Wilma Neruda e lo Chopin del Nord

Come Edward Grieg divenne famoso!

di Vera Mazzotta

Edward Grieg 1866

Edward Grieg.

Il suo nome evoca suoni del nord, i paesaggi innevati della Svezia, le danze festose dei matrimoni, gare in slitta, folletti che danzano, coboldi e maghi, in poche parole, una direzione nuova alla musica con una attenzione particolare ai temi ed al folklore nordico che da avvio a quello che di solito viene chiamato il periodo delle Scuole Nazionali. Grieg nasce in una famiglia di musicisti, in realtà suo padre era un mercante ma sua madre, Gesine Judith Hagerup era una pianista concertista, compositrice e insegnante e fu lei a dare al figlio di appena sei anni le prime lezioni di pianoforte fin quando non venne indirizzato al Conservatorio dopo essere stato ascoltato dal violinista Ole Bull, amico di famiglia. Fu così che venne mandato al Conservatorio di Lipsia, diretto da Moescheles dove si diplomerà, seppur a fatica.

I must admit, unlike Svendsen, that I left Leipzig Conservatory just as stupid as I entered it. Naturally, I did learn something there, but my individuality was still a closed book to me. (Grieg nel 1881 al suo biografo).

L’incontro con Rikard Nordraak lo portò fin da subito, ad avere interesse per un tipo di composizione differente da quella insegnata nel Conservatorio legata ai canoni della musica tedesca e dove, tra l’altro, l’interesse preminente per coloro che frequentavano il corso di Pianoforte era quello di formare concertisti; nel 1865 con Nordraak decise di fondare una delle prime Società Scandinave volte a promuovere e diffondere la musica scandinava. Risale a questo periodo il suo primo viaggio in Italia.

Tornò a Bergen con un concerto fissato per il 3 ottobre del 1866 nel quale suonò Humoresque e la Sonata in Mi maggiore op. 7 quindi, decise di spostarsi a Christania (odierna Oslo) dove si fermò per 10 anni. Immediatamente si rese conto che la chiave del suo successo era quella di trovare un aggancio in esecutori stimati e nessuno, in quel momento, godeva di più alta considerazione di Vilhelmine Norman, anzi, Madame Norman Neruda, la violinista più conosciuta ed amata che, allora, era sposata con il Maestro di Cappella, Norman. Ebbe il coraggio di scriverle, a Stoccolma, chiedendole se poteva considerare di eseguire la sua prima sonata per Violino, scritta l’anno prima a Copenaghen. Wilma, sempre alla ricerca di musica nuova, accettò. Il concerto ebbe luogo all’Hotel Du Nord il 15 ottobre del 1866, alle 7,30 di un lunedì all’interno del Festivitetslokale, un concerto di enorme importanza perché annunciato con un programma di sola musica norvegese….la sua fama lo precede…dissero i giornali (Aftenbladet) e lo stesso fatto che Wilma Neruda aveva accettato di suonare con lui, lo attestava. Tutti gli artisti furono accolti con entusiasmo, Nina Hagerup il cui stile nel cantare l’op. 5 e brani di Kjerulf colpì molto i critici, Grieg per la freschezza delle sue composizioni e i movimenti della sonata per pianoforte, e, senza alcun dubbio, Wilma Neruda: i musicisti insieme riuscirono in una impresa di non poca importanza, richiamare pubblico, tanto pubblico. Grieg ebbe recensioni positive, soldi in contanti e un invito a dirigere l’orchestra amatoriale della città.

Dovresti sentire come Mrs Norman ha suonato la mia Sonata per Violino! non sapevo se continuare a suonare o fermarmi ad ascoltarla!…il concerto mi ha dato coraggio e fiducia per il futuro

ma soprattutto gratitudine, tanta, per l’aiuto che gli consentì di affermarsi subito nella natia Norvegia.

Nel 1867, nonostante le opposizioni della famiglia, Edward sposò sua cugina Nina Hagerup, una unione che, tuttavia, fu costretta ad affrontare lunghi periodi di crisi e separazione prima di tornare insieme anche da un punto di vista artistico.

E nel futuro immediato c’era l’incontro con il Vate, Liszt che si prodigò per poter ascoltare questo giovane compositore: nel 1868 inviò una lettera al norvegese elogiando la scrittura della Sonata che qualcuno gli aveva fatto avere e lo invitava a Roma.

La lettera di Liszt fu il suo secondo trampolino di lancio che gli consentì di avere, in patria, una sorta di pensione che significava comporre liberamente e senza l’assillo dei soldi. Solo nel 1870 Grieg riuscì ad andare a Roma accompagnato da Nina. Aveva con sé la Sonata per violino e la partitura del Concerto per pianoforte in tasca che era stato eseguito da poco al Casino di Copenaghen da Neupert, unico concerto scritto in un flusso ininterrotto di estro creativo, una epifania ispirata dalla nascita della primogenita… ma a Roma i coniugi andavano anche con la morte nel cuore per la perdita della bambina per la meningite.

Dapprima Liszt suonò la Sonata per Violino, entrambe le parti, del violino e del pianoforte insieme: Liszt sembrava essere dappertutto sul pianoforte e, allo stesso tempo, sulla partitura, senza perdere una nota, sempre facendo risaltare la piena qualità sonora del violino: una performance veramente magistrale. Il secondo giorno toccò al Concerto in la minore per pianoforte. Subito Liszt si impadronì del voluminoso pacco sotto il braccio di Grieg.

Oh, ora me lo suonerai”, disse

“ Ma non potrei”, disse Grieg, molto imbarazzato. “Non mi sono esercitato a suonarlo

Bene, allora, replicò Liszt, sorridendo ai suoi ospiti, “vi mostrerò che anche io non posso suonarlo”. E così lo lesse a prima vista, a un tempo così veloce che Grieg dovette rallentarlo, o meglio, fargli gentilmente notare che suonava troppo velocemente il primo tempo. Liszt suonò non solo con grande facilità ma anche facendo commenti su quanto suonava , osservazioni brillanti ed acute. Fu così colpito dal Finale che lo ripeté.

Quando ebbe finito”, scrisse Grieg, mi consegnò il manoscritto e disse in un tono cordiale: Fahren Sie fort; ich sage Ihnen, Sie haben das Zeug dazu, und – lassen Sie nicht abschrecken’ (Continui pure a scrivere musica le dico, lei ha la capacità per farlo, e – non si lasci intimidire) .

Se Liszt approvava, anche gli altri lo avrebbero fatto.

Il Vate lo congedò anche con un consiglio di orchestrazione: affidare il secondo tema del primo movimento alle trombe che, ovviamente, Grieg, molto probabilmente trovandolo troppo ”tedesco” decise di non seguire.

Il Peer Gynt, con le due suite orchestrali, gli diede la tanto attesa fama e il posto di Direttore Stabile della Bergen Philharmonic Orchestra.

Grieg e la Neruda continuarono a rimanere in contatto anche quando la donna, separata, si trasferì in Inghilterra. Grieg venne invitato a suonare a Londra nel 1884 ma, forse perchè l’ingaggio era per pochi soldi, rifiutò adducendo motivi di salute, tuttavia nel 1888 si rese conto che per la sua carriera era vitale avere le porte dell’Inghilterra aperte e, ancora una volta, chi poteva garantirgli ingaggio e successo era Wilma Norman Neruda, ora Lady Hallè!

il 6 febbraio del 1888 le scrisse ricordandole il bei tempi e il successo di 18 anni prima e chiedendole se un giorno avrebbe avuto piacere di suonare di nuovo con lui.

Yes, if you come to London.

Well, I’m coming now, sto arrivando rispose Grieg che, in effetti aveva un concerto che gli era stato fissato per il mese di Marzo, sarebbe stato veramente infelice se non l’avesse trovata!

qui la lettera completa

Wilma rispose quindi che sarebbe stata felice di esibirsi con lui, ma gli consigliò, come aveva anche fatto Joachim, di non venire a marzo, an highly unfavorable time for concert going, poiché tutti i notabili sarebbero andati in campagna durante la pausa del Parlamento stabilita per la Pasqua, gli raccomandò di venire più tardi e di fare presente a Berger la perdita di denaro sarebbe stato un concerto a Marzo, e così Grieg scrisse a Francesco Berger segretario della Philarmonic Society chiedendo di rimandare il Concerto fissato per il 23 marzo al 3 maggio…Londra sarebbe stata anche più piena di persone che il 22 marzo!

Così Grieg informò la violinista che avrebbe trascorso con Nina tutto il mese di maggio a Londra chiedendole anche consigli su come riuscire ad organizzare recitals; contestualmente, le inviò le copie delle sua seconda e terza sonata per violino dicendole che non aveva il coraggio di dare un recital da solo (cosa che fará l’anno successivo). Wilma si fece arbitro del tutto, la data venne fissata, tenendo conto dei suoi impegni, al 16 maggio per quello che venne annunciato come un Concerto da camera e fu sempre lei a scegliere il programma che si rivelerà vincente: la prima Sonata – che è già nel suo repertorio e gli ultimi due movimenti della terza. L’unico neo del cambio di data la non possibilità di incontrare a Londra l’amico Tchaikovsky: mentre Grieg aveva spostato il suo concerto la data fu data proprio al russo che avrebbe diretto Serenade e Suite.

The English were served up with some of my smaller pieces

ma forse il programma non piacque a tutti, motivo per cui Wilma si sentì in diritto di fare un commento alle critiche

Frau Néruda (Lady Hallé)— ha già commentato in occasione della sua super-eccellente esecuzione al concerto del compositore in collaborazione con Johannes Wolff. Pretendere che Grieg (come è stato fatto) suoni anche la musica di altri compositori è assurdo, poiché non fa il “tour” come un virtuoso del pianoforte ma ci visita felicemente come un esponente inimitabile delle sue opere. ( MMR vol 19 n 21)

Madame Norman-Neruda bewitched everyone with her prodigious violin-playing…ha incantato ognuno dei presenti con il suo prodigioso modo di suonare il violino scriverà a Tchaikovsky!

Il concerto diede inizio ad un tour importante con Lady e Sir Charles Hallè, quattro concerti tra Londra e Manchester.

Il 28 febbraio del 1889 alla Free Trade Hall di Manchester, Hallè suonò il Concerto per pianoforte sotto la direzione di Grieg ….

mediocre…ma d’altra parte cosa ci può aspettare da un uomo vecchio?! .

Grieg suonò per un totale di 30 concerti, tra cui con il violoncellista Piatti, a boring man…noioso, per fortuna invece Lady Hallè nell’intera esecuzione di tutte e tre le Sonate, gli piacque, almeno al momento…

Con Wilma, Grieg suonerà altre due volte, il 13 dicembre 1897 a Londra, dopo aver provato la mattina prima in casa della Neruda, e di nuovo, nel 1900 a Copenaghen:

Last week I had the pleasure of performing my three violin sonatas with Lady Neruda-Hallé before a very discerning Danish audience and receiving a very warm response. I can assure you that we did very well and it had special significance for me, because these three works are among my very best and represent different stages in my development: the first, naïve and rich in ideals; the second, nationalistic; and the third with a wider outlook. (Gennaio a Bjørnstjerne Bjørnson)

La settimana scorsa ho avuto il piacere di eseguire le mie tre sonate per violino con Lady Neruda-Hallé davanti a un pubblico danese molto esigente e ricevere una risposta molto calorosa. Posso assicurarvi lo abbiamo fatto molto bene e che questo ha avuto un significato particolare per me, perché queste tre opere sono tra le mie migliori e rappresentano diverse fasi del mio sviluppo: la prima, ingenua e ricca di ideali (scritta poco prima del matrimonio e in effetti caratterizzata da ottimismo vitale) la seconda, nazionalista (composta 20 anni più tardi e nella casa di Trouldeagen ); e la terza con una visione più ampia.

Un altro successo a riprova dell’interesse e della popolarità della musica di Grieg. Cosa rendeva la sua musica così popolare? che erano brani brevi, dal sapore esotico e che potevano essere ”facilmente” suonati nei salotti e nelle case cosa che lo rese ‘il musicista più popolare di Inghilterra dai tempi di Mendelssohn nelle case’. Che queste pseudo musiciste fossero inevitabilmente signore, tuttavia un po’ lo irritava: Ieri, a Cheltenham, strapieno, ma solo di signore (più di 40 autografi)… ed in effetti questo lo aveva notato anche il critico Bernard Shaw, stizzito già l’anno prima di aver trovato la sala piena di signorine, che, amando il suo dolce materiale erano ansiose di vedere e adorare il pasticcere… autore di una music dotata di dolci ma molto cosmopolite modulazioni (come dire troppe !) con un occasionale bello strappo di melodia.

In effetti, i critici inglesi furono sempre pronti a trovare qualche difetto in questo compositore che, per sua fortuna, o intelligenza, era però sostenuto da esecutori di eccezione, gli Hallé!

Il signor Grieg è stato particolarmente fortunato con i suoi esecutori, poiché Sir Charles Hallé ha suonato il suo Concerto per pianoforte (Op. 16), e Lady Hallé ha così pienamente concertato con il compositore nell’ op. 8 da garantire una perfetta esecuzione del piacevole duo. Madame Grieg, con la sua modesta capacità, ha dato probabilmente l’interpretazione più comunicativa possibile dei piccoli Lieder che mostrano la felice fertilità di idee musicali del marito in fantasie brillanti e schizzi, piuttosto che nel dono di un volo audace e sostenuto. (Musical Times, aprile 1889).

In ogni caso, l’esoticità della tradizione scandinava inserita nelle piccole forme conquistò il pubblico inglese e divenne à la mode, la Norvegia divenne di moda e ben presto anche meta turistica di molti inglesi.

La musica di Grieg come la sua presenza, divennero in Inghilterra sicurezza di successo di pubblico ed il suo rapporto con esso non cambiò mai e il 7 dicembre del 1897 fu invitato a suonare a Windsor per la Regina Vittoria.

L’ammirazione per Lady Hallè rimase inalterata. Nel 1906, con Ernest Newman, giornalista del Manchester Guardian, si trovò ad un concerto in cui ascoltò la veterana del violino suonare il Concerto di Mendelssohn con una orchestra di nuova fondazione ad Henley. Newman dice che Grieg era “in estasi” per la sua esecuzione e che le fece i suoi complimenti più calorosi aggiungendo che gli disse che Lady Hallé era la sua violinista preferita e che avrebbe voluto scrivere un concerto per lei…. ma questo non lo mise al riparo dal pregiudizio di molti musicisti, e non solo, riguardante il modo di suonare della Neruda dinamico rispetto a quello di Joachim e di Brodsky, di un dinamismo che trovava “femminile” ma “che certamente non poteva essere paragonato alla grande energia maschile.

Grieg tornerà ad ascoltare Wilma poco prima di morire, il 16 febbraio del 1907 a Manchester

Ha suonato meravigliosamente, come sempre – ma come è invecchiata! E nonostante la bellezza del suo tono era come se la rotondità nella strutturazione della musica fosse diventata più irregolare. Eppure, se chiudevo gli occhi e ascoltavo, era ancora l’eterna giovane Neruda. La Sonata in Sol maggiore di Brahms (eseguita con la sorella Olga) e i vecchi pezzi italiani le si addicono molto anche se vorrei che Brahms fosse portato dal mondo aristocratico delle nuvole, dove Lady Halle lo tiene nel nostro mondo peccaminoso, con la sua lotta e il suo trionfo.

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