Avventure russe:

Wilma Neruda e Henryk Wieniawsky

E.2936-1903. Page from ‘Russian Art Sheets’ or ‘Russian Art Gazette’, published by Georg Wilhelm Timm, also known as Vasily Fyodorovich Timm, 1850s. Portraits from a concert.

Dopo i grandi successi dei Fratelli Néruda a Londra nel 1849, la famiglia rientra a Vienna, città eletta come residenza sin dal 1845 ma la situazione è alquanto difficile, i disordini del 1848 hanno avuto un impatto negativo sulla vita musicale della città: l’imperatore nega i sussidi al Musikverein che rimarrà chiuso per tre anni, e anche il Conservatorio risente di questa situazione, per questo motivo i Néruda decidono di tornare nella città natale, Brno. Ma la famiglia è in costante accrescimento e i guadagni non bastano a mantenere i due genitori e gli oramai 6 figli. Josef sa che deve cambiare completamente zona per cercare concerti redditizi.

SAN PIETROBURGO 1850

Tutto sommato, la Russia era stata ben poco colpita dai disordini, per cui, ottenuti i passaporti, cosa che costò diversi mesi di attesa, Josef si diresse ad Est, verso San Pietroburgo, la città che da sempre aveva accolto e fatto arricchire ben più di un musicista, avida di apertura, di Arte e di musica occidentale ritenuta superiore a quella dei ( Grandi ) musicisti russi che, tuttavia, provenendo da strati sociali più bassi, stentavano ad essere riconosciuti in patria quali gli artisti che erano! La Russia era vista dai musicisti dell’Ovest come una sorta di Eldorado. Tante erano le occasioni di concerto: i teatri, i Conservatori, i club , le case private, la corte e c’è Vieuxtemps che proprio in quegli anni si trovava in Russia. I concerti erano tanti e tanti gli artisti che vi arrivarono per esibirsi nella stagione del 1850/1851: i biglietti messi in vendita per il giorno del concerto la mattina presto, alle sei del pomeriggio erano già esauriti. Josef, da imprenditore, dote che passerà a Wilma, sa benissimo che, essendo privi di raccomandazione, sosterranno il rischio di fare un viaggio inutile, inoltre, non può portare Vicktor già sofferente per la tubercolosi che lo ucciderà, proprio in Russia, l’anno successivo, tuttavia lo affronta con la sua solita tenacia creando un percorso, anche di concerti, che va da Brno a Praga, Berlino, Danzica, Konigsberg, Tisit, Riga e, finalmente, Pietroburgo. La situazione non è facile, la concorrenza è tanta e il pubblico saturo, pieno di aspettative e desideroso di novità:

Anche a San Pietroburgo i concerti hanno raggiunto un punto culminante alla fine della stagione di Quaresima, spesso due o tre nello stesso giorno. Si sono particolarmente distinti: il concerto sinfonico del famoso violinista Alexis Looff, che è capo dell’orchestra imperiale e contemporaneamente generale nell’esercito, divenuto abbastanza noto nel mondo musicale grazie al suo inno russo; il grande concerto tenuto dal maestro di cappella Baveri dell’opera italiana, in cui è stata eseguita anche la grande sinfonia “Romeo e Giulietta” di Hector Berlioz; inoltre i concerti dei fratelli Neruda e dei fratelli Wieniawski, poi il concerto del veterano Louis Maurer, i quattro concerti affollati del pianista Schulhoff e infine il brillante concerto di addio della signora Nissen-Saloman, che è stata il fiore all’occhiello della maggior parte dei concerti e ha saputo mantenere il favore del pubblico in modo intatto; l’artista congedata con tempeste di applausi è già arrivata a Mosca e prevede di viaggiare via Odessa verso Costantinopoli per continuare i suoi trionfi anche nel sud. ( Illustrirte Zeitung 3 maggio 1851). Solo a Konigsberg le sorelle Neruda si esibiscono 11 volte in poche settimane:

Le sorelle Neruda hanno festeggiato i loro trionfi più splendenti degli ultimi anni qui a Königsberg; hanno tenuto 8 concerti al teatro, con un crescente successo e spesso con il teatro completamente pieno. È ovvio che la violinista ha avuto la maggior parte del merito. Anche a San Pietroburgo hanno ottenuto un enorme successo, e sarà difficile per Milanollo superare la sua rivale. (Berliner Musikzeitung 4 giugno 1851)

E Wilma, fa la sua parte, incantando il pubblico:

Per aver parlato dei fratelli Wieniawski, non ho ancora finito con la gioventù musicale e fenomenale; mi resta ancora le sorelle Neruda, due giovani, di cui la maggiore è pianista e la più giovane è violinista. Amélie Neruda è una pianista dallo stile puro ed elegante. Non suona né più lentamente né meno forte rispetto alla maggior parte dei pianisti moderni e avrebbe sicuramente il successo che merita se non si esibisse accanto a sua sorella, il cui talento superiore la eclissa se invece delle composizioni di Waldmuller e Kittl, che costituiscono quasi esclusivamente il suo repertorio, scegliesse opere di maggior valore. Tuttavia, va riconosciuto che con il suo accompagnamento veramente distinto, Amélie Neruda contribuisce notevolmente al grande successo di sua sorella. La piccola Wilma non è affatto un essere gracile e malaticcio come la maggior parte dei bambini prodigio il cui volto pallido e magro attesta le lunghe ore di sofferenza che la loro precocità ha comportato; no, appena Wilma appare con il suo volto fresco e allegro, appena fa il suo inchino in cui la grazia della giovane donna si mescola all’impertinenza del bambino, si capisce che non ha mai dovuto soffrire dalla fatica del lavoro. Il talento di Wilma si sposa perfettamente con il suo portamento. Con una sicurezza e una precisione che raramente vengono meno, esegue le più grandi difficoltà; pronuncia le frasi in modo eccellente, sebbene a volte acceleri troppo il movimento; il suo canto è grazioso ed espressivo e il suono che emana dal suo violino è di una grande ampiezza; in poche parole, la piccola Wilma, all’età di dodici anni, è già una grande virtuosa. Ma è più di questo: ciò che la distingue dai bambini prodigio ordinari è il carattere sincero e naturale che, lontano sia dalla perfezione puramente meccanica che dalla sensibilità prematura, porta il sigillo di una perfetta salute morale e fisica. Ecco perché questa bambina sorridente, che sembra suonare più per il proprio piacere che per quello degli ascoltatori e che è arrivata qui senza alcuna lettera di raccomandazione, è riuscita a ispirare al nostro pubblico un entusiasmo che, durante i sette concerti dati dalle sorelle Neruda, non ha mai vacillato. Wilma ha ottenuto il maggior successo con le composizioni di Bériot e soprattutto con le variazioni burlesche su un’aria tedesca (una spiritosa imitazione del Carnevale di Venezia) di Mildner.

Certamente, che in pubblico fossero sorridenti e sicuri lo possiamo crede ma non che non ci fosse lo stress, la stanchezza, la pressione anche del confronto. In ogni caso, le sorelle Nèruda vengono ripagate da successo con tanto di corona di alloro e denaro, tanti rubli, e anche dal dono di preziosi gioielli da parte dello Zar.

Fu durante uno di questi concerti presso il Gentry Club che accadde un incidente con i fratelli Wieniavsky, in particolare con il diciassettenne e focoso violinista

Vieuxtemps, che era presente a quel concerto, diede alla dodicenne Wilma Neruda un mazzo di fiori e il pubblico scoppiò in una grande ovazione: forse un sentimento panslavo che affiorava alla vista di una giovane violinista ceca e di un giovane violinista polacco quasi a simboleggiare una sorta di unione anche tra popoli spesso ostili tra di loro. Fu in realtà solo una semplice cortesia ma Wieniawsky, irritato dal trionfo di Neruda, sgarbatamente volle dimostrare la sua superiorità, insistendo che era lui il miglior violinista del mondo, volle provarlo, salì sul palco e riprese a suonare. Alcuni spettatori allora salirono sul palco per rimproverarlo ma Wieniawski minacciò con il suo archetto una guardia russa intimandole di tacere. Insultare un generale nel Regno di Nicola I non era cosa da poco ma il giorno dopo, il potentissimo Governatore Generale, Zakrevsky – famoso come amministratore prepotente – ordinò semplicemente a Wieniawski di lasciare Mosca entro ventiquattro ore: una reazione quindi moderata ed un piccolo scandalo che non fece alcun danno alla carriera di Wieniawski che, nonostante occasionali scatti di temperamento, divenne un habitué delle serate musicali della Granduchessa Elena Pavlovna e del Granduca Konstantin. Il prestigio di Wieniawski come virtuoso internazionale lo protesse dalle regole usuali e negli anni ’60 ottenne la nomina a Violinista di Corte e di Professore al Conservatorio di San Pietroburgo prima di assumere l’incarico a Bruxelles. Non solo, Wilma e WIeniawsky, probabilmente, avranno anche sorriso di questo incidente da adolescenti che avrebbe potuto anche risolversi peggio, perchè Wilma continuò per tutta la vita a suonare molte delle composizioni del Polacco, invitato a suonare anche a Manchester e a Brno, che le dedicò la Giga op. 23 composta nel 1876. Wilma mantenne anche rapporti con Josef Wieniawsky come è evidente da alcune lettere, probabilmente con l’intenzione di mettere in repertorio alcune sue composizioni.

Dopo il rientro a maggio del 1851, Josef decide di portare nuovamente i figli in Russia l’anno successivo con l’idea di stabilirsi a Pietroburgo per un periodo di tempo più lungo e da qui fare poi tappa per altre città.

Purtroppo il secondo viaggio in Russia si concluse bruscamente con la morte, il 28 aprile, di Victor, per emorragia, dicono i giornali, il che fa pensare, ad un aggravarsi della tubercolosi. Non c’era solo la fatica dei viaggi e gli alloggi fatiscenti o le ore di studio, chi può immaginare cosa provavano Amalie come Vicktor, spesso indicati come meno talentuosi, di fronte alla facilità con cui la sorella minore Wilma, affrontava il violino. Col permesso dello Zar, il corpo del sedicenne fu trasferito a Brno. Josef, preso il Piroscafo da Stettino, con una carrozza da Varsavia, tornò a Brno: era il 19 luglio del 1852, giorno del compleanno del ragazzo Forse Josef decise di lasciar respirare per qualche tempo i ragazzi per dar loro modo di riprendersi dalla perdita. Ma poi, la musica e soprattutto le necessità economiche tornarono a bussare alla porta e l’autunno del 1852 si ripartì di nuovo, come sempre, stavolta per la Polonia.

Da questo momento ad Amalie, Wilma e Marie si aggregherà anche il giovane Franz passando dal violino al violoncello