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“Intermezzo Asolano. Wilma e Ludwig Norman Néruda ad Asolo” …

Come acquistare

https://www.youcanprint.it/intermezzo-asolano-wilma-e-ludwig-norman-neruda-ad-asolo-con-un-saggio-di-alvise-bruschi/b/95efa415-176e-561f-8f20-0d76f7efbfab

https://www.ibs.it/intermezzo-asolano-wilma-ludwig-norman-libro-vera-mazzotta/e/9791222702629

Intermezzo Asolano. Wilma e Ludwig Norman Néruda ad Asolo. Con un Saggio di Alvise Bruschi.

https://www.giarnera.it/book-home-voice-presenta-intermezzo-asolano-wilma-e-ludwig-norman-neruda-ad-asolo/

La storia di un immobile storico quale è Palazzo Beltramini-Néruda di Asolo, può essere appassionante, avvincente, coinvolgente? La risposta in in questo breve saggio che racconta le vicende famigliari di Wilma Norman Néruda, la violinista che conobbe Sherlock Holmes, suo figlio, lo scalatore Ludwig Norman Nèruda e sua nuora May Peyton Norman Néruda che vanno ad intrecciarsi ad una miriade di personaggi famosi del periodo vittoriano: Flora Stark e sua figlia Freya, il Poeta Robert Browning e suo figlio Pen, Fannie Coddington-Browning, Lady Layard e Mrs Bronson, il poeta Michael Field, il critico Bernard Berenson, Arthur Conan Doyle.

Tra alpinismo e musica, vicende legali e famigliari dietro i passaggi di proprietà di questo importante immobile oggi sede del Municipio di Asolo ricostruiti attraverso un lavoro di indagine secondo il Metodo di Sherlock Holmes in quattro diversi importanti archivi italiani, la cui documentazione originale è visibile mediante il QRCODE presente nel libro.

Con il Patrocinio del Comune di Asolo il libro è disponibile su tutte le piattaforme on line!

Aspettiamo la recensione!

Grazie !

https://www.baronnesamedi.com/2023/11/vera-mazzotta-uno-studio-in-holmes.html?fbclid=IwAR2R8StvGzdrQOAGVrOOhQTi1kbT9AW9KR8vLFRrocJOvsrX4odF_AxuoIg

Wilma Néruda. Il primo Monday Pops

@accaddeoggi 8 novembre 1869

Di Vera Mazzotta

La prima volta che arrivai in Inghilterra mi meravigliai del forte pregiudizio in questo paese secondo il quale il violino per una donna era poco femminile e addirittura inadatto

Ma Wilma non era tipo da lasciarsi scoraggiare da un pregiudizio, e alla fine, anche grazie all’intervento di Vieuxtemps, fu convinta a tornare in Inghilterra per occupare, principalmente, il posto di Primo violino del Quartetto del St. James, che, di norma era diretto da Joachim nelle sue trasferte Inglesi

Il St. James per la prima della dodicesima stagione dei Monday Pops era pieno, forse più del solito: tutti, uomini e donne erano corsi a vedere quella novità, quella cosa mostruosa che era una donna che suonava il violino!

l’attenzione di tutta la sala era assorbita dall’eroina di quella sera, Madame Norman Neruda che appariva nella veste di Primo Violino. Una giovane donna con un abito di velluto nero, con braccia e collo nudi, che con calma va a prendere il posto di solito occupato da Joachim, da Wieniavsky o da Vieuxtemps per guidare il quartetto di archi con fuoco e precisione degni dei maestri sunnominati, era comunque una novità per il pubblico! Ma chiunque abbia sentito e visto questa donna suonare i suoi soli lo scorso anno non potrebbe mettere in dubbio la saggezza di Mr Chappel nello scegliere lei per guidare il quartetto sino all’arrivo di Joachim dopo Natale. A prima vista potrebbe anche sembrare che una Donna con il violino sia fuori posto come un uomo con un tamburello in mano e gli aggettivi, sgraziato e non femminile sono stati senza dubbio (già) usati per Madame Neruda, per Madam Humler per non parlare per la Signorina Strinasacchi, a cui Mozart dedicò comunque una Sonata per Violino, e per altre donne che hanno osato rompere le convenzioni su cosa la donna sia in grado o non sia in grado fare. Molti di noi sono pieni di pregiudizio nei confronti delle novità e ci mettono davvero poco a giudicare una donna che si dedichi a qualsiasi tipo di arte o alle professioni/occupazioni di solito appannaggio del sesso maschile, frivola. Invece il violino è davvero uno strumento grazioso per una donna! La pressione del mento non dovrebbe essere convulsa, è sufficiente una minima inclinazione della testa, il braccio sinistro è libera e naturale e ogni movimento di quello destro in un fine violinista è grazioso in sè tanto che potremmo quasi dire che non esiste esercizio così calcolato per mostrare belle manie e una bella figura come suonare il violino. Se devo giudicare dalle acclamazioni che hanno accolto Madame Norman Neruda alla fine della sua esecuzione anche il pubblico dei Monday Pops della scorsa sera erano della stessa opinione

E certo! in una società maschilista in cui le donne altolocate potevano studiare la musica solo per essere messe in mostra e trovare marito, chi scrive non trova altri mezzi che mettere in evidenza come lasciare che le giovani si avvicinino ad uno strumento maschile possa, ugualmente, essere una forma di attrattiva per gli uomini!

E’ comunque impossibile sedersi al St. James Hall dove ogni anno ascoltiamo il più grande dei violinisti viventi senza fare confronti. Il timbro di questa donna violinista mi sembra alquanto fine senza però essere povero..

Del resto Joachim, sin dalle ultime due stagioni ha un po’ deliberatamente rinunciato alla delicatezza a favore di corde più grosse e di un maggiore volume di suono.

Il programma si è aperto con il Quartetto in Re maggiore di Mendelssohn, il cui manoscritto è in possesso del Prof. Bennet.

invece ci sono alcuni passaggi che chiedono la leggerezza di una mano femminile, anzi potremmo dire che tutti i passaggi veloci e i movimenti più delicati sul violini potrebbero essere facilitati dalla mano di una donna piuttosto che da quella di un uomo. Le distanze infitesimali, la pressione leggera, le diteggiature rapide e i glissati danno alle dita sottili delle donne un vantaggio su quelle degli uomini. Tuttavia nel quartetto come nella Sonata di Mozart che Madame Neruda ha suonato subito dopo non c’è stata mai troppa brillantezza mentre nei soli veloci e nei passaggi di bravura Madame Neruda può essere brillante senza essere sensazionale ma da artista vera quale è lei non lancia mai i suoi fuochi artificiali in questo genere di concerti e non commette il grave errore tipico dei musicisti infimi di mettere sè stessa in mostra davanti al compositore e abbiamo sentito come si deve che Mendelssohn e Mozart erano dentro le loro composizioni e i musicisti al loro servizio

INTERMEZZO ASOLANO

La presentazione!

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Ricordo da Praga

@accaddeoggi 1 novembre 1889

Humoristické listy: Archiv českého rozmaru a vtipu. Praha: Josef Richard Vilímek, 1.11.1889, 31(44), s. 398. ISSN 1802-7210. Dostupné také z: https://www.digitalniknihovna.cz/nkp/uuid/uuid:55fb7290-ec93-11e8-9210-5ef3fc9bb22f

Negli anni Cinquanta, quando non c’era vita nazionale politica, sociale, letteraria o artistica nel nostro paese, il pubblico ceco si nutriva principalmente di notizie sui attori e musicisti cechi che vagavano per il mondo. Il “Lumir” di Mikovec e le “Pražské Noviny” di Šesták portavano ogni anno qualche notizia su dove si trovava Ticháček o Píšek, dove recitava la “prima tragedia del nostro tempo”, la ceca Kanny Janoušková, dove incantava Ferdinand Laub, o le sorelle Nerudova, come si sa nate in Moravia ecc. Eravamo orgogliosi di quella nostra fama ceca che viaggiava per il mondo e non sapevamo nemmeno se quel tale celebrato all’estero si sarebbe mostrato anche a noi.

Evidentemente, il pubblico ceco si rallegrava di questa fama che si diffondeva nel mondo senza preoccuparsi se questi artisti celebrati si identificassero ancora con la loro patria.

La maggior parte in effetti poi tornava. Laub tornò e suonò per noi in teatro con il liuto – davanti a una platea… quasi vuota. Che bravi ragazzi eravamo!

E venne anche Vilemina Norman-Nerudová a suonare per noi al teatro provvisorio. Parla ceco? era la domanda più importante che veniva posta a quelli che potevano andare dietro le quinte e la risposta era

– Si -lo parlava- il che rendeva Vilma, quella straordinaria apparizione femminile con le decorazioni sul petto, immediatamente cara. Così consideravamo le sorelle Nerudova tuttavia ancora abbastanza estranee e distanti come anche il loro fratello minore František di cui arrivavano sporadiche notizie negli anni successivi. Quando visitò Praga, tutti coloro che lo incontrarono riconobbero il suo cuore e la sua mente slava sebbene per lavoro fosse sempre all’estero: in Danimarca (dove era il virtuoso di camera del re), Svezia, Norvegia e Inghilterra ma anche lì seguiva lo sviluppo dell’arte ceca e le apriva la strada. Ora chiamato come professore al conservatorio imperiale di Pietroburgo, František Neruda, nato nel 1834 a Brno, è uno dei più eminenti violoncellisti del nostro tempo ed è riconosciuto anche da autorità come Bulow. Anche come compositore Franz Neruda è fortunato: più di sessanta delle sue composizioni sono state pubblicate da editori stranieri ed ora anche Urbánek a Praga ha pubblicato una nuova composizione, un grande concerto per violoncello con accompagnamento orchestrale.

Una nuova pubblicazione!

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Intermezzo Asolano

La pubblicazione

Da oggi è disponibile in anteprima sulla piattaforma dell’editore il saggio che racconta il mistero dietro il dono del Palazzo di Asolo a Wilma Norman Néruda, la violinista che conobbe Sherlock Holmes.

Un saggio di 200 pagine che, con la documentazione ufficiale tratta da quattro archivi italiani e due di Oltre Manica, riporta uno spaccato di storia locale e familiare tra personaggi noti e meno noti.

Un saggio avvincente come un romanzo.

Perchè Wilma Néruda nel 1896 ebbe in dono un Palazzo dal Principe di Galles? e perchè proprio ad Asolo? A chi apparteneva il Palazzo prima dei Néruda? e davvero le fu donato? Cosa ne fu del Palazzo dopo la morte di Ludwig Norman Néruda? Come e attraverso quali vicende il Palazzo passò poi al Comune di Asolo?

di Vera Mazzotta con Saggio di Alvise Bruschi, esperto conoscitore della biografia di Ludwig Norman Néruda con il Patrocinio dell’Amministrazione di Asolo.

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Scoprite voi stessi la storia vera dietro l’Ufficialità delle Notizia leggendo, se vorrete, anche la documentazione visibile attraverso il QRCODE allegato al libro.

E non dimenticate di lasciare una recensione, sulla piattaforma o sul blog 🙂

La città natale di una artista

Dalle Note di Viaggio di Robert Watt

Vera Mazzotta

Personaggio curioso e versatile, Robert Watt: viaggiò in tutto il mondo, Australia, Arabia, Europa, America, Egitto, Russia, sempre alla ricerca di notizie con lo scopo di raccoglierne di più veritiere di prima mano. Personaggio curioso e versatile perchè oltre ad essere alla perenne ricerca di notizie, fu anche traduttore di Edgar Allan Poe e Mark Twain, scrittore di libri di viaggio, redattore di settimanali, direttore teatrale e direttore del Tivoli. Attraverso i suoi reportage, negli anni ’60 e ’70 dell’ottocento, sviluppò un vero e proprio nuovo genere fatto di narrazioni divertenti e facili da leggere basate sulla propria visione e su proprie riflessioni che contribuirono, nello stesso tempo, ad aprire gli occhi dei danesi sulle grandi trasformazioni politiche e sociali che seguirono l’industrialismo e l’espansione coloniale europea… un inviato speciale per il Dagbladet insomma che, con base a Parigi, inviava lettere di viaggio e feuilleton sempre straordinariamente attesi. Nel 1866 fondò il settimanale Figaro, che, nel 1868, cambiò nome in Dagens Nyheder dirigendolo fino al 1871, quando partì per un lungo viaggio di reportage negli Stati Uniti. Non poteva mancare una sua sosta Brunn, nell’ agosto del 1865, a 1 anno e mezzo circa dal matrimonio di Wilma con Ludwig Norman:

Fra quanti minuti è la sosta a Brunn? chiese un compagno di viaggio mentre passavamo in una bella campagna; alle spalle c’era la vecchia Praga,

Quanto tempo il treno si ferma lì prima di proseguire per Vienna, non saprei dirlo, ma io ci resto per più tempo!” sbadigliai.

Per più tempo?” esclamò il mio nuovo conoscente.

“Studiate forse la gestione delle fabbriche e avete quindi intenzione di esaminare le molte fabbriche di abbigliamento e pelle della città?

“No.”

Ma, allora, in Nome del Cielo, cosa avete da fare in questo buco noioso di città dove il ronzio delle ruote delle macchine è interrotto solo dagli ordini dei militari di guarnigione?

NO ! Cerco solo un po’ di riposo fisico e mentale nella buona città di Brunn, di godermi un po’ di quel bene che si incontra raramente sul proprio cammino quando si viaggia a vapore attraverso i paesi ossia ritrovarsi tra amici buoni e amabili : un’accogliente sala da pranzo in una famiglia felice è una parentesi piacevole dalle stanze d’albergo fredde o dalle piccole camere squallide di hotel”.

Sì, questo cambia la questione!” concluse l’uomo che aveva fatto varie congetture. Poco dopo ci salutammo, lui per cercare la sua casa nella città imperiale, io per trovarne una nella piccola ma fiorente città. Sapevo che avrei trovato una gentile accoglienza da parte di persone, la cui conoscenza avevo fatto nella mia patria, in quella terra lontana per loro dove le circostanze li avevano portati e li avevano fatti amare conquistando tutti coloro con cui erano entrati in contatto o che avevano avuto interesse per la loro arte.

Qui, in questa città del materialismo, erano nati questi figli dell’arte, tra il ronzio delle ruote e il brontolio delle macchine a vapore era venuta al mondo la vera Figlia dell’Arte, colei che abbiamo ammirato così spesso e che ha reso famoso il nome di Vilhelmine Neruda nel Nord.

Fin dalla culla ricevette la meravigliosa capacità di incantare con il suo gioco di corde e, a soli quattro anni, iniziò a stupire il mondo. Tra quinte dipinte o sul grandi palchi da concerto, l’avevo spesso sentita trascinare il pubblico con sé, mentre lei stessa stava festosamente adornata come una regina per i numerosi omaggi ricevuti.

Ora la vedevo nella sua confortevole stanza, insieme all’uomo, il cui nome d’arte ora era legato al suo, circondata dai suoi genitori, suo fratello e sua sorella che lei stessa aveva contribuito a portare davanti al pubblico e ancora altri parenti in cui doveva ardere una scintilla del genio che lei possedeva. Era a casa, l’abito splendente era sostituito da un vestito semplice ma le note erano le stesse quando tirava l’arco sulle corde. Suonava solo per noi. Si accontentava di un ringraziamento cordiale invece dell’applauso fragoroso a cui era abituata.

Quando Ludvig Normann si sedette al fortepiano e fece scorrere le dita sui tasti lei afferrò il violino e (suonando) parlò con lui: una ”conversazione” degna di due sposi così ben assortiti. Quando una così bella matinée musicale finì seguirono passeggiate nei dintorni.

Brunn è una grande città con una posizione molto bella, ci sono le montagne Spielberg, con la cittadella dello stesso nome dove un tempo c’era una delle prigioni di stato dove il poeta italiano Silvio Pellico fu imprigionato per otto anni, una prigionia che poi descrisse in modo così commovente… Ci sono molti giardini dove si serve birra a secchiate e il bello e grande parco Schlossgarten dove i diversi reggimenti di eccellenti corpi musicali divertono coloro che passeggiano. In Austria si sente davvero molta musica militare e ovunque è buona ma se ne fa anche molto uso.

A Brunn incontrai il compositore Jungt che era capo di uno dei corpi musicali dei reggimenti e con gente così brava e il servizio severo si può ben pensare che serva a qualcosa. Ma nonostante tutto questo, difficilmente qualcuno si fermerebbe a Brunn per molto tempo senza una ragione così speciale come quella che avevo io, ci sono tanti posti che si potrebbero preferire.

Per me il nome Neruda e il “bouquet di note” di cui cantano i poeti sono il più ricco ricordo dalla città delle fabbriche.