A fashionable audience gathered in the Grand Hall , the Spa, on Tuesday evening on the occasion of Sir Charles Hallé and Madame Norman Neruda’s Musical Recital. Sir Charles Hallé has lost none of his old command over the pianoforte , while Madame Neruda’s brilliant execution and the ease with which she surmounted the most intricate passages in com positions arranged for the violin elicited most enthusiastic plaudis.The programme included solos and duets by the best composers. The phonograph has also been exhibited at the Spa(…). Un pubblico alla moda si è riunito nella Grand Hall, la Spa, martedì sera in occasione del Recital di Sir Charles Hallé e Madame Norman Néruda. Sir Charles Hallé non ha perso nulla della sua vecchia padronanza del pianoforte, mentre la brillante esecuzione di Madame Neruda e la disinvoltura con cui ha superato i passaggi più intricati nelle composizioni arrangiate per violino hanno suscitato i più entusiasti consensi. Il programma prevedeva assoli e duetti dei migliori compositori. Anche il fonografo è stato esposto alle Terme. Nonostante le grandi attrazioni alle Terme, gli altri luoghi di divertimento sono stati ben frequentati.
(St. Stephen’s Review, Volume 2 24 settembre1889) La frequentazione della coppia Norman-Néruda-Charles Hallè delle Terme di Scaroborough risaliva a qualche anno prima ma entrambi i musicisti sono rimasti attaccati a questo luogo dove, in più occasioni e situazioni diverse, hanno continuato ad esibirsi a lungo.
Il palazzo delle Terme era stato costruito nel 1850 e inaugurato nel 1858 su progetto di Joseph Paxton, lo stesso architetto del Crystal Palace. Comprendeva una grande sala centrale con gallerie adiacenti e, all’esterno, una doppia passeggiata e una strada carrozzabile, un colonnato con negozi, un palco per l’orchestra all’aperto e una torre di belvedere.
Nel 1626 Mrs Farrer, moglie del Balivo del paese, scoprì per caso delle sorgenti naturali che sgorgavano sotto la scogliera a sud di Scarborough: coloravano le rocce di un colore bruno-rossastro e avevano un sapore leggermente amaro. L’acqua sorgiva cominciò così ad essere utilizzata per curare piccoli disturbi e divenne una medicina ampiamente accettata dai locali. In realtà, le acque contenevano solo alti livelli di sali di magnesio e non avevano nessun effetto curativo/terapeutico, tuttavia, divennero universalmente note: nel 1660 il Dottor Wittie di Hull pubblicò il saggio Scarborough Spa in cui proclamò la cura dell’acqua, Taking the Water, la panacea per tutti i mali soprattutto se le acque fossero state prese nella stagione estiva, da metà maggio a metà settembre, promuovendo così anche i bagni di mare come benèfici per la salute. La pubblicità che ne derivò rese famosi ovunque le acque della città e la sua spiaggia e Scarborough, lentamente, si sviluppò non solo come una città termale alla moda ma come l’originale località balneare inglese. “Prendere l’acqua” divenne rapidamente una medicina popolare e attirando, di anno in anno, moltissimi visitatori. La prima Spa House fu costruita vicino al sito da cui sgorgavano le acque intorno al 1700: una struttura semplice, in legno progettata per la vendita e l’erogazione delle acque e fornire servizi di base ai visitatori. L’acqua venne presto anche imbottigliata per essere venduta. Dickie Dickinson fu nominato primo Governatore della Spa e incaricato di mantenere l’ordine e raccogliere denaro dai visitatori.
In meno di 50 anni Scarborough si sviluppò con la costruzione di alloggi intorno alla primitiva Spa, locande, osterie, una casa georgiana che veniva data in affitto e, più tardi, hotel di alta qualità. I turisti potevano frequentare caffetterie, librerie circolanti o godersi le corse di cavalli sulla spiaggia, le gite in barca e bagni di mare. Scarborough fu uno dei primi posti, se non il primo, a utilizzare le bathing machine.
La Spa divenne subito la sala da musica più popolare al di fuori di Londra. Nel 1875 fu costruito il primo tram in scogliera. L’8 settembre 1876 il salone delle Terme fu distrutto da un incendio ma grazie ai contributi di tutti, nel giugno 1879 la nuova Grand Hall fu aperta al pubblico e reinaugurata nel giugno nel 1880
Il tram, una sorta di funicolare, fu progettato per collegare il nuovo Lungomare (aperto nel 1869) alla cima della North Cliff, ma la sua apertura nell’agosto 1878 fu ostacolata da una carrozza che si staccò. Seguirono numerosi incidenti e guasti tecnici e infine uno smottamento che, nel 1887 fece decidere per la chiusura definitiva del percorso. Diciotto anni dopo chiuse anche il vicino Molo Lungomare, distrutto da una tempesta nel 1905.
After Teresa Milanollo, the next name to stamp itself indelibly upon the public consciousness is that of “Norman-Neruda.” Other women-violinists, notwithstanding great talents and sensational successes, scarcely attained to the true immortality of fame. But the position of Neruda, in the hierarchy of musicians, is one that cannot easily be overthrown.
Wilhelmina Neruda, born in 1840 at Brünn in Moravia, began to play the violin almost as soon as she could walk, and appeared in public at Vienna in 1846. Her master was Jansa. At nine years old she played a concerto of de Beriot’s at the London Philharmonic Concert, and was enthusiastically received. In 1865 she married Ludwig Norman, a Swedish musician, and five years afterwards played again at the Philharmonic, and was induced by Vieuxtemps to remain in London until the winter, when she accepted the post of leader of the quartet at the Popular Concerts. From that time it has been the good fortune of Londoners to hear her every winter at St. James’s Hall. Of her perfect education, refined and intelligent phrasing, and depth of feeling, it is unnecessary to speak. The violin she uses is the “Strad” that belonged to Ernst; it was presented to her by the Duke of Saxe-Coburg and a few other distinguished amateurs.Upon the death of Ludwig Norman, Madame Neruda married Sir Charles Hallé, with whom she made a most successful tour in Australia. In 1895, as none of us have forgotten, Sir Charles Hallé died, and, upon the suggestion of the Princess of Wales (of whom “Neruda” has long been a personal as well as a musical favourite), a subscription was raised for his widow. In 1896 Lady Hallé was presented by many admirers with the title-deeds of an estate and villa in Italy, and a purse of £500. For so long now Lady Hallé has been a favourite of the British Public, for so long she has resided in our midst, that it is difficult to think of her as other than an Englishwoman. Yet neither her birth nor her parentage gives us the right to claim her as our own. But there is something in the repose and “at-homeness” of Lady Hallé’s bearing, both in public and private, and much in her devotion and loyalty to the British audiences who have delighted to applaud her through nearly half a century, that warrants the pride we all feel in our lion’s share of possession of her personality and talents. More than any other of the great violinists of the Victorian Era, she belongs to us. England may be proud of being the country of this great artist’s adoption. Her Majesty’s recognition of her husband, and the English title which, through him, “Norman-Neruda” bears, only serve to emphasize our claim to count her one of us.
italian
Dopo Teresa Milanollo, il prossimo nome che si imprime indelebilmente è quello della “Norman-Neruda”. Altre violiniste, nonostante talenti e successi clamorosi, rispetto a lei, a malapena hanno raggiunto la vera immortalità della fama e la posizione di Neruda, nella gerarchia dei musicisti è tale da non essere facilmente rovesciata. Wilhelmina Neruda, nata nel 1840 a Brünn in Moravia ( in realtà nel 1838 n.d.t) iniziò a suonare il violino prima di quanto non sia riuscita ad imparare a camminare, e apparve in pubblico a Vienna nel 1846. Il suo maestro fu Jansa. A nove anni suonò un concerto di De Beriot al London Philharmonic Concert accolta con entusiasmo. Nel 1865 ( n realtrà nel 1864) sposò Ludwig Norman, musicista svedese; cinque anni dopo suonò di nuovo alla Filarmonica e fu indotta da Vieuxtemps a rimanere a Londra fino all’inverno quando accettò l’incarico di leader del quartetto ai Popular Concerts. Da quel momento i londinesi sono stati fortunati da poterla sentire ogni inverno alla St. James’s Hall. Della perfetta educazione musicale, del fraseggio raffinato e intelligente e della profondità dei sentimenti, non è necessario parlare. Il violino che usa è lo “Strad” appartenuto a Ernst; le fu presentato dal duca di Sassonia-Coburgo e da alcuni altri illustri uomini amanti della musica e dilettanti dello strumento. Alla morte di Ludwig Norman, Madame Neruda sposò Sir Charles Hallè con il quale fece un tour di successo in Australia. Nel 1895, e nessuno di noi ha mai dimenticato, Sir Charles Hallé morì e, su suggerimento della Principessa del Galles (di cui la “Neruda” fu a lungo una delle sue amicizie personali preferite non solo musicale), fu raccolta una sottoscrizione per la sua vedova. Nel 1896 Lady Hallé ricevette in dono da molti ammiratori i titoli di proprietà di una tenuta e di una villa ( un palazzo) in Italia e un assegno di £ 500. Da così tanto tempo Lady Hallé è stata la favorita del pubblico britannico e per così tanto tempo ha risieduto in mezzo a noi che è difficile pensare a lei da una donna non inglese. Tuttavia né la sua nascita né i suoi genitori ci danno il diritto di rivendicarla come nostra. Ma c’è qualcosa nel modo di trascorrere il tempo libero di Lady Hallé, nel suo stare a “casa”, nel suo modo di fare, sia in pubblico che in privato, nella sua devozione e lealtà verso il pubblico britannico che ha amato applaudirla per quasi mezzo secolo, che giustifica il orgoglio che tutti noi proviamo facendo la parte del leone, nel possesso della sua personalità e dei suoi talenti. Più di ogni altro grande violinista dell’epoca vittoriana, lei ci appartiene. L’Inghilterra può essere orgogliosa di essere il paese di adozione di questa grande artista. Il riconoscimento che Sua Maestà ha elargito a suo marito e il titolo inglese che grazie a lui anche “Norman-Neruda” porta, enfatizza ancora di più la nostra pretesa di considerarla una di noi.
LADY HALLE, che spicca tra le donne violiniste, arriva negli Stati Uniti sostenuta abbondantemente dalla grande reputazione che la precede.
In nessun senso si è rivelata una delusione, anzi, sotto ogni aspetto ha più che soddisfatto le alte aspettative create da una reputazione tanto esaltata oltre oceano.
Dal suo arrivo in questo paese, Lady Hallé ha fatto relativamente poche apparizioni, eppure le sue lodi sono sulla bocca di tutti e, a lei si brinda nei circoli musicali. Innegabilmente ha ottenuto un brillante successo.
I critici hanno elargito ardenti elogi mentre il pubblico ha dimostrato eloquentemente il proprio apprezzamento.
Copertina Musical Courier 1899-22-03
Gli ammiratori di Lady Hallé saranno felici di sapere che terrà un recital a New York mercoledì pomeriggio, 5 aprile, nella Sala Mendelssohn. Lady Hallé eredita i suoi talenti da una generazione di antenati musicisti, di cui il più vecchio e conosciuto fu Jacob Neruda, nativo di Rossiez, vicino Praga, morto nel 1732; lei è nata il 29 marzo 1839. Da piccola ha dato prova di doti musicali eccezionali. Ascoltava per ore suonare suo fratello, Franz Nèruda, e quando rimaneva sola prendeva il suo violino dalla sua custodia per tentare di pizzicare con le dita la musica che aveva sentito suonare al fratello.
Dal primo momento, ha dimostrato predilezione per il violino, al contrario, il pianoforte non possedeva alcuna attrazione. Suo padre, che era un musicista abbastanza noto, decise che i suoi talenti dovessero essere coltivati e iniziò a insegnarle regolarmente il violino e lei attribuisce gran parte del suo successo alla solida educazione musicale che ha acquisito sotto l'amorevole insegnamento di suo padre. A soli otto anni, la piccola “Wilma” suonò davanti al grande Jansa che la proclamò un fenomeno. Poco dopo, suonò in uno dei suoi concerti a Vienna, per la gioia e gli applausi di un grande pubblico e della critica. Uno dei brani che ha suonato è stata una difficile sonata di Bach.
Parlando della sua prima apparizione in pubblico Edouard Hanslick disse
She is wonderful, indeed, in bravura music, in musical intelligence, and finally in her remarkable accuracy.
“È meravigliosa, davvero, per il virtuosismo, l'intelligenza musicale e, infine, la sua notevole precisione.”
Citando anche il famoso detto di Goethe: If we develop proportionately when grown up as in childhood, we must all be geniuses.” “Se crescendo ci sviluppiamo proporzionalmente come nell'infanzia, dobbiamo essere tutti dei geni.”
La brillante promessa di ragazza si è realizzata in modo straordinario nella donna. Lady Hallé si è sviluppata così come è cresciuta. Nel 1864, a soli quattordici anni, suonò in uno dei concerti di Pasdeloup a Parigi. Joachim era tra quelli che sono andati ad ascoltarla e ammirarla: è una strana coincidenza che a Charles Hallé che stava per ascoltarla per la prima volta, abbia detto queste parole: “Ti consiglio caldamente di ascoltare la giovanissima violinista Wilhelmina Néruda, senza indugio, e di ingaggiarla per un con certo se l'occasione si offre. Ricordati, quando le persone la sentiranno suonare, non penseranno a me così tanto".
Lo stesso anno la giovane violinista sposò Norman, direttore d'orchestra di Stoccolma dove andò a risiedere e dove, nel 1869, divenne Professore di Violino alla Reale Accademia. Questo non le ha però impedito di continuare nelle sue tournée di concerti; nel 1870 divenne una delle musiciste preferite a Londra, non solo come solista, ma come comprimaria del quartetto dei Popular Concert.
Dopo la morte di Norman, Madame Néruda sposò Sir Charles Hallé, uno dei più illustri musicisti d'Inghilterra.
I due hanno fatto un lungo tour arrivando sino in Sudafrica. Lady Hallé ha per anni goduto della più alta posizione sociale e professionale e la sua popolarità tra i frequentatori di concerti non è mai diminuita. Ogni volta che suona a Parigi, Londra, Vienna, Berlino o una qualsiasi delle altre grandi città attira un vasto pubblico
Articolo tradotto dall’originale comparso in Musical America 10 maggio 1939 scritto da Wilma Spiering
Trad.V.Mazzotta
La personalità di Wilma Neruda vive nelle Lettere dei suoi contemporanei
A volte, le note biografiche sulla carriera di eminenti musicisti che non hanno lasciato proprie composizioni ai posteri sono così frammentarie che devono essere desunte dal commento dei loro contemporanei.
Wilma Maria Neruda è una di questi musicisti.
Dal momento che il 29 marzo scorso è stato il primo centenario della sua nascita, è forse interessante recensirla brevemente dall’ ingresso nel mondo musicale come bambina- prodigio e vedere se, da artista matura, ha ottenuto e superato la capacità e la comprensione della musica mostrata da bambina.
I trionfi da bambina violinista furono pochi.
(il che non è del tutto vero alla luce di quanto oggi sappiamo sui suoi concerti)
Tornando indietro di quasi un secolo al magro volantino della Wiener Allgemeine Musikzeitung su questo punto, si trova uno scarno avviso del suo debutto avvenuto il 27 dicembre 1846.
In seguito, i suoi meriti come musicista sono presentati da un critico molto partecipativo:
La bambina mi ha sorpreso, mi è piaciuta e mi ha emozionato
Riesce a produrre un tono virile sul suo piccolo strumento ma la vera prova del suo talento è la sua interpretazione matura delle composizioni che esegue.
Senza dubbio, il suo maestro, Leopold Jansa, capì che stava sorgendo una stella sull’orizzonte musicale il cui virtuosismo era paragonabile, forse a quello del grande Vieuxtemps.
Tuttavia, quando le insolite qualità della bambina divennero evidenti, riconobbe l’opportunità di dissuaderla da apparizioni premature.
In una lettera a Herr e Frau Neruda del 18 ottobre 1845, scrisse che avrebbe ridotto la retta per le lezioni della loro figlia se avessero accettato le sue condizioni.
(I insist) “that your daughter Wilma will have her complete musical education only under my tutelage and that without my consent you will not be able to bring her before the public.”
I Neruda devono aver acconsentito perché negli anni successivi si parla di sole due apparizioni a Londra, in una delle quali una Wilma di dieci anni suonava il Concertino di De Beriot con la Filarmonica londinese.
(anche questo oggi risulta non attestato dai concerti quotidiani in cui la piccola si esibì e…venne esibita!)
Con poche parole a margine, il London Musical World del 16 giugno, 1849, fa riferimento a questa performance.
E, forse, è significativo che in tutta la lunga e illustre carriera di Wilma Neruda, l’adulazione che le era dovuta non si trovava tanto nelle critiche/recensioni alle sue esibizioni ma nel lettere dei suoi contemporanei.
Lei era una sorta di corpo celeste attorno al quale altre celebrità ruotavano, non come satelliti, ma come artisti e colleghi alla pari, pronti a presentare il loro omaggio e ricevere il simpatia e comprensione di vero artista.
Espressione di stima reciproca.
Nelle lettere a lei indirizzate si rivela apprezzamento e stima reciproci
“Dear Colleague,” wrote Henri Wieniawski in May, 1863, “you will probably be very much surprised to receive these lines, but I want to express my sincerest thanks for mentioning me to our friend Charles Lose. I was exceedingly flattered, because I am one of the most fervent admirers of your great talent.
Cara collega”, scrisse Henri Wieniawski nel maggio 1863, “probabilmente sarai molto sorpresa di ricevere queste mie righe ma voglio esprimere il mio più sincero ringraziamento per avermi menzionato al nostro comune amico Charles Lose. Ne sono stato estremamente lusingato, perché sono uno dei più ferventi ammiratori del tuo grande talento.
Joachim la pregò di includere l’ Adagio dal Settimo Concerto di Spohr in un recital a Berlino perché sentiva che l’avrebbe suonato magnificamente. Grieg si soffermò sulla sua incomparabile performance della Sonata in Sol maggiore di Brahms (Feb 6, 1888), e Hans Richter considerò di buon auspicio che Wilma Neruda sia apparsa con l’orchestra di Manchester nel primo concerto della stagione (4 gennaio, 1903). Ma, forse, la grande violinista non ha ricevuto più sfogo estatico di quello contenuto nell’ultima lettera di Henry Vieuxtemps.
Quale sconfinata esultanza! Vieuxtemps aveva trovato un degno successore che avrebbe eseguito e perpetuato le sue composizioni.
Wilma carissima your charming letter of March 14, 1881, de lighted me, and I have immediately set about the task of revising and finishing my concerto, and in consequence I have been thinking of you—of your adorable execution, and the joy I will experience of hearing you interpret it (…) How is your health? Take care of it. Grant yourself repose after the ex cessively hard work of a season. Do not do as I did. Do not overtax your strength. .. Wilma carissima», scrisse, «la tua affascinante lettera del 14 marzo 1881, mi ha deliziato e mi sono subito messo a revisionare e rifinire il mio concerto, e, di conseguenza, ho pensato a te—alla tua adorabile esecuzione e la gioia che proverò di sentirtelo interpretare.
Come stai? Prenditi cura di te. Concediti il riposo dopo l’eccessiva fatica di una stagione. Non fare come ho fatto io. Non sovraccaricarti.
L’intensa attività della sua giovinezza che lo ha contraddistinto suonava come un avvertimento mentre scriveva. Ma i primi anni di Wilma Neruda sono stati principalmente anni di preparazione.
I suoi maggiori trionfi non le arrivarono all’ inizio della sua carriera come è stato per Vieuxtemps ma nella mezza età quando come moglie di Sir Charles Hallè ha girato l’Australia e l’Africa meridionale ( il che non è del tutto vero a vedere la ricostruzione oramai consolidata dei concerti della Famiglia Neruda) Ho appena finito 36 Studi per violino che non saranno privi di interesse per te», continua Vieuxtemps nella sua lettera. “Prima di tutto scrivimi e dimmi Posso inviarti il concerto? “Sto aspettando tue notizie, e Ti mando mille affettuosi complimenti dal tuo adoratore e ammiratore Non si sa se Wilma rispose a questa lettera dal momento che Vieuxtemps morì sei giorni dopo averla scritta . Eppure le ultime parole del celebre virtuoso, la venerazione e la devozione espresse, e il pensiero che aveva dedicato il suo Concerto in sol maggiore a lei deve essere stata una grande ispirazione per Wilma Neruda. Eppure, a cento anni dalla sua nascita e solo ventotto anni dopo la sua morte, la sua fama è stata quasi dimenticata.
La sua personalità e la sua arte vivono solo nelle lettere dei suoi contemporanei
Lady Hallé (con questo titolo Madame Norman- Neruda è diventata nota a tutti nei suoi ultimi anni di residenza in Inghilterra in virtù del suo matrimonio con Sir Charles Halle nel 1888) fu, nonostante le apparenze, non solo capace di divertirsi ma anche di essere divertente lei stessa in modo semplice, come ben sapevano i suoi amici. Era, per esempio, piena di gioia e allegria quando il Natale era alle porte con il suo Albero natalizio. Credo che neanche Charles Dickens stesso sia mai riuscito a superarla nell’amore per questa festa, bella e commovente. Era quello il momento in cui dava pieno sfogo alla sua natura estremamente gentile e generosa. Nessuno di coloro che ha avuto il privilegio di vederla potrebbe mai dimenticare l’eccitazione che teneva a bada con cui conduceva i suoi ospiti e la famiglia nella stanza dove l’albero di Natale ardeva in tutto il suo splendore. Sotto di esso, si era certi di trovare qualche regalo, grande o piccolo, per ognuno.
A short History of English music / by Ernest Ford.
Nordisk musik-tidende, Månedsskrift for musiker og musikvenner
Marzo 1886.
VERA MAZZOTTA
Non sono passati molti anni da quando il sorprendente Hans von Bülow ha pubblicato una delle sue altrettanto famose “lettere di viaggio”, note per il loro sarcasmo, in cui ha informato il mondo musicale che Joachim aveva trovato la sua rivale:
Questo unico rivale dell’ Irraggiungibilevive in Inghilterra ed è una Lei: porta il nome di Madame Norman Neruda
Per gli spettatori più giovani, che avevano meno familiarità con la cronaca musicale, questo nome suonava piuttosto estraneo ma non per il pubblico musicale tedesco per il quale, continua Bülow,
‘era semplicemente leggendario‘
dal momento che ebbero modo di sentirlo a Lipsia nel 1874. Tuttavia la Norman-Nèruda era diventata, successivamente, un’ ospite così raro nelle nostre sale da musica che gli anziani dovettero venire in aiuto alla curiosità dei giovani e insegnare loro che il Prodigio Wilma Neruda, che intorno al 1850 sia in patria che all’estero aveva raccolto i suoi primi trionfi, ora era cresciuta sino ad arrivare ad una grandezza colossale.
Von Bülow l’ha definita Die Geigenfee, Fata del Violino, e confessa di essere stato letteralmente elettrizzato dal suo suonare. (…)
Lo spirito, l’anima, la vita, il calore, lo stile, il nobile, questa è la magia che colpisce i cuori dei suoi ascoltatori. Sotto questo aspetto è grande e pura come Joachim e, come lui, unica. (…)
Wilma Nèruda vanta una stirpe di antenati illustri e dotati.
Il primo violinista a portare questo nome fu J. Chrisostomus nato a Rossiz in Boemia. Vissuto all’inizio del secolo scorso, fu educato musicalmente a Praga. Lavorò nell’ attuale Orchestra del Teatro, ma, in seguito divenne monaco. Anche suo fratello minore, Johan Georg, coltivò il violino, compose anche lui ogni genere di musica, fece viaggi e nel 1750 lavorò a Dresda; in seguito si dedicò solo nell’educazione dei suoi figli, Ludvig e Anton Frederik.
L’organista della cattedrale di Brünn, Josef Neruda, che era un secolo più giovane della prima coppia di fratelli, era il padre di Wilma.
Tutti i suoi cinque figli hanno ereditato del talento ma in assoluto, la più dotata era Wilma, nata il 29 marzo 1839 ( in realtà nel 1838 n.d.t.) per la quale, già nella prima infanzia il Cielo aveva messo sulla sua strada il violino. A soli quattro anni ricevette la prima istruzione da suo padre e imparò a inchinarsi di fronte al suo pubblico rapidamente e in modo così sicuro che all’età di sei anni fu mandata a Vienna per avere la guida di un maestro. Dopo aver studiato per un anno con Leopold Jansa, divenne così brava da esibirsi davanti ad un pubblico vero.
Insieme alla sorella maggiore, Amalie, si esibì nel 1846 allo Streichers Salon e, da allora, tenne molti concerti nello stesso anno e nel gennaio successivo nella sala del vecchio Musikforening. Nell’ultimo di questi concerti è stata onorata della presenza e del contributo di Jenny Lind. Quando le due sorelle hanno tenuto concerti a Baden, vicino a Vienna, in agosto, il loro fratello Victor si è unito a loro come violoncellista e Wilma, “il piccolo angelo che suona il violino“, ha suscitato tanta simpatia quanto ammirazione.
La percezione era che superasse di gran lunga i suoi anni per il completo dominio della forma, la purezza dell’intonazione ed il suono fine ma potente del suo piccolo strumento, tanto da trovare ovunque riconoscimenti unanimi. Da qui, i tre giovani sono andati al nord e hanno riportato trionfi a Lipsia, Berlino, Amburgo e in altre città. L’8 giugno del 1849 Wilma suonò con la London Philharmonic un concerto di De Bériot; negli anni successivi i Nèruda risiedettero per lo più in Russia.
Victor morì a Pietroburgo ma il suo posto nel trio fu presto preso da un altro fratello, Franz. Una sorella minore, Marie, si unì a loro come secondo violino così, per un po’, formarono un quartetto completo.
Quando Amalie, la pianista, si ritirò dalla carriera. (in realtà terminò la carriera con i sufratelli, dedicandosi all’attività musicale in patria con il marito) c’era di nuovo un trio d’archi in tour attraverso Norvegia, Svezia, Danimarca e al Gewandhaus di Lipsia, dove Wilma suonò il Concerto di Mendelssohn il 23 ottobre 1862.
Ovunque si esibisse trovò numerosi amici ed estimatori ma nel 1864 il gruppo si sciolse quando Wilma sposò lo svedese Hofkapelmester Ludvig Norman e seguì il marito a Stoccolma. Anche sua sorella Marie, in seguito, si stabilì a Stoccolma come moglie del cantante lirico Arlberg mentre Franz iniziò a Copenaghen una serie di attività musicali di lunga data presso la Cappella Reale. Di tanto in tanto, tuttavia, i fratelli si univano per suonare e fare concerti insieme. Nelle attività musicali dell’ Associazione per la musica da camera fondata da Wilma, ornamento per la vita musicale pubblica di Stoccolma, Marie prese parte attiva per diversi anni e quando la sorella maggiore trasferì la sua attività a Londra, trovò in suo fratello Franz un valido aiuto..
Anche mentre era al Nord, Wilma non ha rinunciato ai suoi tour musicali.
Nello stesso anno è stata ascoltata a Copenaghen, Lipsia, Francoforte, Colonia, nella sua città natale Brünn e in altre città.
Nel 1868 fu a Parigi dove ottenne un vero trionfo:
“La sua grazia femminile si riflette in un uso dell’ arco mai forzato e da maestro, la sua incomparabile correttezza, la purezza dello stile e la sua sorprendente certezza e la sua grande poesia nel suonare”, afferma Fétis, ‘determinano una ammirazione entusiasta’: era la Stella delle Sale Musicali quanto della Distinguished Society, suonava per l’Imperatore alle Tuilleries, con e per il Principe Metternich, al Conservatorio, nei Concerti di Pasdeloup, e il pubblico non era mai stanco di sentirla.
È stata anche insignita di onorificenze ad Amsterdam, Rotterdam e Bruxelles. A Londra furono così presi dal suo modo di suonare che non volevano più lasciarla andare.
Quando il canto nobile e pieno di sentimento del suo violino, dopo vent’anni, deliziò nuovamente il pubblico dei Concerti della Filarmonica londinese, il 17 maggio 1869, Madame Nèruda non aveva idea che avrebbe inaugurato una stagione che, sempre con molta visibilità, sarebbe durata fino al fine della sua carriera.
Aveva anche tante preoccupazioni riguardo alla proposta di Vieuxtemps di passare l’inverno a Londra suonando come Primo violino ai Monday Popular Concert, ma quando alla fine decise, entrò in un circolo di attività che la impiegarono completamente e costantemente. Da allora, ogni inverno e primavera è stata occupata in attività musicali inglesi e ha anche preso residenza permanente a Londra.
I Popular Concert, i Philharmonic Concert al Chrystal Palace, così come i Recital di Charles Hallé sono tutti orgogliosi di avere lei come una delle loro principali sostenitrici e attrazioni e i suoi Concerti di Chamber Music insieme a Piatti, Ries e Zerbini o con Hallé o suo fratello Franz oggi rappresentano uno dei più squisiti e piacevoli eventi musicali.
Anche Hans von Bülow ha recentemente affermato che non si può immaginare nessuno più completo di questa artista nella sua interpretazione del Trio di Brahms in si maggiore.
Che la stagione dei concerti a Londra inizi così presto e duri così a lungo è, probabilmente, il motivo per cui in Germania, purtroppo, raramente si ha occasione di rallegrarsi della presenza di questa Joachim-donna.
Seppur sporadicamente, come nel 1874 a Lipsia e Francoforte, nel 1877 a Vienna, nel 1878 a Parigi, 1879 in Olanda e Düsseldorf, nel 1880 e 1881 a Vienna, Pest, Colonia, Hannover, Berlino, Dresda, Praga, Trieste, ha riaffermato sul Continente il ricordo della sua esistenza nel pubblico. Nel suo tour nel 1879, H. v. Bülow le ha promesso la sua partecipazione ma è stato anticipato dalla malattia, e il pubblico ha così perso il piacere di ascoltarli insieme: Bulow fu sostituito da Charles Hallé, amico del nostro artista ed estremamente popolare in Inghilterra, sia come pianista che come direttore d’orchestra. Entrambi celebrarono ora eccellenti trionfi su entrambe le sponde del canale.
La versatilità che, giustamente, si apprezza molto in Mr. Hallé, i cui programmi includono sia i classici che i preziosi nuovi compositori, ha così avuto occasione di essere ammirata, insieme alla stessa Wilma, nella sua patria tedesca.
La grande maestria, riconosciuta nello stile perfetto che ricordava Joachim, e con il quale lasciava che Bach, Beethoven, Brahms rientrassero nei loro brani, interpretandoli ognuno secondo lo stile e lo spirito che era loro tipico con “correttezza, non solo nella lettura musicale, ma anche dello spirito” che è un aspetto che la caratterizza. Non bisogna cercare la causa dell’enorme e profondo effetto del suo modo di suonare nella splendida completezza della sua tecnica, nella purezza cristallina del suo timbro o nella stupefacente abilità di condurre l’arco ma, prima di tutto nella sua musicalità. Per la potenza maschile e la grazia femminile con le quali sa affrontare i passaggi più brillanti con il suono più dolce, per la nobile semplicità, l’ammirevole espressione o perché più non cerca il semplice effetto e più, invece lo ottiene, Madame Norman Néruda è la poesia incarnata del violino, una artista per grazia di Dio, l’unica che, oggi, abbiamo per questo strumento. Quando, poco prima di morire, Vieuxtemps,
“suo adoratore ed estimatore“, dedicò a “Wilma Carissima” la sua ultima opera, il suo VI Concerto per violino, in cui aveva “deposto tutto il suo sapere, tutto la sua esperienza, e tutta la sua anima.” chiedendole ” se lo ritenesse un’opera abbastanza buona da portare il suo nome”, sognò, come scrive nella sua ultima lettera, “il suo modo incantevole di suonare e la felicità di ascoltare la sua composizione la sua composizione interpretata da lei. Non lo sorprese, tuttavia, che il suo lavoro, a lei dedicato e sua opera postuma abbia letteralmente preso vita sotto il suo arco, nobilitato dalla sua interpretazione.
Wilma Neruda appartiene a quelle speciali nature artistiche che, nonostante la fedeltà con cui interpretano un’opera, sembrano tuttavia riuscire ad elevarla a una sfera più alta. Ma se è vero ciò che disse una volta Charles Hallé, che suona meglio non solo ogni anno, ma ogni volta che appare in pubblico, allora dobbiamo essere d’accordo con H. v. Bülow quando si domanda
Novembre stava già scuotendo i suoi riccioli di foglie gialle quando sono arrivato a Brno. Il mio desiderio mi ha portato lì più veloce di una locomotiva a vapore. Desideravo guardare il focolare dove bruciano le scintille della sacra fiamma che i cechi stanno riscaldando quando pensiamo al passato e al futuro. Ho trascorso alcuni giorni confortanti in questo grembo di nuove speranze nascenti nascondendo la mia immagine altrove.
Un giorno stavamo passeggiando con S. … dopo František. Non sentivamo la pioggia fitta e minuscola che scrosciava, non ci importava, sopraffatti dalla conversazione. Il giorno era passato, ma non lo sapevo nemmeno. In serata è poi arrivato Mikšíček e ci ha condotto in cima, al trono di San Pietro.
Oggi vedrete altre due rarità di Brno, mi ha assicurato. Non vedevo l’ora.
Attraverso una porta bassa, entrammo nell’androne angusto e buio di un antico palazzo e, dall’androne, alla magnifica sala. Nel mezzo c’era un pianoforte aperto con due candele accese e vi sedeva una bambina di sette o otto anni, e una anche più piccola, gli stava accanto con un violino; il concerto di De Beriot stava aperto sul leggio davanti ai piccoli musicisti. Questa è stata la prima rarità di Brno, la figlia del signor Néruda, musicista della Cattedrale. Néruda era in piedi accanto al pianoforte quando entrammo e ci salutò allegramente. Due donne gentili hanno fatto lo stesso. Una mi è stata presentata come la padrona di casa, l’altra, più giovane, sospetto sua parente, mi è stata presentata come l’unico patriota nella capitale del Margraviato di Moravia. Quella era la seconda rarità di Brno.
La Néruda più giovane mi guardò con il suo occhio vivace, senza paura, come se volesse dire: ebbene, aspetta, sentirai! e il padre fece un cenno alle figlie: erano pronti per il concerto serale e stavano solo aspettando noi. Il padre diede l’attacco e le ragazze iniziarono.
Ho ascoltato e mi sono meravigliato ma, o perché il caldo della mia misera pace avesse chiuso il mio animo o perché stanco di aver passato tutto il giorno a discutere con i miei amici di affari nazionali, non riuscivo a trovare alcuna delicatezza nel suonare delle piccole Nèruda. Suonarono entrambe, specialmente il piccolo, simpatico folletto con il violino, fino alla fine con estrema disinvoltura fino a suscitare stupore: le corde sotto le dita della piccola violinista gemevano ancora, potevi quasi percepire quanto le stesse sembrassero riluttanti e con quanta forza uscissero i suoni da loro. Potevo percepire quanta fatica facessero i bambini a suonare, mi dispiaceva per la ancor piccola Vilemina.
Non posso biasimare (il padre) ma io sono nemico dell’ostentazione esagerata delle forze dei bambini, e così allora mi sembrava. Si è improvvisamente finiti a giudicare, del resto la spada del giudizio si sguaina sempre facilmente, soprattutto sugli inizi artistici. Questa è spesso la corte più insopportabile. (…) Conosco diversi esempi. Allora, stavo per fare qualcosa del genere anch’io ma non mi sentivo in colpa dopo quella giornata faticosa.
“Beh, ti piace la nostra Milanollo morava?” mi ha chiesto il mio amico che mi aveva accompagnato dai Nèruda quando finalmente ci ritrovammo sotto il cielo stellato.
Ho alzato le spalle….Vilemina e Amálie, bambine, suonavano meravigliando, ma addirittura definirla Milanollka Morava? la Milanollo morava?! Non lo so…ma ora la sto pagando
1847
Le chiome degli alberi si sono ingiallite di nuovo e hanno aperto la strada al nuovo novembre: l’ho visto arrivare sul nostro Petřín (la collina al centro di Praga) tra il vento secco delle strade di Praga. Improvvisamente guardo tra gli annunci colorati quello del concerto dei Néruda
Ah! quindi sono già qui. I giornali avevano già annunciato il loro arrivo raccontando i loro trionfi a Vienna e, se non erro, a Berlino e a Yratisiavi. Ero, certamente, eccessivamente esigente.
Nonostante non fossero più ‘come le Milanollo’ ma famosi in giro per il mondo, per me erano qualcosa di interessante ma per i cechi dovevano essere un evento doppiamente gradito, resi famosi dai loro successi, come un raggio di sole che avesse illuminato i loro comuni villaggi paterni. Dissi tra me e me: chissà come sono cambiati in questi tre anni? nemmeno tre, perché avevano suonato a Vienna giusto sei mesi fa. Alla fine ci trovammo nell’atrio. Le aspettative del pubblico non sembravano alte: i bambini prodigio ormai sono fuori moda.Siamo saturi: le sorelle italiane (le Milanollo) hanno soffocato tutti gli altri. Cos’altro sarebbe potuto venire per loro? Una bambina in gonna rossa e mutandine bianche si sarebbe di nuovo esibita qui, punto. Ho riconosciuto la più piccola a prima vista e mi ha fatto tornare in mente 3 anni fa quando stava per iniziare il concerto di De Beriot; quello era lo sguardo che conoscevo ma non l’ho riconosciuta quando suoni puri come perle hanno cominciato a formarsi sulle corde e, increspandosi, hanno cominciato a volare dietro, sulle ali del vento, puliti e sicuri, forti e gentili come i violini dei primi maestri. Non la riconoscevo: era il genio di uno che suonava nell’autunno della vita ma, racchiuso nel corpo umano piccolo di bambino. Nessuno dei miei amici aveva mai pensato sarebbe potuta accadere una cosa simile quando sentimmo Vilemina a Brno, tranne suo padre che ha percepito lo spirito di sua figlia. Che sarebbe accaduto fra altri 10 anni?
Il 1857 lo ha descritto con parole più belle uno dei più famosi poeti Syrokomla, che scrisse alle due sorelle a Vilnius nel memoriale:
A Wilma Quando ci tocca nelle profondità Il gioco del tuo arco, così aggraziato, così forte Chlubo Słowianek, un artista ispirato, Ricevi un ricordo dagli abitanti di Vilnius! Cosa posso regalarti per questi momenti piacevoli, che tutti quelli che ti ascoltano avevano nell’anima, per la commozione per il piacere, per il brivido, per la gioia dello spirito? Per molto tempo rimarrà in noi l’impressione di Dio, ti penseremo da lontano Armato del tuo talento, del tuo Spartito e di Dio, Tu andrai nei paesi dove la fama ti aspetta. Ovunque tu sia, ricorda la città lituana Perché qui lasci un gruppo di amici, Che benedizione la tua via celeste. Condividerà di cuore i tuoi trionfi.
Il primo Trio Nèruda fu quello formato da Viktor, Wima e Amalie che il padre, Josef cominciò a far esibire in tutta Europa fin dal 1846. Nel 1852, subito dopo la tourneè in Polonia e Russia, il giovane Vicktor si ammalò e morì, e Franz, il fratello minore, che allora aveva solo 9 anni e che stava studiando il violino, venne passato al violoncello in modo da ricoprire il posto lasciato vuoto dalla morte di Viktor. I primi concerti immediatamente successivi alla morte del maggiore dei Néruda infatti, non vedono il piccolo Franz ancora suonare con le sorelle perchè aveva evidentemente bisogno di più tempo per impratichirsi della tecnica del violoncello oltre che de repertorio. Franz entrerà in pianta stabile nel trio delle sorelle Wilma, Amalia e Marie, solo progressivamente.
Amalie nel 1857 sposando Wickenhauser, direttore di orchestra de German Theatre, di fatto smetterà di accompagnare le sorelle all’estero e il nuovo ensemble Néruda diventerà quello formato, appunto da Franz, Wilma e Marie che costituirono un trio cameristico di altissimo livello che, con le entrate, contribuì ad arricchire ed innalzare il livello della famiglia tanto da consentirgli di acquistare una casa più grande. Ovunque si esibissero, il pubblico era deliziato della varietà e dalla novità dei programmi che il trio proponeva.
Il successo derivava in parte dal format che consentiva a tutti i fratelli di esibirsi in formazione cameristica ma anche come solistici, ma soprattutto, dalla grande capacità che avevano di unire brani di ogni provenienza e nazionalità che dimostravano il loro interesse verso la musica popolare o etnica di diverse nazionalità, a brani universalmente noti del repertorio classico europeo. Il Trio Nèruda si impose, quindi, tanto per la bravura quanto per la versatilità del repertorio che li differenziò anche da tutti quegli esecutori ‘nazionali’ che suonavano solo repertorio nazionale, ossia ceco.
A casa poi, il trio, facilmente diventava un quartetto d’archi, accompagnati alla viola dal padre Josef o un quintetto grazie alla presenza di Amalia e rinomante erano le ”serate” del quartetto di Casa Néruda
Questo fece si che i giovani musicisti vennero ben presto sostenuti tanto dall’aristocrazia ceca quanto da quella tedesco-europea rendendoli propulsori dello sviluppo musicale di Brno. Non è un caso che le recensioni dei concerti dell’epoca, soprattutto riguardo alla nota violinista, sono concentrate molto più su aspetti tecnico-espressivi del suo modo di suonare che non sull’etnicità o, nazionalismo, del suo repertorio.
Nel 1860 il trio partecipò al primo concerto dei Cech Beseda, una importante stagione musicale: Wilma e Franz suonarono God Save the Queen, Yankee doodle e Rule Britannia, brani europei basati su temi popolari.
Anche dopo la partenza della Norman Nèruda per l’Inghilterra, i fratelli rimasero molto legati a questa stagione per la quale, in diverse formazioni, tornarono a suonare anche successivamente, facendola diventare un modo per riunire la famiglia musicale.
Dei fratelli Nèruda, infatti, solo Amalie rimase nella città natale tanto da diventare motivo di interesse per i giovane Leoš Janáček e il cui rapporto merita certamente un approfondimento a parte perchè fino a che rimase in piedi l’amicizia/legame tra Amalie Nèruda e il giovane Janacek ed il loro partenariato artistico, questi benefici si estesero anche agli altri fratelli Néruda che continuarono a suonare in stagioni prettamente ceche, ma quando il loro rapporto artistico e personale giunse al termine, pare che un certo ostracismo nei confronti dei giovani, ricadde anche su di loro che continuarono ad esibirsi in Brno ma per istituzioni legate al mondo tedesco
Il busto di bronzo che oggi siede, orgogliosamente, davanti all’organo della Royal Albert Hall per tutta la durata della stagione e che, meritatamente, viene decorato dai Prommers con un corona di alloro l’ultima sera, è quello del fondatore di questa importantissima stagione Sir Henry Wood (1869-1944).
Henry Wood nel 1906
Per molti, i BBC Proms sono e saranno gli Henry Wood Promenade Concerts, un titolo che riconosce a questo grande musicista, compositore e direttore, la sua parte nella loro fondazione nel lontano 1895.
Non fu l’unico, ma oggi viene ricordato come tale dal momento che fu il Direttore di orchestra che per 49 concerti riuscì a portare sul palco programmi sempre nuovi e apprezzatissimi.
Fu Robert Newman, Direttore della Queen’s Hall ad avere l’idea di creare una stagione dove le persone potessero passeggiare, i Promenade Concert, o , Proms sulla scia di quelli che si erano tenuti per molti anni al Covent Garden: l’obiettivo era attirare un nuovo pubblico verso la musica classica grazie a biglietti più economici e un format diverso e, infatti, la Queen’s Hall di Langham Place, poi distrutta nel Blitz, venne riempita.
Era permesso fumare e bere e c’erano bancarelle di gelati, sigari, fiori e persino una fontana. Il primo programma con Wood alla direzione dell’orchestra della Queen’s Hall, era composto da canzoni, pezzi strumentali leggeri e novità. Wood e Lady Hallé collaborarono decine di volte insieme e, con buona pace del grande Joachim, così affermò:
Lady Hallé – far and away the greatest lady violinist of the time – played the Max Bruch concerto superbly. The nobility of her style reminded me of Joachim but, to be quite candid, I thought her tone was more musical than his, certainly her intonation was better
“Lady Hallé – di gran lunga la più grande signora violinista dell’epoca – suonava il concerto di Max Bruchsuperbamente.
La nobiltà del suo stile mi ricordava Joachim ma, ad essere sinceri, pensavo che fosse più musicale del suo, sicuramente la sua intonazione era migliore.