Chi ancora non conosce la violinista Wilelhmine Norman Néruda spesso mi chiede se fosse conosciuta in vita, se fosse famosa, perché, al contrario di altri grandi violinisti dell’epoca, ovviamente uomini, quali, ad esempio Joachim, del suo nome si è perso memoria…In realtà, piano piano emerge un quadro storico in cui, dal 1911 anno della sua morte, negli ambienti musicali, qualcuno ha tentato di tenerne viva la memoria o il ricordo con articoli che, sono apparsi in riviste specializzate, nel 1939, nel 1981 ed ora, emerge anche questo articolo pubblicato dal The Strad Magazine, maggio 1961: una guerra, insomma contro l’ oblio totale.
Sono passati 50 anni dalla morte di Lady Hallè, una violinista la cui maestria nell’arco e la pienezza del suo suono ha dato qualcosa di più che un ‘’ tocco di genio’’. Era la figlia dell’organista della Cattedrale di Brunn, Joesef Néruda e nacque lì, a Brunn il 21 marzo del 1839.[1] Benedetta da tre bellissimi nomi cristiani- Wilma, Maria, Francesca-la sua vita, fin dall’infanzia, è stata riempita dal bel suono. Molto prima di imparare a leggere, imparò a suonare il violino con un talento emergente tale che Leopold Jansa fu ingaggiato per supervisionare la sua educazione musicale. Wilma Néruda, fin dalla nascita fu sostenuta nei suoi studi dalla sua famiglia i cui componenti furono quasi tutti immersi nella musica fin dalla nascita.
Suo padre le diede sempre preziosi insegnamenti e consigli mentre i suoi fratelli e sorelle la sostennero ed accompagnarono sul palcoscenico in molte occasioni. Amalie, sorella di Wilma, era una talentuosa pianista e, nel 1846 quando Wilma aveva solo 7 anni, le piccole Néruda apparvero insieme in una serie di concerti a Vienna nel cui repertorio c’era anche una sonata di Bach. Giovane come era, la piccola Wilma meravigliò anche i critici più severi per la grande maestria nella sua esecuzione in confronto alle piccole sue mani.
Fu anche notato, sebbene fossero le prime esibizioni su un palcoscenico, la sua grande padronanza dell’arco e che possedeva un impeccabile senso della melodia. Dopo il suo debutto fu trattata un po’ come Mozart bambino e portata dalla sua famiglia in tour in tutto il nord della Germania dove si esibì nelle principali città davanti ad un pubblico facoltoso. Il successo della piccola Wilma era tale ovunque andasse che ben presto la sua vita divenne una serie di concerti in tutta Europa, spesso accompagnata da suo fratello Franz che suonava il violoncello. Entrambi arrivarono fino in Russia[2] Il 30 aprile del 1849 Wilma si esibì per la prima volta a Londra come musicista invitata per la stagione sebbene ancora non avesse neanche 10 anni. In quella data suonò al Princess Theatre di fronte ad un pubblico entusiasta ed l’11 giugno suonò il concerto di De Beriot alla Filarmonica.
Quando Wilma crebbe, non perse nulla della sua magia semplicemente consolidò la reputazione della sua grande maestria tecnica, la superba tecnica dell’arco e la straordinaria immaginazione nell’interpretazione che si diffuse in tutta l’Europa. Allo zenith della sua gloria si disse che il suo suono era pieno come quello dei suoi più talentuosi colleghi maschi. Nel 1864 si esibì a Parigi nei suoi concerti più degni di nota che si tennero presso il Conservatorio e nella stagione di Pasdelup. Un giovane musicista svedese, Ludwig Norman, si innamorò di lei proprio in quella occasione ed i due si sposarono nello stesso anno.[3]
Da quel momento la violinista condusse la sua carriera sotto il nome di Madame Norman-Néruda. Nel 1869 tornò a Londra per partecipare ai concerti della Philarmonic Society ed avrebbe abbandonato presto la città se non fosse stato per Mr Henry Vieuxtemps. Egli la convinse, anche contro il suo volere, a rimanere sino a Natale per dirigere il quartetto dei Monday Pops. Madame Néruda-Norman, in aggiunta al suo brillante lavoro come solista, è stata conosciuta ovunque anche per il suo lavoro come leader del quartetto. Questo ingaggio la riportò a Londra ogni inverno per il piacere dei suoi ammiratori; ella suonò per la Philarmonic Society, per il Cristal Palace e a Manchester ai concerti organizzati da Hallé. Così facendo contrasse molte amicizie nell’alta società diventando particolarmente stimata anche dalla Famiglia Reale. Nel 1876, il figlio della Regina Vittoria, Il Principe Alfred[4], insieme con il Conte di Dudley e di Hardwicke presentarono alla violinista uno dei più prestigiosi Stradivari, costruito nel 1709 e appartenuto al celebre violinista Heinrych Wilhelm Ernst. Ludwig Norman morì nel 1885 e Madame Néruda-Norma divenne la seconda moglie di Charles Hallè. Per anni erano stati uniti professionalmente ed il partneriato tra i due musicisti si è rivelato felice. Lady Hallé ha preso residenza a Manchester con suo marito ed insieme i due iniziarono a programmare tour e concerti che li hanno portati in diverse città e parti della Gran Bretagna. Nel 1890 i due intrapresero un tour pieno di successi in Australia e, cinque anni dopo, in Sud Africa dove furono egualmente ricevuti. Nel 1895 Lady Hallé divenne vedova per la seconda volta. Nei suoi confronti venne manifestata grande preoccupazione a misura della grande popolarità di cui godeva nel paese di adozione, per cui il Principe di Gallese, futuro Re Edoardo VII, fu chiamato a presiedere un Comitato per raccogliere fondi per venire in aiuto alla violinista. Il Comitato fu sostenuto da molti altri al di fuori di Europa, tra cui il Re di Svezia e Danimarca. Le entrate di questo Comitato comportarono l’acquisto di un Palazzo ad Asolo in Italia il cui atto di proprietà fu presentato a Lady Hallé in un ricevimento a Marlborough House. Per tre anni visse ad Asolo con il suo unico figlio[5] nato dal suo primo matrimonio fino a quando di nuovo la tristezza tornò nella sua vita a causa della morte di questo giovane uomo in un incidente di montagna. Dopo quell’incidente Lady Hallè decise di spendere il resto della sua vita lavorando così si trasferì a Berlino dove visse dando lezioni di violino. Nello stesso tempo continuò a fare tour occasionali in Europa, tornando in Inghilterra ogni anno per alcuni concerti. Il Re Edoadro VII rimase costantemente un suo grande ammiratore pertanto spesso la violinista fu invitata a suonare per la Famiglia Reale. Fu nominata Violinista della Regina Alexandra nel 1901. L’ultima apparizione di Lady Hallè a Londra risale al 25 gennaio del 1908 quando prese parte ad un concerto in memoria del violinista Joachim con il quale spesso suonò. Morì a Berlino il 15 aprile del 1911 di infiammazione polmonare.
[1] In realtà, registri di nascita attestano il 1838
[2] In realtà accompagnata dal fratello Victor che morì in Russia. Franz, che era più piccolo di Wilma, suonava il violino. Dopo la morte del fratello venne indirizzato al violoncello anche per ricoprire il ruolo mancante.
[3] In realtà, i concerti presero luogo dopo il fidanzamento e il matrimonio.
Il capitolo sulla Musica dalla guida di Charles Eyre Pascoe
Molto prima che Fodor e Frommer iniziassero a offrire guide piene zeppe di informazioni su destinazioni di viaggio popolari, nel diciannovesimo secolo fu pubblicata un’ampia gamma di guide di viaggio per gli americani che viaggiavano all’estero dal londinese Charles Eyre Pascoe ( 1847-1912).
In questo volume avvincente, ricco, pieno di illustrazioni, Pascoe offre una guida completa per i ricchi americani che si recano a Londra nella “stagione” del 1887 con consigli su qualsiasi cosa dagli alloggi alla moda, ai migliori librai londinesi, ovviamente a dove mangiare e soprattutto come e dove trovare intrattenimenti di vario genere. Alcune osservazioni, “L’Inghilterra non ha rivali nella produzione dei migliori ombrelli” o “prima di spendere uno sproposito per una cena speciale a Londra, è meglio rivolgersi ad un ristorante locale fidato” oggi fanno sorridere ma fanno parte delle attenzioni che il nostro giornalista da ai suoi lettori. London of To-Day è quindi una panoramica di un’era passata ed è tanto una guida ai costumi, alle usanze e soprattutto all’etichetta sociale della Londra della fine del diciannovesimo secolo quanto una guida di viaggi, fornisce anche una grande panoramica storica sulle istituzioni londinesi ancora vive oggi. Nel capitolo che segue, si tratta della Musica e, non potevano mancare accenni alla grande Néruda quanto a Joachim e Piatti che vengono ritratti.
originale del capitolo, dall’alto, Piatti, Joachim, Néruda
La Musica come le altre forme di intrattenimento ha il suo centro a Londra dove c’è un numero sorprendente di spettacoli regolari durante tutto l’anno generalmente, ben frequentati da studenti e ammiratori dell’arte. Tali sono i concerti dell’antica Philarmonic Society e della Sacred Society, gli oratori e gli spettacoli alla Royal Albert Hall e al Crystal Palace, i concerti di musica classica “popolari”, di fama mondiale tenuti per tutto l’inverno, da ottobre a marzo, ed i concerti settimanali i “ Ballad Concert” di Mr. Boosey, l’ammirevole serie di concerti del sabato pomeriggio al Crystal Palace, in cui l’Alta Società londinese ascolta tanto musica classica quanto popolare, gli ottimi concerti di Richter al St. James’s Hall, le rappresentazioni sotto la direzione della direzione della Royal Italian Opera, il ciclo di concerti pianistici e recitals a cui il genio di Van Bülow, Charles Hallé danno carattere; i concerti del Novello’s Choir e della London Musical Society;Royal Academy of Music e Royal Society of Musicians; i Promenade Concerts al Covent Garden Theatre e, infine, la folla di eventi musicali minori durante i quali si può ascoltare la migliore musica (con una o due eccezioni) che si succedono durante tutto l’inverno e la primavera londinesi.
In genere gli spettacoli musicali più degni di nota sono quelli che si danno in quel periodo dell’anno. I quotidiani annotano tutto ciò che sta accadendo nel mondo musicale, in mancanza di questi, il visitatore farà bene a cercare informazioni direttamente presso la St. James’s Hall, dove sarà certo di incontrare una attenzione cortese. Di seguito sono riportate le note di alcuni dei più importanti Concerti tenuti a Londra in determinati periodi dell’anno ognuno dei quali sarà certamente molto interessante per coloro che apprezzano la buona musica.
I concerti popolari del lunedì ( Monday Pop) tenuti settimanalmente presso la St. James’s Hall, sotto la direzione di Mr. Arthur Chappell, che iniziano nell’ottobre di ogni anno e termina nonel marzo successivo.
I Concerti Popolari del Sabato ( Sat Pop) , anch’essi tenuti presso la St. James’s Hall sotto la stessa direzione che iniziano a novembre e si estendono per lo stesso periodo. The London Ballad Concerts, sotto la direzione del Sig. John. Boosey, settimanali, a St. James’s Hall, che iniziano nell’ultima settimana di novembre e terminano a marzo successivo. I concerti del Crystal Palace, tenuti al Crystal Palace, Sydenam ogni settimana, sotto la direzione del Sig. August . Manns, ogni sabato durante la stagione invernale, e anche nella stagione estiva, a partire da febbraio,proseguendo fino alla prima settimana di giugno. I sei Concerti della Società Filarmonica, sotto la direzione del Sig. F. H. Cowen, alla St. James’s Hall, a intervalli stabiliti durante i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.
Tra i possibili interpreti ci sono Le Signore Frickenhaus, Norman-Neruda, Schumann, Menter, Herr Rubenstein e il Signor Piatti.
La serie di concerti della Sacred Harmonic Society, presso la St. James’s Hall, nelle date annunciate, a novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e maggio. La serie di concerti della Albert Hall Choral Society alla Royal Albert Hall di South Kensington in gennaio, febbraio, marzo e aprile e quelli della Royal Amateur Orchestral Society, nello stesso posto, a dicembre. I concerti Richter alla St. James’s Hall a maggio, giugno e luglio.
Per quanto riguarda il Music Hall, la città generalmente dà due concerti, uno a marzo e l’altro a giugno. La Royal Academy of Music tiene concerti alla St. James’s Hall a febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno e luglio. Si possono qui giustamente menzionare le serate musicali del signor Henschel e del signor Dannreuther, i Concerti dell’Oratorio di Novello i recital al St. James’s Hall di Madlle. Kleeberg ed il concerto annuale di Mr. W. G. Cusins nello stesso luogo,
il ciclo di concerti del Coro Bach e del Signor Sarasate nei mesi di maggio e giugno, infine, concerti del Royal College e della Guildhall School of Music.
Due o tre anni fa la viscontessa Folkestone organizzò un’orchestra di dame più o meno note nella società per raccogliere fondi per un ente di beneficenza. Da allora la reputazione è cresciuta e l’orchestra di Lady Folkestone sta per diventare un’istituzione permanente. Comprende una settantina di interpreti e in questa orchestra sono rappresentati membri di alcune delle migliori famiglie. Uno sguardo alla lista rivela nomi come Bouverie, Oliphant, Lytton, Dalrymple Hay, De Gray, Curzon e molti altri. Ci sono ragazze di quasi ogni tipo di bellezza, vestite uniformemente con abiti bianchi alleggeriti da nodi sulle spalle, alcuni azzurro e altre color salmone. Nessun Adamo può invadere questo Eden orchestrale. Quando viene impiegato un coro i mantelli neri possono formare una sorta di sfondo a questa sorta di quadro. Le donne musiciste sono anche contente di ammettere i solisti dell’altro sesso più severi (e… inferiori). Anche il direttore d’orchestre è una signora: Lady Folkestone tiene fede al suo lavoro come fa Richter. Batte sulla scrivania con il suo bastone in avorio montato in argento, la sua conduzione ritmica è ampia e distinta, e dà i “punti” con cura professionale, tutto proprio come un uomo. Non meno degni di nota sono i Concerti gratuiti che sono stati tenuti (e che confidiamo continueranno ogni anno) nella Queen’s Hall del People’s Palace, nobile istituzione nata dal lascito Beaumont nell’est di Londra. Gli intrattenimenti, principalmente ballads e musica orchestrale, sono stati forniti da professionisti e dilettanti che hanno prestato i loro servizi gratuitamente. Il pubblico, circa 2.000 persone a serata, comprendeva anche persone appartenenti delle classi più povere. L’aiuto e la partecipazione di professionisti tuttavia non è stato così cospicuo. . L’elenco delle società orchestrali e corali che hanno messo i propri servizi a disposizione del Comitato comprende diciotto organi distintizioni — dalla Haendel Society, circa 230 persone, all’orchestra di Mr. Hoby e al coro di Mr. Hale, ognuno dei quali conta una ventina di membri. Complessivamente l’elenco dei solisti arriva a trecento, mentre il coro, professionale e amateur, conta non meno di milleduecento dame e gentiluomini..
Nel 1869 da Parigi scrissi ad Hallè che avevo intenzione di fermarmi in Inghilterra dove la vita musicale sembrava in fermento. Probabilmente Karl pur essendo stato colpito dalla bambina prodigio che ero stata, non era particolarmente convinto che le donne potessero intraprendere una carriera concertistica. Arrivai a Londra in aprile. Non trovando possibilità alcuna stavo per decidermi a rientrare a Parigi quando Hallè, che abitava non lontano da casa mia, decise di venirmi a trovare. Mi chiese di suonare: avrei dovuto offendermi perché voleva mettere alla prova le mie capacità, ma lo accontentai. Immediatamente mi trascinò ad uno dei ricevimenti di Millais a Cromwell Place e tutti i presenti furono incantati e persuasi che avrei dovuto esibirmi ai Monday Popular Concert. Millais in seguito divenne orgoglioso di questo e raccontò spesso che il mio debutto inglese era avvenuto proprio nel suo studio.
Così racconta la violinista in questa intervista, chissà, magari veramente accaduta, tra lei e il Dott. John Watson nel 1907.
(V. Mazzotta. Wilma Néruda la violinista che conobbe Sherlock Holmes).
Wilma Néruda era una straniera, boema, separata dal marito che arrivava in Inghilterra con due figli e, per di più, con la ‘velleità’ di mantenersi autonomamente suonando il violino, strumento considerano non femminile: nessun luogo poteva essere meglio scelto, forse, in nessun altro luogo sarebbe stata accolta.
Originario di Southampton, Sir John Everett Millais (1829 –1896) fu un vero talento della pittura tanto da ottenere l’ammissione alla Royal Academy of Arts a soli 11 anni: il più giovane allievo che la prestigiosa istituzione ebbe. Qui strinse legami fortissimi con i pittori William Holman Hunt e Dante Gabriel Rossetti fino a fondare, nell’autunno del 1848, la Confraternita dei Preraffaelliti (Pre-Raphaelite Brotherhood) con lo scopo di riscoprire l’arte dei primitifs e dei quattrocentisti non contaminati dallo stile di Raffaello. I suoi primi dipinti, affascinarono il critico John Ruskin che divenne uno dei maggiori sostenitori della Confraternita che, tuttavia, riteneva dovesse riscattarsi dai temi legati al passato per affrontare temi sociali.
Millais_-_Self-Portrait 1881
Durante la realizzazione dell’opera The Order of Release ( l’ordine di scarcerazione), Millais si innamorò della sua modella, Effie Gray, moglie di Ruskin. Non è chiaro per quale motivo Ruskin, il cui matrimonio con la giovane Effie, nativa del Perthshire, era già in crisi, propose proprio sua moglie come modella: probabilmente a Millais serviva avere di fronte il vigore e la risolutezza concreta e reale della donna scozzese che sarebbe stata protagonista del quadro.
Ruskin preparò uno studio nel suo appartamento di Herne Street e, inevitabilmente, tra la giovane donna e il pittore, lunghi pomeriggi passati insieme mentre il critico, come sempre, era assorbito dal suo lavoro e assente, si instaurò un legame di profonda amicizia. La relazione divenne manifesta quando Ruskin invitò Millais nelle Highlands per farsi fare un ritratto rendendo la situazione insostenibile: sapeva bene che tra Effie e Millais stava nascendo una relazione più forte di quanto non potesse immaginare.
Ruskin cominciò a confidare le sue ansie alla giovane cognata, Sophie, mandata nelle Highlands per confortare la sorella. Sophie, a sua volta, cominciò a preoccuparsi perchè sempre più spesso sentiva suo cognato dire che avrebbe dovuto mettere un freno, prendere provvedimenti nei confronti della moglie. Allora uno era il provvedimento più comune: il manicomio!
Millais, a sua volta, essendo appena entrato alla Royal Academy, da una parte temeva che Ruskin potesse mettere fine alla sua carriera, dall’ altra che la situazione mettesse in pericolo la salute mentale di Effie il cui matrimonio era evidentemente diventato una vera e propria prigionia. Del resto, si deve anche a Ruskin la teorizzazione della donna-angelo del tutto sottomessa all’uomo e dedita solo al focolare.
Fu Effie a trovare una soluzione svelando ad alcuni suoi amici che il suo matrimonio non era mai stato consumato, così, approntato quanto serviva per la causa di separazione, fuggì con la scusa di accompagnare sua sorella alla stazione. Una fuga romantica, appassionante, una ribellione, un gesto che significò il voler riprendere in mano le redini di una vita di cui, come donna, non aveva mai goduto e la sua storia è stata narrata da Suzanne Fagence Cooper in
Effie, storia di uno scandalo che, nel 2014, è stato anche soggetto di un film.
Non appena il treno abbandonò la stazione di King’s Cross, Effie si tolse i guanti, si sfilò la fede nuziale e la mise in una busta indirizzata alla suocera insieme con le chiavi di casa e il libretto contabile: sarebbe stato suo padre che l’attendeva ad Hitchin ad inviarla. Dentro la busta anche alcuni biglietti indirizzati agli amici che annunciano la decisione che desterà scandalo e scalpore: la separazione di Effie Gray da John Ruskin, un gesto rovinoso per la reputazione di un uomo al culmine della sua fama, brillante, corteggiato dalle donne più avvenenti, adulato dagli uomini più in vista, astro nascente della Londra vittoriana che tuttavia, non aveva mai consumato il suo matrimonio, un’onta pari alla fuga della donna.
John Everett Millais, Ritratto di Effie Gray, 1873. Perth, Perth Museum and Art Gallery.
La separazione, tenuto conto della visibilità dei personaggi, suscitò grande scalpore. L’opinione pubblica si divise. Il procedimento giudiziario fu tenuto a porte chiuse e tutti i particolari relativi furono resi noti solo in tempi successivi. Effie dovette sottoporsi a sgradevoli visite mediche per dimostrare la sua verginità. D’altro canto, Ruskin, pur potendo ricorrere ad una linea di condotta infamante nei confronti della moglie, mantenne un atteggiamento corretto pur avendo preparato un documento che però, alla fine, non volle presentare al tribunale ecclesiastico. Da questo documento emergeva che tra lui ed la neo sposa, era stato stipulato un patto in cui si prevedeva che la coppia non avrebbe avuto rapporti fino a che la moglie non avesse avuto venticinque anni per non compromettere la sua delicata salute durante la luna di miele e non intralciare, in tempi successivi, i viaggi che avevano intenzione di fare. Fu la Gray, secondo il documento, che rifiutò qualsiasi contatto anche successivamente.
Tali argomentazioni risultarono però in contraddizione con le dichiarazioni rilasciate da Ruskin al suo avvocato che parlavano di motivi religiosi oltre a uno stato d’ansia della moglie forse causato dalle difficili condizioni economiche in cui versava la sua famiglia.
Potrà sembrare strano che io abbia potuto astenermi da una donna che per la maggior parte delle persone appariva così attraente, ma se il suo viso era bello, la sua persona non è stata fatta per eccitare la passione. Al contrario, vi erano alcuni dettagli nella sua persona che l’hanno completamente impedita.
La ragione del disgusto di Ruskin con riguardo ad “alcuni dettagli della sua persona” è sconosciuta ma, considerando quanto l’omosessualità fosse fortemente repressa potremmo ipotizzare che la motivazione di tale avversione fosse ben più profonda di una semplice natura economica o legata al timore che Effie e la sua famiglia, meno abbiente, cercassero di attingere alle notevoli sue disponibilità. La corte ecclesiastica il 15 luglio 1854 si espresse dichiarando il matrimonio nullo:
“John Ruskin era incapace di consumare il suddetto matrimonio a causa di un’impotenza incurabile”.
Le maldicenze e i pettegolezzi travisarono, in molti casi, la realtà. La Gray ebbe la spiacevole sensazione di essere considerata più alla stregua di una divorziata, condizione disdicevole allora, che non vittima di un matrimonio non consumato e considerato nullo dalla stessa Chiesa anglicana. La sua salute ne risentì ma anche Ruskin dovette subire l’onta dell’accertata impotenza, che condizionò il suo futuro tanto da rassegnarsi ad una vita da scapolo.
Effie e Ruskin non si rincontrarono più, a eccezione di una volta, nel 1861, in cui Effie Gray, dopo sei anni, volle prendersi una rivincita pubblica. Entrambi avevano ricostruito le loro vite: John Ruskin aveva ripreso le sue conferenze che erano avvenimenti mondani nei quali si avvicendavano i migliori nomi della società. In uno di questi, alla Royal Institution la donna si presentò a evento iniziato e, attraversando tutta la sala, andò a occupare il suo posto in prima fila. La sua presenza ed il suo persistente sguardo, mandarono in confusione l’accreditato critico che fu costretto a interrompere la conferenza e ad allontanarsi dal palco. Tale episodio fu aspramente criticato e lo scontro di opinioni si radicalizzò ulteriormente ma la vita di lei aveva ormai preso un’altra strada, e si apprestava a condividere i successi sociali e artistici del nuovo marito.
Lewis Carroll, Ritratto della famiglia Millais, 1865
La sentenza comportò la fine dell’amicizia del pittore con Ruskin e anche l’abbandono della Confraternita. Millais, da quel momento, si orientò verso un nuovo stile, accusato, a sua volta, di tradimento artistico, di aver venduto la sua arte per fama e soldi.
Dopo un primo periodo spensierato, del resto, erano arrivati i figli e la necessità di mantenere la famiglia. Mrs Millais si dimostrò un’ottima collaboratrice che, ascoltando le idee e le aspettative del marito, riusciva a procuragli oggetti e soggetti per i dipinti ottenendoli a prezzi irrisori da perfetta e parsimoniosa amministratrice quale dimostrò di essere anche in seguito. Dal 1869 Millais iniziò a lavorare anche per The Graphic di cui fu il principale illustratore sino alla morte ma, anche questo, fu oggetto di critiche da parte dei suoi detrattori che attribuirono il suo mutamento all’influenza, ritenuta deprecabile, della moglie che lo incoraggiava verso opere popolari a solo scopo di lucro e ad acquisire una posizione sociale. Probabilmente. al di là delle contingenze, lo stile di Millais si sarebbe comunque maggiormente orientato verso una nuova forma di realismo al di là dell’influenza, vera o presunta di Effie che, in realtà, era solo una donna autonoma, che non voleva esaurire il suo ruolo nell’essere madre dei 4 figli.
Certo, la sua collaborazione fattiva al successo del marito non si può negare che si sia comunque concretizzata in una promozione della sua attività presso gli amici più facoltosi al fine di renderli protagonisti di altrettanti remunerativi ritratti. Fu Effie a rendersi conto della necessità di lasciare la Scozia per rientrare a Londra dove Millais avrebbe potuto mantenere il polso della situazione, così, nel 1861 i coniugi Millais. con i primogeniti si stabilirono al 7 di Cromwell Road dove nacquero altri quattro figli. La scelta di tornare a Londra risultò vincente anche per le relazioni sociali. Millais poteva dedicarsi al suo lavoro nello studio professionale della nuova residenza tenendo vivi i contatti con la Royal Academy, mentre Effie poteva curare, con inviti e ricevimenti, la figura pubblica del marito. La sua casa non rappresentò solo la residenza di uno dei pittori più stimati dell’epoca ma un vero crocevia di eventi culturali e divenne meta ambita di personalità e persone famose, amici, artisti e musicisti.
Ospite del loro salotto Charles Hallè che decise di introdurre qui Wilma Néruda: una donna con il violino doveva in qualche modo dimostrare di avere delle capacità non comuni prima di esibirsi di fronte all’intero pubblico: fu un vero successo, per la violinista e per Everett Millais che, in seguito, potè vantarsi di come realmente nel 1869 la grande violinista avesse debuttato nel suo salotto prima ancora che alla Filarmonica. In realtà questo fu il successo di Effie Gray: solo lei conosceva l’ansia, l’angoscia dell’essere una donna esclusa, non considerata, solo lei, pur reietta dalla puritana società vittoriana, poteva prendersi la rivincita di ‘presentare’ in società un’altra donna indipendente.
Nessun altro salotto probabilmente avrebbe accolto Wilma Norman Nèruda e Charles Hallè lo sapeva ma una volta trovata l’alleata ‘giusta’ in Mrs Millais, la Néruda non avrebbe avuto più problemi.
Lo racconta la stessa violinista in diverse occasioni, nel 1889 per The Beekeeper e nel 1895 per The Violin Times. In quel salotto era presente il noto artista Edwin Landseer, tanto amato dalla Regina Vittoria:
“When tirst I appeared in London , there must have been very few , if any judging from a remark of Sir Edwin Landseer. Before the Philharmonic Concert took place , at which I played instead of Vieuxtemps , I spent an evening at Sir John ( then Mr. ) Millais ‘ house . I took out my violin , but before I had commenced Landseer exclaimed to Millais ,
Good gracious , woman playing the fiddle !
Quando sono apparsa per la prima volta a Londra, devono essere state pochissime, se non nessuna, a giudicare da un’osservazione di Sir Edwin Landseer. Prima che si tenesse il Concerto Filarmonico in cui suonavo al posto di Vieuxtemps, trascorsi una serata a casa di Sir John (allora Mr.) Millais. Quando tirai fuori il violino prima di iniziare, Landseer esclamò rivolto a Millais:
Buona grazia, una donna che suona il violino!
Ben presto la tempesta passò, anche se i primi anni non fu facile per i musicisti quali lo stesso Charles Hallè, barcamenarsi nell’amicizia tra Ruskin, attestata da lettere e concerti da questi organizzati per il pianista, e quella dei Millais, maestro e modello artistico per suo figlio Charles Edward.
Cromwell era una casa studio spaziosa, ma Millais sapeva bene che per attirare clienti di alto lignaggio aveva bisogno di un luogo imponente nella logica che ‘il successo chiama altro successo’ e che esso doveva avere una manifestazione esteriore evidente, chiara. Fu cosi che la coppia si trasferì nella mansion di Kensigton, a Palace Gate una grande dimora con ampie sale per i ricevimenti e uno studio imponente.
Effie realizzava un sogno, quello di avere una vera reggia e circondarsi, come Regina vera di amici, ambasciatori, politici ed artisti.
Il cuore della casa era il suo enorme studio dalle mura di un bel rosso pompeiano, nel retro della casa, lontano dal rumore cittadino, in cui Millais, al centro, in piena luce, con la pipa tra le labbra, il suo deerstalker in testa si muoveva avanti ed indietro nel sistemare i suoi soggetti, sia che fossero eminenti personalità della politica che bambini, per meglio capire l’effetto.
Nel 1883 la soirée per l’inaugurazione della stagione alla Royal Academy si tenne proprio al n. 2 di Palace Gate. Nonostante gli inviti, peraltro ricambiati e le relazioni, Effie rimase per anni esclusa dal cerimoniale di corte sebbene gli stessi principi di Galles, Edoardo e Alessandra, non avevano alcuna remora a farsi vedere in pubblico in sua compagnia.
Mrs. Millais, secondo i rigidi canoni del puritanesimo vittoriano, continuava a essere considerata un’adultera e la separazione, pur provocata da un matrimonio non consumato, continuava a essere considerato un atto deprecabile.
Gli amici di Millais erano gli stessi che frequentavano l’ Arts Club uno dei tanti club privati fondato nel 1863 con lo scopo di fornire un luogo di ritrovo a quanti avevano rapporti professionali o amatoriali con le arti, la letteratura o le scienze che si riunivano, oltre che nei salotti, nella sua sede di Hanover Square almeno fino al 1896 quando venne spostato al 40 di Dover Street a Mayfair: Charles Dickens, Wilkie Collins, Thomas Hughes, Paolo Tosti, Charles Halle, Franz Liszt, Frederic Leighton, Walter Sickert, Auguste Rodin e James McNeill Whisler, Sidney Paget, Ruper Potter, il padre dell’illustratrice Beatrix.
Stando a Londra, presto per John Everett Millais arrivarono anche i veri riconoscimenti artistici nonostante gli attacchi e nel 1885 fu nominato baronetto per i suoi meriti di pittore e per il suo grande impegno all’interno della Royal Academy sino a succedere a Sir Leighton alla Presidenza della stessa. Millais lavorò instancabilmente. Nel 1891 lo Strand Magazine ne pubblicò un famoso ritratto
a painter without rival in range, manliness, and vigour, and in bold and masterly brush-work.
Ma nel 1896, stanco e invecchiato, cominciò a lasciare il passo al cancro alla gola. In quanto personaggio pubblico le sue condizioni furono oggetto di attenzione continua anche da parte della stessa casa reale fino a che la Regina Vittoria si dichiarò disponibile ad essere di aiuto ma l’unico desiderio di Millais in punto di morte, fu la riabilitazione della moglie.
Il 2 luglio 1896 Effie Gray, Lady Millais, fu finalmente ufficialmente ricevuta a corte: aveva 67 anni, malferma, quasi completamente cieca ma finalmente trionfante sui pregiudizi di un’intera epoca. Dopo pochi giorni il marito morì. Ognuno dei figli aveva preso la propria strada e la residenza al n. 2 di Palace Gate, fu messa in vendita.
Effie Gray lasciò definitivamente Londra per ritirarsi in Scozia, nella sua vecchia casa di Bowerswell fino alla morte, il 23 dicembre 1897.
Nel 1869 Wilma Norman Néruda, arrivò in Inghilterra portando con sè i suoi due figli. Nonostante fosse conosciuta come una star in Europa, in Inghilterra il pregiudizio nei confronti delle donne violiniste era ancora molto forte e difficilmente avrebbe trovato spazio nelle stagioni musicali inglesi se non fosse stato per il suo amico e mèntore Vieuxtemps. Fu il belga che si era innamorato della grazia e dello stile della giovane sin dai tempi del tour in Russia, a raccomandare la violinista a Chappel e a fare in modo che potesse esibirsi sul palco del St. James ed ottenere una sorta di ‘posto’ fisso: Primo violino ai Popular Concert di Londra in alternanza con Joachim. Vieuxtemps lasciò alcune delle sue date alla Norman Néruda che, per ringraziare l’amico e collega, per il suo debutto ufficiale al Monday Pop Concert del 17 maggio del 1869, scelse l’Adagio e il Finale di uno dei concerti di Vieuxtemps
The Musical World
The feature of this concert , however , was the first appearance before an English audience of Madame Norman – Neruda , the lady – violinist whose marvellous performances have been the theme of enthusiastic eulogy on the Continent for some time past. Madame Neruda selected for the occasion of her debut in London the adagio and rondo from a concerto in E , the composition of M. Vieuxtemps,
greatest of Belgian violinists, and, indeed, as all the musical world is aware, one of the greatest violinists in Europe . These movements , original and effective in themselves , were favourably calculated to exhibit the astonishing powers of Madame Neruda , with whom no lady – violinist in our remembrance ( not forgetting the sisters Milanollo ) can compare.
To describe we can afford. Enough that her tone is beautiful and pure , as rich andpowerful on the fourth string as it is “ silvery ” and brilliant on the first; that her execution is in all respects remarkable, her intonation faultless, and her manner of phrasing broad, natural, and thoroughly satisfactory to the ear. Her command of mere mechanical difficulties , in the shape of double stopping , “ shakes , ” “ harmonics, ” ” staccato & c . (to employ technical terms for which we can find no substitutes) seems to be unlimited . Add to this, her use of the bow arm is so easy and graceful that we are compelled to waive the not quite unnatural objection to see such an instrument as the fiddle in the delicate hands of a lady. Madame Neruda possesses, moreover, a vigour which, while it has nothing obtrusive, is rather masculine than feminine.
The first phrase of the adagio convinced her hearers that a genuine treat was instore and drew down applause , repeated from time to time throughout the performance . The last movement, from first to last, was a display of brillianey in its style almost unexampled. To conclude, Madame Neruda’s success was unequivocal, and she was twice enthusiastically called forward at the end of the concerto. That the new comer is destined to be one of the stars ” of the musical season appears to us unquestionable .
La caratteristica di questo concerto, però, è stata la prima apparizione davanti al pubblico inglese di Madame Norman – Néruda, la signora – violinista le cui meravigliose esibizioni sono oggetto di entusiasmo sul Continente da un po’ di tempo. Madame Neruda ha scelto per il suo debutto a Londra l’adagio e rondò del concerto in mi, la composizione del belga M. Vieuxtemps, uno dei più grandi violinisti, e, anzi, come tutto il mondo musicale sa, uno dei più grandi violinisti d’Europa Questi movimenti, originali ed efficaci di per sé, sono stati giustamente scelti per mostrare le stupefacenti doti di Madame Néruda, con la quale nessuna dama violinista, a nostra memoria (senza dimenticare le sorelle Milanollo) può confrontarsi. Possiamo solo provare a descriverli: non è sufficiente dire quanto il suo timbro sia bello e puro ricco e potente sulla quarta corda, quanto “argenteo” e brillante sulla prima; che la sua esecuzione è a tutti gli effetti notevole, la sua intonazione impeccabile e il suo modo di fraseggiare ampio, naturale e completo. La sua padronanza delle mere difficoltà meccaniche, nel double stopping nei ” tremoli” , ” armonici “, nello staccato (per utilizzare termini tecnici per i quali non possiamo trovare sostituti) sembrano essere illimitati. Aggiungi a questo che usa il braccio dell’arco in modo così semplice e aggraziato che siamo costretti a rinunciare all’obiezione che non è naturale vedere uno strumento come il violino nelle mani delicate di una Signora. Madame Neruda possiede, inoltre, un vigore che, pur non avendo nulla di invadente, è piu maschile che femminile. La prima frase dell’adagio ha convinto i suoi ascoltatori che era una vera sorpresa ed ha strappato ripetuti applausi, per tutta la durata della sua esecuzione. L’ultimo movimento è stato, uno spettacolo di brillantezza nel suo stile senza precedenti. Per concludere, il successo della Neruda fu inequivocabile tanto da essere richiamata con entusiasmo sul palco per ben due volte alla fine del concerto.
Che la nuova arrivata sia destinata ad essere una delle star della stagione musicale è indiscutibile.
A fashionable audience gathered in the Grand Hall , the Spa, on Tuesday evening on the occasion of Sir Charles Hallé and Madame Norman Neruda’s Musical Recital. Sir Charles Hallé has lost none of his old command over the pianoforte , while Madame Neruda’s brilliant execution and the ease with which she surmounted the most intricate passages in com positions arranged for the violin elicited most enthusiastic plaudis.The programme included solos and duets by the best composers. The phonograph has also been exhibited at the Spa(…). Un pubblico alla moda si è riunito nella Grand Hall, la Spa, martedì sera in occasione del Recital di Sir Charles Hallé e Madame Norman Néruda. Sir Charles Hallé non ha perso nulla della sua vecchia padronanza del pianoforte, mentre la brillante esecuzione di Madame Neruda e la disinvoltura con cui ha superato i passaggi più intricati nelle composizioni arrangiate per violino hanno suscitato i più entusiasti consensi. Il programma prevedeva assoli e duetti dei migliori compositori. Anche il fonografo è stato esposto alle Terme. Nonostante le grandi attrazioni alle Terme, gli altri luoghi di divertimento sono stati ben frequentati.
(St. Stephen’s Review, Volume 2 24 settembre1889) La frequentazione della coppia Norman-Néruda-Charles Hallè delle Terme di Scaroborough risaliva a qualche anno prima ma entrambi i musicisti sono rimasti attaccati a questo luogo dove, in più occasioni e situazioni diverse, hanno continuato ad esibirsi a lungo.
Il palazzo delle Terme era stato costruito nel 1850 e inaugurato nel 1858 su progetto di Joseph Paxton, lo stesso architetto del Crystal Palace. Comprendeva una grande sala centrale con gallerie adiacenti e, all’esterno, una doppia passeggiata e una strada carrozzabile, un colonnato con negozi, un palco per l’orchestra all’aperto e una torre di belvedere.
Nel 1626 Mrs Farrer, moglie del Balivo del paese, scoprì per caso delle sorgenti naturali che sgorgavano sotto la scogliera a sud di Scarborough: coloravano le rocce di un colore bruno-rossastro e avevano un sapore leggermente amaro. L’acqua sorgiva cominciò così ad essere utilizzata per curare piccoli disturbi e divenne una medicina ampiamente accettata dai locali. In realtà, le acque contenevano solo alti livelli di sali di magnesio e non avevano nessun effetto curativo/terapeutico, tuttavia, divennero universalmente note: nel 1660 il Dottor Wittie di Hull pubblicò il saggio Scarborough Spa in cui proclamò la cura dell’acqua, Taking the Water, la panacea per tutti i mali soprattutto se le acque fossero state prese nella stagione estiva, da metà maggio a metà settembre, promuovendo così anche i bagni di mare come benèfici per la salute. La pubblicità che ne derivò rese famosi ovunque le acque della città e la sua spiaggia e Scarborough, lentamente, si sviluppò non solo come una città termale alla moda ma come l’originale località balneare inglese. “Prendere l’acqua” divenne rapidamente una medicina popolare e attirando, di anno in anno, moltissimi visitatori. La prima Spa House fu costruita vicino al sito da cui sgorgavano le acque intorno al 1700: una struttura semplice, in legno progettata per la vendita e l’erogazione delle acque e fornire servizi di base ai visitatori. L’acqua venne presto anche imbottigliata per essere venduta. Dickie Dickinson fu nominato primo Governatore della Spa e incaricato di mantenere l’ordine e raccogliere denaro dai visitatori.
In meno di 50 anni Scarborough si sviluppò con la costruzione di alloggi intorno alla primitiva Spa, locande, osterie, una casa georgiana che veniva data in affitto e, più tardi, hotel di alta qualità. I turisti potevano frequentare caffetterie, librerie circolanti o godersi le corse di cavalli sulla spiaggia, le gite in barca e bagni di mare. Scarborough fu uno dei primi posti, se non il primo, a utilizzare le bathing machine.
La Spa divenne subito la sala da musica più popolare al di fuori di Londra. Nel 1875 fu costruito il primo tram in scogliera. L’8 settembre 1876 il salone delle Terme fu distrutto da un incendio ma grazie ai contributi di tutti, nel giugno 1879 la nuova Grand Hall fu aperta al pubblico e reinaugurata nel giugno nel 1880
Il tram, una sorta di funicolare, fu progettato per collegare il nuovo Lungomare (aperto nel 1869) alla cima della North Cliff, ma la sua apertura nell’agosto 1878 fu ostacolata da una carrozza che si staccò. Seguirono numerosi incidenti e guasti tecnici e infine uno smottamento che, nel 1887 fece decidere per la chiusura definitiva del percorso. Diciotto anni dopo chiuse anche il vicino Molo Lungomare, distrutto da una tempesta nel 1905.
After Teresa Milanollo, the next name to stamp itself indelibly upon the public consciousness is that of “Norman-Neruda.” Other women-violinists, notwithstanding great talents and sensational successes, scarcely attained to the true immortality of fame. But the position of Neruda, in the hierarchy of musicians, is one that cannot easily be overthrown.
Wilhelmina Neruda, born in 1840 at Brünn in Moravia, began to play the violin almost as soon as she could walk, and appeared in public at Vienna in 1846. Her master was Jansa. At nine years old she played a concerto of de Beriot’s at the London Philharmonic Concert, and was enthusiastically received. In 1865 she married Ludwig Norman, a Swedish musician, and five years afterwards played again at the Philharmonic, and was induced by Vieuxtemps to remain in London until the winter, when she accepted the post of leader of the quartet at the Popular Concerts. From that time it has been the good fortune of Londoners to hear her every winter at St. James’s Hall. Of her perfect education, refined and intelligent phrasing, and depth of feeling, it is unnecessary to speak. The violin she uses is the “Strad” that belonged to Ernst; it was presented to her by the Duke of Saxe-Coburg and a few other distinguished amateurs.Upon the death of Ludwig Norman, Madame Neruda married Sir Charles Hallé, with whom she made a most successful tour in Australia. In 1895, as none of us have forgotten, Sir Charles Hallé died, and, upon the suggestion of the Princess of Wales (of whom “Neruda” has long been a personal as well as a musical favourite), a subscription was raised for his widow. In 1896 Lady Hallé was presented by many admirers with the title-deeds of an estate and villa in Italy, and a purse of £500. For so long now Lady Hallé has been a favourite of the British Public, for so long she has resided in our midst, that it is difficult to think of her as other than an Englishwoman. Yet neither her birth nor her parentage gives us the right to claim her as our own. But there is something in the repose and “at-homeness” of Lady Hallé’s bearing, both in public and private, and much in her devotion and loyalty to the British audiences who have delighted to applaud her through nearly half a century, that warrants the pride we all feel in our lion’s share of possession of her personality and talents. More than any other of the great violinists of the Victorian Era, she belongs to us. England may be proud of being the country of this great artist’s adoption. Her Majesty’s recognition of her husband, and the English title which, through him, “Norman-Neruda” bears, only serve to emphasize our claim to count her one of us.
italian
Dopo Teresa Milanollo, il prossimo nome che si imprime indelebilmente è quello della “Norman-Neruda”. Altre violiniste, nonostante talenti e successi clamorosi, rispetto a lei, a malapena hanno raggiunto la vera immortalità della fama e la posizione di Neruda, nella gerarchia dei musicisti è tale da non essere facilmente rovesciata. Wilhelmina Neruda, nata nel 1840 a Brünn in Moravia ( in realtà nel 1838 n.d.t) iniziò a suonare il violino prima di quanto non sia riuscita ad imparare a camminare, e apparve in pubblico a Vienna nel 1846. Il suo maestro fu Jansa. A nove anni suonò un concerto di De Beriot al London Philharmonic Concert accolta con entusiasmo. Nel 1865 ( n realtrà nel 1864) sposò Ludwig Norman, musicista svedese; cinque anni dopo suonò di nuovo alla Filarmonica e fu indotta da Vieuxtemps a rimanere a Londra fino all’inverno quando accettò l’incarico di leader del quartetto ai Popular Concerts. Da quel momento i londinesi sono stati fortunati da poterla sentire ogni inverno alla St. James’s Hall. Della perfetta educazione musicale, del fraseggio raffinato e intelligente e della profondità dei sentimenti, non è necessario parlare. Il violino che usa è lo “Strad” appartenuto a Ernst; le fu presentato dal duca di Sassonia-Coburgo e da alcuni altri illustri uomini amanti della musica e dilettanti dello strumento. Alla morte di Ludwig Norman, Madame Neruda sposò Sir Charles Hallè con il quale fece un tour di successo in Australia. Nel 1895, e nessuno di noi ha mai dimenticato, Sir Charles Hallé morì e, su suggerimento della Principessa del Galles (di cui la “Neruda” fu a lungo una delle sue amicizie personali preferite non solo musicale), fu raccolta una sottoscrizione per la sua vedova. Nel 1896 Lady Hallé ricevette in dono da molti ammiratori i titoli di proprietà di una tenuta e di una villa ( un palazzo) in Italia e un assegno di £ 500. Da così tanto tempo Lady Hallé è stata la favorita del pubblico britannico e per così tanto tempo ha risieduto in mezzo a noi che è difficile pensare a lei da una donna non inglese. Tuttavia né la sua nascita né i suoi genitori ci danno il diritto di rivendicarla come nostra. Ma c’è qualcosa nel modo di trascorrere il tempo libero di Lady Hallé, nel suo stare a “casa”, nel suo modo di fare, sia in pubblico che in privato, nella sua devozione e lealtà verso il pubblico britannico che ha amato applaudirla per quasi mezzo secolo, che giustifica il orgoglio che tutti noi proviamo facendo la parte del leone, nel possesso della sua personalità e dei suoi talenti. Più di ogni altro grande violinista dell’epoca vittoriana, lei ci appartiene. L’Inghilterra può essere orgogliosa di essere il paese di adozione di questa grande artista. Il riconoscimento che Sua Maestà ha elargito a suo marito e il titolo inglese che grazie a lui anche “Norman-Neruda” porta, enfatizza ancora di più la nostra pretesa di considerarla una di noi.
Lady Hallé (con questo titolo Madame Norman- Neruda è diventata nota a tutti nei suoi ultimi anni di residenza in Inghilterra in virtù del suo matrimonio con Sir Charles Halle nel 1888) fu, nonostante le apparenze, non solo capace di divertirsi ma anche di essere divertente lei stessa in modo semplice, come ben sapevano i suoi amici. Era, per esempio, piena di gioia e allegria quando il Natale era alle porte con il suo Albero natalizio. Credo che neanche Charles Dickens stesso sia mai riuscito a superarla nell’amore per questa festa, bella e commovente. Era quello il momento in cui dava pieno sfogo alla sua natura estremamente gentile e generosa. Nessuno di coloro che ha avuto il privilegio di vederla potrebbe mai dimenticare l’eccitazione che teneva a bada con cui conduceva i suoi ospiti e la famiglia nella stanza dove l’albero di Natale ardeva in tutto il suo splendore. Sotto di esso, si era certi di trovare qualche regalo, grande o piccolo, per ognuno.
A short History of English music / by Ernest Ford.
Il busto di bronzo che oggi siede, orgogliosamente, davanti all’organo della Royal Albert Hall per tutta la durata della stagione e che, meritatamente, viene decorato dai Prommers con un corona di alloro l’ultima sera, è quello del fondatore di questa importantissima stagione Sir Henry Wood (1869-1944).
Henry Wood nel 1906
Per molti, i BBC Proms sono e saranno gli Henry Wood Promenade Concerts, un titolo che riconosce a questo grande musicista, compositore e direttore, la sua parte nella loro fondazione nel lontano 1895.
Non fu l’unico, ma oggi viene ricordato come tale dal momento che fu il Direttore di orchestra che per 49 concerti riuscì a portare sul palco programmi sempre nuovi e apprezzatissimi.
Fu Robert Newman, Direttore della Queen’s Hall ad avere l’idea di creare una stagione dove le persone potessero passeggiare, i Promenade Concert, o , Proms sulla scia di quelli che si erano tenuti per molti anni al Covent Garden: l’obiettivo era attirare un nuovo pubblico verso la musica classica grazie a biglietti più economici e un format diverso e, infatti, la Queen’s Hall di Langham Place, poi distrutta nel Blitz, venne riempita.
Era permesso fumare e bere e c’erano bancarelle di gelati, sigari, fiori e persino una fontana. Il primo programma con Wood alla direzione dell’orchestra della Queen’s Hall, era composto da canzoni, pezzi strumentali leggeri e novità. Wood e Lady Hallé collaborarono decine di volte insieme e, con buona pace del grande Joachim, così affermò:
Lady Hallé – far and away the greatest lady violinist of the time – played the Max Bruch concerto superbly. The nobility of her style reminded me of Joachim but, to be quite candid, I thought her tone was more musical than his, certainly her intonation was better
“Lady Hallé – di gran lunga la più grande signora violinista dell’epoca – suonava il concerto di Max Bruchsuperbamente.
La nobiltà del suo stile mi ricordava Joachim ma, ad essere sinceri, pensavo che fosse più musicale del suo, sicuramente la sua intonazione era migliore.