben testimoniato da questo racconto.

Nel 1891 Wilma Néruda, Charles Hallè ed il pianista Leonard Borwick il 7 e 9 dicembre misero in programma il trio op 8 di Brahms: al pianoforte Leonard Borwick, superbo esecutore di Brahms, come lo definì the Strad, allievo di Clara Schumann e rampollo di una delle famiglie più ricche di Inghilterra, che aveva debuttato solo pochi anni prima.

Wilma ben conosceva Leonard: sua sorella Olga aveva studiato con Clara Schumann negli stessi anni di Leonard e suo figlio Waldemar era da qualche tempo fidanzato ed in procinto di sposare sua sorella maggiore MabeL Theodora Borwick.

Durante una prova, Sir Charles , girandosi verso Borwick  chiese se poteva esprimere la sua opinione , e sollecitato in tal senso, tenne una vera e propria  conferenza sull'abitudine prevalente dei pianisti di " allargare " le note di un accordo''  con l' idea di dare più espressione ad un passaggio. Fu ascoltato in un silenzio rispettoso fino a che sua moglie, Wilma Norman Néruda, Lady Hallé osservò sorridendo

- Ma caro, è quello che fai anche tu!

E Charles probabilmente continuò ad allargare le note dell'accordo, arpeggiandolo.

Torna lo spettacolo teatrale

https://www.lazioinfesta.com/evento/68307/wilma-neruda-la-violinista-che-conobbe-sherlock-holmes.html

Guarda “Il mistero dei Norman Neruda ad Asolo.Vera Mazzotta racconta lo stato dell’indagine” su YouTube

“Asolo.” su YouTube

I Ricordi di Flora Masson

Flora Masson nacque ad Edimburgo nel 1856:  era la maggiore delle tre figlie del professor David Masson, preside di dipartimento di inglese dell'Università di Edimburgo, e dell'attivista per il suffragio femminile,  Emily Rosaline Orme. La loro zia, Eliza Orme, fu la prima donna a conseguire una laurea in giurisprudenza in Inghilterra. Grazie all'apertura e ai grandi contatti sociali dei suoi genitori, Flora Masson ebbe modo di incontrare Elizabeth Barrett Browning, Thomas Carlyle, Coventry Patmore e James Barrie e,  nella sua giovinezza, ascoltare Charles Dickens leggere  Oliver Twist. Il sostegno paterno le consentì non solo di studiare come infermiera ma anche di pubblicare diversi articoli riguardanti il suffragio femminile fin dal 1876 entrando a far pare del Ladies Edinburgh Debating Society (LEDS) che ospitò conferenze su temi allora molto dibattuti nel mondo femminile, oltre al diritto di voto, quali il matrimonio, la religione. 
Nel 1934, pochi anni prima di morire, The Scotsman pubblicò una serie di aneddoti riguardanti la vita musicale di Edimburgo alla fine del 1800 suoi e di suoi padre.

I "Concerti di Halle"

In quel periodo, anche Madame Norman-Neruda fece la sua apparizione all' Edinburgh Music Hall. Nella nostra lingua non esiste ora una parola per indicare l'idea di "aspetto straniero" ma la giovane violinista appassionata e brillante, accolta con tanto entusiasmo da un grande pubblico, era davvero molto diversa dalla Norman-Neruda poi Lady Halle, che per tanti anni ha affascinato e dominato il nostro mondo musicale. Quelli erano, infatti, anni di evoluzione musicale - gli anni dei "concerti di Halle" che finirono solo con la morte di Sir Charles Halle - un'esecuzione così fedelmente splendida, in tutti quegli anni!

Quel violino, quel pianoforte e quell'orchestra qualcuno li ricorda ancora?
Alla sua prima apparizione, Madame Norman-Neruda sembrava piuttosto uno di quei manichini puntaspilli da donna che si vedono oggi nei negozi. Indossava una gonna molto ampia bianchissima, con corpetto scollato, "maniche corte" e innumerevoli piccoli volant e balze di rete bianca guarnita con molte iarde di "nastro di pizzo bianco".
Il violino e l'archetto che avevano fatto tanto cose meravigliose erano tenute da braccia giovani e forti e il suo giovane viso incorniciato da un' aureola di capelli era arrossata e felice nel trionfo di una così grande ricezione da parte del pubblico.

Quanti anni dopo Lady Halle tenne un recital pomeridiano di violino al Music Hall di Edimburgo?
Sir Charles Halle era morto.

Si trovava quindi lei sullo stesso palco da concerto che aveva visto tutti quei "" Concerti di Halle " in cui lei e lui avevano suonato insieme. Vestita in modo superbo, in posizione superba stava lì: il braccio, il polso e la mano erano quasi troppo sottili, Il viso pallido e piuttosto serio sotto il quale si annidava il violino, suonava come sempre squisitamente ma forse con qualcosa in meno dell'appassionata brillantezza del suo trionfo giovanile ....
aveva ricordi..;


Inconvenienti del mestiere

di Vera Mazzotta

Non è mai stata facile la vita per i musicisti: spostamenti, treni da prendere all’ultimo minuto, ritardi, incidenti, prenotazioni delle camere mai arrivate, bagagli persi o….spartiti persi!! Figuriamoci nell’Ottocento, quando la vita musicale cominciava ad organizzarsi e gli impresari erano pochi E non sempre capaci di fronteggiare la situazione!

Tra i piccoli inconvenienti del mestiere … quello legato agli spartiti era forse il più comune.

Ebbene, durante uno dei concerti del St. James, nel febbraio del 1885, il trio guidato da Wilma Norman Neruda, si accingeva ad eseguire l’ultimo numero in programma, un trio di Beethoven. Tuttavia, l’intervallo tra il brano precedente e questo cominciava a farsi troppo lungo e il pubblico inglese, non abituato ad inconcepibili inconvenienti, a farsi troppo rumoroso per l’impazienza. Alla fine, l’assistente di sala fu costretto ad uscire sul palco e ad annunciare che per un triste malinteso, gli spartiti del trio non erano a portata di mano… persi? non pervenuti? lasciati nei camerini?… non lo sapremo mai… tuttavia, era stato chiesto ad un gentile editore, uno di quelli che certamente era tra gli investitori della stagione concertistica e che traevano profitti dalla pubblicità che questi concerti apportavano, di portare degli spartiti nuovi.

In capo ad alcune manciate di minuti arrivarono i tanto attesi spartiti. I musicisti rientrarono e iniziò la bellissima introduzione…ma…all’improvviso, quando i musicisti andarono per girare le pagine, ebbene…furono costretti a fermarsi!!!

Gli spartiti arrivati erano intonsi: la parte non era stata tagliata ed aperta! I tre musicisti si guardarono un attimo sbalorditi, nessuno di loro aveva certamente con sè un coltellino o un temperino per aprire le pagine.

La situazione stava diventando imbarazzante quando ecco che Wilma, l’unica donna, salvò la situazione: si toccò abilmente i capelli e ne tirò fuori una forcina e tagliò la sua parte quindi, velocemente la fece passare tra i suoi due colleghi.

Le pagine furono aperte ed il trio andò alla grande senza altri inconvenienti…

Ecco perchè ... senza le donne non si può far nulla!

Il mistero dei Norman Neruda ad Asolo

Il mistero dei Norman Neruda ad Asolo

lo stato dell’indagine di Vera Mazzotta

Grove

Quella che segue è la voce redatta da Grove- Grove’s dictionary of music and musicians


Wilma Norman-Neruda (nata nel 1840). Madame Neruda (Lady Hallé), è in possesso di una tecnica altamente rifinita, non è solo una brillante solista ma una musicista completa, esperta nell’intera gamma della letteratura musicale e un’ammirevole suonatrice di quartetto. È, senza dubbio, in gran parte dovuto al suo immenso successo e alla sua popolarità se negli ultimi anni il violino è stato molto apprezzato dalle donne, con vari gradi di successo.

Da quando sono state stampate le osservazioni di cui sopra, le tendenze rilevate sono diventate ancora più marcate. Il successo della signora violinista è ormai saldamente stabilito; si erge sulla pedana del concerto quasi alla pari di artisti dell’altro sesso, capace di dare una resa dei grandi capolavori della letteratura violinistica non meno interessante della loro, anche se diversa per carattere. Wilma Norman-Neruda (Lady Halle) ha compiuto settant’anni il 21 marzo 1909 e conserva ancora la sua antica supremazia.

Stoccolma: 12 gennaio 1900

Wilma Norman-Neruda (Lady Hallé).

 Un inizio più solenne dei concerti degli artisti nella nostra capitale durante questo nuovo anno e secolo non avrebbe potuto aver luogo se non con il concerto tenuto il 12 da Madame Wilma Norman-Neruda poiché, tra i violinisti di oggi sono pochi quelli che occupano un rango così indiscusso come questa artista per nobiltà, magnificenza e perfezione del suo modo di suonare.

Da tempo riconosciuta nel grande mondo della musica e ultimamente anche all’estero per i concerti che ha recentemente tenuto a Copenhagen e alla fine dello scorso anno a Monaco, Dresda e Berlino dove non la si ascoltava da sedici anni. Dopo il suo concerto in quest’ultima capitale  O. Lessmann nella Allg. Musik-Zeitung così scrive:

Madame Wilma Norman-Neruda, ora residente per lo più a Londra, è un nome che è giustamente annoverato tra i più celebri nel mondo dell’arte. Quando Madame Norman-Neruda, oggi conosciuta come Lady Hallé, tenne l’ultima volta un concerto a Berlino, sorprese il pubblico che non l’aveva mai sentita prima non solo per una tecnica sorprendente e sempre perfetta ma anche per la grandezza e solidità della sua musicalità, un senso dello stile finemente sviluppato che tra i violinisti tedeschi può essere paragonato solo a  quello di Joachim. La sua esecuzione allora del concerto di Beethoven fu perfetta sotto ogni punto di vista. Allo stesso modo, la sua esecuzione di “Songscene” di Spohr, della Romanza  di Bruch e del  concerto di Mendelssohn hanno prodotto un piacere artistico squisito e perfetto.» Con H. Goldschmidt che ricorda la sua esecuzione della sonata in re minore di Brahms, quando il 16 dicembre ha assistito suo nipote Hjalmar Arlberg a Berlino al suo concerto si può davvero esclamare di lei: “Che artista meravigliosa!”

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