La famiglia Nèruda

Dalibor 1 Luglio 1862

J.V.T (libera traduzione dal ceco)

V.Mazzotta

Anno 1844

Novembre stava già scuotendo i suoi riccioli di foglie gialle quando sono arrivato a Brno. Il mio desiderio mi ha portato lì più veloce di una locomotiva a vapore. Desideravo guardare il focolare dove bruciano  le scintille della sacra fiamma che i cechi stanno  riscaldando quando pensiamo al passato e al futuro. Ho trascorso alcuni giorni confortanti in questo grembo di nuove speranze nascenti nascondendo  la mia immagine altrove.

Un giorno stavamo passeggiando con S. … dopo František. Non sentivamo la pioggia fitta e minuscola che scrosciava, non ci importava, sopraffatti dalla conversazione. Il giorno era passato, ma non lo sapevo nemmeno. In serata è poi arrivato Mikšíček e ci ha condotto in cima, al trono di San Pietro.

Oggi vedrete altre due rarità di Brno, mi ha assicurato. Non vedevo l’ora.

Attraverso una porta bassa, entrammo nell’androne angusto e buio di un antico palazzo e, dall’androne, alla magnifica sala. Nel mezzo c’era un pianoforte aperto con due candele accese e vi sedeva una bambina di sette o otto anni, e una anche più piccola, gli stava accanto con un violino; il concerto di De Beriot stava aperto sul leggio davanti ai piccoli musicisti. Questa è stata la prima rarità di Brno, la figlia del signor Néruda, musicista della Cattedrale. Néruda era in piedi accanto al pianoforte quando entrammo e ci salutò allegramente. Due donne gentili hanno fatto lo stesso. Una mi è stata presentata come la padrona di casa, l’altra, più giovane, sospetto sua parente, mi è stata presentata come l’unico patriota nella capitale del Margraviato di Moravia. Quella era la seconda rarità di Brno.

La Néruda più giovane mi guardò con il suo occhio vivace, senza paura, come se volesse dire: ebbene, aspetta, sentirai! e il padre fece un cenno alle figlie: erano pronti per il concerto serale e stavano solo aspettando noi. Il padre diede l’attacco e le ragazze iniziarono.

Ho ascoltato e mi sono meravigliato ma, o perché il caldo della mia misera pace avesse chiuso il mio animo o perché stanco di aver passato tutto il giorno a discutere con i miei amici di affari nazionali, non riuscivo a trovare alcuna delicatezza nel suonare delle piccole Nèruda. Suonarono entrambe, specialmente il piccolo, simpatico folletto con il violino, fino alla fine con estrema disinvoltura fino a suscitare stupore: le corde sotto le dita della piccola violinista gemevano ancora, potevi quasi percepire quanto le stesse sembrassero riluttanti e con quanta forza uscissero i suoni da loro. Potevo percepire quanta fatica facessero i bambini a suonare, mi dispiaceva  per  la ancor piccola Vilemina.

Non posso biasimare (il padre) ma io sono nemico dell’ostentazione esagerata delle forze dei bambini, e così allora mi sembrava. Si è improvvisamente finiti a giudicare, del resto la spada del giudizio si sguaina sempre facilmente, soprattutto sugli inizi artistici. Questa è spesso la corte più insopportabile. (…) Conosco diversi esempi. Allora, stavo per fare qualcosa del  genere  anch’io ma non mi sentivo in colpa dopo quella giornata faticosa.

“Beh,  ti piace la nostra Milanollo morava?” mi ha chiesto il mio amico che mi aveva accompagnato dai Nèruda quando finalmente ci ritrovammo sotto il cielo stellato.

Ho alzato le spalle….Vilemina e Amálie, bambine, suonavano meravigliando, ma addirittura definirla Milanollka Morava? la Milanollo morava?! Non lo so…ma ora la sto pagando

1847

Le chiome degli alberi si sono ingiallite di nuovo  e hanno aperto la strada al nuovo novembre: l’ho visto arrivare sul nostro Petřín (la collina al centro di Praga) tra il vento secco delle strade di Praga. Improvvisamente guardo tra gli annunci colorati quello del concerto dei Néruda

Ah! quindi sono già qui.
I giornali avevano già annunciato il loro arrivo raccontando i loro trionfi a Vienna e, se non erro, a Berlino e a Yratisiavi.
Ero, certamente, eccessivamente esigente.

Nonostante non fossero più  ‘come le Milanollo’ ma famosi in giro per il mondo, per me erano qualcosa di interessante ma per i cechi dovevano essere un evento doppiamente gradito, resi famosi dai loro successi, come un raggio di sole che avesse illuminato i loro comuni villaggi paterni. Dissi tra me e me: chissà come sono cambiati in questi tre anni? nemmeno tre, perché avevano suonato a Vienna giusto sei mesi fa.
Alla fine ci trovammo nell’atrio.
Le aspettative del pubblico non sembravano alte: i bambini prodigio ormai sono fuori moda. Siamo saturi: le sorelle italiane (le Milanollo) hanno soffocato tutti gli altri. Cos’altro sarebbe potuto venire per loro?
Una bambina in gonna rossa e mutandine bianche si sarebbe di nuovo esibita qui, punto.
Ho riconosciuto la più piccola a prima vista e mi ha fatto tornare in mente 3 anni fa quando stava per iniziare il concerto di De Beriot; quello era lo sguardo che conoscevo ma non l’ho riconosciuta quando suoni puri come perle hanno cominciato a formarsi sulle corde e, increspandosi, hanno cominciato a volare dietro, sulle ali del vento, puliti e sicuri, forti e gentili come i violini dei primi maestri.
Non la riconoscevo: era il genio di uno che suonava nell’autunno della vita ma, racchiuso nel corpo umano piccolo di bambino.
Nessuno dei miei amici aveva mai pensato sarebbe potuta accadere una cosa simile quando sentimmo Vilemina a Brno, tranne suo padre che ha percepito lo spirito di sua figlia.
Che sarebbe accaduto fra altri 10 anni?

Il 1857 lo ha descritto con parole più belle uno dei più famosi poeti  Syrokomla, che scrisse alle due sorelle a Vilnius nel memoriale:
https://books.google.it/books?id=zXEqAAAAYAAJ&pg=PA327&dq=Wladyslawa+Syrokomli+Neruda&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&ved=2ahUKEwjH8IvmwOD0AhXGGewKHcXYDo0Q6AF6BAgIEAI#v=onepage&q=Wladyslawa%20Syrokomli%20Neruda&f=false
 

A Wilma
Quando ci tocca nelle profondità
Il gioco del tuo arco, così aggraziato, così forte
Chlubo Słowianek, un artista ispirato,
Ricevi un ricordo dagli abitanti di Vilnius!
Cosa posso regalarti  per questi momenti piacevoli, che tutti quelli che ti ascoltano avevano nell’anima,
per la commozione per il piacere, per il brivido, per la gioia dello spirito?
 Per molto tempo rimarrà in noi l’impressione di Dio, ti penseremo da lontano
Armato del tuo talento, del tuo Spartito e di Dio,
Tu andrai nei paesi dove la fama ti aspetta.
Ovunque tu sia, ricorda la città lituana
Perché qui lasci un gruppo di amici,
Che benedizione la tua via celeste.
Condividerà di cuore i tuoi trio
nfi.