V.Mazzotta

Nel 1901, Lady Hallè oramai da qualche tempo, aveva preso residenza a Berlino dove per un po’ si dedicò anche all’insegnamento come docente del Conservatorio. Nonostante il proposito di ritirarsi dalla vita pubblica, continuò a suonare nelle stagioni più importanti organizzate a Londra, come aveva sempre fatto, e a Manchester.
I Proms diretti da Wood e gli Hallè Concert di Manchester, rimasero una tappa obbligata.
Nel 1901, Lady Hallè fu ospite anche dei Philarmonic Concert al Crystal Palace con il concerto di Beethoven che spess,o aveva suonato anche in gioventù e, certamente, era ‘fresco’ delle interpretazioni che ne aveva fatto nell’ultima tourneè negli Stati Uniti.

Ecco che il Musical Courier, giornale americano che aveva seguito la tournèè della violinista con molto interesse, si accinse a commentare quell’apparizione …notando un particolare interessante per noi che cerchiamo di ricostruire la vita ed il carattere di un personaggio lontano nel tempo, ma certamente ben poco legato alla musica, ossia che la violinista era tornata al suo colore naturale, un bel biondo fiammante tingendo il grigio. Il critico , evidentemente un uomo, seppur notando che la musicista, nonostante l’età non aveva perso il vigore nell’ interpretazione del Concerto di Beethoven, tuttavia non può fare a meno di notare alcuni ‘capricci e peculiarità tutte femminili’ che certamente non dovevano essergli piaciuti, esattamente come la Cadenza che definisce ‘ una vera cadenza femminile’ che ‘basata sull’inversione del tema principale lo ha a dir poco lasciato perplesso’
Siamo nel 1901… ma quei pregiudizi, suonare come una donna o suonare come un uomo, ancora oggi, avvelenano la musica e le critiche musicali.